NASCAR | Anteprima Truck Series 2021

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Una stagione della Truck Series che si preannuncia frizzante si apre a Daytona, ma prima di arrivare a Phoenix si dovrà passare per due sterrati


Normalmente in pochi scommettono sul fatto che la Truck Series non sarà la categoria più entusiasmante della stagione Nascar, tuttavia in questo 2021 – come potrete leggere fra qualche ora – la concorrenza della Xfinity Series si farà sentire. E allora per reagire a questo rilancio, i pick up hanno deciso di rendere il campionato ancora più interessante da seguire.

Appena pochi anni fa la Truck Series sembrava destinata ad essere strangolata dai costi sempre più crescenti e invece all’alba del nuovo decennio ci saranno ancora più team in corsa per i playoff rispetto allo già straordinario numero della stagione scorsa. E in una categoria in cui gli animi spesso si accendono allora la Truck Series del 2021 sarà da seguire assolutamente.

I piloti

La maggior parte dei protagonisti della scorsa stagione scorsa tornerà ancora una volta nella Truck Series per dare la caccia al titolo.

E dunque in questa presentazione dei piloti non si può non partire dal campione in carica Sheldon Creed, il quale lo scorso novembre con una ripartenza magistrale ha conquistato a Phoenix il campionato 2020. Lui e il GMS Racing non lasciano ma addirittura aumentano il loro impegno: saranno ben cinque i Truck a tempo pieno, un po’ in più dello scorso anno quando il quinto pick up Chevy fu presente quasi sempre a rotazione fra vari piloti.

Tre vetture saranno assegnate a piloti confermati. Il citato Sheldon Creed punterà al bis e potrà sicuramente farcela, infatti il 23enne californiano ha ancora qualcosa da affinare per essere vincente ovunque, ma i miglioramenti fatti l’anno scorso sono già stati sufficienti per battere tutti gli avversari della Truck Series, dunque il futuro è ancora dalla sua. Al suo fianco rimarranno il ROTY in carica Zane Smith, che avrà l’obiettivo di imitare il percorso di crescita di Creed e potrà farcela, e Tyler Ankrum, il quale dovrà fare invece un passo in avanti perché la qualificazione ai playoff quest’anno sarà molto più difficile.

Zane Smith, qui dopo la prima vittoria nella Truck Series in Michigan l’anno scorso, potrebbe essere il favorito al titolo e non sarebbe una sorpresa

Il quarto sedile del GMS Racing è stato dato a Chase Purdy, il quale ha disputato sette gare nel 2020 arrivando 10° in Kansas ma per il resto facendosi notare poco, ed il nuovo arrivo Raphaël Lessard, il canadese proveniente dal KBM e che ha trovato sponsor a sufficienza per disputare tutta la stagione dopo un primo annuncio di una vettura part time.


Da questa lista manca Brett Moffitt, infatti il campione del 2018 della Truck Series pare abbia divorziato non serenamente con il GMS Racing e – dopo aver trovato anche un posto in Xfinity Series con l’Our Motorsports – rimarrà anche in questa categoria dove concorrerà per il titolo al volante della #45 del Niece Motorsports che si rilancia dopo un 2020 non entusiasmante con un attacco a tre punte formato dallo stesso Moffitt, da Ryan Truex (confermato dopo le gare disputate negli scorsi mesi) e dal rookie Carson Hocevar che ha già fatto vedere del talento.

A meno di grosse sorprese dal nuovo team Rackley WAR – con Timothy Peters tornato finalmente in pista – oppure dagli outsider Self e Boyd, le possibilità di vittoria del titolo per le Chevy sono “ridotte” a questi otto piloti. E se pensiamo che i posti ai playoff sono anche quest’anno 10 e che mancano ancora da presentare Toyota e Ford, allora di carne al fuoco ce n’è tanta anche in questa edizione della Truck Series.


Per quanto riguarda il costruttore (formalmente) giapponese, la squadra di punta rimane sempre il Kyle Busch Motorsports, anche se negli ultimi anni ha sempre faticato decisamente troppo, vittima delle pressioni di Rowdy (che correrà a Las Vegas/1, Atlanta, Richmond, Kansas e Pocono) sui talenti scelti da lui contro quelli scelti invece da Toyota stessa. Dall’ultima vittoria di Christopher Bell a fine 2017 sono stati ottenuti – Busch escluso – appena sei successi in tre anni, due di Noah Gragson, uno per Brandon Jones e Greg Biffle (fuoriquota) e ancora uno per Todd Gilliland e Raphaël Lessard, entrambi bocciati dopo le vittorie giudicate tardive.

Dunque il KBM riparte da Chandler Smith, promosso a tempo pieno, dal Truck #51 ancora a rotazione fra vari piloti inclusi Busch e Drew Dollar, e da un nome a sorpresa, quello di John Hunter Nemechek il quale si è autoretrocesso dalla Cup Series per puntare ad un titolo con la #4 al quale non aveva mai potuto ambire col team di famiglia. Escluso invece, come il citato Lessard, anche Christian Eckes che per gran parte dell’inverno è stato a piedi.

