Il ritorno della Chase cambia le carte in tavola. Chi saprà sfruttare al meglio il “nuovo” format della NASCAR Cup Series?
Una nuova stagione è già arrivata. Il 2026 della NASCAR Cup Series inizia (meteo permettendo, viste le previsioni quasi polari con freddo e neve a Winston-Salem) questo weekend al Bowman Gray Stadium per il tradizionale Clash. Sarà una stagione finalmente di tregua dopo un 2025 ricco di tensione dietro le quinte. Terminate la causa in tribunale e le polemiche sul format del campionato, ora si riaccendono i motori in attesa di capire se anche gli equilibri sportivi interni al garage saranno cambiati oppure se i soliti noti saranno protagonisti nei prossimi nove mesi senza pause o quasi.
I piloti ed i team
La questione legale ha tenuto il mercato congelato praticamente per tutta la stagione scorsa. Anche quest’anno avremo 36 piloti a tempo pieno sulle 36 auto dotate di charter. 35 volti saranno gli stessi, uno di questi (Daniel Suárez) ha cambiato team ma non costruttore. Un nuovo ingresso (Connor Zilisch, l’unico rookie), una uscita (Justin Haley) verso la Truck Series. Tutto qua, segno che il mercato 2026-27 potrebbe essere uno dei più spumeggianti del decennio.
Dunque elenchiamo, e poi analizziamo, grazie a Francesco Gritti la lineup della NASCAR Cup Series 2026.
Chevrolet
Non sono molti i colpi di mercato in casa Chevrolet. Hendrick Motorsports conferma per il sesto anno consecutivo le sue punte di diamante (Kyle Larson, Chase Elliott, William Byron e Alex Bowman), così come Richard Childress Racing (Austin Dillon e Kyle Busch per la quarta stagione di fila), Kaulig Racing (Ty Dillon e A. J. Allmendinger) e Hyak Motorsports (Ricky Stenhouse Jr.).
Trackhouse Racing rinnova Ross Chastain e Shane van Gisbergen. Il neozelandese, però, cede il numero #88 al rookie Connor Zilisch, riprendendo il #97 che ha utilizzato nelle competizioni australiane e che “appartiene” alla sua famiglia da generazioni.
Daniel Suarez passa alla corte di Spire Motorports, team nel quale sostituisce Justin Haley, che torna in Truck Series. La squadra in questione conferma invece Michael McDowell e Carson Hocevar. Rick Ware Racing e Haas Factory Team cambiano costruttore di riferimento, passando da Ford a Chevrolet. Nonostante ciò, le due squadre continuano ad affidarsi, rispettivamente, a Cody Ware e Cole Custer.
Ford
Le lineup dei team Ford restano invariate. Team Penske (Austin Cindric, Ryan Blaney e Joey Logano), RFK Racing (Brad Keselowski, Chris Buescher e Ryan Preece), Front Row Motorsports (Noah Gragson, Todd Gilliland e Zane Smith) e Wood Brothers Racing (Josh Berry) confermano i propri piloti per il 2026.
Toyota
Anche in Toyota non ci sono variazioni. Joe Gibbs Racing (Denny Hamlin, Chase Briscoe, Christopher Bell e Ty Gibbs), 23XI Racing (Bubba Wallace, Riley Herbst e Tyler Reddick) e Legacy Motor Club (John Hunter Nemechek ed Erik Jones) confermano tutti i propri piloti per il 2026.
Team part time
Sono già molte le vetture part time confermate per la Daytona 500. Beard Motorsports e JR Motorsports schiereranno, rispettivamente, Anthony Alfredo e Justin Allgaier sulla propria Chevrolet per la “Great American Race”.
RFK Racing e Front Row Motorsports schiereranno a Daytona una quarta auto, che verrà guidata, rispettivamente, da Corey LaJoie e Chandler Smith. Garage 66 ha già annunciato la partecipazione di Casey Mears alla prima gara dell’anno. Il veterano, che svolgerà altre gare nel corso della stagione, cederà la vettura con Chad Finchum (Bristol e Texas) e Josh Bilicki (Watkins Glen).
23XI Racing e Legacy Motor Club schiereranno una Toyota in più, affidata, rispettivamente, a Corey Heim e Jimmie Johnson, in diverse occasioni nel corso del 2026. Il 7 volte campione della classe regina sarà in pista anche a Coronado.

