NASCAR | Cup Series: Buescher spezza il digiuno nel caos di Bristol!

Gabriele Dri - 18 Settembre 2022 - 19:15

Chris Buescher torna alla vittoria dopo ben 222 gare a secco. Dietro di lui colpi di scena fra forature, problemi meccanici e incidenti praticamente per ogni pilota qualificato ai playoff. Eliminati Harvick, Reddick, Austin Dillon e soprattutto Kyle Busch


Partiamo dal finale: Chris Buescher vince meritatamente a Bristol e conquista la seconda vittoria in carriera a sei anni di distanza di quel 1° agosto a Pocono che per la nebbia presente sembrava quasi il 1° novembre. Quella di Bristol è stata una serata (nottata lunga in Italia) pazza, ai limiti dell’assurdo per i fatti avvenuti. Dispiace però che la causa principale di questo siano state soprattutto le debolezze di gioventù della vettura Next Gen che la NASCAR dovrà ancora aggiustare per rendere quasi perfetta.

Bristol si sapeva che sarebbe stata una gara di chiusura del “Round of 16” non da deboli di cuore (per i deboli di stomaco invece sì, basta vedere Gragson vincere in Xfinity Series un giorno prima) e molti cuori sicuramente sono stati infranti. Di sicuro Kyle Busch e Kevin Harvick insieme ai loro tifosi mai si sarebbero immaginati di abbandonare il sogno del titolo così presto, in casa Richard Childress Racing la ricostruzione inizia oggi con il ko nel big one di Reddick e Austin Dillon anche se pure qui i problemi da risolvere sono tanti.

Sorridono forse quasi sollevati piloti come Suárez, Cindric e Briscoe che pur non facendo tre gare perfette avanzano insieme ad un Bell che si conferma ad alti livelli mentre altri piloti più titolati non hanno convinto dall’inizio dei playoff e che ora tornano in corsa più per il reset del punteggio che per altro.

La gara

Bristol, prima elimination race di questa pazza stagione equilibrata. Il riassunto perfetto di questa situazione è il fatto che nelle prime due gare dei playoff hanno vinto due piloti non qualificati (Jones a Darlington e Wallace in Kansas) mentre c’è solo un solo pilota già al “Round of 12” in base ai punti ottenuti e non è quell’Elliott che partiva con ampio margine bensì Christopher Bell.

La classifica è spaccata in quattro tronconi. Detto di Bell qualificato poi c’è un gruppo di otto piloti a cui basta gestire la serata per passare il turno. L’attenzione di tutti è dunque su sette piloti in lotta in teoria per appena tre posti. Molto vicini ci sono Suárez (+6), Reddick (+2), Cindric (+2) mentre sotto alla linea rossa Kyle Busch (-2), Austin Dillon (-3) e Briscoe (-9). Staccatissimo e praticamente obbligato a vincere – ancora una volta con questo format – Kevin Harvick addirittura a -35.

In questa lotta ci sono tre dei protagonisti della settimana ovvero Kyle Busch che è stato appena annunciato come nuovo pilota della #8 del Richard Childress Racing, accolto nel team da Austin Dillon mentre Tyler Reddick prosegue nel suo limbo e forse si sta pentendo di aver annunciato il suo passaggio al 23XI Racing con 18 mesi di anticipo perché la paura di aver buttato al vento due stagioni da ospite indesiderato comincia a leggersi sul suo volto.

Per una volta il weekend di Bristol è senza pioggia e l’unica cosa che fa arrabbiare è il PJ1 applicato nella parte bassa del banking, anche se ormai è quasi sparito. Il venerdì vede le vetture scendere in pista per le consuete libere seguite dalla qualifica. Nella sessione di apertura il più veloce è Hamlin (nonostante un temuto problema allo sterzo, ma sono in molti a non avere un feeling ideale col volante) davanti a Cindric, Logano, Kyle Busch ed Allmendinger.

Proprio la #2 e la #18 sono le protagoniste dell’unico spavento: Kyle Busch perde il controllo in curva e finisce in testacoda senza toccare le barriere. Rowdy da veterano preme i freni anche a incidente terminato e Cindric lo sfiora passando indenne. Chi però va veloce come team nel complesso è lo Stewart-Haas Racing e lo si vede bene in qualifica.

Aric Almirola a sorpresa conquista la pole (14.946″) precedendo otto piloti dei playoff, nell’ordine Briscoe, Bowman, Hamlin, Larson, Blaney, Harvick, Bell e Cindric mentre Keselowski è stato l’ultimo dei qualificati al secondo round. Bene anche Custer (11° ed eliminato per soli 0.003″), Chastain è 12°, delude Logano (15°) ma anche altri big come Kyle Busch (21°) ed Elliott (23°). Mal posizionati anche Byron (16°), Reddick (17°) e soprattutto Austin Dillon (28°) e Suárez, addirittura 29° a causa del sottosterzo.

