NASCAR | Cup Series, A Martinsville vince Christopher Bell, ma Chastain riscrive le leggi del sorpasso

di Francesco Gritti
31 Ottobre 2022 - 16:15

Christopher Bell vince la Xfinity 500 e passa al Championship 4, ma non è lui il protagonista di oggi. Ross Chastain, arrivato quarto, è riuscito a passare il turno dopo aver superato 5 piloti all’ultima curva strisciando contro le barriere. Una mossa che rimarrà nella storia


La storia a volte è ingiusta. In quante occasioni ci si ricorda di un’impresa sportiva e non del vincitore della stessa? A Martinsville è avvenuto un fatto simile: Christopher Bell ha vinto e ha guadagnato la sua partecipazione al Championship 4, ma in realtà a rubare la scena è stato Ross Chastain con il suo sorpasso decisivo all’ultimo giro. Senza follia e un pizzico di genio Ross non sarebbe riuscito ad accedere alla fase finale. La P5 (diventata P4 per la squalifica di Keselowski) dalla P10 in cui si trovava a mezzo giro dalla fine sono frutto di un gesto eroico di chi non sa e non si vuole arrendere.

La NASCAR Cup Series arriva al Martinsville Speedway per un appuntamento con la storia, la Xfinity 500. La gara, trentacinquesima stagionale e ultima del Round of 8, sarà decisiva per capire chi saranno i contendenti definitivi al titolo, che si sfideranno settimana prossima a Phoenix nel Championship 4, finale di stagione.

Martinsville Speedway, come già descritto ieri per la Xfinity, è un circuito storico, visto che è apparso in ogni stagione del campionato. Lo short track più breve del calendario, data la lunghezza di appena 0.526 miglia (847 metri per noi europei), non ha subito grosse modifiche da quando è stato asfaltato nel 1955. L’unico cambio al layout degno di nota riguarda la pit lane, diventata unica e non più divisa sui due rettilinei nel 1999. Le curve sono molto caratteristiche, visto il banking non preponderante e la velocità estremamente bassa con cui devono essere affrontate.

La gara autunnale di Martinsville è storia. La Xfinity 500 è nel calendario fin dalla nascita della NASCAR (1949), e da allora, nonostante il passaggio all’era moderna e i mille cambi di regolamento successivi, è sempre rimasta incastonata nel suo posto, nelle fasi finali del campionato. Storica è anche la distanza di 500 giri, rimasta immutata dal 1957 (salvo qualche edizione accorciata per motivi climatici, come pioggia e oscurità).

Solo le 36 vetture con charter sono presenti in griglia di partenza, tra l’altro tutte con gli stessi piloti al via della scorsa gara ad Homestead Miami. Noah Gragson e Ty Gibbs (che hanno corso anche in Xfinity ieri) sostituiscono i piloti full time Alex Bowman (che rientrerà nel finale di Phoenix) e Kurt Busch dopo gli infortuni patiti nel corso della stagione.

In qualifica, come da manuale short track, i piloti, dopo essere stati divisi in due gruppi da 18 vetture ciascuno, dovranno affrontare due giri lanciati, il cui migliore sarà valido come tempo di qualificazione. I migliori 5 di ogni gruppo avranno la possibilità di giocarsi le posizioni in top 10 con un altro paio di tentativi.

Il poleman è Kyle Larson, che firma un 19.709″ al secondo giro della fase finale di qualifica. Dietro di appena 12 millesimi si trova chi affiancherà il campione uscente in partenza, ossia il compagno Chase Elliott. Terzo, a parità di tempo con il pilota di fronte, partirà Chase Briscoe, autore nel gruppo B del miglior giro di qualifica (19.659″). Escludendo Blaney, quarto, gli altri playoff driver non hanno ottenuto grandi risultati nelle prove del sabato.

Chastain, nono, è l’unico fra gli aspiranti al titolo rimasti a partire in top 10; appena dietro ci sono Hamlin e Logano (rispettivamente undicesimo e dodicesimo sullo schieramento). Molto in fondo Bell e Byron, che dovranno rimontare parecchio se vorranno qualificarsi alla fase finale di campionato. Difatti i piloti di #20 e #24, si sono dovuti accontentare del ventesimo e venticinquesimo tempo generale.

La gara

In partenza Larson sfrutta l’esterno per portarsi in prima posizione. Elliott non parte altrettanto bene, visto che viene superato da Blaney, quarto in qualifica, ma riesce a riprendere subito la posizione di rincalzo. Durante le prime fasi di gara c’è poca azione in pista. L’unico momento di rischio è il contatto al giro 8 fra Byron, in piena rimonta, e Jones, che porta larga la #43 senza, però, causare danni.

