NASCAR | Chase Elliott vince ancora una volta sul Roval

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La gara inizia con le gomme da bagnato su pista umida, poi con l’asciutto emerge prepotentemente Chase


Non c’è stato l’atteso diluvio come nella gara della Xfinity Series, tuttavia anche questa edizione sul Roval di Charlotte entrerà nella storia. Per prima cosa per il debutto delle gomme da bagnato in Cup Series e poi per il quarto successo consecutivo di Chase Elliott su uno stradale, secondo solo alle sei di Jeff Gordon alla fine dello scorso secolo. La vittoria della #9 e l’assenza di colpi di scena fra i leader della generale hanno così determinato l’eliminazione dai playoff dei quattro che erano sotto la linea rossa già prima di Charlotte, ovvero il campione in carica Kyle Busch, Austin Dillon, Clint Bowyer e Aric Almirola.

La gara

Charlotte si sveglia alla domenica con ancora i residui della pioggia del giorno precedente della Xfinity Series e quando i piloti arrivano in pista dalle vicine abitazioni lo fanno ancora con ombrelli aperti e tergicristalli azionati. La preoccupazione è tanta visto che le auto della Cup Series sono più basse e quindi il rischio di aquaplaning è decisamente più elevato. Inoltre la Nascar, onde evitare i problemi del finale del sabato, ha più che raddoppiato l’illuminazione provvisoria dell’infield.

Le ore precedenti al via sono nel segno dell’incertezza perché le previsioni stesse dicono cose molto diverse, dalle piogge sparse ma costanti, alle fasi intermittenti, fino addirittura ai temporali intensi con anche un allerta tornado. Alla fine la situazione reale è quella meno problematica, piove fino a circa tre ore dalla bandiera verde, poi il cielo rimane grigio. C’è chi esulta e chi tira un sospiro di sollievo, però a mettere d’accordo tutti è la pista che rimane umida malgrado i commissari abbiano cercato di asciugare le pozzanghere più persistenti e pericolose, al punto che la Nascar dichiara “gara bagnata” e tutti sono costretti a partire con 1 (dei 4 a disposizione, oltre a 8 da asciutto) set di gomme da bagnato. E’ la prima gara in queste condizioni nella storia della Cup Series da Road America nel lontano 1956, ma allora correvano di default – come in F1 – con gomme intagliate.

A sperare nella pioggia sono probabilmente i quattro che prima della partenza sono virtualmente eliminati, cioè Kyle Busch, Austin Dillon, Clint Bowyer e Aric Almirola i quali, a meno di grossi sconvolgimenti nelle prime due stage, sono obbligati a vincere per qualificarsi visto che il loro distacco dalla top8 varia dai 21 ai 48 punti. Dormono sogni tranquilli invece Denny Hamlin e Kurt Busch che, avendo già vinto nel “Round of 12”, sono già qualificati e possono anche non correre rischi.

La prima fila è composta da Hamlin ed Elliott, ovvero gli unici dei 12 che in pratica sono arrivati al traguardo a Talladega, mentre gli altri sono sparsi nelle cinque file seguenti praticamente a random. Al via la parte dell’ovale è leggermente umida e la partenza scorre via senza incidenti, il problema invece è l’infield ancora molto bagnato, ma la prudenza di tutti ha la meglio. Denny lo è fin troppo e infatti Keselowski ne approfitta per passare da terzo a primo al termine del primo giro.

Secondo molti alla competition caution del giro 10 ci sarà già l’occasione per montare gomme da asciutto, ma col passare dei giri questa idea scema sempre di più. A stupire nelle prime fasi è Ty Dillon che partito 17° al quarto giro è già terzo dietro a Keselowski ed Elliott e davanti a Truex, Hamlin e Logano mentre Harvick perde terreno e Almirola scivola sempre più verso il fondo della top20. All’ottavo giro in curva1 Chase scavalcando Brad all’esterno si porta al comando ma i due devono guardarsi subito dagli arrembanti Truex, T.Dillon e Bowyer che proseguono nella loro rimonta.

