NASCAR | Anteprima stagione 2020

NASCAR | Anteprima stagione 2020

E’ arrivato il mese di febbraio e questo vuol dire che a Daytona i motori si stanno per riaccendere. Il prossimo weekend sarà il primo della consueta lunghissima stagione che vedrà il suo epilogo l’otto novembre a Phoenix. Sarà una stagione, così come le scorse, fondamentale per il futuro della Nascar che nei prossimi mesi è attesa a cambiamenti importanti che decideranno il suo successo negli anni a venire.

Le modifiche regolamentari

Tutto uguale al 2019. Anzi no, come non detto. Questa la sintesi di quanto successo nei mesi scorsi ai piani alti della Nascar. Il tanto discusso pacchetto aerodinamico introdotto nella scorsa stagione (meno cavalli e più downforce) non ha dato i risultati previsti ma nonostante questi i vertici dell’organizzazione si erano detti soddisfatti malgrado i mugugni di tifosi, piloti e giornalisti. E questa linea di pensiero è proseguita fino ad ottobre quando il pacchetto aero è stato confermato ufficialmente per il 2020. Poi sono arrivati i guai, con le gare di Martinsville e Phoenix non esaltanti dal punto di vista dello spettacolo in pista e quindi la Nascar è stata costretta a fare una clamorosa marcia indietro. Sugli short track si tornerà dunque ad un pacchetto aerodinamico simile a quello in vigore nel 2018 con la speranza di far dimenticare presto il 2019.

Su tutti gli ovali più corti di 1.25 miglia (Bristol, Dover, Martinsville, New Hampshire, Richmond e Phoenix) e sui tre stradali (Sonoma, Watkins Glen e Charlotte-Roval) lo spoiler tornerà ad avere dimensioni normali passando da 8″ a 2.75″ di altezza (da 20.3 a 7 cm), più o meno quanto era grande nel 2018 (2.375″ – 6 cm). Inoltre la sporgenza frontale dello splitter passa da 2″ a 0.5″ e ai lati – sotto il muso – passa da 10.5″ a 2″. Si spera così di ridurre la dipendenza aerodinamica anche su questi circuiti, perché è stato un brutto segnale sentir parlare di problemi di questo tipo anche a Martinsville. Nessuna differenza invece rispetto all’anno scorso su tutti gli altri ovali.

Queste dunque le specifiche dell’ultima versione della vettura Gen6 che debuttò nel 2013 e che saluterà le piste dopo otto stagioni di attività per fare spazio alla Gen7, chiamata ufficialmente “Next Gen” e che debutterà – a meno di problemi nei test dei prossimi mesi – fra un anno esatto.

Ulteriori modifiche minori riguardano le limitazioni in materia di telai, motori, ore in galleria del vento e personale in pista per ridurre ulteriormente i costi. Altra decisione discutibile dopo quelle degli anni scorsi quella di modificare la lunghezza delle stage in 16 gare dividendo la corsa in terzi più omogenei rischiando però di uniformare le strategie nelle tre frazioni.

Il format

La stagione 2020 vedrà per il settimo anno consecutivo il format con i playoff a 16 piloti che verranno ridotti di quattro in quattro ad ogni round, ma ancora una volta l’ordine delle gare è stato notevolmente rivisto.

Partiamo dunque dal fondo, ovvero dal fatto che il campionato non si deciderà per la prima volta in 15 anni a Homestead bensì a Phoenix, ovvero su uno short track. Decisione molto discutibile, dato che la gara di Miami aveva qualcosa di unico visto che ci si andava solo una volta in stagione mentre in Arizona i team avranno molte informazioni dalla gara primaverile. Inoltre le gare dell’anno scorso a Phoenix non sono state esaltanti e la previsione di un tale replay nel 2020 aveva allarmato tutti, ma le modifiche aerodinamiche citate in precedenza si spera che regalino uno spettacolo degno di nota.

L’altra gara da notare e da cerchiare in rosso è la gara estiva di Daytona che dopo 50 anni abbandona la data tradizionale del 4 luglio (o della domenica più vicina) cedendo tale ruolo ad una Brickyard400 in cerca dell’ennesimo rilancio che si spera arrivi sotto la guida di Roger Penske. Daytona diventa così la gara conclusiva della regular season e perciò diventerà ancora più imprevedibile e animata, si spera però nei limiti del regolamento, specie per i piloti che dovranno ancora conquistare un posto ai playoff.