Il format, il calendario ed i regolamenti
36 gare per la stagione 2026, probabilmente l’unico dato rimasto invariato rispetto al 2025. Per il resto, numerose modifiche sia a livello di regolamento tecnico che sportivo.
Partiamo dall’aspetto sportivo, infatti la notizia tanto attesa in vista della NASCAR Cup Series era l’inevitabile nuovo format per il campionato dopo le crescenti polemiche riguardo i playoff a eliminazione. Alla fine, dopo tanto riflettere, si è tornati al passato e alla Chase che segnò il debutto dei playoff dal 2004 al 2013.
Il campionato si strutturerà su una regular season di 26 gare, da Daytona a Daytona, al termine della quale ci sarà il taglio. Ai playoff accederanno i migliori 16 piloti in classifica generale in base ai punti ottenuti. Niente più win&in dunque, quindi superspeedway e road course non saranno più delle variabili impazzite in cui ci potrebbero essere delle sorprese che, grazie ad un singolo successo, avrebbero conquistato come negli anni scorsi la qualificazione. Tutto si baserà sulla regolarità ad alti, se non altissimi livelli.
Le vittorie conteranno notevolmente in ogni caso, infatti il punteggio per il primo posto sul traguardo (con gli altri invariati), è passato da 40 a 55 punti, tale per cui anche con un secondo posto ed entrambe le stage vinte non si potrà guadagnare più punti del vincitore. A meno di conquistare il giro più veloce che – purtroppo – rimane, ma che non sarà più possibile ottenere dopo aver fatto tappa nel garage per riparazioni da incidente o per guai meccanici, cambio regolamentare arrivato dopo qualche malumore per quanto successo a inizio playoff con Berry e Larson.
Dopo la regular season ci sarà un reset del punteggio. Il leader ripartirà con 2100 punti, il secondo da 2075, il terzo da 2065 e poi via via a scalare fino ai 2000 del 16°. Da qui in poi inizierà la Chase in cui si assommeranno tutti i punti conquistati e a Miami (o forse prima) verrà incoronato il campione della stagione 2026.

Il calendario 2026 è simile a quello della stagione scorsa, tuttavia sono evidenti delle novità, non tutte azzeccate. Sull’onda dell’entusiasmo, North Wilkesboro torna ufficialmente in calendario (lo sarà a luglio con una gara in notturna da 450 giri) con una corsa valida dopo la transizione nel rientro passata attraverso la All-Star Race. Meno azzeccata pare la scelta di assegnare la gara valida solo per i soldi e non per i punti a Dover, una pista sì appassionante, ma più per i cultori della tecnica e dello stile di guida, di sicuro non adatta per una gara sprint (il format è ancora da decidere) e da winner takes all.
Dopo il boom degli anni scorsi, diminuisce di uno il numero di circuiti con curve a destra. Va in archivio, infatti, il triennio della gara per le strade di Chicago (un ottimo test organizzativo per la NASCAR malgrado il maltempo perdurante), infatti si torna a sorpresa a Chicagoland, l’ovale da 1.5 miglia alla periferia della città dell’Illinois lasciato – in maniera ingiusta – al suo destino dopo la pandemia.
Lascia il calendario (non si sa se provvisoriamente o definitivamente) dopo appena una stagione anche la pista di Città del Messico. Ufficialmente l’assenza è provocata dalla impossibilità di trovare una data che non interferisca con i mondiali di calcio che saranno ospitati anche dalla capitale centroamericana. È noto, tuttavia, che alcuni team non abbiano digerito la lunga trasferta messicana malgrado un montepremi maggiorato grazie alla stessa NASCAR. Gli stessi team che, magari, si lamentano di un organizzatore che non fa nulla per espandere il proprio mercato. Ah, l’ipocrisia…
Al posto di CDMX, tuttavia, un anomalo stradale. Mentre la IndyCar solo nelle ultime ore ha trovato – con un intervento forzoso dall’alto – la gara celebrativa dei 250 anni degli USA per le strade di Washington, la NASCAR aveva già trovato la sua destinazione per tale evento: la base navale di Coronado a San Diego. Con una pista disegnata per le strade interne della sede Navy nella California del Sud (mentre l’ovale di Fontana giace ancora mezzo demolito e abbandonato), le stock car di tutte e tre le categorie affronteranno una particolare avventura one-off, sulla carta, a fine giugno perché nel weekend del 4 luglio si andrà proprio a Chicago.