Sono passati ben sei anni dalla prima vittoria nella Truck Series di John Hunter Nemechek. Fra 2015 e 2018 ne ha conquistate ben sei e tutte con il team di famiglia che di sicuro non era una superpotenza della categoria con due ottavi posti in campionato. Ora col KBM dopo le esperienze in Xfinity e Cup Series, a 23 anni l’occasione della vita

A completare il roster Toyota – fino ad almeno a fine gennaio – c’era una serie di team singoli confermati in questo inverno, Austin Hill con l’Hattori Racing, Stewart Friesen con il team personale, Derek Kraus con il McAnally-Hilgemann Racing e infine l’outsider Spencer Davis con il proprio Truck. Per quanto riguarda i primi tre team la possibilità di arrivare ai playoff c’è anche se dovranno sgomitare parecchio. Hill si sta confermando come ottimo pilota, Friesen potrà puntare ai due sterrati e infine Kraus ripartirà da una ottima stagione di debutto.


Per chiudere rimane il capitolo Ford. A portare in pista l’ovale blu ci saranno solo tre vetture. Il Front Row Motorsports ha confermato Todd Gilliland mentre il DGR (non più -Crosley) vedrà l’impegno a tempo pieno raddoppiare con Tanner Gray rimasto in squadra dopo un discreto 2020 e soprattutto la persona sulla quale ci sarà il maggior numero di attenzioni dentro e fuori la pista, ovvero Hailie Deegan, la quale dovrà ripartire dal buon debutto in Kansas dopo un anno decisamente da dimenticare in ogni senso; per sette gare poi ci sarà anche il fratello di Tanner, Taylor.


Come avrete sicuramente notato non ho citato ancora una delle squadre più importanti del lotto, ovvero il ThorSport Racing. L’inverno è stato ancora una volta all’insegna del silenzio, poi non inaspettato ad un mese da Daytona è arrivato il divorzio dalla Ford a cui è seguito un altro periodo di silenzio stampa in cui l’unica voce che sembrava confermata era il ritorno sotto l’ala della Toyota così come successo dal 2012 al 2017 (dal 1996 al 2011 invece il team era invece con la Chevy e infine dal 2018 al 2020 appunto con la Ford).

L’annuncio è arrivato ad appena una settimana dall’accensione dei motori. Con cinque piloti sul mercato ed appena quattro sedili disponibili si cercava di capire chi sarebbe stato lo sfortunato a rimanere a piedi. La risposta a sorpresa – ma le indiscrezioni in rete circolavano – è stata… nessuno! Infatti mentre Matt Crafton, Ben Rhodes e Johnny Sauter sono stati confermati rispettivamente sulla #88, #98 e #13, la #99 verrà divisa in maniera quasi equa (12 gare a 10) fra Grant Enfinger e Christian Eckes.

Dopo la più che comprensibile rivolta dei social, dato che Grant nel 2020 è andato ad un passo dal titolo mentre Sauter ancora una volta ha fatto notizia più per i team radio censurati che per i risultati (la qualificazione ai playoff è rimasta lontanissima), lo stesso Enfinger ha chiarito che i motivi della stagione part time sono ovviamente economici a causa del ridotto supporto degli sponsor e di fronte alla proposta della Toyota relativa ad un proprio pilota – ovvero Eckes – il ThorSport non ha potuto dire di no. L’amarezza c’è, ma Grant ha capito la situazione.

Alla fine della fiera i Truck che avrebbero le qualità per qualificarsi potrebbero essere addirittura 20, un numero mai visto e che dunque al taglio di agosto dimezzerà il gruppo fra felici per il posto ai playoff e delusi dall’eliminazione. Ed i 15 terreni di sfida per arrivare a questo momento saranno decisamente intriganti.

Il format

La stagione 2021 della Truck Series vedrà una tappa in meno a quanto era tradizionale negli ultimi anni, dunque 22 al posto di 23, e la rivoluzione nel calendario ha seguito quella della Cup Series, ma non mancano le facce deluse, soprattutto per quanto riguarda due tappe.

In ordine di importanza come evento bisogna notare che, dopo aver temuto l’uscita del calendario di Eldora (poi effettivamente avvenuta) e con essa degli sterrati, invece saranno ben due i dirt track presenti, uno tradizionale a Knoxville, uno degli ovali più importanti d’America, ed uno invece da valutare a Bristol.

L’ovale di Knoxville, una delle piste più importanti d’America, debutterà quest’anno in Nascar con una gara della Truck Series

Spropositato per molti invece il quadruplicamento degli stradali. Al momento, malgrado la situazione pandemica, la trasferta canadese di Mosport è tornata in calendario dopo l’assenza forzata del 2020, tuttavia la Truck Series andrà anche al Watkins Glen (prima tappa qui dal 2000) e questa sarà la gara che chiuderà la regular season, ad Austin a maggio e pure al Road Course di Daytona fra pochi giorni. E questa decisione è quella che ha fatto arrabbiare parecchi, incluso Kyle Busch, infatti la modifica al calendario dovuta all’impossibilità di andare a Fontana ha fatto decidere alla Nascar che i Truck non dovessero più andare a Miami. Il nesso non è stato ancora trovato.

