NASCAR | Cinquina per Denny Hamlin in Kansas!

Gara animata ma, pur non avendo l’auto più veloce, a contendersi il successo sono ancora Hamlin ed Harvick


La Cup Series va in vacanza – breve, poco più di una settimana – con una delle gare più movimentate degli ultimi due anni, almeno suglio ovali da 1.5 miglia. Le prime due stage infatti sono state di buon livello, ed il fatto che l’ovale del Kansas non avesse il traction compound fa riflettere, poi quella finale invece è stata una sequenza interminabile di incidenti causati dall’iperaggressività alle ripartenze che serve per compensare la mancanza di possibilità di sorpassare in seguito. Non sono stati i più veloci, né sono stati gli unici a sopravvivere, però a giocarsela di nuovo dopo due settimane di pausa sono stati di nuovo i dominatori della stagione, Hamlin ed Harvick con Denny che è il primo a raggiungere quota cinque successi nel 2020.

La gara

Il pre-gara è incredibilmente tranquillo, c’è il sole ed i temporali isolati sono un rischio minimo, poi dai controlli tecnici arriva la notizia che nessuno è stato pizzicato in flagrante e quindi tutti mantengono la posizione in griglia acquisita col sorteggio. Dalla pole scatta Harvick davanti a Logano ed Almirola, coloro che a conti fatti dopo 11 estrazioni (un campione statistico rilevante che aumenterà dato che fino a fine anno non ci saranno né libere né qualifiche) sono stati i più fortunati.

Alla bandiera verde Harvick sceglie l’interno ma la decisione non paga, infatti Logano lo sorpassa e va in testa; la #4 soffre fin da subito il sottosterzo e finisce dietro anche a Blaney e Truex. Chi si fa notare è soprattutto Tyler Reddick che, seguendo fin da subito la “traiettoria Homestead” a pochi centimetri dal muro e che gli ha fatto vincere due titoli nella Xfinity Series, in pochi giri si porta da 23° a 10°. Alla competition caution del giro 20 Logano è in testa di poco davanti a Truex, Blaney, un pimpante Kyle Busch e Keselowski.

Il degrado delle gomme unito al fatto che il pieno dura una sessantina di giri (e ne mancano proprio 60 alla fine della stage) manda tutti ai box per cambiare quattro gomme e subito la gara svolta: da un 1-2-5 Penske si trasforma in un 1-2 JGR, infatti Logano oltre a perdere quattro posizioni si prende una penalità per una ruota vagante in pit lane (così come Buescher) e finisce in fondo al gruppo. A passare in testa è così Truex davanti a Kyle Busch con Blaney terzo; alla ripartenza ai -50 Martin sceglie l’esterno ma Ryan sull’altra corsia spinge Rowdy in testa.

Blaney ha un’auto veloce ma ha sempre qualcosa che non va, in precedenza il long run in cui dopo essere stato attaccato a Logano poi ha dovuto cedere a Truex, ora deve ancora alzare bandiera bianca con Martin e viene poi passato pure da Hamlin che, ripartito nono, in pochi giri si porta addirittura in seconda posizione. A gruppo di testa stabilizzato c’è tempo di guardare meglio anche il resto della classifica, Johnson ad esempio entra nella top10 mentre Stenhouse rientra ai box per un incendio elettrico ed è costretto al ritiro (quarto ultimo posto di fila per il JTG-Daugherty).

Hamlin in un momento sembra in grado di riavvicinarsi alla vetta ma è solo un effetto elastico, anche perché ha già sfiorato le barriere ed è preoccupato per il passaruota. E così succede l’inevitabile: alla 19esima gara stagionale Kyle Busch vince finalmente una stage e conquista il primo playoff point del 2020 – a questo punto nel 2019 erano già 26, nel 2018 ben 30 – davanti ad Hamlin, Truex, Blaney e Keselowski mentre Reddick è fantastico sesto dopo un’altra rimonta (le soste della #8 non saranno per nulla veloci per tutta la gara).

