NASCAR | Anteprima playoff Truck Series 2020

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Ranghi allargati, date cambiate, pronostico imprevedibile: questi in breve i playoff della categoria più emozionante della Nascar


Per chi come me lo scorso anno rimase deluso dall’annuncio dell’ampliamento dei playoff della Truck Series da otto a dieci vetture, prevedendo un appiattimento della regular season e del primo round dei playoff, ora c’è invece da recitare un enorme mea culpa perché la stagione dei pick-up invece ha regalato – come sempre – spettacolo oltre ad un bellissimo allargamento dei ranghi con ben 16 vetture in grado di qualificarsi per i playoff e dunque addirittura il 37.5% dei piloti che dopo la gara di Richmond giovedì scorso ha lasciato deluso la lotta per il titolo. Sono rimasti dunque in 10 ma dire chi vincerà il campionato 2020 è onestamente impossibile.

I 10 piloti

Fare confronti con la griglia dell’anno scorso è poco utile visto l’allargamento da otto a dieci vetture e anche perché piloti come Chastain sono passati di categoria. In ogni caso Hill, Enfinger, Moffitt, Crafton ed Ankrum hanno confermato la qualificazione del 2019, Rhodes ci è tornato dopo un anno di pausa mentre i rookie o sophomore Creed, Zane Smith, Eckes e Gilliland sono alla prima post season.

La stagione finora è stata equilibrata e combattuta e la classifica iniziale lo dimostra. Creed ha vinto sì tre gare, ma è arrivato solo al quinto posto in classifica generale e dunque il primo posto nella griglia playoff è suo solo per la quantità di stage vinte finora. Sorte analoga per Zane Smith che lo segue, seppur con una vittoria in meno. Austin Hill invece ha vinto la regular season con ben 42 punti su Moffitt, tuttavia un solo successo e due stage vinte lo mettono al terzo posto. Sorte simile per Enfinger che malgrado le tre vittorie (come Creed) poi ha fatto poco e infatti paga ben sette punti di ritardo da Sheldon.

Moffitt invece paga una regular season senza successi parziali ma una consistenza invidiabile ed è staccato di 11 punti dalla vetta, uno in meno di Rhodes che spesso è stato silenziosamente il primo degli altri. Chiudono la graduatoria Crafton, grazie all’unica vittoria del 2020, e poi in base ai punti Eckes, Gilliland ed Ankrum. Parlando di costruttori e team la Chevrolet ha portato ai playoff quattro Truck (ovvero il GMS Racing al completo), tanti quanti la Ford (tre del ThorSport – unico escluso Sauter – e la vettura del “neonato” Front Row Motorsports di Gilliland) e infine la Toyota ha qualificato due auto, quella dell’Hattori Racing di Hill e quella del Kyle Busch Motorsports, al ritorno ai playoff dopo il clamoroso flop del 2019, di Eckes.

Di seguito verranno presentati uno per uno i piloti qualificati in ordine di classifica dopo il reset del punteggio.

Sheldon Creed (2026)

Dopo un primo anno convincente ma caratterizzato dai classici errori da rookie, con inizi sfavillanti ed incidenti nel finale, il 22enne Creed è già diventato grande ed un favorito per il titolo. Sheldon ha disputato una grande estate iniziata con il primo successo in carriera in Kentucky e poi proseguita sul Road Course di Daytona e – malgrado un contatto di cui era colpevole – a Gateway. Quella che gli manca è un po’ di costanza di rendimento (oltre le tre vittorie sono arrivate soltanto altre due top5) e un po’ di esperienza. Per il pilota proveniente dagli Stadium Super Trucks di Robby Gordon sarà infatti la prima volta ai playoff dopo averli sfiorati l’anno scorso e sarà in mezzo ad una piscina piena di squali.

Zane Smith (2022)

Assieme all’altro rookie Derek Kraus, primo degli eliminati, la sorpresa dell’anno è sicuramente quella di Zane Smith, il giovane che è già sul taccuino di Dale Earnhardt Jr. per il futuro. Il pilota del GMS Racing, dunque compagno di squadra di Creed, ha trovato il primo successo in carriera in Michigan in un finale sicuramente irregolare ma non per colpa sua; per mettere a tacere le critiche Smith poi ha vinto subito dopo pure a Dover. Se a questo ci uniamo le stage vinte spesso ed i pochi errori commessi nel complesso, allora Zane potrà combinare qualcosa di buono già quest’anno.