Alla competition caution del giro 10 Elliott è in testa su Truex, Bowyer, Keselowski e T.Dillon, gli altri dei playoff completano la top10 mentre fuori sono Bowman (13°), A.Dillon (14°) e Almirola addirittura 22°. La pista secondo molti è ancora troppo umida e dunque in molti decidono di non fermarsi ai box, altri come Harvick e Almirola invece si fermano a montare un nuovo set di gomme da bagnato. A tentare invece le gomme da asciutto sono soltanto in tre, il già sorprendente T.Dillon, DiBenedetto e Newman.

Si riparte con 13 giri da completare nella prima stage e Truex dall’esterno della prima fila si porta al comando seguito da uno scatenato Bowyer che, da esperto degli stradali, sente la possibilità della vittoria che salverebbe la sua stagione prima di appendere il casco al chiodo a fine anno così come annunciato in settimana. Clint alla chicane finale completa la rimonta dall’11esima posizione al via e si porta davanti a tutti. E la griglia playoff si riapre con Bowman virtualmente eliminato.

Gli occhi di tutti però sono anche sono su Ty Dillon, il quale nei primi due giri nel traffico soffre e non recupera, ma il segnale di allarme arriva al giro 16: alla tornata precedente Newman finisce in testacoda (il primo di una lunga serie, quelli riportati alla fine sono cinque) e dal fondo del gruppo a pista libera segna a sorpresa il giro più veloce di quasi 3″ più rapido rispetto ai leader di cui, malgrado i primi sorpassi in serie, T.Dillon mantiene il passo.

Ad accorgersi di questo sono subito Bell e Johnson, seguiti al cambio gomme da Reddick, Blaney, Custer e Nemechek soltanto due giri più tardi; i big invece decidono di aspettare e non rischiare. Soltanto ai -6 Logano seguito da molti altri va ai box quando Ty è già terzo a 5″ dalla vetta dopo averne recuperati addirittura 8 a Bowyer che ormai ha le gomme bruciate dall’asfalto ormai asciutto. E’ sicuro che Clint non riuscirà a resistere al ritorno di Dillon e infatti ai -5 Ty passa agilmente alla bus stop e si porta in prima posizione.

Dopo un testacoda di Hamlin con contatto con le barriere appena uscito dai box, ai -3 è Nemechek che finisce nell’erba bagnata in curva5 e rimane bloccato lì a pattinare. La caution è obbligatoria ma salva Bowyer – e con lui Truex ed i fratelli Busch – da un possibile disastro legato ad una foratura, la loro scommessa alla ricerca di punti importanti non ha pagato e con una ripartenza in vista sono obbligati a cambiare gomme. Lo sprint finale è di appena un giro e Ty Dillon lo gestisce al meglio andando a vincere la prima stage davanti a Bell, DiBenedetto, Byron, la sorpresa Timmy Hill, Newman, Blaney, Logano (unico dei 12 a punti), Wallace e Jones; Harvick, malgrado un muso ammaccato, si qualifica per il “Round of 8”.

Il gruppo si divide ancora fra pista e pit lane (dove A.Dillon si prende una penalità), Ty decide a sorpresa di fermarsi e così Bell riparte al comando. Chi si scatena in questa fase però è Byron, il quale scavalca prima DiBenedetto e poi lo stesso Bell – malgrado un largo sull’umido in curva4 – passando davanti a tutti e ci rimarrà a lungo. Dopo il secondo testacoda di Newman, a situazione stabilizzata Byron guida su Bell, Logano, Blaney e DiBenedetto che con gomme più usurate si deve difendere da Jones e Keselowski.