Al via Almirola scatta bene dall’esterno e a seguirlo dalla stessa corsia è Hamlin che supera Briscoe poco più tardi scavalcato anche da Blaney; male invece Kyle Busch, Elliott, Austin Dillon e soprattutto Suárez che scivola addirittura al 33° posto. La #99 che in qualifica saltava sulle asperità del cemento ed era tanto sottosterzante, ora salta ancora ma è sovrasterzante; quella di Daniel sarà una gara di contenimento danni.

L’interno è ancora la corsia migliore, tuttavia l’esterno comincia a farsi vedere e Kyle Busch con Reddick e Stenhouse provano a farlo sfruttare nelle loro rimonte. In vetta Blaney raggiunge Hamlin e comincia a puntarlo mentre al giro 15 (dei 125 della prima stage e 500 totali) Almirola vede in fondo al rettilineo i primi doppiati. Dieci giri più tardi McLeod è il primo a perdere un giro mentre Austin Dillon e Suárez entrano in zona rischio per la loro gara ed i loro playoff dato che sono 30° e 31°.

Dopo un paio di tentativi Blaney riesce a scavalcare Hamlin mentre in coda Daniel passa e lascia al suo destino Austin che vede Almirola sempre più vicino. Ma al giro 36 Aric fatica a doppiare Yeley, Ryan ne approfitta e così Blaney si porta al comando venendo seguito subito da Hamlin. Ware viene doppiato dalla #12 e c’è solo LaJoie fra Blaney ed il doppiaggio di Dillon, ma al giro 42 arriva la prima caution. La prima di tante.

Formalmente la caution è per detriti, ma in realtà è per le forature di Burton e Yeley (entrambi su Ford ed entrambi alla anteriore destra, nota da non trascurare) che – chi più chi meno – si appoggiano al muro. Nel gruppo si scatena il panico e in maniera sparpagliata si va ai box. Non si fermano Keselowski, Wallace, Buescher, Reddick, Suárez (che cerca di uscire dalla sabbie mobili) e LaJoie, seguono poi Hamlin e Blaney con gomme fresche.

La pausa però fa diventare le radio roventi: Harvick si lamenta dei freni, Larson pure lui dello sterzo così come poco più tardi anche Briscoe il quale a fine gara ammetterà che forse dal giro 4 circa sia rimasto senza servosterzo. Custer invece perde una ruota uscendo dallo stallo, ma si ferma subito; dopo settimane di tregua a Bristol tornano a fioccare le gomme vaganti.

Si riparte ai -76 nella prima stage e l’esterno scatta bene, Wallace decisamente meno e quindi ad andare in fuga è la coppia Roush Fenway Keselowski Racing con appunto Keselowski e Buescher. Wallace è terzo davanti ad Almirola, un Hamlin in rimonta e poi tutti gli altri incluso Suárez che va in difficoltà fin da subito e pian piano viene passato da quasi tutti gli altri piloti dei playoff.

L’esterno prende vita definitivamente e la gara inizia ad animarsi. I dialoghi via radio proseguono invece sullo stesso tono: ora a lamentarsi dello sterzo è Almirola e viene passato da Blaney. I giri scorrono veloci, ne mancano ormai solo 50 nella prima stage e i leader (Keselowski intanto ha 1″ sul compagno di squadra) tornano nel traffico dei doppiati. In coda stanno scappando e risalendo Cindric ed Elliott e così i 16 dei playoff sono nella top22.

Arriva ora il primo di tanti colpi di scena: la causa è sempre la foratura della anteriore destra, la vettura è sempre una Ford e la vittima stavolta è Cindric. E la sensazione generale è che Austin, malgrado riesca a tornare ai box, sia destinato ad una eliminazione quasi certa. Cindric torna in gara ultimo e staccato di quattro giri.

La gara però prosegue (ci sarà modo di discutere su questo in seguito) senza caution. Caution che però arriva pochissimi giri dopo. Senza ripetere la trafila perché è la stessa, stavolta a forare è Blaney mentre dietro di lui Almirola finisce in testacoda e a muro per evitarlo. Ryan va ai box però nel ripartire perde una ruota (si attendono squalifiche in settimana e il pilota si arrabbia moltissimo); solo il tesoretto accumulato finora lo mette relativamente al sicuro, però la prima stage si sta trasformando in una autentica Caporetto per le Ford.

