NASCAR | Creed: “Non sono stato più veloce del 2019, solo più intelligente”

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Seguono le dichiarazioni di Sheldon Creed dopo la conquista del titolo 2020 della NASCAR Truck Series lo scorso weekend a Phoenix


La cronaca della gara


Sheldon, ho appena riguardato il video degli ultimi due giri. Raccontaceli.

Sì, ero terzo nella classifica del campionato, quarto nella gara, quando è arrivata la caution. Jeff [il suo crew chief] ed io abbiamo parlato un attimo alla radio e abbiamo capito che non avevamo nulla da perdere. Al peggio potevamo arrivare quarti in generale alla fine ed eravamo già terzi. Quindi abbiamo deciso di fermarci ai box e almeno avere una chance. Quattro gomme senza rifornire, abbiamo cercato di rendere la vettura molto più sottosterzante perché ero davvero loose. Avevo in mente di percorrere la linea interna e sorpassare più vetture possibili.

Stavo cercando nel frattempo di guardare dove erano gli altri, soprattutto la #18 [Christian Eckes] perché ero al suo interno. Stavo cercando di mettermi davanti a lui perché non volevo andare in sovrasterzo in uscita. E sono stato in grado di fare questo. Poi ho guardato un po’ più avanti e vedo la #51 [Chandler Smith] partire verso l’esterno. Devo rivedere il replay, ma mi è sembrato che andando verso il muro ha bloccato tutta la fila, #98 [Grant Enfinger, uno dei rivali per il titolo] inclusa. Sono stato in grado di tornare sull’acceleratore molto presto, al punto da essere alla pari con loro. Sì, sono stato in grado di mettermi davanti a loro in curva4, poi ho dovuto solo mettere insieme un buon giro.

La frase “stagione con l’asterisco” è stato tirata in ballo molte volte nello sport nel 2020. Come dovrebbe essere definito un campione in un anno diverso come questo?

Non saprei, sono discorsi troppo grandi per me. Io solo guido delle auto nei weekend. [sorride] E’ stato incredibile quello che siamo riusciti in grado di fare. Avevo molta fiducia in vista di oggi. Cavolo, è stato frustrante vedere la #23 [Moffitt, compagno di squadra e campione virtuale fino alla ripartenza finale] scapparci via. Ero davvero troppo loose. Abbiamo reso il Truck sempre più sottosterzante ad ogni sosta. Non so il perché, ma ero loose in entrata e in uscita, era davvero frustrante.

Mi sono assestato in quella posizione perché era tutto quello che potevamo dare in quel momento, pensavo già che ci avrei dovuto riprovare il prossimo anno. Avere una chance come quella ad una ripartenza e coglierla al volo è davvero incredibile.

Puoi spiegarci cosa ha fatto Josh Wise [ex pilota ed ora consulente per molti altri colleghi] per renderti un pilota migliore? Capisco il fitness e l’aspetto fisico, ma è anche una questione psicologica? Fate le sessioni giornaliere che abbiamo sentito anche dagli altri piloti? Come ti ha aiutato nella situazione in cui eri stasera?

Sì, abbiamo fatto anche sessioni di tre giorni di fila. Quello non ha nulla a che fare con la guida, è solo una questione fisica. In questo caso invece riguardiamo i video con i compagni di squadra, ne discutiamo, guardiamo un sacco di cose della Cup Series e di cosa fanno loro. Ripartenze, pit stop e così via. Ci focalizziamo su tutti i dettagli che Josh ritiene siano importanti. Questo per un paio di ore alla settimana e assorbire tutte le informazioni utili penso che mi abbia aiutato molto. Imparare qualcosa e poi provarlo ad applicare in gara e poi perfezionarlo, è lì che Josh torna utile. Poi ci sono anche la motivazione e la fiducia in noi stessi che ci dà. Sì, Josh è un grande.

Una delle persone che ti ha aiutato nella carriera è stato appunto Josh Wise, ma anche Jeff Stankiewicz, il tuo crew chief, lo è. Come ti ha aiutato lui a crescere nel corso degli ultimi due anni?