Keselowski sembra quello più combattivo, ma il sorpasso a Jones in curva4 (la più insidiosa della giornata a differenza della 1 del giorno precedente perché è in contropendenza, con frenata in curva, un’unica traiettoria asciutta e le barriere molto vicine) si trasforma quasi in un tamponamento a catena con Jones e DiBenedetto; ne approfittano così Blaney ed Elliott a cui si unisce poco più tardi Bowman (con la coppia Hendrick però a quasi 12″ dal trio in testa) perché Bell dalla seconda posizione finisce in testacoda.

Nel gruppo proseguono i testacoda (Newman per la terza volta e soprattutto Almirola) mentre davanti Blaney si avvicina a Byron e lo sorpassa ai -11. Ryan sembra destinato ad una facile vittoria nella stage, tuttavia Yeley, dopo essere stato tamponato da Davison alla bus stop, finisce contro le barriere e poi nell’erba in curva5 come Nemechek in precedenza e dunque scatta la caution ad appena 4 giri dal break. In quel momento Almirola e DiBenedetto erano ai box (dopo che ci erano già stati Hamlin, Bell ed Harvick) e per Aric la sosta per riparazioni varie è talmente lunga che finisce doppiato. Questo influenza probabilmente anche la decisione di Blaney e Logano di non fermarsi privando la #10 della wave around, mentre dietro di loro molti fra cui Bowyer e Ky.Busch puntano a ripartire davanti dopo il break.

Si riparte con due giri da disputare e la prima fila Penske parte bene a differenza di Bowman dietro di loro. Questo crea nel gruppo un po’ di confusione che nell’imbuto dopo curva1 diventa una serie di contatti. In curva4 Ky.Busch viene messo nel sandwich fra Bowyer e DiBenedetto e il contatto con la #14 provoca una foratura all’anteriore sinistra che sembra il colpo di grazia per i suoi playoff. Mentre Hamlin nel gruppo si unisce a Newman alla lista dei “pluritestacoda”, davanti Ryan non ha problemi mentre Joey non si prende rischi. Blaney vince la seconda stage davanti a Elliott, Bell, Truex, Logano, Bowman, Byron, Reddick, McDowell e Keselowski.

La gara è ancora lunghissima, alla ripartenza mancheranno ben 56 giri, e il cielo si fa sempre più grigio. Le previsioni dicono che la pioggia tornerà solo dopo il traguardo, ma visto quanto successo al sabato tutti si mantengono all’erta. E gli osservati speciali sono (all’apparenza) in tre; visto che Almirola non è mai stato in gara, A.Dillon non ha rimontato dopo la penalità, Ky.Busch con Aric è tornato a pieni giri dopo la foratura solo grazie alla wave around, a tentare il colpaccio è rimasto solo Bowyer che alla bandiera verde è sesto dietro a Bell, Byron, Reddick, Keselowski e Harvick mentre Blaney e Logano sono scivolati dopo la sosta fuori dalla top20. Nel caso in cui Clint completi l’operazione vittoria allora l’ultimo posto sarebbe – a meno di incidenti eccellenti – un ballottaggio fra Logano e Bowman, con Joey che riparte in vantaggio di tre punti, ovvero tre posizioni.

Alla bandiera verde arriva subito un colpo di scena: Elliott si ferma di nuovo ai box a causa della anteriore sinistra mal fissata e quindi deve ripartire dal fondo del gruppo. Tutti hanno ancora negli occhi la rimonta dell’anno precedente, quindi nessuno lo esclude dal pronostico. Davanti intanto Byron passa all’esterno di curva1 Bell e ritorna al comando. Dietro in uscita di curva5 invece il caos, con Davison che tocca Hamlin e Denny è costretto ad arare il prato, Custer in testacoda e che viene evitato da tutti, Ty Dillon procede a rilento e Logano quasi finisce a muro per evitarlo rientrando sul banking e DiBenedetto che torna ai box ammaccato.