Il gruppo si spacca ancora ai box. Keselowski tira di nuovo dritto con gomme usurate di 100 giri insieme a Reddick, poi seguono 15 piloti guidati da Bell, Briscoe, Larson e Kyle Busch che si erano fermati prima e poi tutti gli altri, con Hamlin 18°, che invece lo hanno fatto adesso.

La green sventola ai -26 e, mentre Kyle Busch balza da sesto a terzo, si assiste al dramma di Blaney che sì ha girato entro la velocità minima entro i 10′ della Damaged Vehicle Policy e quindi potrebbe effettuare tutte le riparazioni possibili per il danno del pesante botto, ma si ostina a girare per non perdere subito giri con una vettura che sfiaccola, è tutta storta e gira 3″ più lenta.

I rischi durano una decina di giri fra soste che tamponano solo velocemente i danni, rischi sempre più grandi e altre forature finché la NASCAR non si stufa e lo obbliga a tornare ai box. Gli ultimi giri, Blaney escluso, scorrono via tranquilli e Keselowski usando un solo treno di gomme vince la prima stage davanti a Bell, Kyle Busch, Briscoe, Larson, Bowman, Buescher (che ha recuperato una decina di posizioni), Reddick, Byron e Truex.

Byron così diventa il secondo qualificato al “Round of 12” mentre su Hamlin (ora a +45 sul taglio) ci sono informazioni contrastanti. In coda, conteggiando solo i punti effettivamente conquistati e non quelli virtuali, Kyle Busch balza in alto ed è a +6, Suárez a +4 e Reddick a +3 mentre gli eliminati sarebbero Cindric (-3 e in fondo alla classifica), Briscoe (-5), Austin Dillon (-6) e Harvick (-38).

In pit lane ancora gruppo spaccato. Keselowski è costretto a cedere il comando (e perde posizioni per una sosta lenta) ma a prenderlo non fermandosi è il compagno di squadra Buescher che passa in testa davanti ad un Harvick che, obbligato a vincere, si trova nella posizione buona per il colpaccio. Dopo i primi dieci che tirano dritto c’è Briscoe che cambia due ruote e precede Larson.

In casa Penske la situazione è pesante: con Blaney ancora in pit lane per le riparazioni (solo in seguito andrà nel garage) e Cindric penultimo a -4, Logano si era dovuto prima fermare due volte per una ruota mal fissata ed ora con un cambio di soli due penumatici tenta di salvare la situazione.

Si riparte con 30 auto a pieni giri (segue Cassill a -2) e la corsa – anche se non lo si sa ancora – prende la direzione di Buescher che precede Harvick, Hamlin, Wallace e Chastain. Ma la tregua dura pochissimo e c’è la seconda caution provocata da Burton anche se stavolta per un tamponamento che parte da un Almirola rattoppato, passa da Cindric e termina con Harrison. Cassill recupera un giro, solo LaJoie va ai box e quindi nuova green ai -105.

Hamlin spinge forte Buescher per liberarsi di Harvick, ma Kevin rimane secondo dietro a Chris il quale ormai per tutti è “tornato ad essere” Christopher come all’anagrafe dopo il lapsus di Dale Earnhardt Jr. in cabina di commento qualche settimana fa. La sorpresa della corsa in questo momento è Custer che entra nella top5 passando Chastain (che fa traiettorie strane per sopperire all’assetto) e poi attacca pure Wallace rimbalzando però indietro. Bene anche Haley settimo su Briscoe.

Mancano 90 giri alla fine della stage e si attiva un’altra emergenza: oltre al duo Penske, anche la coppia RCR è messa male, infatti Reddick è appena 22° e Dillon 27° e come nel primo stint vede il leader avvicinarsi alle sue spalle. Ma l’attenzione è tutta davanti nella battaglia fra Briscoe, Suárez, Bowman, Logano, Kyle Busch e Larson con Daniel ovviamente che innesca attacchi facendo da tappo agli altri. Mai sul radar invece Truex che, anch’egli, riporta problemi allo sterzo e ad un occhio.

In testa c’è una fuga a tre con Buescher, Harvick ed Hamlin che stanno raggiungendo i doppiati. Ma non si può stare tranquilli per 10′ che ripartono i colpi di scena: la vettura di Wallace, in quel momento quarto, inizia a fumare e il fluido che sta evaporando è (ovviamente) quello del servosterzo. Bubba va in pit lane (e la pit crew va in crisi cambiandogli due gomme che appena tolte sono coperte di liquidi) e poi nel garage.

Neanche il tempo di capire cosa succede e il suo compagno di squadra Gibbs va ko per lo stesso identico motivo mandando nel garage tutto il 23XI Racing. Sembra qualcosa di incredibile per la coincidenza temporale, ma questo avrà dei risvolti anche in seguito. Intanto in pista Harvick ha tentato un attacco su Buescher, ma Chris lo ha respinto, Hamlin non ne approfitta perché aveva già perso metri.