Il trenino dei primi quattro, con Larson al comando inseguito da Elliott, Blaney e Briscoe (secondo Kyle il vero favorito della gara dopo aver visto il suo passo nelle libere), rimane compatto nonostante i doppiaggi, iniziati attorno alla trentina scarsa di giri. L’unico a tentare un attacco prima della dissoluzione del gruppone è il pilota sulla #14, che si porta davanti alla #12 al giro 48 in staccata.

Le due Chevrolet scappano dalle due Ford entro poco tempo. Il passo degli ultimi due campioni è migliore rispetto a quello delle altre vetture in pista, ma, anche se sono compagni, non si assisterà a del gioco di squadra. Al giro 69, dopo diversi tentativi, Elliott attacca Larson in curva 3 e lo supera, prendendo la testa della corsa. Nel frattempo Kyle Busch ha problemi alla vettura e perde moltissime posizioni.

Nelle posizioni subito seguenti cambiano gli equilibri. Custer e Keselowski recuperano e attaccano Blaney e Briscoe. I due appena citati vengono anche al contatto, lasciando il pilota Penske con l’amaro in bocca e molte lamentele via radio. Anche Hamlin sembra avere un gran passo, tanto da riuscire in pochi giri a frantumare la gerarchia Ford. Solo le due Chevy separano Denny dalla vittoria dello stage.

Dopo aver passato Larson, in difficoltà con le gomme dopo un centinaio di giri, manca solo un sorpasso a James Dennis Alan per portarsi in testa. Dopo diversi tentativi è un ingresso stretto in curva 4, durante il giro 121, a portare le ruote della #11 davanti a quelle della #9. Denny Hamlin è il terzo leader della corsa. Prima di fine stage l’unico momento di panico è il doppiaggio di Byron, reso difficile dall’ostilità che riserva il campione Xfinity 2017 al veterano Toyota.

Denny Hamlin vince lo stage 1 a Martinsville, davanti ad Elliott, Custer, Larson e Briscoe. Durante la sosta generale avviene un fatto in grado di poter cambiare le sorti del Championship 4 (non tenendo conto del lucky dog di Byron): Briscoe deve scontare una penalità per essere ripartito con il bocchettone del carburante attaccato alla vettura. Questo si traduce in partenza dal fondo della griglia all’inizio del secondo stage.

Lo stage 2 sorride a Hamlin fin dalla partenza. Elliott si accoda subito e anche dietro tutte le vetture scorrono ordinate. In questa fase di gara non succede nulla a livello di cronaca, escludendo i ritiri di Reddick al giro 189 e McLeod al 226. Se per McLeod si tratta di un problema meccanico, in grado di causare un principio di incendio, la situazione di Reddick è più complessa.

Il pilota RCR, in procinto di passare a 23XI a partire dalla prossima stagione, è entrato ai box lamentando problemi di salute. La causa di essi, ancora ignota, potrebbe essere un contatto di troppo, che, mischiato alla gran botta presa ad Homestead, gli ha procurato nausea. Si ritiene possibile che la #8 possa essere guidata da un altro pilota nel finale di Phoenix (probabilmente Austin Hill, che ha già debuttato in Cup a Michigan proprio con RCR), in settimana ci saranno ulteriori accertamenti medici.

Denny Hamlin vince anche lo stage 2 senza problemi. Le emozioni non abbondano, così come non cambia molto la top 5, composta allo sventolare della bandiera biancoverde da Elliott, Larson, Custer e Bell. La sosta generale e il lucky dog di Burton fanno da preparativi per lo stage 3.

La fase finale di gara si apre tranquilla, ma la calma non dura molto. Hamlin tiene la leadership. Elliott, partito in seconda fila, supera Larson e tenta l’inseguimento della Toyota. Al giro 276 la sessione viene neutralizzata per la prima volta senza causa programmata. Chastain sbaglia la staccata in curva 3, colpendo Keselowski e facendolo girare; danni minimi per il campione 2012. Entrambi si fermeranno al pit assieme a Logano, complice un principio di incendio sulla #22. Secondo lucky dog per Byron e l’errore di Ross per questo rischia di essere più grave del previsto.

Denny Hamlin guida l’ennesima ripartenza tranquilla di giornata. Tutto è calmo fino al giro 319, quando Austin Dillon si scontra contro le barriere di curve 3 per il cedimento del freno anteriore destro. Giornata nerissima per Richard Childress, costretto a ritirare entrambe le sue vetture. I piloti ne approfittano per sostare e Briscoe per tornare al giro di testa.