Anomalo anche il posizionamento di un altro stradale storico, quello del Watkins Glen che si sposta da fine estate a maggio (e nello stato di New York potrebbe esserci ancora fresco) appena prima della All-Star Race. Inedita anche la distanza di gara, portata a 100 giri per quella che storicamente è una delle corse più brevi in termini di durata dell’intero calendario.
I playoff rimangono così quasi sguarniti di curve a destra. Il calendario, infatti, quando era stato annunciato prevedeva ancora il format ad eliminazione con i tagli a Bristol, al Roval di Charlotte e a Martinsville prima del grande finale di ritorno (era ora) ad Homestead-Miami. Negli ultimi giorni si è vociferato di un possibile ritorno della gara autunnale di Charlotte sull’ovale dato che il Roval senza eliminazioni avrebbe perso di un po’ di significato. Ma il tema resta lo stesso della dirt race di Bristol: esaurita la fase della novità, non è che tornando al passato si siano risolti i problemi che avevano portato al cambiamento, anzi. In sintesi, qualora questo cambiamento diventasse realtà a stagione praticamente iniziata, vedere una Chase disputata su dieci ovali sarebbe un passo indietro nell’organizzazione della stagione. Probabilmente nel 2027, a piani definiti con ampio anticipo anche a livello di format, vedremo un calendario più equilibrato.
Piccoli altri cambiamenti riguardo al regolamento sportivo riguardano l’algoritmo che determina la griglia di partenza in caso di cancellazione delle prove ufficiali e l’ordine di entrata in pista in qualifica (70% in base al risultato della gara precedente, 30% sul piazzamento in classifica generale) e sul bilanciamento nuovo di penalità e soprattutto waiver dato che senza win&in cambia tutto in ottica playoff. Qualora la NASCAR decidesse di dare un waiver ad un pilota poi qualificatosi ugualmente ai playoff pur saltando una o più gare, questo inizierebbe i playoff da quota 2000 punti.
Dal punto di vista tecnico, la novità più grande e arrivata con grande gioia di tutti è quella dell’aumento di potenza dei motori su short track, ovali più corti di 1.25 miglia e road course. 750 cavalli non saranno le quote raggiunte 15-20 anni fa (800-900 CV), ma sono comunque più dei 670 che rimarranno sugli altri ovali (superspeedway esclusi). La platea di piste destinate a questa novità è sorprendentemente ampia e include anche cinque ovali (Bristol, Darlington, Dover, Nashville e Gateway) che passano dal pacchetto “intermedio” a quello a basso carico aerodinamico, un fatto che forse cambierà meno di quanto si creda, ma che potrebbe ridare più controllo ai piloti a discapito della vettura.
Cosa aspettarsi dal 2026
Sarà una stagione gattopardesca (cambiare tutto perché non cambi nulla) oppure il “nuovo” format del campionato insieme ad una gran parte della stagione con motori dalla potenza maggiore vedrà volti nuovi a lottare per vittorie e campionato? Difficile valutare adesso e prevedere al 100% cosa succederà da qui a novembre.
In ogni caso, Hendrick Motorsports sembra la squadra più organizzata sotto questo punto di vista. Non dico che basti ripescare dall’archivio il manuale ad uso interno stilato dalla coppia Jimmie Johnson-Chad Knaus (sei titoli su sette conquistati dalla #48 con questo format, cinque consecutivi), ma le basi ci sono, sia per prestazioni ad alto livello, sia per quanto riguarda la regolarità. William Byron e Chase Elliott, forse ancor di più del campione in carica Kyle Larson (occhio alle Larsonate che possono costare punti pesanti) sono i primi candidati che vengono in mente per il titolo 2026, mentre la costanza di Bowman potrebbe non bastare per rialzarsi in classifica.
Per gli altri due top team, bisognerà guardare soprattutto all’affidabilità e alla sfortuna. Nello scorso anno (e non solo) sono saltati troppi motori in casa Joe Gibbs Racing, distribuiti un po’ fra tutte le vetture, ma anche Penske – soprattutto Ryan Blaney – non ha sorriso e quindi bisognerà recuperare efficienza in ogni settore per affrontare la sfida più importante. La possibilità c’è con Denny Hamlin, il quale nelle prime settimane dovrà lavorare più sul lato personale, Christopher Bell, Chase Briscoe e il citato Ryan Blaney. Grande curiosità ovviamente su come approccerà la stagione Joey Logano, il maestro del format dei playoff ad eliminazione ora chiamato a rispondere ad alti livelli anche con la Chase. Il teorema degli anni pari sarà ancora valido? Obbligati ad uno step di crescita anche Cindric e Berry.
