NASCAR | Anteprima playoff Xfinity Series 2020

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Gli 11 big hanno lottato per accumulare più playoff point possibili, ora bisogna sfruttarli per avanzare fino a Phoenix. Tutti contro Briscoe e Cindric


La regular season della Xfinity Series è sempre quella che regala meno spettacolo nella lotta per capire chi saranno i 12 piloti qualificati. Infatti ci sono sempre (troppe) poche auto di primo livello che lasciano un paio di posti agli outsider. E anche quest’anno è andata così, con 10 auto sopra tutte le altre, Ryan Sieg che subito ha messo le mani sul penultimo biglietto e infine nella vera lotta Brandon Brown che ha battuto la concorrenza. La lotta davanti è stata soprattutto per vincere il più possibile e la coppia Ford composta da Chase Briscoe e Austin Cindric ha fatto man bassa di playoff point.

I 12 piloti

Dopo l’addio dei big3 Reddick, Bell e Custer nello scorso inverno la curiosità su chi li avrebbe sostituiti era tanta. E a lungo, dopo un inizio pre-pandemia firmato Harrison Burton, la stagione è stata dominata dalla coppia Ford (le uniche presenti in pista) formata da Chase Briscoe ed Austin Cindric che ha portato a casa 12 delle prime 26 gare. Nel lotto dei big si è inserito all’ultimo grazie a tre successi quello che in origine era il favorito per la conquista del titolo, ovvero Justin Allgaier.

A seguire c’è il gruppone che battaglierà per conquistare – probabilmente – l’ultimo posto al gran finale di Phoenix. Noah Gragson ha avuto un buon mix di velocità e aggressività per accumulare 25 playoff point e stare davanti a Brandon Jones malgrado una vittoria in meno e a Justin Haley ed Harrison Burton grazie alle stage vinte in più. Solo questi sette piloti hanno conquistato un successo, il totale fa 24 e le altre due vittorie sono andate a Kyle Busch a Charlotte e AJ Allmendinger ad Atlanta.

In coda senza vittorie parziali c’è il grande deluso Ross Chastain, che però compensa col bonus della classifica generale, ed infine i quattro destinati a meno di sorprese all’eliminazione al primo round, ovvero Ryan Sieg, Michael Annett, Riley Herbst e colui che ha battuto tutti gli avversari in quello che si può considerare un piccolo “campionato indipendenti” ovvero Brandon Brown, il quale ha portato il Brandonbilt (nessuna parentela, né legame) Motorsports per la prima volta ai playoff.

Detto delle due uniche Ford ai playoff, sono sette le Chevrolet qualificate, le tre del JR Motorsports, le due del Kaulig Racing e la coppia Sieg-Brown con il primo che corre con il proprio team; tre invece le Toyota, tutte del Joe Gibbs Racing. Rispetto al 2019, esclusi i big3 Reddick, Bell e Custer e l’altro rookie J.H.Nemechek che sono passati in Cup Series, gli altri otto piloti si sono riconfermarti mentre i quattro citati sono stati sostituiti da H.Burton, Chastain, Herbst e Brown.

Di seguito verranno presentati uno per uno i piloti qualificati in ordine di classifica dopo il reset del punteggio.

Chase Briscoe (2050)

Lo aveva detto a inizio anno e finora sta mantenendo le promesse. Infatti Chase Briscoe durante l’inverno, in assenza di grossi sponsor a sostenerlo, dichiarò che per proseguire il sogno di arrivare in Cup Series nel 2021 avrebbe avuto bisogno di una stagione con circa otto vittorie. Mancano ancora sette gare ma il pilota dello Stewart-Haas Racing è già a quota sette, di cui sei ottenute prima del 4 luglio a cui è seguito un momento di pausa prima del ritorno in victory lane a Bristol. Il successo più bello è sicuramente quello di Darlington davanti a Kyle Busch nel momento più difficile della sua vita, ma ora c’è da battere gli avversari diretti. La preoccupazione più grande sembra la forma non eccezionale dimostrata a Richmond e che è stato per molti il test generale in vista di Phoenix, tuttavia Chase ha dimostrato di avere tutte le armi buone per vincere pure il titolo.