Lo spostamento di Miami ad inizio stagione subito dopo gara di Atlanta, che torna a marzo dopo la trasferta a Ovest, e quello di Dover ad agosto hanno liberato due posti nei playoff che sono stati presi da due gare iconiche: Darlington infatti aprirà la post-season mentre la gara notturna di Bristol chiuderà il primo round. E qui i fuochi d’artificio sono assicurati così come a Martinsville che diventa la gara che deciderà i quattro piloti che si contenderanno il titolo.

Altro esperimento interessante quello di Pocono. Reduce da anni con gare non esaltanti, Nascar e NBC hanno creato un super weekend con gare di Truck, Xfinity e due corse della Cup Series in due giorni, una da 325 e una da 350 miglia. Questo spostamento ha creato una pausa di due settimane per la Cup Series (un weekend di break invece per la Xfinity e la Truck Series) e ciò permetterà alla NBC di trasmettere senza interruzioni i Giochi Olimpici di Tokyo. La stagione così vedrà lo stesso numero di gare (36 più Clash e All-Star Race) ma in una settimana in meno chiudendo a inizio novembre.

Spostamenti di gare esclusi, il format del campionato sarà lo stesso degli anni scorsi: 26 gare per selezionare il gruppo e promuovere i migliori 16 piloti (tutti coloro che hanno vinto una gara e poi si completano i ranghi in base ai punti ottenuti) i quali poi verranno eliminati a quattro a quattro ogni tre gare con la regola del “chi vince avanza” fino ad avere i quattro contendenti di Phoenix che partiranno alla pari.

Il calendario della stagione 2020 della Cup Series con l’indicazione dell’orario italiano di partenza, se la gara si svolge di giorno, al tramonto o di sera ed il pacchetto aero-meccanico in vigore (clicca sull’immagine per ingrandirla)

I piloti

Prosegue il processo di rinnovamento dei ranghi della Cup Series e da questo punto di vista il 2020 sarà una delle annate più belle da seguire. Infatti, finalmente i big3 della Xfinity Series sono stati promossi in Cup Series e quindi anche qui si rinnoverà la sfida fra Christopher Bell, Cole Custer e Tyler Reddick, stavolta però per il titolo di Rookie of the Year.

Si ripeterà dunque l’eterna lotta fra i veterani d’esperienza ed i giovani arrembanti. Il conto fin qua è decisamente a favore degli anziani del gruppo dato che negli ultimi 15 anni gli unici under-30 a conquistare un titolo sono stati Keselowski (2012, ad appena alla terza stagione completa in Cup Series) e Logano (2018, con ben 10 stagioni alle spalle) e quindi da parte dei giovani è necessaria una rivincita non solo parziale.

Che il ricambio generazionale, con gli ultimi protagonisti degli anni 2000 ancora in pista, sia vicino è ovvio, ma i veterani non mollano: Kurt Busch (41 anni) ha dato filo da torcere al compagno di squadra Larson per metà 2019, Kevin Harvick (44 anni) non ha ancora intenzione di ritirarsi dopo che pochi mesi fa si è qualificato ancora una volta per Homestead, Ryan Newman (42 anni) in pochi mesi ha ribaltato le gerarchie in squadra e il suo rendimento ha in pratica causato la sostituzione di Stenhouse con Buescher, Denny Hamlin (40 anni in novembre) è rinato dopo un 2018 in ombra che sembrava l’inizio dell’addio, Martin Truex Jr. (40 anni in giugno) non ha subito il contraccolpo nel passaggio al Joe Gibbs Racing. L’unico che – al momento – alzerà bandiera bianca alla fine del 2020 sarà dunque Jimmie Johnson che a 44 anni ha deciso di appendere il casco al chiodo. Per Jimmie, a secco di vittorie dal giugno 2017 e reduce dalla prima non qualificazione ai playoff, anche l’obiettivo è cambiato, dal conquistare a tutti i costi uno storico ottavo titolo a concludere la carriera in Cup Series in maniera soddisfacente.

