NASCAR | Campionati fermi fino al 3 maggio

NASCAR | Campionati fermi fino al 3 maggio

Sulla scia delle altre competizioni automobilistiche americane e non, era attesa in queste ore una decisione della Nascar sul proseguimento del campionato dopo i rinvii di Atlanta dello scorso weekend e di Miami-Homestead del prossimo fine settimana, e l’annuncio è arrivato nella tarda serata di ieri:

“La salute e la sicurezza dei nostri tifosi, addetti ai lavori e le comunità in cui gareggiamo sono la nostra priorità più importante, quindi rispettando le più recenti linee guida del CDC (Centers for Disease Control and Prevention), la Nascar ha deciso di posticipare tutti gli eventi fino al 3 maggio, prevedendo di riprendere l’attività a Martinsville. Apprezziamo la pazienza dei nostri tifosi e guardiamo avanti al ritorno in pista. Abbiamo intenzione di disputare tutte e 36 le gare [della Cup Series] questa stagione, con modifiche al calendario da determinare nel prossimo futuro mentre continuiamo a tenere la situazione sotto controllo con gli ufficiali sanitari e i medici esperti del settore. Gli importanti avvenimenti di questo momento trascendono il mondo dello sport e i nostri obiettivi sono la sicurezza ed il benessere di tutti mentre affrontiamo insieme questi tempi difficili.”

Dunque la Nascar ha recepito le linee guida pubblicate dal CDC nella giornata di ieri e che invitavano a non organizzare eventi di grosse dimensioni per evitare la formazione di assembramenti per le prossime settimane e la cancellazione di questi se avessero comportato la presenza di 50 o più persone nello stesso luogo. Una qualsiasi gara Nascar ovviamente prevede fra piloti, meccanici, altro personale e commissari la presenza in circuito di diverse centinaia di persone contemporaneamente e quindi la decisione da prendere riguardo le prossime settimane era inevitabile per non mettersi contro un organismo di controllo sulla salute pubblica anche se non aveva emanato – in quanto non di sua competenza – un’ordinanza a livello federale.

A fermarsi saranno ovviamente tutte le categorie, ovvero Cup, Xfinity, Truck e ARCA Menards Series. L’EuroNascar e la Mexico Series invece al momento hanno rinviato al momento solo i primi appuntamenti stagionali. Sono dunque posticipati dunque i seguenti weekend (in corsivo le gare già posticipate venerdì scorso):

  • 15 marzo: Atlanta (Cup, Xfinity e Truck)
  • 22 marzo: Miami-Homestead (Cup, Xfinity e Truck)
  • 29 marzo: Texas (Cup, Xfinity e Truck)
  • 5 aprile: Bristol (Cup e Xfinity)
  • 19 aprile: Richmond (Cup e Truck)
  • 26 aprile: Talladega (Cup e Xfinity)
  • 3 maggio: Dover (Cup, Xfinity e Truck)

Si pone adesso il grosso problema degli eventuali recuperi. Secondo il regolamento della Cup Series – e analogamente per le categorie minori – i playoff iniziano dalla 27esima gara stagionale e si concludano con la 36esima, qualsiasi esse siano. Ovviamente però i tracciati che sono adesso nei playoff, e soprattutto Phoenix che da quest’anno ospita il weekend decisivo, difficilmente accetteranno degli spostamenti dal posto privilegiato in calendario che hanno. Dunque recuperare ben sette gare in tre mesi fra maggio e fine agosto sarà un bel grattacapo per i responsabili della Nascar. Di buchi liberi in campionato al momento ce ne sono solo due, il 26 luglio ed il 2 agosto, due date lasciate libere perché la NBC in quel periodo deve (o forse bisogna iniziare il condizionale) trasmettere le Olimpiadi di Tokyo.

La situazione rimane comunque fluida e potrebbe cambiare nelle prossime settimane dato che l’eventuale ripresa del campionato a Martinsville il 7-9 maggio è in mano non solo alla Nascar ma anche agli enti federali e/o statali e/o locali che decideranno se tenere la gara sarà sicuro o no. Nessuno può prevedere al momento come si svilupperà la situazione nelle prossime settimane.

L’unico pilota che può sorridere un pochino è Brett Moffitt il quale domenica scorsa, dopo essere tornato a casa da Atlanta dove avrebbe dovuto correre in Truck e Xfinity Series, si è infortunato facendo motocross riportando fratture ad entrambe le gambe. Già operato, dovrebbe essere out per 6-8 settimane, proprio quanto lo stop imposto dal coronavirus. Moffitt dunque potrebbe incredibilmente anche non saltare alcuna gara malgrado un infortunio grave come questo.

Immagine: Jerry Jordan (twitter.com/JerryJordan_KTT) per kickinthetires.net

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Gabriele Dri
Nato a Udine 26 anni fa, sono un ingegnere civile appassionato di strade. Cresciuto con la F1, sono appassionato di ogni forma di motorsport, senza esclusioni. Maniaco della Nascar dal 2014, nel settembre del 2016 sono sbarcato su Twitter per raccontarla giorno per giorno. Sono un amante delle statistiche sportive e la prova che anche nei momenti più difficili può nascere qualcosa di buono.

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