In testa si forma un quartetto formato da Byron, Bell, Keselowski e Bowyer, con Clint che sembra sì all’attacco, ma non così efficace come sul bagnato ad inizio gara (segno di un assetto previsto per questa situazione?); dietro Logano e Bowman (col passaruota ammaccato come Truex) sono vicini e si controllano a vicenda, e per Alex la situazione a livello di ansia si fa sempre più alta. Poco prima della caution provocata da Ty Dillon, anche lui spiaggiato nell’erba, ai -45 Bowyer passa Brad ed è terzo, poi però deve decidere cosa fare ai box, infatti da qui non si può arrivare in fondo con un pieno, però la maggioranza decide lo stesso di andare ai box. Di coloro che sono ancora in lotta non si ferma solo lui e forse sarà l’errore fatale. Errore anche per Newman, solo che stavolta non è un testacoda bensì una penalità.

Si riparte ai -42 con il cielo sempre più grigio e soltanto in nove (fra cui Byron) che non si sono fermati ai box, ma la green dura giusto un paio di giri, poi in frenata alla chicane finale un Kyle Busch che ha recuperato motivazioni spedisce involontariamente A.Dillon a muro e per la #3, malgrado non giunga il ritiro, le speranze di qualificazione finiscono qui. La caution immediata manda quasi tutti ai box, chi per il pieno come Bowyer e chi come Logano (ma non Bowman) e molti altri per un rabbocco che rimanda Clint da secondo (aveva appena scavalcato Bell) al profondo nella classifica nel quale finisce anche Byron per una penalità.

Si riparte ai -37 con Blaney in testa davanti a Preece, Stenhouse, Jones, Bowman, Ky.Busch (tornato in corsa non fermandosi), Wallace, Gaulding, Ku.Busch e Logano nella top10. A creare scompiglio è Bubba che tentando l’attacco all’interno della prima curva finisce lungo e tampona Stenhouse; nella confusione del gruppo a rimetterci è proprio Bowyer che tocca il posteriore di Keselowski e finisce con muso ammaccato e soprattutto servosterzo ko. E così mentre Clint esce di scena, risalgono a sorpresa le quotazioni di Kyle Busch che è nella top10.

Blaney resta al comando giusto un giro, poi sbaglia pure lui in curva4 e finendo largo va nella palude che lo costringe ad una sosta ai box per pulire la presa del radiatore prendendosi pure una penalità per eccesso di velocità in pit lane. A ereditare la prima posizione è così Preece che crea un trenino con dietro Bowman, Logano e Jones. Nel gioco delle caution però ad approfittarne è però Elliott che – visto da nessuno – spunta di nuovo nella top5.

Mentre a Charlotte arriva pure un’allerta tornado si va avanti e siamo ai -30, Elliott è ormai quarto ma alle sue spalle c’è ora Kyle Busch che si gioca il tutto e per tutto. E Chase è lo snodo fondamentale del gruppo di testa: è il più forte e anche nettamente ed è il migliore alleato sia del compagno di squadra Bowman, sia di Logano, perché una sua vittoria eliminerebbe automaticamente Kyle obbligato invece a battere tutti. E infatti Elliott in un paio di giri fa proprio questo, dopo che Bowman apre la porta su Preece è lui ad andare al comando togliendo tutta la pressione ad Alex.

https://twitter.com/NASCAR/status/1315398039511597058?s=20

Ai -24 arriva però un’altra caution, prima per detriti in curva 3-4 e poi per Kenseth che inspiegabilmente si infila già con le bandiere gialle esposte sotto le gomme. Tutti vanno ai box per l’ultima sosta di sicurezza tranne Kyle Busch, il quale punta a fare 45 giri con un pieno (soglie ritenuta impossibile) e che viene scortato dalle Toyota di Bell, Hamlin e Jones, ma sono solo in tre con lui, troppi pochi visto che dietro a Blaney, quinto con gomme relativamente fresche dopo il pit stop, alla ripartenza ci sarà subito Elliott.