Jimmie Johnson con Rick Hendrick il giorno dell’annuncio del ritiro lo scorso novembre

Analizzando invece la situazione squadra per squadra si nota come i team principali hanno confermato quasi integralmente i piloti che schieravano nel 2019. Il Joe Gibbs Racing – team campione in carica – ancora una volta grande favorito, conferma dunque Kyle Busch, Denny Hamlin, Martin Truex Jr. ed Erik Jones. Fino a novembre sembrava che nel 2020 il duello fra Busch e Truex sarebbe salito di livello, con Martin deciso a puntare al secondo titolo, ma l’improvviso ritiro del suo storico crew chief Cole Pearn sospende il giudizio per il team #19 almeno fino alle prime gare.

Anche in casa Ford ci sono piccoli-grandi cambiamenti: al Team Penske sono stati confermati sia i piloti (Brad Keselowski, Ryan Blaney e Joey Logano) sia i crew chief ma i tre abbinamenti sono tutti cambiati e dunque si dovrà valutare se la decisione di Capitan Roger sarà stata quella giusta per riportare la sua squadra al titolo. Anche in casa Stewart-Haas non tutto è identico al 2019: oltre ai confermati Kevin Harvick, Aric Almirola e Clint Bowyer, con questi ultimi due decisamente in ombra rispetto al 2018, sulla vettura #41 si è sviluppata una vera battaglia fra i due proprietari del team. Alla fine l’ha spuntata Gene e dunque al posto di Daniel Suárez ci sarà il giovane Cole Custer.

Passando invece alla Chevy, le due squadre importanti hanno confermato in toto i loro piloti e dunque da Hendrick ci saranno ancora Chase Elliott (atteso al definitivo salto di qualità), Jimmie Johnson, Alex Bowman e William Byron mentre da Ganassi si sfideranno ancora Kyle Larson, esaltato dalla vittoria all’amato Chili Bowl, e Kurt Busch fresco di rinnovo. Per loro la novità invece sarà una Camaro, denominata ZL1 1LE, rinnovata nell’aerodinamica dopo che la versione originaria ha deluso non poco nel biennio 2018-19.

Nei team di seconda fascia invece si è concentrata la maggior parte del mercato invernale. A sorpresa, come detto in precedenza, Ricky Stenhouse Jr. è stato scaricato dal RFR e al suo posto è arrivato Chris Buescher che l’anno scorso è stato protagonista di un’ottima fase centrale di stagione. O meglio, Buescher torna al RFR dato che con il team nel 2015 aveva vinto la Xfinity Series senza poi trovare un posto con loro in Cup Series e per questo era stato ceduto nel frattempo in prestito come un calciatore. Il JTG Daugherty, spiazzato dalla partenza del suo pilota di punta, ha così preso proprio Stenhouse che affiancherà Ryan Preece.

Il domino dell’inverno è stato quello partito da Paul Menard, il quale ha annunciato il ritiro dall’attività a tempo pieno. E lo stesso Paul ha detto al Wood Brothers chi voleva come sostituto. La scelta è ricaduta su Matt DiBenedetto che sulla #95 ha fatto molto bene (secondo a Bristol e a soli 12 giri da una incredibile vittoria) ma ha avuto la sfortuna di trovarsi nel mezzo della strada di Christopher Bell verso la Cup Series. Cosa possiamo aspettarci da Bell per il 2020? Non delle vittorie sicuramente, ma rendere il meglio con una vettura molto sostenuta dal JGR. Di sicuro il confronto più calzante sarà con l’analoga esperienza di Erik Jones nel 2017 con la seconda vettura del Furniture Row Racing.

Anche Daniel Hemric ha avuto la sfortuna di trovarsi sulla strada di Tyler Reddick e così è stato appiedato dopo una sola stagione, chiusa da Rookie of the Year, per fare spazio al bicampione della Xfinity Series il quale affiancherà il confermato Austin Dillon mentre il fratello Ty ha preferito rimanere al Germain Racing.

Passando invece ai team più piccoli, il Front Row Motorsports torna da tre a due vetture confermando McDowell e l’altro rookie John Hunter Nemechek che è stato tenuto dopo le ottime tre gare disputate in chiusura di 2019 per sostituire l’ancora convalescente Matt Tifft. Confermati anche Bubba Wallace al team che porta il nome di Richard Petty e Corey LaJoie sulla #32 del Go Fas Racing. Novità invece per lo StarCom Racing con Quin Houff che ha sostituito a sorpresa Landon Cassill, per il Premium Motorsport che dovrà fare a meno di Chastain in gran parte delle gare e dunque sulla #15 ci sarà Brennan Poole e infine per la #51 con Joey Gase pilota di punta del Rick Ware Racing.