Siamo ai -60 nella stage e Austin Dillon ha recuperato un paio di posizioni ai danni del fratello Ty e di Jones (pure Petty GMS male stasera), tuttavia Buescher li ha raggiunti. A salvare la #3 per la seconda volta dal doppiaggio però ci pensa un’altra doppia caution con Burton (e sono tre incidenti anche se qui la scampa dato che gli danno il lucky dog) che finisce a muro di nuovo e Jones che finisce in testacoda perché Ty gli dà una sportellata del tutto inutile per evitare la #21 che procede lentamente.

La bandiera gialla interrompe un bel triello fra Buescher, Harvick ed Hamlin, ma presto potrà riprendere perché ai box il gruppo si spacca ancora ed i tre non vanno a cambiare gomme. Al giro 200 Kyle Busch esce davanti a tutti dalla pit lane e riparte 11°; chi invece non ne esce è Truex e il problema è ovviamente il servosterzo. Ma se in casa 23XI Racing si lavora nel garage per riparare le vetture, il team #19 getta subito la spugna, tanto di obiettivi in palio (Martin ha 200 punti di vantaggio sul 18° in classifica) non ce ne sono.

La selezione si fa brutale, anche Bowman si lamenta dello sterzo, e alla green dei -46 ci sono già sole 24 auto a pieni giri. Chi ne approfitta della ripartenza dopo una fase in ombra è Elliott che si riavvicina alla top10 da cui si allontana notevolmente ancora una volta Suárez. Buescher rimane al comando su Harvick, Hamlin, Custer e Chastain.

Dietro zitto zitto Cindric sta iniziando la rimonta: scavalcato ovviamente Blaney (ancora nel garage) ma anche Wallace, Gibbs e Truex, pur essendo a -4 supera anche Yeley e quindi quattro punti virtuali in più ce li ha e tutto può succedere. La sorpresa di questa fase è che Hamlin si stacca subito dalla coppia di testa; poi si scoprirà il motivo.

Da notare anche il rientro di Keselowski in top10 ai danni di Haley, il sorpasso di Larson e Bell su Chastain, poi però altra caution e altro colpo di scena con Hamlin (stavolta una Toyota) che fora la solita anteriore destra e si appoggia leggermente al muro. La bandiera gialla blocca anche il sorpasso di Reddick su un Suárez in crisi nera e che avrebbe messo virtualmente Tyler e Daniel alla pari in bilico sul taglio dei playoff.

Altra caution ed altro gruppo spaccato in pit lane. I leader si fermano lasciando la prima posizione a Bell su Chastain e Briscoe (che va ancora a caccia di punti pesanti) ed altre nove vetture, segue Larson che cambia due gomme, poi Buescher ed Harvick. Inoltre, chi si ferma ora dovrà rifornire solo un’altra volta fino al traguardo.

Bandiera verde per uno sprint di 10 giri, Bell scatta bene mentre Briscoe al suo fianco rimane sorpreso e così Chastain passa secondo. Nei giri finali da notare ci sono solo le rimonte dei piloti con gomme fresche e i piloti dei playoff emergono. Bell vince la seconda stage davanti a Chastain, Briscoe, Elliott, Kyle Busch, Bowman, Byron, Austin Dillon, Larson, ed Harvick che all’ultimo giro ruba l’ultimo punto a Suárez. 25 le auto a pieni giri inclusi Reddick ed Hamlin in coda.

Ora la classifica è quella che i piloti effettivamente devono tenere in conto per le strategie finali. Hamlin adesso è certamente qualificato e con lui anche Logano e Bowman per un totale di cinque piloti; Blaney è quasi a posto malgrado i danni visto il +31 così come Larson, Elliott e Chastain. La lotta vera è sempre quella di prima: Kyle Busch inizia l’ultima stage a +9, Briscoe è tornato su ed è a +3, Suárez deve difendere un solo punto su Reddick primo virtualmente out, Cindric è a -4 così come Austin Dillon, Harvick invece ancora a -38.

La pit lane si riapre e c’è un altro smezzamento: Bell non si ferma così come Elliott ed altri 15 piloti, Chastain invece lo fa e riparte 18° con Briscoe e Kyle Busch. La classifica live vedrebbe così Chase eliminato pur essendo alla pari con Reddick ed insieme a Dillon, Cindric e – ovviamente – Harvick che non è al comando. Si riparte a 241 giri dalla fine con una sorpresa, la prima di tante: Blaney torna in pit lane dopo 1h di riparazioni e, dopo altri pit stop di controllo e penalità da scontare, torna anche in gara seppur ultimissimo e staccato di circa 150 giri dal leader.