La pit crew di Hamlin non è fra le più veloci, ma non è un male per Toyota, visto che è Bell a imporsi su Elliott e mantenere la leadership. Si interrompono così 203 giri in testa consecutivi effettuati dalla Toyota #11. Nei giri immediatamente successivi avviene solo un fatto degno di nota (escludendo la lenta rimonta di Hamlin). Keselowski blocca in curva 3 in modo simile a quanto fatto da Chastain su di lui al giro 337. La differenza è l’avversario colpito, Harvick, che tiene la posizione nonostante la vettura abbia perso il controllo a causa dal contatto.

Al giro 392 LaJoie ha un’incomprensione con Yeley durante un doppiaggio, i due si toccano in curva 3 e il part timer sulla #15 si gira. Caution out ed i piloti vengono tutti chiamati in pit lane. Nel frattempo Gilliland si guadagna il lucky dog.

Dopo la ripartenza, che vede Bell primeggiare su Elliott, bisogna aspettare il giro 466 per avere una nuova caution, che potrebbe far rivivere una gara senza troppi sorpassi o lotte sul campo. Cassill ha un cedimento e la #77 si incastra nelle barriere di curva 3. Durante l’ultimo pit (che non coinvolge tutte le vetture) e il lucky dog di McDowell, anche il futuro pilota Spire, Ty Dillon, porta ai box la #42 per noie meccaniche.

L’ultima ripartenza è guidata da Briscoe e Custer, che non si sono fermati durante l’ultima caution. Briscoe è un fulmine, visto che brucia Custer e tutti i piloti dietro allo sventolare della bandiera verde. Conscio del fatto che solo la vittoria possa garantirgli la fase finale dei playoff al secondo anno nella serie, il ventisettenne dell’Indiana terrà una condotta aggressiva negli ultimi giri, ma non quanto quella degli storici rivali.

Hamlin e Chastain, che si giocano il passaggio al Championship 4 sul filo dei punti, ingaggiano un duello fisico per quasi 10 giri, in cui alla fine prevale il veterano della Toyota, ma non è l’unico scontro fra titani. Anche Larson e Bell arrivano a prendersi “a fiancate”, visto che il giovane pilota Toyota ne ha di più, anche per motivazione, e il campione uscente non vuole saperne di lasciarlo passare. Dopo diverse tornate, però, la #5 cede e la #20 si lancia all’inseguimento dei primi due.

Al giro 495 cade Keselowski, al giro 496 un attacco in curva 4 mette alle strette Briscoe. La #14 non riesce a difendersi, lasciando Christopher Bell in testa. Se la gara dovesse finire così, oltre a lui e Logano, anche Elliott e Hamlin sarebbero fra i contendenti al titolo, ma ovviamente la NASCAR è imprevedibile.

Giro 500, curva 3. Tutto pare finito, Chastain ha bisogno di 2 sorpassi per prendere i punti necessari alla sua qualificazione al Championship 4. Un’impresa impossibile per tutti, ma non per Ross.

Chastain decide di percorrere curva 3 e 4 senza frenare, attaccandosi al muro e usando la forza centrifuga a suo vantaggio per guadagnare velocità invece di perderla. Una mossa incredibile che fa rimanere di stucco tutti: commentatori, giornalisti, commissari, pubblico in pista e da casa. Nessuno, sul momento, riesce a comprendere come sia avvenuta questa mossa, degna di un videogioco di corse dei primi anni ’00.

Escludendo lo shock iniziale, il fatto più particolare è che il “wall ride” funziona, permettendo non solo a “Watermelon Man” di recuperare 5 posizioni, ma anche di superare Hamlin in pista e garantirgli un posto al Championship 4, proprio ai danni del veterano Toyota che sembra, ancora una volta, non essere destinato a ottenere un titolo.

“Lo facevo su NASCAR 2005 per GameCube” ha dichiarato il trentenne originario della Florida, aggiungendo poi: “Non sapevo se fosse possibile, ma lo facevo a 8 anni alla console, così ho deciso di provare a farlo davvero”. In effetti il guadagno è evidente, visto che, senza questo colpo di genio dettato da un pizzico di follia, non sarebbe fra i contendenti al titolo 2022. Inoltre, l’ultimo giro di Chastain è il più veloce della storia NASCAR a Martinsville (escludendo le serie affiliate): 18.845″, 7 decimi più veloce della pole position.

Tutto ciò toglie l’attenzione dal vincitore, Christopher Bell, in grado di ribaltare l’ordine costituito con una rimonta lenta ma efficace dalla ventesima posizione. La duecentesima vittoria della #20 arriva in un momento cruciale, la gara che precede il Championship 4. In caso di un risultato migliore rispetto a quello degli avversari, sarà proprio il classe 1994 dell’Oklahoma a diventare campione 2022 di NASCAR Cup Series.