In verità è divertente. Il rapporto fra me e Jeff è iniziato quando ero al MDM Motorsports. Mi ha chiamato la sera prima della gara della ARCA Series a Chicago quando correvo part time nel 2017. Era una telefonata del top “Hey, ciao. Sono il tuo crew chief. Ci vediamo domani.” Ci siamo conosciuti così, al telefono. Il primo weekend è stato pessimo, poi nei due successivi invece abbiamo quasi vinto. Ero troppo aggressivo, avevo l’auto più veloce ma buttavo via le vittorie. Lo facevo allora e forse lo faccio ancora. Jeff è stato bravissimo. Non so, abbiamo legato subito. Ci fidiamo l’uno dell’altro, lavoriamo bene insieme, in pista otteniamo buoni risultati. Poi abbiamo anche un’ottima amicizia fuori dalla pista. Sì, è veramente bello.

La tua pit crew è stata eccezionale per tutta la stagione, incluso stanotte. Cosa puoi dirci dei loro sforzi, pensi che ti abbiano aiutato nella conquista del titolo?

Assolutamente. Il GMS Racing probabilmente è il miglior team nella Truck Series ed hanno molte armi e risorse a loro disposizione. Penso anche che gli ingegneri della Chevrolet siano migliorati, specialmente al simulatore. Adesso siamo tutti sulla stessa lunghezza d’onda e lavoriamo bene insieme. Mi ricordo quando sono arrivato qui l’anno scorso [in realtà a fine 2018]. Johnny [Sauter] stava vincendo tanto, ma gli altri tre Truck erano nella media. Poi io e Brett [Moffitt] ci siamo avvicinati parecchio l’anno scorso. Ogni settimana ci siamo avvicinati di più, specialmente Brett. Dovevamo essere migliori, lui guidava la #16 e sapeva quanto forte andava, sì dovevamo essere migliori.

Ci abbiamo messo tutto il 2019. Sapevo che la vettura aveva velocità, ma non come oggi. In sede i meccanici provavano delle nuove cose costruendo dei telai veramente buoni. I ragazzi in sede hanno veramente messo giù le idee giuste e le hanno messe in pratica. Sì, inizia tutto là. Io posso solo andare più veloce che posso ma la vettura di per sé deve esserlo anche lei. E quest’anno i nostri Truck lo sono stati, ha contribuito per almeno il 50% a questo titolo.

Quando ripenserai a questo campionato, cosa ricorderai di più della stagione e di stasera?

Probabilmente mi dirò che avrei dovuto godermelo di più. A questo livello, essendo ancora un ragazzo, è come se fossi al college, dove sei a lezione ogni giorno. Gareggiare contro dei compagni di squadra così talentuosi, Brett e anche gli altri, è come se lo fosse. E per quanto riguarda i ragazzi negli altri team, stai correndo contro di loro per conquistare una chance per il futuro, giusto? Ci sono pochissimi sedili liberi in Cup Series e si corre per questa opportunità. Ed io devo dare il meglio ogni settimana.

Quanto sei diverso come pilota quest’anno rispetto al 2019? Jeff l’anno scorso ha detto: “non vorrei dire che Sheldon ha avuto un brusco risveglio, ma arrivando dal titolo conquistato nella ARCA Series pensava che la Truck Series fosse più facile.”

Assolutamente. Arrivando dalla ARCA Series sono rimasto con quella mentalità. Puoi guidare l’auto di traverso, anche all’interno delle altre vetture, e le turbolenze non sono tremende. Penso sia stato questo il punto dove ho trovato più difficoltà, sorpassavo le altre vetture ma ero una testa calda già a metà gara e non prendevo delle buone decisioni. Non penso di essere un pilota diverso, penso di essere ancora uno molto aggressivo e faccio le stesse cose, ma sono più intelligente. Qualcuno una volta mi ha detto: “Puoi essere veloce quando vuoi, ma solo i piloti intelligenti vincono le gare” e quindi ora mi concentro su questo e come posso battere in astuzia tutti gli altri allo stesso tempo battendoli.

Riguardando a quanto sei migliorato nel corso degli anni, che consiglio daresti ora al te stesso di cinque anni fa riguardo al futuro?