Bell rimane al comando, Elliott non scatta bene e così sia Byron che Larson suoi teammate lo superano; Harvick completa la top5 dopo essersi tenuto dietro un buon McDowell mentre Suárez ancora una volta esce dalla top10 dopo esserci entrato di strategia. Poi, il colpo di scena più grande.

La #18 di Kyle Busch sta fumando vistosamente. Ma non è fumo che esce da sotto il cofano come successo per le altre Toyota, esce dagli scarichi, da entrambi gli scarichi. Quanto sta succedendo è chiaro a tutti: per la seconda volta (dopo Darlington quando stava lottando per la vittoria con Truex poi anch’egli ritirato per un problema meccanico) nelle ultime tre gare Rowdy è costretto al ritiro per la rottura del motore.

La vettura torna nel garage in un mare di olio e le speranze di qualificazione per Busch sembrano esaurite a 230 giri dalla fine. Kyle scende dalla vettura e, in pieno stile Raikkonen, torna nel motorhome senza togliersi il casco (poi come da prassi a rabbia sbollita rilascerà le interviste di rito mantenendo una calma incredibile).

NASCAR Cup Series Kyle Busch Bristol 2022

E qui gli scenari si complicano ulteriormente, perché non c’è nemmeno il tempo di capire quanto e se Busch sia spacciato (virtualmente è out per tre punti) che dal garage arriva un’altra notizia: Wallace sta tornando in gara.

In molti subito non capiscono il motivo di questa manovra. La #45 è già qualificata al “Round of 12” nell’owners championship con la vittoria in Kansas quindi (a parte Bubba) non ci sono punti da raccogliere, inoltre con un potenziale sorpasso alla #18 ferma in classifica si potrebbero rubare punti preziosi in casa Toyota che potrebbero invece risultare utili a Kyle Busch. Ma si sa che in NASCAR i giochi di squadra sono rarissimi. Affermazione che verrà smentita nell’ora seguente.

Intanto delle sei Toyota in pista solo una non ha avuto guai finora ed è quella di Bell che è al comando alla green dei -224. Come detto non c’è stato nemmeno il tempo di valutare quanto grave sia la situazione di Busch che tutto cambia di nuovo. Anzi, gran parte del “Round of 16” si decide ora.

Suárez sta combattendo con la vettura da inizio gara e a questo punto la #99 ha il sopravvento. In curva4 al primo giro dopo la ripartenza Daniel perde il controllo, tocca il muro, poi rimbalza sull’incolpevole Stenhouse ed innesca praticamente un big one. Quando il groviglio si ferma si contano otto vetture coinvolte. Detto di Suárez e Stenhouse, finiscono nel mucchio in ordine crescente di importanza Cassill, Gilliland, Blaney, Bowman e soprattutto la coppia RCR composta da Austin Dillon e Reddick.

Mentre Bowman e Stenhouse sono costretti subito al ritiro (e Cindric ringrazia ancora una volta inosservato), Suárez ne esce quasi indenne pur avendo picchiato su tre angoli, ma sul momento perde un solo giro e prosegue la corsa. Chi invece va ai box con sospensioni fortemente danneggiate sono la #3 e la #8. Il conto alla rovescia del DVP comincia il suo conteggio inesorabile. Le due pit crew hanno 10′ di tempo per rimandare in pista delle vetture “presentabili”.

L’attesa è febbrile e le inquadrature sono tutte per loro (solo Haley, LaJoie ed Almirola vanno ai box per le soste regolari) che nel frattempo hanno già perso diversi giri. Il gruppo non aspetta e si riparte ai -214. Reddick si unisce agli altri piloti, Dillon no, il team ci prova fino all’ultimo ma il tempo scade e quindi Austin è costretto al ritiro condannandolo praticamente all’eliminazione.

Mentre Bell scatta bene con Larson, ma non Byron che così viene passato da Keselowski, Tyler gira entro la velocità minima e quindi ora può effettuare tutte le riparazioni necessarie, tuttavia deve scontare anche delle penalità e quindi in pratica i 10 giri di ritardo accumulati raddoppiano.

Allo scoccare delle 2h di gara mancano esattamente 200 giri alla fine: Bell precede Larson, Keselowski, Byron, Harvick, Elliott, Buescher, Logano, McDowell ed Allmendinger; 21 le auto a pieni giri con Hamlin 12°, Chastain 13° e Briscoe 14°. Suárez è 22° e lucky dog virtuale a -1, Cindric 25° a -4, Reddick 28° davanti ai ritirati Dillon, Bowman e Kyle Busch che ha ancora 60 giri i margine su Wallace e 120 su Blaney. Con questa classifica Busch clamorosamente sarebbe di nuovo qualificato insieme a Suárez (+7) con cinque punti di margine su Reddick e Cindric, nove su Dillon e 19 su Harvick mentre Briscoe sembra ormai al sicuro (+17) così come Blaney (+23).