Il secondo giro di soste (di nuovo quattro gomme per tutti) manda Hamlin in testa davanti a Truex, Ky.Busch, Keselowski ed Harvick mentre un Byron già ultimo a pieni giri (24°) si prende pure una penalità. Alla bandiera verde Keselowski spinge Hamlin in testa e si mette dietro a Truex ma per poco, poi Kyle Busch ristabilisce l’1-2-3 JGR. Al giro 97 la #19 riesce finalmente a portarsi in testa, poche tornate prima del testacoda di Bubba Wallace in curva4 e così arriva la prima vera caution della serata.

Il discorso strategico viene appiattito – all’apparenza – perché come nella prima stage mancano 60 giri al break e quindi pieno+quattro gomme sembra la scelta più logica, ma Keselowski – che si porta in testa – e Byron (che torna nella top10) decidono di provare solo due pneumatici freschi per recuperare posizioni. Il duello alla ripartenza fra la #2 e la #19 dura a lungo e alla fine è Brad a prevalere mentre Blaney cerca di trovare il varco all’esterno ma non riesce a passarli e quindi si deve accontentare della terza posizione.

Alla lunga però la vettura di Truex è più veloce e al giro 115 è di nuovo al comando ancora una volta davanti ad Hamlin che perde in pit lane ma riguadagna sempre in pista. Anche Blaney sarebbe in grado di stare con loro ma non riesce a passare il compagno di squadra e dunque quando riesce a portarsi in terza posizione è già staccato di oltre 4″. In coda nel frattempo, in crisi di sovrasterzo, c’è Bowyer, ultimo a pieni giri e protagonista di un discreto salvataggio, tuttavia il salvagente vero e proprio glielo lancia Buescher che con il suo testacoda gli evita un possibile doppiaggio.

Mancano solo 20 giri alla fine della stage e stupisce il fatto che a tentare due gomme siano solo in quattro: Blaney, Johnson, Reddick e Nemechek. Nei 12 giri di sprint ad andare liscia la strategia è solo quella del primo, anzi per 11 dato che Keselowski lo beffa all’inizio dell’ultimo giro, sorpassandolo e andando a vincere la seconda stage davanti a Blaney, Almirola, Hamlin (che ha rischiato grosso ancora col muro) e Ky.Busch.

Altro break, altro giro di soste: Hamlin ed Elliott decidono di cambiare solo due gomme e sembra una scelta suicida visto che mancano ancora 100 giri alla fine e questo li condannerebbe ad una obbligatoria ultima sosta completa, ma visto l’andamento successivo della gara avranno ragione. Infatti nell’ultima fase della gara ci saranno ben sei caution ed il long run più duraturo sarà di appena 36 giri quando ormai la loro strategia ha avuto avuto successo.

La bandiera verde è ai -101 e Denny parte bene mentre Elliott deve bloccare Blaney sull’apron prima di raggiungere a sorpresa Hamlin davanti a lui e tentare il sorpasso; in coda c’è la consueta confusione e in un 4-wide Bowman e Nemechek si toccano ma entrambi proseguono. Dietro alla coppia di testa e a Ky.Busch c’è un altro duello fra Truex e Keselowski mentre Logano perde il filo e viene scavalcato da Almirola. Poi però arriva la caution: Kenseth – in grande difficoltà con le gomme – rallenta vistosamente in curva4, Preece lo tocca leggermente e Matt finisce in testacoda, Wallace dietro a lui non può evitarlo e fra i due c’è il contatto; per Bubba la gara finisce qua.

La pit lane si apre ma ne approfitta solo qualcuno in coda e così si riparte ai -92 con ancora Hamlin davanti ad Elliott, tuttavia la green dura appena mezzo giro. Logano prende un detrito durante la caution e questo provoca una foratura lenta, Joey si accorge prima della ripartenza che qualcosa non va ma crede che sia una vibrazione o un problema minore e così pur di non perdere la track position decide di non fermarsi. In curva2 la gomma cede, la #22 parte per la tangente e finisce a muro, dietro di lui Harvick riesce ad scansare Logano ma dietro di lui A.Dillon sterza a sinistra per evitare l’incidente e così mette nel sandwich Johnson. L’altra metà del panino è DiBenedetto che perde il controllo e finisce duramente a muro; per Logano, DiBenedetto e (poco dopo) Johnson la gara finisce qua e per questi ultimi due è un duro colpo in ottica playoff.