Fra i team non dotati di charter e che dunque dovranno tentare la qualificazione ad ogni gara (ma esclusa la Daytona500 non ci dovrebbero essere problemi) troviamo il Gaunt Bros Racing che ha puntato tutto su Daniel Suárez, scaricato ancora una volta non per colpe sue, ed il MBM che punterà a piazzamenti onorevoli con Timmy Hill.

Queste le 38 vetture che disputeranno tutta la stagione, le prime 36 dotate di charter mentre la #66 e la #96 dovranno lottare per la qualificazione ogni settimana. In verde i cambiamenti rispetto al 2019 (clicca sull’immagine per ingrandirla)

Xfinity Series

Per la categoria di mezzo sarà inevitabilmente un anno di transizione. L’addio (si spera arrivederci, ma al momento nessuno di loro ha gare in programma qui durante questa stagione) in contemporanea di Bell, Custer e Reddick in quanto promossi con onore in Cup Series lascia un vuoto enorme nella Xfinity Series che dunque dovrà andare in cerca di altri giovani talenti. L’unico che cercherà di opporsi a questo fenomeno sarà Justin Allgaier il quale, molto probabilmente, avrà l’occasione della vita per conquistare un titolo che gli è sempre sfuggito nelle nove occasioni in cui ci ha provato (tre volte terzo).

Il JR Motorsports parte a prima vista come favorito dato che conferma il team dell’anno scorso, con Allgaier sulla #7, il giovane Gragson sulla #9 e il veterano ma poco efficace Annett sulla #1 mentre sulla #8 ci saranno a rotazione il declassato Hemric (21 gare), Jeb Burton (11) e, come ormai tradizione, la gara one-off di Dale Earnhardt Jr., stavolta però a Homestead. A sfidarli direttamente ci sarà almeno all’inizio soprattutto la squadra Ford, con Briscoe confermato sulla #98 dello Stewart-Haas Racing che avrà solo una vettura dopo la promozione di Custer e con Austin Cindric che sarà ancora una volta sulla #22 del Team Penske.

Il Joe Gibbs Racing invece partirà leggermente dietro ai due team citati in precedenza in quanto farà affidamento su giovani piloti. Al fianco del confermato Brandon Jones sulla #19 ci saranno infatti Riley Herbst, finalmente all’occasione buona per una stagione intera, sulla #18 ed il figlio d’arte Harrison Burton sulla #20. Per loro la prima parte del campionato sarà fondamentalmente l’occasione per ambientarsi al meglio per poi dare il meglio quando conta dato che il posto ai playoff non è a rischio.

A giocare il ruole di outsider di primo livello sarà sicuramente il Kaulig Racing che raddoppia definitivamente i ranghi e punta a infastidire gli squadroni citati in precedenza. Justin Haley sarà ancora sulla #11 e al suo fianco ci sarà Ross Chastain che tornerà a puntare al campionato di mezzo dopo la deludente esperienza all’inizio della scorsa stagione. Per loro bisognerà capire se le loro vetture saranno in lotta solo per qualche gara oppure per tutto il campionato, ma di sicuro daranno fastidio ai big. Chi invece mancherà all’appello per il titolo sarà il RCR che, dopo la promozione di Reddick, schiererà soltanto la #21 a rotazione fra Myatt Snider, Kaz Grala e Anthony Alfredo.

Come negli anni scorso i team di primo livello si contano sulle dita di due mani e dunque ci saranno dei posti ai playoff disponibili anche per i piccoli team. Analizzando le liste di partenza si può dare per scontato che saranno 10 le vetture che non avranno alcun problema per qualificarsi ai playoff e questo lascia due posti liberi in vista delle fasi decisive. Scorrendo i nomi i favoriti per una chance di essere inquadrati di più dalla TV sono come negli anni scorsi Ryan Sieg e Jeremy Clements. Per loro sarà fondamentale la costanza di rendimento e l’evitare ogni incidente, altrimenti altri outsider come Brandon Brown e Josh Williams potranno inserirsi nella lotta.