Forse è la volta buona che la calma torna a regnare su Bristol e si attende che la situazione di classifica si assesti. In pista c’è intanto una fuga a cinque (fra cui un Harvick che non sembra essere quello di prima in grado di prendersi l’incredibile vittoria salvifica) mentre un Elliott spento è staccato a 4″. Sorprendente invece il fatto che Burton dopo aver provocato tre caution sia 16° e a pieni giri.

Ancor più sorprendente però è quello che succede pochi secondi più tardi: dopo Wallace anche Gibbs torna in gara e dunque pure Ty rischia di rubare punti fondamentali a Kyle Busch che sarebbe ancora ultimo qualificato a +5 su Reddick e Cindric. La situazione non si semplifica invece per Suárez il quale con l’auto danneggiata perde il lucky dog a vantaggio di Almirola e quindi per stare tranquillo deve sperare che la #99 regga agli urti subiti e che per sicurezza Harvick non vinca.

In vetta Bell inizia un nuovo giro di doppiaggi e così il plotone si ricompatta. Harvick punta Byron mentre più dietro Buescher sospinge Elliott verso i cinque che avevano allungato. Chase riprende e passa di slancio ai -170 sia Harvick che Byron il quale entra in crisi dietro ad Almirola e Reddick perché non riesce ad affrontare l’interno e scivola addirittura all’ottavo posto dietro a Logano.

Buescher scavalca Harvick e si porta al quinto posto, ma la battaglia che hanno avuto questi lascia il gruppo più sgranato con Bell che ha 1″ su Larson, 3″ su Keselowski e 6″ su Elliott e Buescher, Harvick a 7.5″. I minuti che seguono sono di selezione e sono in pochi a rimanere a pieni giri.

A rischiare un pochino in questa fase sono Hamlin, Chastain e Briscoe, ancora fuori dalla top10 e con un ritardo in secondi sempre più ampio. Ai -150 è ancora tutto aperto dato che Larson raggiunge Bell ed in classifica Suárez dopo il sorpasso subito da Jones ed essere finito a -2 giri è a +6 punti con Kyle Busch sempre a +5 su Reddick e Cindric. Tuttavia a rimescolare tutto ci pensa un’altra caution: Jones ha ancora problemi e rallenta in pista fino a fermarsi. A ringraziare questa bandiera gialla è proprio Bell che era fuori sequenza ed avrebbe dovuto fermarsi a breve.

È la prima sosta in cui tutti i leader (14 auto a pieni giri più il lucky dog Briscoe che si salva e la wave around di Cody Ware) vanno ai box insieme; Chastain ci deve andare due volte perché alla prima manca lo stallo. Larson esce davanti a Bell e quindi il vincitore uscente della Night Race a Bristol è il nuovo leader. Sosta lenta invece per Elliott che perde terreno, ma con i ritiri altrui è matematicamente qualificato. Wallace “supera” Busch che così ora è a +4.

Si riparte ai -140 con Larson davanti a Bell, Keselowski, Harvick, Logano e Buescher con Brad scatenato che attacca all’esterno e si porta in seconda posizione; dietro di loro Harvick e Logano lottano, Kevin ha la meglio e Chris lo segue e Joey prosegue così la serata anonima di controllo.

Larson scappa via ed accumula oltre 1″ di margine, poi dal box gli dicono di non esagerare e quindi il campione in carica alza leggermente il ritmo. Sembra che Kyle sia in totale controllo, e invece il sottosterzo della #5 sta aumentando sempre più. Elliott intanto esce dalla lotta per la vittoria dato che non riesce a reagire ed è braccato da Allmendinger per l’ottava posizione.

Larson viene raggiunto dal Keselowski migliore della stagione e passato in un attimo quando mancano 112 giri alla fine con uno slide job al limite. Pure Bell è con loro, poi ci sono Harvick e Buescher a 2.5″ mentre Logano, Byron, Elliott ed Allmendinger sono a 5″. Ma i colpi di scena non sono finiti qua: tornano le forature e stavolta a pagare dazio è proprio Logano che con la sosta ai box perde un paio di giri uscendo in zona Suárez.