Austin Cindric (2050)

I dubbi sul talento di Austin Cindric sorti durante l’inverno sono svaniti. Ora il pilota del Team Penske è completo e non solo il più forte sugli stradali. Dopo un inizio consistente poi è arrivata la grande estate di Austin con cinque vittorie nel corso di sei gare e nel mezzo c’è stato il secondo posto in Kansas. La doppia vittoria in Kentucky ha sbloccato la sua stagione ed ha dato il via alla grande rimonta sull’amico-rivale Briscoe in classifica generale che alla fine gli ha permesso di vincere la regular season (non male per uno additato di fare troppi incidenti negli anni scorsi) e di lanciarsi verso i playoff che potrebbero decidere il suo futuro. Il calendario è a suo favore, almeno fino a Martinsville dove – come per Briscoe – dovrà dimostrare più di quanto fatto recentemente a Richmond.

Justin Allgaier (2033)

La coppia Ford deve avere davvero paura di Justin Allgaier. Il pilota del JR Motorsports infatti è tornato al successo dopo un lungo digiuno e soprattutto lo ha fatto sulle piste giuste. Infatti dopo la vittoria rompighiaccio di Dover del mese scorso a Richmond ha piazzato l’uno-due in appena 24 ore che lo ha rilanciato in classifica generale con ben 12 playoff point a cui ne sono seguiti altri due a Bristol. L’esperienza è dalla sua, quello che manca è ancora il titolo e questo doveva essere il suo anno. All’inizio non lo era stato, ora potrebbe diventarlo davvero. Anche perché lo scorso autunno a Phoenix fu proprio Allgaier. Sarà la volta buona oppure anche in questa occasione ci si dovrà chiedere “Come la perderà Justin?”

Noah Gragson (2025)

Il giovane del JR Motorsports farà pure arrabbiare più di qualcuno per i suoi atteggiamenti in pista, ma intanto va veloce ed ha portato a casa due successi fondamentali per la sua stagione. Noah Gragson ha aperto la stagione subito col successo di Daytona a cui è seguito quello di Bristol non senza polemiche (contatto decisivo col compagno di squadra Allgaier). Anche la scazzottata con Harrison Burton in Kentucky si può dire che fa parte del processo di crescita, ma se l’anno scorso da rookie si poteva chiudere l’occhio, ora – quando si può giocare il titolo – Noah deve dimostrare un pochino di maturità in più per non finire in situazioni scomode che potrebbero compromettere il suo percorso verso Phoenix.

Brandon Jones (2020)

Con calma il pilota del Joe Gibbs Racing cresce e fa capire a tutti che malgrado il ruolo di pilota pagante questo posto in questa categoria lo merita pienamente. Il primo successo in carriera in Kansas a fine 2019 lo ha infatti sbloccato e al quinto anno in Xfinity Series Brandon Jones ha conquistato ben tre vittorie. In Kansas ha beffato Cindric con una fantastica ripartenza, a Darlington ha approfittato della collisione fra Hamlin e Chastain, tuttavia il successo di Phoenix dove ha sconfitto sul campo e con merito sia Kyle Busch che Brad Keselowski è da tenere in forte considerazione, specialmente se Brandon ci tornerà fra i quattro che si contenderanno il titolo. Notevole anche la forza di reazione dopo un inizio d’estate nero (quattro ritiri di fila), quindi in caso di passo falso durante i playoff saprà come si deve reagire.

Justin Haley (2018)

Il timore a inizio anno per giovane talento del Kaulig Racing era che la presenza di un pilota ingombrante al suo fianco come Ross Chastain lo avrebbe schiacciato. E in effetti l’inizio di stagione di Justin Haley non è stato dei migliori, poi dopo la pausa invece ha reagito ed ora il bilancio sul tabellino è di 2-0 in suo favore. Qualcuno potrebbe obiettare che questi due successi sono arrivati entrambi sugli superspeedway (Talladega prima e Daytona poi), però Haley ha dimostrato che può andare forte ovunque, appunto dagli superspeedway (si farà un recupero a Talladega), passando agli stradali (occhio al Roval) e gli ovali standard. Il primo round potrebbe essere dunque una iniezione di fiducia in vista delle gare decisive per lui del “Round of 8”.