I principali piloti che si contenderanno il titolo della Xfinity Series (clicca sull’immagine per ingrandirla)

Per quanto riguarda il calendario invece confermate le 33 gare (di cui sette dei playoff), ma ovviamente ci sono delle modifiche conseguenti dal programma della Cup Series. Richmond esce dai playoff (chiuderà la regular season) e vi entra Bristol mentre a Indianapolis, come prima decisione di Roger Penske da presidente del circuito, non si correrà sull’ovale bensì sul circuito stradale della IndyCar e infine si farà ritorno a Martinsville – penultima gara stagionale – per la prima volta dal 2006 e la seconda dal 1994.

La principale modifica regolamentare riguarda invece le standalone races, le gare che si disputano lontano dalla Cup Series. In queste corse infatti durante la caution il gruppo verrà congelato e non ci potranno essere sorpassi in pit lane, dato che le soste verranno effettuate soltanto da quattro meccanici per vettura. Tutto questo è stato deciso per ridurre i costi specialmente per i piccoli team che non si possono permettere una loro pit crew.

Truck Series

Come sempre la categoria minore, anche se non è giusto definirla così, da seguire più attentamente durante la regular season sarà la Truck Series. Se già l’anno scorso la sfida fu intensissima con qualche big rimasto all’asciutto, anche in questo 2020 ci saranno delle potenziali sorprese. L’allargamento dei playoff da 8 a 10 vetture in un primo momento sembrava una decisione poco felice che avrebbe tolto del pathos che invece era ed è fondamentale e assente ad esempio in Xfinity Series, ma scorrendo la entry list si può dire con tutta sicurezza che anche questa stagione tutti dovranno dare il 101% in ogni gara senza concedersi troppi passi falsi. Il gruppo dei favoriti sembra essere composto infatti da ben 12 big (+1 come spiegato più avanti) e 4 outsider di primo livello.

A scontrarsi saranno soprattutto tre squadroni, uno per costruttore. Partendo dal team campione, a rappresentare la Ford ci sarà il ThorSport Racing con al via i confermati Matt Crafton, alla caccia di uno storico quarto titolo, Johnny Sauter, Grant Enfinger e Ben Rhodes. Se il team di Duke Thorson è riuscito a vincere il campionato malgrado innumerevoli problemi meccanici, dopo un inverno in cui hanno sicuramente avuto modo di sistemare tutto allora il ruolo di favoriti non può che essere per loro.

Contro di loro ancora una volta ci saranno il GMS Racing (Chevrolet) che sì ha lasciato la Xfinity Series ma raddoppia il numero di Truck a tempo pieno. Insieme ai confermati Brett Moffitt e Sheldon Creed ci saranno infatti la rivelazione del 2019 Tyler Ankrum ed il giovane Zane Smith. In casa Toyota i riflettori come sempre saranno sul Kyle Busch Motorsports e sui giovani talenti scelti da Rowdy. Con la partenza di H.Burton e T.Gilliland i piloti saranno Christian Eckes e il canadese Raphaël Lessard mentre Chandler Smith arriverà a stagione in corsa in quanto ancora minorenne (e quindi non può correre sugli speedway fino a giugno, da qui il “+1” di prima) e la sua eventuale qualificazione ai playoff dipende dall’ottenimento di una vittoria.

A inseguire queste tre quadre ci saranno i confermati Austin Hill (Hattori Racing) e Stewart Friesen (Halmar Friesen Racing) che dovranno ripetere la qualificazione per il gran finale del 2019. Friesen inoltre ha cambiato affiliazione passando da essere comproprietario e di un team satellite di Chevrolet e GMS alla Toyota e al KBM.

Fra i team outsider ci sono molte nuove entrate e qualche cambiamento. Il DGR-Crosley, orfano di Ankrum, passa da Toyota a Ford e conferma Tanner Gray e inoltre crea un’alleanza tecnica con il Front Row Motorsports che debutta così nei pick-up per far correre Todd Gilliland, scaricato da Kyle Busch, e figlio di David Gilliland del quale – bisogna ricordare – sono le iniziali “DG” in DGR. Altra alleanza estemporanea quella fra Bill McAnally, storico proprietario di un team nella ARCA Series, ed il businessman Bill Hilgemann per schierare un truck per Derek Kraus, campione nella K&N Pro Series West l’anno scorso proprio con McAnally. Infine, il Niece Motorsports saluta Chastain (che comunque disputerà con loro qualche gara) e punta a confermarsi con Ty Majeski, pilota in cerca di rilancio dopo i problemi in Xfinity Series del Roush Fenway.