Passando alla seconda fascia, per team come 23XI, RFK e Trackhouse un posto al sole fino in fondo sarà inevitabilmente più arduo da conquistare. Bisogna essere ben corazzati per essere competitivi da febbraio a novembre su (quasi) tutte le piste. Gli sprazzi ai piani alti di Reddick e Wallace nel 2025 si sono diradati, la costanza del team di Roush e Keselowski è “fin troppo costante” e viaggia ancora sull’onda dei weekend in cui tutte e tre le auto vanno veloci oppure non vanno avanti, per la squadra di Justin Marks c’è da ritrovare al 100% Ross Chastain, sperare che Connor Zilisch dimostri in Cup Series quanto visto finora nelle altre categorie, mentre per Shane van Gisbergen è obbligatorio proseguire il percorso di crescita visto che è proprio lui la vittima principale del cambio di format.
Alla ricerca dell’esplosione definitiva piloti come Ty Gibbs (una quarta stagione completa senza vittorie aumenterebbe solo l’ira dei tifosi vedendo Corey Heim senza sedile proprio a causa sua) e dell’intero Spire Motorsports, team che ha investito tanto e che ha ottenuto buoni risultati negli ultimi anni senza il completamento finale dell’opera. McDowell è una garanzia su superspeedway e road course, Hocevar è la variabile impazzita (si spera non troppo), Suárez è un punto saldo che potrebbe dare costanza di rendimento se ben supportato.
Alla caccia di velocità (e molto di più, come ad esempio una vera leadership manageriale e tecnica) squadre come Richard Childress Racing, in cui la speranza è rivedere Kyle Busch in victory lane, e Kaulig Racing, perso ancora una volta in scelte assurde sul breve e lungo termine. Chi investe sul futuro sono invece Legacy Motor Club, nel 2027 in teoria a tre punte ancora da smussare però, e Front Row Motorsports che, forte della vittoria in seconda linea in tribunale contro la NASCAR, conferma la giovanissima lineup. Per loro, molto probabilmente, si andrà ancora alla caccia del risultato singolo, anche se non porterà alla qualificazione alla Chase.
Curiosità anche per le prestazioni di Haas (con Custer) e Rick Ware Racing (Cody confermato) dopo il passaggio di entrambi i team da Ford a Chevrolet. La casa dell’ovale blu sembra investire sempre meno in NASCAR vista la fuga dei team in tutte e tre le categorie, tuttavia Ford è stata la prima ad annunciare il nuovo modello (un aggiornamento ovviamente) per la stagione 2027, un update che a prima vista sembra ben più significativo rispetto a quello che porterà in pista Chevy per questa stagione visto che – tecnicamente – la Camaro è fuori produzione e si è sfruttato un body kit di serie per farla rimanere in vita. E chissà se fra solo un anno avremo già una Dodge in griglia.
In sintesi, forse l’eliminazione del win&in e dei playoff a turni ha tolto speranze di un posto al sole per i team di seconda o terza fascia, per loro la chance di vincere almeno una gara rimane l’unico obiettivo o quasi. La Chase farà tornare obiettività ai playoff togliendo variabili casuali e impazzite, dunque che i big della Cup Series si mettano in gioco perché ci sarà da divertirsi e da lottare, anche a livello mentale, per oltre 36 settimane.
Come seguire la NASCAR Cup Series in Italia
Anche quest’anno la NASCAR (Cup, O’Reilly Auto Parts e Truck Seres) sarà in diretta pay-per-view su P300.it grazie a Recast. Le gare, Clash e Duel a Daytona inclusi, saranno disponibili in diretta e in differita a prezzo ridotto sul nostro sito. Tutte le informazioni alla seguente pagina.
Il programma del weekend NASCAR al Bowman Gray Stadium (ulteriori problemi meteo permettendo)
Domenica 1° febbraio:
20:00 Prove libere e qualifiche Cup Series (FS2; batterie cancellate per lo spostamento del programma del sabato a domenica causa neve. I primi 20 delle qualifiche direttamente al Clash, gli altri al ripescaggio)
Lunedì 2 febbraio:
0:00 Ripescaggio Cup Series (FOX; due posti in palio per il Clash, più una provisional per il miglior pilota nella classifica generale 2025 ancora escluso)
2:00 Clash at Bowman Gray Stadium (P300.it x Recast; FOX)
Immagine: Media NASCAR
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