Harrison Burton (2014)

Il giovane figlio e nipote d’arte del Joe Gibbs Racing probabilmente è stata la più bella sorpresa e ventata d’aria fresca del 2020. Harrison Burton ha infatti stupito tutti, compresi i detrattori del periodo per nulla vincente nella Truck Series, iniziando la stagione alla grande con quattro top5 nelle prime quattro gare e vincendo il 29 febbraio a Fontana a 28 anni esatti di distanza da zio Ward nella stessa data anomala. Harrison è stato probabilmente il pilota che ha pagato di più la pausa dovuta alla pandemia perché da allora sembra quasi sia andato avanti di inerzia, energia che è finita con la vittoria di Homestead a metà giugno. Dopo un’estate nell’ombra ora sta lentamente risalendo e nei playoff punterà soprattutto a fare esperienza per poi guardare ancora più in alto nel 2021.

Ross Chastain (2010)

Si può parlare di enorme delusione per un pilota che ha chiuso la regular season al terzo posto a pochi punti da Briscoe, portato a casa in 26 gare ben 13 top5 (meglio solo Cindric e Briscoe) e 23 top10 (nessuno come lui)? La risposta è sì se ti chiami Ross Chastain e sei chiamato a vincere dopo un 2019 movimentato, iniziato male in Xfinity Series e finito da vicecampione dei Truck. Il pilota del Kaulig Racing infatti non solo non ha vinto ancora una gara in questa stagione ma ha conquistato appena due stage (Dover e Richmond) e dunque parte con soli 10 punti di bonus. Quello che ha stonato è stata soprattutto l’aggressività dimostrata in pista, d’altro canto brucia però quella subita a Darlington ad un passo dal traguardo. Certo, ci vuole anche quella in Nascar ma se la si usa per portarsi da sesto a quinto dopo 10 giri di gara serve a poco o nulla e il finale di Bristol lo dimostra. In ogni caso Chastain è sempre da tenere d’occhio perché può essere benissimo lui quello che ribalta i big3 a Phoenix.

Ryan Sieg (2002)

Quando c’è da lottare per un posto per i playoff Ryan Sieg ed il suo team ci sono sempre e questa per lui sarà la terza avventura dopo quelle del 2016 e 2019. Per il 33enne della Georgia l’inizio di campionato è stato sfavillante, con il 3° posto di Las Vegas ed il 4° a Fontana. Poi inevitabilmente è arrivato un calo dovuto alla mancanza di risorse e al non voler rischiare troppo eventuali incidenti una volta arrivata la tranquillità in classifica. A lungo è stato nella top10, passato solo nei finale da Herbst, ed ha saputo sfruttare al meglio le due chance arrivate a Miami, ovvero due caution nei pressi nella fine della prima stage in cui ha cambiato gomme a differenza degli avversari conquistando così due playoff point che magari serviranno poco, però devono far tenere agli altri 11 gli occhi aperti perché Ryan queste possibilità le sfrutta sempre.

Michael Annett (2002)

In mancanza della vittoria a sorpresa, come successo a Daytona l’anno scorso, Michael Annett è tornato nei ranghi con un’altra stagione senza spunti di interesse. Nessuna stage vinta, solo tre top5 (e sono tutti quinti posti) a Pocono, Kentucky/1 e Texas, nono posto in classifica generale che gli fornisce un bonus iniziale di due punti e poco più. Con queste premesse la sua lotta per il titolo sembra destinata a durare ben poco, l’arco del primo round, anche perché o arriva molto di più di quanto dimostrato finora oppure anche solo sperare in un errore altrui potrebbe non essere sufficiente visto il divario in classifica accumulato.