Austin Hill (2022)

Quanto sono lontane le critiche dell’inverno 2018-19 quando Austin venne accusato di essere solo un pilota pagante che avrebbe preso il posto del campione Moffitt. Invece Hill si conferma ancora una volta ad altissimi livelli. Complessivamente è stato il migliore pilota di questa stagione, con ben 8 top10 in 16 gare e come peggiore risultato il ritiro per problemi meccanici in Texas. E’ arrivata solo una vittoria in Kansas/1 però i 15 playoff point derivanti dalla vittoria della regular season saranno un bel boost per lui che l’anno scorso fu beffato da un deludente “Round of 8” rendendo inutile poi il successo di Miami perché già eliminato.

Grant Enfinger (2019)

Come successo a Sauter nel 2018 ed Hill nel 2019, Grant Enfinger ha aperto e chiuso la regular season con una vittoria. Infatti, dopo il solito groviglio vincente di Daytona, poi il pilota del ThorSport ha vinto anche a Richmond con una prestazione dominante. Nel mezzo è arrivato anche il successo ad Atlanta però per il resto Enfinger è stato l’opposto di quello visto l’anno scorso quando vinse la regular season grazie alla regolarità ma senza vittorie parziali. L’anno scorso pagò proprio questo e venne subito eliminato a sorpresa, vedremo se quest’anno il “nuovo Grant” farà più strada, anche se il punteggio di partenza è esattamente lo stesso.

Brett Moffitt (2015)

16 gare finora, 16 gare in cui Brett Moffitt era nel lotto dei favoriti, 16 gare in cui Brett Moffitt è uscito sconfitto. Sembra incredibile ma il campione del 2018 in questa stagione è ancora a secco anche se è sempre lì, al punto che ha lottato fino all’ultima gara di Richmond per strappare ad Austin Hill la vittoria nella regular season. Si è consolato con 10 playoff point però deve iniziare a vincere se non vuole emulare quanto fatto da Enfinger l’anno scorso. Inoltre deve vedersela con due compagni di squadra come Smith e Creed, dal quale ha perso lo scontro diretto sia a Daytona che a Gateway, che col passare delle gare diventeranno inevitabilmente sempre più degli avversari.

Ben Rhodes (2014)

Ci sono voluti poco più di due anni ma Ben Rhodes è tornato in victory lane e lo ha fatto nello storico ritorno dei Truck a Darlington sigillando allo stesso tempo la qualificazione per i playoff. Per il veterano del ThorSport (sì, a 23 anni è un veterano della categoria) si tratta di un bel rilancio dopo una stagione storta in cui non si era qualificato per la post season. Ora per lui si attende un definitivo salto di qualità: dopo essere stato in moltissime occasioni il “primo di quelli che non si contendevano la vittoria”, e infatti i risultati lo hanno premiato con il terzo posto in classifica generale, adesso deve diventare un pilota da titolo.

Matt Crafton (2009)

Mentre il compagno di squadra Rhodes è tornato alla vittoria dopo due anni, Matt Crafton ha fatto di meglio ed ha potuto festeggiare di nuovo dopo ben tre stagioni. Da questo computo ovviamente è stato escluso il titolo conquistato a sorpresa l’anno scorso, il terzo in carriera, senza aver portato a casa tappe parziali. Dopo un inizio difficile di 2020, pari a quello di Sauter che poi però non si è ripreso, visto che dopo l’incidente di Pocono alla sesta gara (di 16) era 14° in classifica generale, Crafton ha iniziato una rimonta in classifica culminata nella vittoria in Kansas/2 e in un tranquillo settimo posto. Ora la difesa del trofeo e Matt sicuramente dirà la sua dall’alto dell’esperienza ventennale nei Truck.

Christian Eckes (2005)

Avere Kyle Busch come team owner non è facile, avercelo in una stagione complicata come il 2020 ancora meno, dover rimediare ad un 2019 fallimentare per il team (Todd Gilliland ed Harrison Burton nemmeno qualificati per i playoff) un ulteriore macigno da portare sulle spalle. E invece Eckes è arrivato con merito ai playoff pur non vincendo. Probabilmente gli bruciano ancora i secondi posti in Kansas/2 e in Michigan in cui poteva fare di meglio e quindi il risultato migliore della stagione è sicuramente il secondo posto del Texas, quando ha lottato a lungo alla pari proprio col titolare Kyle Busch. Magari non sarà questa la stagione buona per arrivare fino in fondo, ma sicuramente un buon viatico per il 2021 sì.