Anche in questa occasione la pit lane si apre per pochi e così si riparte ai -86 con Hamlin ancora in testa davanti ad Elliott. E ancora una volta la bandiera verde dura mezzo giro, poi arriva direttamente quella rossa. Il pacchetto aerodinamico impedisce di sorpassare nel corso dello stint e così i piloti devono rischiare tanto – anzi, troppo – alle ripartenze. Paradossalmente l’incidente nasce da un contatto minore, Bell in uscita di curva2 che cerca di mettersi davanti a Newman ma il buco è più corto di pochissimi centimetri, però il botto conseguente di Preece è uno di quello violenti e che fa temere il peggio, al punto che i commissari chiamano subito preventivamente la bandiera rossa. Per fortuna Ryan – ancora una volta sfortunato – scende subito dalla vettura e così si riparte pochissimi minuti più tardi, ma lo spavento è stato tanto. Con lui si ritira anche Buescher mentre Bell e Newman vanno ai box per riparazioni.

Alla quarta ripartenza (siamo ormai ai -81) crolla Elliott mentre Hamlin resiste ancora in testa davanti a Truex, Blaney, Jones e Keselowski mentre Kyle Busch è scivolato in sesta posizione; ai -75 cede anche Hamlin e Truex torna al comando. Per Martin sembra come un match ball viste le difficoltà di Blaney nel sorpassare gli avversari, ma ad annullarglielo ci pensa Newman che con una vettura danneggiata fora e provoca un’altra caution.

La finestra per l’ultima sosta non è ancora aperta ma ugualmente tutti – tranne Byron – vanno ai box per cambiare gomme. Hamlin ne sostituisce due come Blaney, Reddick e Bowman, Kenseth addirittura solo fa il pieno e così Truex deve ripartire soltanto settimo. La bandiera verde arriva a 67 giri dalla fine ed arriva il long run decisivo citato in precedenza. Byron scatta bene e ad insidiarlo a sorpresa dopo una ripartenza incredibile – era ottavo – è Keselowski, il quale poco dopo lo passa secondo pronostico andando al comando.

Almirola e Reddick non recuperano, Blaney va in crisi e poco dopo bacia il muro come anche Kyle Busch (entrambi vanno ai box per una foratura ai -40), ma la sorpresa più grande è che Byron non solo non cede, ma pure sorpassa di nuovo Keselowski tornando in testa. E con la concomitante notizia che nessuno sarà in grado di andare fino in fondo col pieno e quindi tutti dovranno fermarsi ancora, le quotazioni per una sua vittoria, ancora più incredibile se si pensa che Chad Knaus non è al muretto in quanto in pausa paternità, salgono notevolmente, anche perché stacca Keselowski (2.7″) ed Hamlin è terzo ma a 6″.

Ad annullargliele ci pensa ci pensa LaJoie che fora mentre è nella top15 e la Nascar chiama la caution perché evidentemente ha visto dei detriti. Byron però ha un’altra chance, infatti gli cambiano solo due gomme come a Bowman (pare le ultime in assoluto che avessero al box #88 dopo il contatto precedente con Nemechek) e riparte ai -28 al comando. Durerà poco questa possibilità, visto che il compagno di squadra lo sorpassa alla ripartenza. Alex prova l’allungo visto che William è in difficoltà e deve badare ad Harvick dietro di lui. Kevin è anche sfortunato perché proprio mentre si porta in seconda posizione Nemechek finisce in testacoda all’interno di Reddick (ultima caution di serata) e anziché ripartire in prima fila dovrà scattare all’interno della seconda.