I principali piloti che si contenderanno il titolo della Truck Series (clicca sull’immagine per ingrandirla)

Per quanto riguarda il calendario confermate le 26 gare (sette nei playoff) con unico cambio importante quello del passaggio della gara primaverile di Martinsville a Richmond dove i Truck correranno per la prima volta dal 2005. Per i playoff invece Homestead – ovviamente – ne esce ed entra Gateway con Bristol che invece chiuderà il primo round. Da segnalare anche qui il cambio di regolamento per i pit stop nelle gare disputate lontano dalla Cup Series.

ARCA Series

Il 2020 sarà anche la prima stagione in cui la ARCA Series sarà ufficialmente una categoria della Nascar dopo l’acquisizione di due anni fa. Essa, insieme alle riorganizzate serie Est e Ovest ex K&N, manterrà i canoni di categoria semi-professionistica che ormai è diventata l’ultimo gradino prima di passare ai Truck. Come al solito sarà proprio la ARCA Series ad inaugurare l’ovale di Daytona per le stock car con la gara di sabato, la prima del calendario di 20 gare che saranno concomitanti con i weekend della Nascar in molte occasioni fino all’epilogo in Kansas il 16 ottobre.

Come seguire la Nascar

Così come successo nel 2019, anche se solo a stagione iniziata, sarà possibile vedere tutta la Nascar sugli schermi italiani.

La Cup Series sarà in diretta su DAZN nella speranza che quest’anno siano trasmesse tutte le gare in calendario a differenza di quanto accaduto nell’autunno scorso quando, in concomitanza della ripresa dei campionati calcistici, non tutte le gare della Nascar sono state trasmesse lasciando scontento più di qualche appassionato per la necessità di trovare un altro mezzo per sintonizzarsi sulla gara.

La Xfinity e la Truck Series invece saranno trasmesse in diretta da SportItalia e dal suo canale tematico SI Motori, disponibile in streaming sul loro sito e anche in modalità HbbTV sui televisori abilitati. In linea teorica non saranno trasmesse in diretta le gare che si svolgono durante la notte italiana; per queste sarà prevista una differita nelle ore successive. SportItalia trasmetterà anche le gare della EuroNascar.

Le gare di Cup e Xfinity Series saranno disponibili anche tramite il servizio di streaming ufficiale Nascar Trackpass. L’abbonamento per la stagione 2019 include come sempre le 36 gare della Cup (più Clash, Open e All-Star Race) e le 33 della Xfinity per un prezzo totale di 100€, stabile rispetto al 2019.

Il programma di Daytona (orari italiani)

Venerdì 7 febbraio:

19:30 FP1 ARCA Series

21:00 FP2 ARCA Series

Sabato 8 febbraio:

17:35 FP Cup Series (solo per i piloti qualificati per “The Clash”)

18:30 Qualifiche ARCA Series

19:35 FP1 Cup Series

21:00 FP2 Cup Series

22:45 Gara ARCA Series (80 giri per 200 miglia)

Domenica 9 febbraio:

18:30 Qualifiche Cup Series

21:00 “The Clash” (75 giri per 187.5 miglia)

Giovedì 13 febbraio:

22:05 FP1 Truck Series

23:30 FP2 Truck Series

1:00 Cup Series Duel #1

3:00 Cup Series Duel #1

Venerdì 14 febbraio:

20:05 FP1 Xfinity Series

21:10 Qualifiche Truck Series

22:35 FP2 Xfinity Series

23:05 FP3 Cup Series

1:30 Gara Truck Series (100 giri per 250 miglia)

Sabato 15 febbraio:

17:00 Qualifiche Xfinity Series

18:30 FP4 Cup Series

20:30 Gara Xfinity Series (120 giri per 300 miglia)

Domenica 16 febbraio:

20:30 Daytona 500 (200 giri per 500 miglia)

Immagine: nascarmedia.com (Sean Gardner per Getty Images); drivetribe.com

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Gabriele Dri
Nato a Udine 26 anni fa, sono un ingegnere civile appassionato di strade. Cresciuto con la F1, sono appassionato di ogni forma di motorsport, senza esclusioni. Maniaco della Nascar dal 2014, nel settembre del 2016 sono sbarcato su Twitter per raccontarla giorno per giorno. Sono un amante delle statistiche sportive e la prova che anche nei momenti più difficili può nascere qualcosa di buono.

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