Todd Gilliland (2003)

Per il figlio d’arte il cambio d’aria è servito ed ha funzionato. Todd Gilliland dopo essere stato lasciato al suo destino dal KBM, con la vittoria di Martinsville arrivata troppo tardi, ha accettato la scommessa del Front Row Motorsports, il quale ha deciso di reinvestire i soldi non usati per la terza vettura in Cup Series per aprire una filiale nei Truck in collaborazione con il DGR-Crosley, ovvero il team di cui suo papà David è comproprietario. A Gateway sarebbe potuta arrivare la prima vittoria stagionale ma purtroppo per lui Creed ha decisamente e lo ha eliminato; in compenso sono arrivati due playoff point che sono sempre buoni. In ogni caso passare il primo round sarà difficile, ma nei Truck mai dire mai.

Tyler Ankrum (2002)

L’adolescente con la faccia da bambino ce l’ha fatta ancora ed è ai playoff. Quest’anno non è arrivata la vittoria a sorpresa a differenza del 2019, tuttavia Tyler Ankrum ha sfruttato al meglio la promozione al GMS Racing disputando una stagione concreta che lo ha portato al nono posto nella classifica generale. Non ha vinto alcuna stage, sono arrivate solo tre top5 (anche se il secondo posto di Miami dietro a Kyle Busch possiamo considerarlo quasi una vittoria), tuttavia il vero successo di Ankrum è l’essere riuscito a riprendersi dopo il terribile weekend in Kansas, dove in due gare aveva portato a casa appena 19 punti (un 33° e un 28° posto) contro i circa 50 dei principali rivali in classifica. La strada è in salita ancora una volta visto l’ultimo posto nella griglia playoff ma da qui può solo risalire di nuovo.

Cosa può succedere

Prima della pandemia, che ha sconvolto specialmente i calendari estivi di Xfinity e Truck Series, i playoff dei pick-up sarebbero dovuti iniziare a fine agosto a Gateway-St.Louis (dove ha vinto Sheldon Creed) per poi andare a Mosport (tappa sostituita dal Road Course di Daytona, vinta anche questa da Creed) e infine in chiusura di primo round a Bristol. E invece si inizierà proprio dal Tennessee per poi andare a Las Vegas e Talladega, dove si preannuncia una chiusura del “Round of 10” come al solito esplosiva, tuttavia l’eliminazione prevista di sue soli piloti – contro i quattro del turno successivo – lascerà molti big al sicuro.

Il “Round of 8” vedrà invece le due tappe inserite nei playoff al posto di Gateway e Mosport e sono due ovali da 1.5 miglia ovvero Kansas e Texas, due weekend in cui i Truck avrebbero dovuto essere in pausa e invece si aggregheranno a Cup e Xfinity Series prima di un altro appuntamento di fuoco a Martinsville dove, per la prima volta da quando esiste il format a eliminazione anche per i Truck, verranno esclusi quattro piloti anziché due. Potrebbe essere la gara più interessante di quel weekend e siccome la classifica dovrebbe essere ancora compatta, visto l’equilibrio regnante, ci potrebbero essere parecchie sorprese. Poi invece il gran finale di Phoenix dove anche qui i fuochi d’artificio non dovrebbero mancare. L’unico dei 10 a vincerci in passato è stato Brett Moffitt, un suo bis gli potrebbe regalare il secondo titolo in carriera.

Il programma del weekend a Bristol

  • Notte fra giovedì 17 e venerdì 18 settembre, ore 1:30 – Gara Truck Series
  • Notte fra venerdì 18 e sabato 19 settembre, ore 1:00 – Gara Xfinity Series
  • Notte fra sabato 19 e domenica 20 settembre, ore 1:30 – Gara Cup Series

Immagini: twitter.com/NASCAR_Trucks; nascarmedia.com; GettyImages per jayski.com; Luis Torres per motorsportstribune.com

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Gabriele Dri
Nato a Udine 27 anni fa, sono un ingegnere civile appassionato di strade. Cresciuto con la F1, sono appassionato di ogni forma di motorsport, senza esclusioni. Maniaco della Nascar dal 2014, nel settembre del 2016 sono sbarcato su Twitter per raccontarla giorno per giorno. Sono un amante delle statistiche sportive e la prova che anche nei momenti più difficili può nascere qualcosa di buono.

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