Riley Herbst (2001)

Altro oggetto misterioso del 2020 è stato Riley Herbst del Joe Gibbs Racing. Il pilota di Las Vegas sicuramente vale di più del decimo posto in classifica generale conquistato senza alcuna stage vinta, tuttavia sul piatto c’è poco altro e a penalizzarlo ci sono stati anche un paio di incidenti di troppo, sia di sua responsabilità sia quelli in cui era incolpevole. Per Riley questa è stata la prima stagione completa in Xfinity Series e forse ha pagato finora la mancanza di continuità (e per questo ci si aspetta un 2021 sicuramente migliore) e questo in una stagione regolare lunga ben 26 gare si paga. Restano il convincente secondo posto di Fontana e quello più a sorpresa in Kentucky insieme ad altri due quarti posti a fine estate, ma il discorso riguardo la prospettiva dei playoff è lo stesso di Annett.

Brandon Brown (2000)

Il vincitore dell’ “altro campionato” è stato con molto merito Brandon Brown. Lui e il suo team hanno staccato di 48 punti un osso duro come Jeremy Clements, che di playoff se ne intende, grazie a quattro top10 (settimo a Daytona e Bristol) e ben 20 top20 e soprattutto soli cinque ritiri che hanno fatto la differenza rispetto alla concorrenza. Ora Brandon avrà la grande occasione per mettersi in mostra e soprattutto potrà gareggiare un po’ più alla pari con gli altri grazie ai motori presi in prestito dall’ECR (ovvero Richard Childress, il quale li fornisce come parametro di confronto anche al Kaulig Racing) almeno per Las Vegas e Talladega. In ogni caso giù il cappello di fronte quanto fatto finora e non si può che augurargli il meglio per i playoff.

Cosa può succedere

Gli sconvolgimenti dovuti alla pandemia hanno modificato oltre ai playoff della Truck Series anche quelli della Xfinity, seppur in maniera molto minore. La regular season si sarebbe dovuta concludere a Richmond per poi dare inizio ai playoff a Bristol. E invece tutto è scalato in anticipo di un weekend, regalandoci appunto il taglio sullo short track del Tennessee. Dunque è stato necessario recuperare una tappa e la scelta è caduta necessariamente sull’unica gara che di solito la categoria cadetta saltava durante l’autunno, ovvero Talladega. Ed avere in successione il superspeedway dell’Alabama e poi il Roval di Charlotte regalerà probabilmente il round più ricco di sorprese dei playoff.

Il “Round of 8” invece si prevede più tranquillo, almeno all’inizio, con le classiche tappe del Kansas e del Texas per poi invece avere l’appuntamento dell’anno, ovvero il ritorno della Xfinity Series per la prima volta dal 2006 (e solo la seconda gara dal 1994) a Martinsville dove tra l’altro si decideranno i quattro che si contenderanno il titolo a Phoenix. Nessuno avrà esperienza con questa vettura sullo short track della Virginia, tutti dovranno fare affidamento sulle precedenti esperienze nelle altre categorie o sul simulatore e poi affrontare la prima frenata senza combinare guai. Infine come detto si va a Phoenix dove in primavera vinse Brandon Jones.

Il programma del weekend a Las Vegas

  • Notte fra venerdì 25 e sabato 26 settembre, ore 3:00 – Gara Truck Series
  • Notte fra sabato 26 e domenica 27 settembre, ore 1:30 – Gara Xfinity Series
  • Notte fra domenica 27 e lunedì 28 settembre, ore 1:00 – Gara Cup Series

Immagini: twitter.com/NASCAR_Xfinity; nascarmedia.com; jayski.com

MONOPOSTO by SAURO

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Gabriele Dri
Nato a Udine 27 anni fa, sono un ingegnere civile appassionato di strade. Cresciuto con la F1, sono appassionato di ogni forma di motorsport, senza esclusioni. Maniaco della Nascar dal 2014, nel settembre del 2016 sono sbarcato su Twitter per raccontarla giorno per giorno. Sono un amante delle statistiche sportive e la prova che anche nei momenti più difficili può nascere qualcosa di buono.

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