Per Christopher si tratta della quarta vittoria in Cup Series, terza stagionale. Il ragazzo sulla #20 ha ampiamente dimostrato, grazie anche alla freddezza nei momenti cruciali, di essere un avversario temibile. Non mancano sicuramente le esperienze sul curriculum. Per lui è il quinto Championship 4, primo in Cup dopo 4 ottenuti in 4 stagioni consecutive tra Truck (dove è diventato campione nel 2017) e Xfinity.

Larson, Blaney, Chastain ed Hamlin concludono la top 5. Keselowski, originariamente quarto, è stato squalificato, poiché la #6, la sua vettura, è stata trovata sottopeso durante le verifiche tecniche tenutesi nel post gara. Tutti i playoff driver concludono in top 10. Logano e Byron sono sesto e settimo, e solo Wallace si mette in mezzo tra loro e Briscoe ed Elliott, nono e decimo dopo essere crollati completamente negli ultimi giri di gara.

I risultati odierni

La classifica della “Xfinity 500”

La classifica generale

Così la griglia playoff al termine del “Round of 8”

NASCAR Cup Series classifica dopo Martinsville 2022 post DSQ

La classifica completa

Oltre a Logano (già qualificato dopo la vittoria a Las Vegas) e Bell, vincitore oggi a Martinville, sono due i piloti a potersi contendere il titolo al Championship 4 senza vittorie durante il Round of 8. Il primo è Chase Elliott che, nonostante una terza fase playoff deludente, ha sfruttato i tanti playoff point presi durante la stagione per arrivare alla fase finale del campionato. L’altro è Ross Chastain che, oltre alla mossa dell’ultimo giro descritta sopra, è riuscito a ottenere grandi risultati nelle due gare precedenti.

Denny Hamlin, William Byron, Ryan Blaney e Chase Briscoe sono fuori dai giochi. Se per Blaney e Briscoe la vittoria era fondamentale per avere la possibilità finale di vincere il titolo, per gli altri due la situazione è diversa. Le rimonte della #11 e della #24 sono state esemplari, ma i piloti non sono comunque riusciti ad ottenere i punti necessari per guadagnare il passaggio di turno.

Parlando di Owners’ Championship (una sorta di campionato costruttori), la vittoria di Larson a Homestead Miami permetterà alla #5 di provare a bissare il successo 2021. La #9, beffata anch’essa da Chastain, difatti, non sarà nella lotta finale per il titolo riservato ai charter, sostituita dalla vettura Hendrick guidata dal campione uscente.

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I prossimi appuntamenti

La NASCAR Cup Series affronterà settimana prossima l’ultimo round stagionale, il trentaseiesimo. La trasferta a Phoenix per la NASCAR Cup Series Championship Race, gara di 312 giri, sarà quella decisiva per la conquista del titolo. Chi arriverà davanti a fine gara fra Logano, Bell, Chastain ed Elliott (o Larson, se si tiene conto dell’Owners’ Championship) sarà campione 2022. Per scoprire il risultato si dovrà aspettare domenica 6 Novembre alle nostre 21.00, ora di inizio dell’ultima gara dell’anno.

Quello di Cup non sarà l’unico finale di stagione. Sabato 5 Novembre alle 23.00 partirà il trentatreesimo e ultimo appuntamento del 2022 di Xfinity Series. La NASCAR Xfinity Series Championship Race, lunga 200 giri, sarà decisiva per scoprire chi, fra Josh Berry, Noah Gragson, Ty Gibbs e Justin Allgaier verrà proclamato campione 2022 della serie intermedia.

Nella sera americana di venerdì 4 Novembre (per noi già sabato 5 alle 3.00), anche la NASCAR Camping World Truck Series terrà il suo Championship 4, round 23 della stagione, a Phoenix. La Lucas Oil 150, con il numero che rappresenta sia la lunghezza che il numero di giri di gara, visto che ogni tornata dello speedway dell’Arizona equivale a un miglio preciso, sarà il fanalino di coda della serie minore, con, a contendersi il titolo, Ty Majeski, Zane Smith, Chandler Smith e Ben Rhodes.

Oltretutto, anche la ARCA Menards Series West correrà l’undicesimo e ultimo round del 2022 a Phoenix. Anche se già campione, Jake Drew proverà a ottenere il quinto successo stagionale nella Desert Diamond Casino West Valley 100, che partirà alle 19.30 di Venerdì 4 novembre.


Immagine: Media NASCAR