NASCAR | Coronavirus: ad Atlanta e Miami si correrà a porte chiuse

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Era inevitabile che prima o poi anche la Nascar dovesse fare i conti con il COVID-19, colloquialmente noto come coronavirus. 24 ore fa la Nascar aveva deciso soltanto di attuare delle misure preventive per mantenere il più possibile la distanza di sicurezza di 6 piedi (poco meno di due metri) fra piloti e giornalisti/tifosi, ma per quanto riguarda l’organizzazione delle gare ha sempre preferito rimettersi alle direttive degli enti locali o federali.

A prendere per prima una decisione in merito è stata la contea di Miami-Dade nella persona del sindaco Carlos A.Gimenez, il quale nella giornata di oggi (alle 15:00 italiane) ha rilasciato questo comunicato:

“La contea di Miami-Dade è in uno stato di emergenza mentre affrontiamo la minaccia sanitaria causata dal COVID-19. Anche se al momento non abbiamo un contagio diffuso, vogliamo prendere misure preventive per mantenere tale situazione. Per questo ho deciso di sospendere la “Miami-Dade County Youth Fair”, l’Open di tennis, la MIA 5k (atletica) e tutti gli eventi principali alla American Airlines Arena (sede dei Miami Heat della NBA). La gara Nascar fissata per il 22 marzo all’Homestead Miami Speedway è al momento posticipata. La Nascar deciderà se disputarla ugualmente ma senza pubblico. […]”

La decisione dunque è passata nelle mani della Nascar che alle 18:30 italiane, circa tre ore dopo il comunicato proveniente da Miami, ha preso la decisione di disputare ugualmente le gare sia di Atlanta questo weekend (domani sono previste le libere, sabato le corse di Truck e Xfinity e domenica la Cup Series) che di Miami-Homestead il prossimo fine settimana (in programma anche in questo caso tutte le categorie) seppur a porte chiuse. Inoltre la Nascar conferma il dialogo costante con le autorità sanitarie per queste gare e quelle future.

In caso di tutto esaurito in occasione della Cup Series ad Atlanta erano previsti almeno 70’000 spettatori mentre a Homestead, dove il concomitante “Ultra Music Festival” era già stato posticipato la scorsa settimana, se ne attendevano circa 40’000. Ciò però non impedisce la presenza in circuito di un consistente numero di addetti ai lavori. Le stime più attendibili dicono che, in caso di triple header, fra piloti, meccanici, personale di team, Nascar e circuito ci siano insieme circa 500-600 persone. Una quantità che per molti enti locali in America e non solo sarebbe lo stesso considerato eccessivo ma che per ora non sarebbe alla base della cancellazione degli eventi.

Questi dunque i provvedimenti a breve termine ma per i weekend del Texas e di Bristol, ultime due tappe prima della pausa pasquale bisogna aspettare. Per saperne di più al riguardo si dovrà infatti per forza verificare come proseguirà l’evoluzione del contagio negli USA, dove nelle ultime 24 ore si sono verificate cancellazioni e rinvii in serie in praticamente quasi tutti gli sport.

Immagine: Getty Images per sportingnews.com

MONOPOSTO by SAURO

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Gabriele Dri
Nato a Udine 27 anni fa, sono un ingegnere civile appassionato di strade. Cresciuto con la F1, sono appassionato di ogni forma di motorsport, senza esclusioni. Maniaco della Nascar dal 2014, nel settembre del 2016 sono sbarcato su Twitter per raccontarla giorno per giorno. Sono un amante delle statistiche sportive e la prova che anche nei momenti più difficili può nascere qualcosa di buono.

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