I giochi di squadra che 100 giri fa sembravano inesistenti, ora invece si fanno reali. Ad iniziare è la Toyota che evidentemente si accorge degli errori commessi e quindi casualmente Gibbs va ai box e si ritira quando era ad appena quattro giri dallo scavalcare Kyle Busch e rubargli un punto. Ovviamente i sospetti ci sono, ma si va avanti perché è comprensibile che la situazione è critica per la #18.

Mancano ancora 100 giri alla fine e a ereditare un posto nella top10 dietro ad AJ sono Hamlin in rimonta e Custer, a pieni giri ancora soltanto McDowell, Haley, Chastain e Briscoe che ha Keselowski vicino. La griglia playoff cambia ancora perché Logano accusa altri problemi (in questa fase sembrano plausibili) e deve fare un’altra sosta. A ringraziare è Suárez che lo supera e si porta a +8 sul taglio.

Un altro sorpasso importante è quello di Bell su Larson, ma quando lo completa Keselowski ha già 2″ di margine e pure Christopher deve accelerare perché Kyle ha fatto da tappo e sono arrivati anche Harvick e Buescher.

Ma la calma non regge, ormai Bristol è scossa da ribaltoni ogni quarto d’ora: l’ennesima Ford a forare in questa gara è purtroppo proprio quella di Keselowski. Fra qualche polemica (che la NASCAR cerca di placare con la solita autoassoluzione che viene in parte smentita) la caution non viene chiamata perché “la #6 aveva spazio libero per proseguire ed entrare in pit lane in sicurezza” e quindi Brad perde due giri e Bell passa al comando.

Con un avversario in meno torna pericoloso anche Harvick che deve superare solo due auto per conquistare vittoria e “Round of 12”. Ma la classifica cambia ancora: dopo un lungo inseguimento (anche perché ha avuto un’altra foratura), Cindric supera in pista McLeod a quota -6 giri e quindi distanzia Reddick (che ora è staccato di 30 giri) di un punto ed ora è a sole tre lunghezze da Kyle Busch. Il finale di corsa è tutto a vantaggio del pilota della #2. Poco più tardi Amirola (che era 19° a -3) alza bandiera bianca dopo l’incidente precedente e anche per il servosterzo ko e quindi Cindric è a soli due punti dalla qualificazione.

In vetta intanto il quartetto di testa procede ad elastico dato che a seconda dei giri sono 2+2 o 3+1, ma comunque ai -65 Bell, Larson, Harvick e Buescher sono in lotta per la vittoria dato che Elliott è a 6.5″. Ovviamente a rovinare tutto ci pensa un’altra foratura (stavolta però è la posteriore destra), ancora una volta per il leader della gara e quindi a cedere terreno è l’ultima Toyota finora indenne, quella di Christopher Bell.

Questa volta la caution viene chiamata e quindi la corsa si decide all’ultima sosta: tutti gli 11 piloti a pieni giri (più il lucky dog Haley) vanno ai box, ma la mossa decisiva su una pista dal degrado delle gomme molto basso la fanno i crew chief di Buescher, Elliott e Byron che optano per soli due pneumatici freschi e quindi il trio esce dalla pit lane davanti a Larson ed Allmendinger.

Disastro invece contemporaneo e in fotocopia per Harvick ed Hamlin. Entrambi i piloti finiscono lunghi nello stallo, devono fare retromarcia e poi ripartono perdendo una ruota finendo così in coda al gruppo a pieni giri.

Da notare anche la sosta ulteriore e prolungata di Logano che perde giri. Questo possibile gioco di squadra in risposta a quello Toyota permette dunque a Cindric di superare Joey e questo, unito al “sorpasso” di Blaney su Kyle Busch, mette la #2 e la #18 a pari punti per il 12° e ultimo posto utile con Cindric che ha il tie breaker a suo favore.

Si riparte ai -57 con Buescher al comando su Elliott, Byron, Larson, Allmendinger, Bell, Custer, Chastain, McDowell, Harvick, Hamlin ed Haley, Briscoe 13° a -1 e tranquillo davanti a Keselowski, LaJoie e Ty Dillon, gli altri ad oltre -2 con Suárez 21° a -4, Cindric 22° a -6, Logano che poco dopo addirittura si ritirerà, Reddick 28° e in grado di passare solo Almirola e Blaney certo del 30° posto.

Alla green Buescher scatta bene ma lo fa anche Byron che per un paio di giri si mette davanti ad Elliott. Chase poi ripassa ma ai -50 ha 0.45″ di ritardo. Sembra che la #9 si sia ripresa e possa avere uno scatto di orgoglio per raggiungere la #17, ma non sarà così così come Larson con gomme fresche non riuscirà a recuperare terreno.