Per il resto il calendario è abbastanza simile a quello del 2020, modifiche in corsa incluse. Si tornerà quindi a Darlington, tappa che segnerà a maggio l’apertura delle gare con premi aggiuntivi del “Triple Truck Challenge” a cui seguiranno Austin e Charlotte; l’unico circuito con due gare sarà Las Vegas, una delle due corse di Dover sarà invece a Nashville e c’è tanta curiosità per questo ritorno. Un’altra tappa che purtroppo non sarà presente nella stagione 2021 è quella del Michigan, gara che ha sempre regalato finali spettacolari.

La regular season si comporrà di 15 gare, una in meno degli anni scorsi, e difficilmente (anche a causa della presenza di Kyle Busch) si vedranno più di 10 vincitori diversi ad occupare così troppi posti per i playoff innescando una ulteriore lotta, tuttavia questa eventualità non è da sottovalutare. Come detto di vetture forti in questa edizione della Truck Series ce ne sono addirittura 20 e quindi la battaglia sarà estrema.

Il momento cruciale sarà sicuramente la grande serata di Knoxville. Lo sterrato potrebbe far arrivare in victory lane un vincitore a sorpresa che si qualificherebbe per i playoff. A quel punto per gli esclusi dalla lista dei 10 qualificati ai playoff rimarrebbe soltanto un’ultima gara, anch’essa con potenziali nuovi vincitori, al Watkins Glen per strappare in extremis un biglietto fortunato per contendersi il titolo.

Infine i playoff sono come quelli previsti in origine anche per il campionato scorso: Madison, Mosport e Bristol nel “Round of 10” dopo il quale verranno eliminati i due peggiori classificati, Las Vegas, Talladega e Martinsville per dimezzare ulteriormente il plotone ed infine il 5 novembre a Phoenix la sfida decisiva per assegnare il titolo fra gli ultimi quattro contendenti. Ma questa sarà solo l’ultima sfida di una lunga guerra di logoramento.

Cosa aspettarsi dal 2021

Il GMS Racing parte sicuramente da favorito di questa stagione della Truck Series, tuttavia forse al suo interno si è indebolito. La perdita di un riferimento come Brett Moffitt lascia cinque giovani, se non giovanissimi, piloti al volante delle proprie vetture. Creed si dovrà caricare la squadra sulle spalle essendo a 23 anni di età il più anziano del team (l’età media fra i cinque è di 21.15 anni) ed il campione in carica, tuttavia lui e Zane Smith potrebbero arrivare a Phoenix per contendersi di nuovo il titolo.

Brett Moffitt, ancora una volta, partirà col desiderio di rivincita nei confronti del vecchio team, tuttavia avrà bisogno del Niece Motorsports dell’annata 2019, quella con Ross Chastain, e non di quella 2020. Solo in questo caso potrà lottare per diventare un due volte campione. Delle incognite relative al ThorSport potranno approfittarne invece Austin Hill, beffato l’anno scorso dopo una stagione da titolo, e molti inseguitori, ma ogni passo falso si pagherà carissimo, dunque ogni risultato negativo potrebbe costare l’esclusione dai playoff o un deficit in punti/playoff point notevole.

Occhio infine al Kyle Busch Motorsports, con un veterano, si può classificare come tale, come Nemechek ed un talento come Chandler Smith forse si potrà dare di nuovo lo slancio vincente al team senza sfruttare troppo Kyle Busch.

Come seguire la Truck Series in Italia

Il contratto di Sportitalia con la Truck Series è scaduto alla fine del 2020 e dunque pare che ad oggi nessuna emittente TV o servizio di streaming trasmetterà la Cup Series in Italia. Tuttavia la notizia principale degli ultimi giorni è che a cinque anni dal debutto anche la Truck Series verrà trasmessa su Nascar Trackpass senza aumento di prezzo (15€/mese o 100€/anno) rispetto alla versione precedente con solo Cup e Xfinity Series. Tale mancanza era dovuto al fatto che Trackpass è un servizio di Nascar ed NBC mentre i Truck sono esclusiva FOX.

Il programma della Truck Series a Daytona

Giovedì 11/2:

23:35 Prove Libere

Venerdì 12/2:

21:10 Qualifiche

Notte fra venerdì 12/2 e sabato 13/2:

1:30 Gara (100 giri per 250 miglia)


Immagini: nascarmedia.com; mrn.com; knoxwvilleraceway.com

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Gabriele Dri
Nato a Udine 27 anni fa, sono un ingegnere civile appassionato di strade. Cresciuto con la F1, sono appassionato di ogni forma di motorsport, senza esclusioni. Maniaco della Nascar dal 2014, nel settembre del 2016 sono sbarcato su Twitter per raccontarla giorno per giorno. Sono un amante delle statistiche sportive e la prova che anche nei momenti più difficili può nascere qualcosa di buono.

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