Cinque anni fa non stavo nemmeno correndo a tempo pieno sull’asfalto. Guardando indietro mi direi di cominciare a gareggiare con le late model ed iniziare questa carriera prima. Penso di essere un po’ in ritardo in questo campo rispetto agli altri e quando sono arrivato ero più vecchio di loro. Sono più vecchio di Zane [Smith] e Tyler [Ankrum] e di molti di questi ragazzi. Sono semplicemente in ritardo nell’imparare tutto questo.

Sì, posso vedere i video ora, questo non lo facevo molto fino all’anno scorso. Semplicemente mi presentavo in pista provando ad essere veloce. Non ci mettevo molto impegno, questo è molto difficile da imparare per un ragazzo quando hai 17-18 anni e vieni dall’off road dove era tutto più naturale. Questo è un mondo completamente diverso. Quindi sì, provare con più impegno, apprendere ogni cosa possibile e vedere più video.

Hai vinto la ARCA Series in maniera convincente. Hai vinto quest’anno cinque gare, ma alla fine tutto si è risolto ad una ripartenza all’overtime. Cosa c’è di diverso fra i due titoli?

Totalmente diversi. Nella ARCA Series c’è un’intera stagione da affrontare in cui i punti si accumulano. Qui invece gareggi per essere fra i primi 10, poi fra i primi 8, per i playoff point nella prima parte dell’anno, poi diventa costanza di rendimento. Se non riesci a vincere nei playoff, devi finire bene. Come abbiamo visto la #4 [Harvick] in Cup Series ha vinto nove gare, ma è stato eliminato dopo un paio di brutte settimane.

Tutto questo è molto importante e rende il tutto molto più difficile. Non si possono commettere passi falsi a fine stagione. Fortunatamente questi li abbiamo fatti a inizio o metà stagione. E’ molto più teso, probabilmente più divertente per i tifosi, ma mette pressione a tutti. Però a me piace questa cosa.

Che consiglio vuoi dare a chi dovrà gareggiare sabato e domenica?

Il traction compound è molto veloce una volta che entra in temperatura. Sinceramente non mi piace quando lo fa in modo così aggressivo. E’ molto difficile sorpassare una volta che succede questo e che le gomme si consumano. Per quanto riguarda gli altri, lo capiranno da soli. Sono tutti molto bravi, la Xfinity Series è un po’ diversa dai Truck perché hanno poca downforce, quindi sarà divertente da guardare.

Rimanendo sul tema, quanto ha influito il traction compund durante la gara?

All’inizio praticamente non lo toccavamo. Ero molto loose dietro la #21, poi ho iniziato ad usarlo. Di solito ti rende più sottosterzante nella maggior parte della pista. Per questo avevo un Truck col sovrasterzo, appunto perché avevamo previsto che sarebbe stato utilizzabile e che ci avrebbe reso veloci. Poi anche Brett ha iniziato ad usarlo a fasi alterne, forse aveva del sottosterzo, a volte invece no. Non ho capito che assetto avesse.

Puoi giocarci molto con quello, puoi metterci due o tutte e quattro le gomme. Anche io ci ho provato e cambiava molto. Però il mio Truck è diventato sovrasterzante in curva1 e 2 per l’ultima metà di gara. Non so come sia potuto succedere, decisamente strano. Ogni settimana diversa e c’è un modo differente per migliorare la propria vettura. Dipende dal tuo assetto di base.

Hai citato molto il lavoro di squadra. Quanto è stato importante nei giri finali?

La mia pit crew è stata eccezionale tutto l’anno. Sono del RCR e sono molto bravi e sono felice di averli di nuovo con me il prossimo anno. Poi la chiamata di Jeff di cambiare quattro gomme e fare gli aggiustamenti giusti sono stati perfetti. Al di fuori di questo non c’è stato gioco di squadra. Ognuno [Creed, Moffitt e Zane Smith] ha lavorato per sé. E alla fine il nostro team ha completato l’opera.

Fonte: nascarmedia.com

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Gabriele Dri
Nato a Udine 27 anni fa, sono un ingegnere civile appassionato di strade. Cresciuto con la F1, sono appassionato di ogni forma di motorsport, senza esclusioni. Maniaco della Nascar dal 2014, nel settembre del 2016 sono sbarcato su Twitter per raccontarla giorno per giorno. Sono un amante delle statistiche sportive e la prova che anche nei momenti più difficili può nascere qualcosa di buono.

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