Il finale di gara è pieno di tensione ma con poche battaglie vere e proprie se si esclude quella molto intensa e ravvicinata fra Bell e Larson. Nel frattempo la selezione prosegue: Ty Dillon finisce a muro e va ai box, quindi Cindric lo sorpassa ed ora è qualificato per un punto. Poco più tardi anche il compagno di squadra Jones accusa altri problemi e Austin passa a +2.

Pure Reddick guadagna il punto su Logano, ma la sua situazione è ormai quasi spacciata malgrado i ko delle Chevy di Petty GMS. Ai -25, dunque, la lotta per un posto è fra tre auto con Cindric a +2 su Kyle Busch e +3 su Reddick.

Davanti intanto il gap fra Buescher ed Elliott oscilla fra i sei e gli otto decimi, i doppiati non interferiscono nella battaglia anche perché o sono pochi oppure sono molto ammaccati e girano molto lenti. Solo negli ultimi metri Chase recupera qualcosa ma il distacco sul traguardo è di 0.458″.

Chris(topher) Buescher conquista meritatamente (169 giri in testa) la seconda gara in carriera a 222 corse di distanza da quella Pocono invasa dalla nebbia. Elliott come detto è secondo davanti a Byron (+1.6″), Bell (+1.8″), Larson (+3.6″), Chastain (+4.1″), Allmendinger (+5.9″), Custer (+7.6″), Hamlin (+7.8″), Harvick (+8.4″), McDowell (+9.4″) ed Haley (+9.8″), le uniche auto (12) a pieni giri. La gara è stata estremamente selettiva: Keselowski è 13° a -1, Briscoe 14° e -2, Suárez 19° a -6, Cindric 20° a -6 poi gli incidentati seri Reddick, 25° a -31 e Blaney 30° a -162.

La classifica ovviamente non ha subito scossoni nel finale e quindi insieme ai già qualificati prima o durante la corsa Bell (vincitore di un anomalo “Round of 12” senza vincitori dei playoff), Byron, Hamlin, Elliott, Larson, Chastain, Logano e Bowman, Blaney si salva a +26, Briscoe recupera all’inizio ed è a +14, Suárez evita danni pesanti nel big one innescato ed finisce a +7. L’ultimo qualificato è Cindric che dopo 100 giri sembra out ma termina a +2 su Kyle Busch e Reddick, più indietro Austin Dillon (-11) ed Harvick che sogna la vittoria ribaltone, ma poi all’ultima sosta crolla e paga il -24.

Oltre ad essere una vittoria da record per Buescher (solo Bill Elliott in carriera riuscì a rompere una striscia negativa più lunga, 226 gare), quella di Bristol è la gara forse simbolo della Next Gen, una vettura che ha regalato equilibrio alla Cup Series dato che Chris è il 19° vincitore diverso nel 2022, dato che eguaglia il record delle stagioni 1956, 1958, 1961 e 2001, ma ora mancano ancora sette corse alla fine.

Ma è ancora una vettura con qualche problema tecnico e le forature, le ruote perse ai boxe e di servosterzi ko sono gli esempi più lampanti così come le difficoltà di sorpasso sugli short track dovuto fra le altre cose alle velocità più alte in curva, fatto che in un effetto domino pare mandi in ebollizione il liquido del servosterzo e aumenti notevolmente i carichi sugli pneumatici in appoggio. Soluzioni se ne devono trovare in fretta, anche se non tutto è perduto.

Intanto Buescher festeggia una vittoria che è anche la prima da team owner per Keselowski, tuttavia a Brad sicuramente brucia quella foratura e quella caution non chiamata. Si chiude un round dei playoff con la coppia RCR che saluta il gruppo così come un suo pilota del passato (Harvick) ed uno del futuro (Kyle Busch) che insieme mettono insieme 120 vittorie in Cup Series. Sì, la stagione 2022 non smette di regalare sorprese ed emozioni e forse siamo solo all’inizio.

I risultati odierni

La classifica della “Bass Pro Shops Night Race”

La classifica generale

Questa la griglia playoff al termine del “Round of 16”

NASCAR Cup Series classifica playoff dopo Bristol 2022

Così invece la classifica dopo il reset all’inizio del “Round of 12”

NASCAR Cup Series classifica playoff prima Texas 2022

La classifica completa

Le altre categorie

Xfinity Series: inarrestabile Gragson a Bristol!

Truck Series: Majeski infiamma Bristol con la prima vittoria in carriera

I prossimi appuntamenti

Il prossimo weekend la NASCAR farà tappa in Texas e si entrerà definitivamente in clima playoff. Sabato sera ci sarà la gara di apertura per la Xfinity Series, domenica invece la prima corsa del “Round of 12” della Cup Series. La Truck Series tornerà il 1° ottobre a Talladega.


Immagine: Media NASCAR