La bandiera verde sventola ai -20 e Bell parte male frenando la fila interna nella quale purtroppo per Ky.Busch non c’è Elliott, il quale dunque con pazienza ma inesorabilmente recupera tutti e ai -17 scavalcando Jones è già di nuovo in testa. Dietro Rowdy sta già pagando ed il suo sogno impossibile praticamente finisce qua. Comincia anche a calare la concentrazione, Stenhouse e Johnson fanno a fiancate, Gaulding manda in testacoda Nemechek, Truex salta sui cordoli, poi Poole rimane con la vettura ammutolita sull’apron e quindi ai -12 arriva la caution finale.

https://twitter.com/NASCAR/status/1315403324783353856?s=20

Busch si intestardisce e non va ai box nemmeno ora e la quinta posizione alla ripartenza non gli sarà utile, anzi perderà ancora terreno. Gli ultimi 10 giri regalano solo suspense, McDowell finisce in testacoda due volte per un problema meccanico ma riesce sempre a ripartire a fatica, Newman fa la pallina da ping pong visto il quarto testacoda alla chicane finale a cui segue il quinto pochi metri più tardi in curva1 sempre a causa di Gaulding, il contatto fra Truex e Kurt Busch alla bus stop e infine Bilicki che fora all’ultimo giro in un incidente da ovale più che da Roval, ma la caution non è mai necessaria. Davanti a Chase è bastato ripartire bene, fare tre giri dei suoi e poi gestire i 2″ di vantaggio accumulati su un Logano che deve solo controllare la situazione.

Elliott vince la quarta gara consecutiva su uno stradale (e si candida così anche ad un grande 2021 visto il nuovo calendario) davanti a Logano, Jones, Kurt Busch, Blaney, Byron (ottime rimonte nel finale), Truex, Bowman, Custer e Bowyer, sfinito dopo aver lottato per tutto il finale contro la vettura. Harvick è tranquillo 11°, Hamlin 15° dopo una gara in altalena, Almirola 16° senza mai essere stato protagonista, Keselowski 18° dopo un finale in calando davanti ad un mai arrendevole A.Dillon. Infine chiude il gruppo dei 12 Kyle Busch, immeritatamente 30° dopo essere rimasto – ovviamente – a secco a due giri dalla fine.

La vittoria di Chase unita ai guai praticamente solo dei quattro che erano già sotto la linea rossa ovviamente non cambia la classifica e al “Round of 8” avanzano quelli che erano già nelle posizioni buone. Hamlin ne ha approfittato per riguadagnare cinque punti ad Harvick mentre Elliott sale al quarto posto in mezzo alla coppia Penske. Ora però si fa sul serio ed è obbligatorio vincere per tutti, anche per Denny e Kevin, perché con tre vincitori diversi nelle prossime gare uno fra loro potrebbe non arrivare a Phoenix in corsa per il titolo.

I risultati odierni

La classifica della “Bank of America Roval 400”

La classifica generale

Così il campionato al termine del “Round of 12”

Questa la griglia playoff dopo il reset del punteggio all’inizio del “Round of 8”

La classifica completa

I prossimi appuntamenti

Il prossimo weekend la Nascar inizierà il “Round of 8” per tutte e tre le categorie in Kansas. Sabato prossimo in pista Truck e Xfinity mentre domenica sarà la volta della Cup Series.

Immagine: nascarmedia.com

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Gabriele Dri
Nato a Udine 27 anni fa, sono un ingegnere civile appassionato di strade. Cresciuto con la F1, sono appassionato di ogni forma di motorsport, senza esclusioni. Maniaco della Nascar dal 2014, nel settembre del 2016 sono sbarcato su Twitter per raccontarla giorno per giorno. Sono un amante delle statistiche sportive e la prova che anche nei momenti più difficili può nascere qualcosa di buono.

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