Malgrado questo Kevin si inventa ancora una ripartenza spettacolare e ai -22 va in testa per la prima volta in tutta la gara seguito da Hamlin e Keselowski mentre Bowman cede. Nelle prime 367.5 miglia è successo molto, ma alla fine ci sono sempre loro, la #4 e la #11 a contendersi la vittoria che per entrambi sarebbe la quinta stagionale. Gli ultimi giri sono un elastico appassionante fra i tre, già perché Keselowski non molla pur non avendo la vettura migliore. Non ce l’ha neanche Kevin ed infatti dopo una breve fuga si deve arrendere ai -13 ad Hamlin che a sua volta ha fatto parata e risposta su Brad lasciandolo sul posto.

Nella lotta di quella che sembra per la seconda posizione è difficile scegliere “il meno peggio” perché entrambe le vetture si muovono tanto o non hanno grip, infatti Truex si riavvicina ad Harvick e Keselowski. Ai -8 Brad scavalca Kevin e ne approfitta pure Martin che sembra avere una chance se proseguisse di questo passo. A sorpresa invece è Keselowski a poter sognare qualcosa di più, ma a Denny bastano due giri buoni per mantenere le distanze.

Hamlin vince così la quinta gara stagionale, la seconda consecutiva in Kansas dopo quella dell’autunno scorso, davanti a Keselowski, Truex, Harvick, Jones; completano la top10 Almirola, Custer, Bowman (migliore Chevy in una giornata difficile per loro), Kurt Busch e Byron. Denny nelle interviste ammette che la sua non era l’auto più veloce in pista – forse si sottostima – ma le circostanze, ovvero le sei caution nel finale, sono girate a suo favore. Difficile dire chi avrebbe meritato di più, solo forse Truex, però come sempre dopo il traguardo si può dire che anche lui avrebbe potuto fare la stessa strategia della #11 ma al muretto hanno deciso diversamente.

Come detto Hamlin vince lo scontro diretto con Harvick e vola in testa alla griglia playoff in quanto primo con cinque vittorie, ma è in coda alla top16 che la situazione si fa bollente. Bowyer malgrado una gara negativa (14°), guadagna punti sul taglio, DiBenedetto invece è il grande sconfitto visto che non solo esce dalla top12 in punti (e dunque partirà più indietro nella prossima gara) ma anche scivola da +51 a +35. L’ultimo posto utile ad oggi sarebbe di Byron che ha 10 punti su Reddick, 12 su Jones (un altro vincitore silenzioso di oggi) e 18 su Johnson che pure in Kansas paga un incidente.

La Cup Series ora va in vacanza per addirittura nove giorni, poi in New Hampshire inizierà un mese di fuoco, dato che ad agosto ci saranno le sette corse che chiuderanno la regular season, e tutto può succedere visto che ci saranno le due tappe di Daytona, la prima sul Road Course senza libere né qualifiche, la seconda sull’ovale come corsa del taglio.

I risultati odierni

La classifica della “Super Start Batteries 400”

La classifica generale

Così il campionato a 7 gare dai playoff

I prossimi appuntamenti

Il weekend della Nascar in Kansas è appena cominciato: stanotte all’1:00 – seguita alle 4:00 dalla ARCA Series – ci sarà gara1 dei Truck, domani invece alle 19:30 gara2 dei Truck seguita alle 23:00 dalla Xfinity Series. La Cup Series invece si prende la pausa più lunga dalla ripartenza e tornerà in pista domenica 2 agosto in New Hampshire.

Immagine: nascarmedia.com

MONOPOSTO by SAURO

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Gabriele Dri
Nato a Udine 27 anni fa, sono un ingegnere civile appassionato di strade. Cresciuto con la F1, sono appassionato di ogni forma di motorsport, senza esclusioni. Maniaco della Nascar dal 2014, nel settembre del 2016 sono sbarcato su Twitter per raccontarla giorno per giorno. Sono un amante delle statistiche sportive e la prova che anche nei momenti più difficili può nascere qualcosa di buono.

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