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Stagione di transizione per la Cup Series in attesa della NextGen, ma il calendario proietta la Nascar già nel futuro


La prima stagione della nuova era della Nascar Cup Series sarà invece un altro anno di transizione, almeno per quanto riguarda l’aspetto tecnico. La vettura NextGen a causa della pandemia è stata rinviata al 2022, tuttavia il resto del mondo delle stock car non è stato fermo, dunque l’attesa rivoluzione del calendario – magari non amata da tutti – è arrivata e poi il mercato piloti non si è bloccato. Inoltre la stagione scorsa si è chiusa regolarmente e quindi Chase Elliott a tre mesi dalla vittoria di Phoenix si rimetterà subito in gioco.

In pista con lui ci saranno come sempre ogni settimana per 36 gare quasi 40 piloti che si alterneranno nella sfida al campione per diventare a loro volta re della Cup Series e, per un posto ulteriore nella storia, ultimo vincitore con la cosiddetta Gen6. In palio altri posti nel libro delle memorie che resteranno per sempre, come il primo a conquistare un successo nella categoria ad Austin o al Nashville Superspeedway, al Road Course di Indianapolis o – ancora di più – sullo sterrato di Bristol.

I piloti

La presentazione dei piloti della Nascar Cup Series della stagione 2021 non può che iniziare dal campione in carica Elliott. “Awesome Chase” ha passato l’inverno in pratica a divertirsi, sperimentando diverse gare in giro per l’America, prima lo Snowball Derby (che non disputava dal 2015, vinto in quella occasione) terminato in terza posizione dopo una clamorosa rimonta dalla gara di ripescaggio, poi il debutto al Chili Bowl chiuso in una buona Finale F ed infine la 24 ore di Daytona, deludente dal punto di vista del passo gara, tuttavia il risultato è stato comprensibile vista l’assenza di test e il difficile adattamento a vettura, doppiaggi e ritmo nella notte.

Adesso Elliott si presenta al via della stagione 2021 completamente rilassato, conscio che il suo talento è stato sfruttato a dovere a differenza della prima parte di carriera in Cup Series, quando la prima vittoria faticava ad arrivare. Ora con il ritiro di Jimmie Johnson però per Chase arriva un ulteriore ruolo, quello di leader del team dato che si è completato il processo di ringiovanimento della squadra durato cinque anni partito con il ritiro di Jeff Gordon (sostituito proprio da Elliott), poi quello di Dale Earnhardt Jr. (al suo posto Bowman), il cambio fra Kahne e Byron ed infine proprio il ritiro di Jimmie.

Elliott parte ancora da favorito in questa stagione, sia per quanto fatto l’anno scorso, sia per cosa accadrà quest’anno. Chase infatti è il nuovo re degli stradali, ha vinto le ultime quattro gare disputate qui (Watkins Glen e Roval di Charlotte 2019, Daytona Road Course e di nuovo Roval nel 2020) e cinque delle ultime sei.

E in una stagione in cui i circuiti con anche curve a destra dagli ormai tradizionali tre – Sonoma, Glen e Roval – sono diventati addirittura sette con l’aggiunta dei Road Course di Daytona e Indianapolis, di Austin e di Road America, allora la possibilità di estendere una striscia vincente storica (il record è di Jeff Gordon ed è a quota sei) è molto probabile. E i playoff point accumulati rischiano di essere tanti.

Chase Elliott al Road Course di Daytona sulla strada verso la vittoria, gara di debutto qui per la Cup Series. Una settimana dopo la Daytona500 il pilota della #9 proverà a rimanere imbattuto sulla pista della Florida

Al suo fianco all’Hendrick Motorsports ci saranno ancora Alex Bowman – che ha ereditato il #48 di Johnson – esploso nel 2020 con il successo di Fontana e le tante buone prestazioni in apertura di stagione, ma che deve ancora trovare la continuità per tutto un campionato, infatti dopo la pausa per la pandemia ha faticato a ritrovare il ritmo, e William Byron che con la vittoria di Daytona ha messo a tacere alcuni dubbi crescenti sulle sue capacità e che in questo 2021 deve proseguire con questo trend anche senza una figura autorevole come Chad Knaus al muretto.

A completare il roster ci sarà appunto il sostituto di Jimmie Johnson, quel Kyle Larson che ha iniziato il 2020 in maniera turbolenta con il rinomato caso Twitch, a cui sono seguiti il licenziamento dal team di Ganassi, la sospensione dalla Nascar fino a fine stagione dopo aver seguito il corso di recupero comportamentale, un pentimento che pare sincero e anche una straordinaria stagione sugli sterrati d’America, iniziata e finita idealmente con i due successi al Chili Bowl.

Per Larson inizia così ora la sua seconda carriera in Cup Series. La prima con Ganassi era sì stata vincente, ma non si capiva se il limite che gli ha impedito di conquistare un titolo o anche arrivare anche ai Championship 4 fosse del team stesso – che solo negli ultimi due anni è arrivato con costanza al Round of 8 – oppure del pilota e della mancanza di adattamento ad alcune piste dei playoff. Ora la prova del 9, o del #5 visto che sarà questo il suo numero, in una scuderia che ha già fatto capire che può ottenere risultati molto di rilievo e quasi ovunque.


Scorrendo la classifica finale della Cup Series dello scorso anno bisogna parlare a questo punto del Team Penske, il quale ha piazzato a Phoenix addirittura due piloti che tuttavia hanno concluso al secondo e terzo posto. La squadra del Capitano vedrà al via ancora una volta gli stessi tre piloti, tuttavia con una aggiunta part time in ottica futura.

Partendo dal vicecampione in carica, per Brad Keselowski sarà un altro anno cruciale. Il pilota della Ford #2 infatti dopo il 2020 iniziato a discutere del rinnovo del contratto (ed era il candidato numero 1 per sostituire Johnson), poi ha rinnovato a relativa sorpresa con Penske, ma solo per un anno e dunque per Brad sarà un’altra stagione di trattative. Nel frattempo le vittorie arrivano ancora e quindi dovrà solo valutare cosa fare in futuro visto che il numero sulla carta d’identità comincia ad avvicinarsi – anche se non sembra, dato che è arrivato in Nascar tardi – ai 40.

Nuovo look per Brad Keselowski nel 2021. La Molson infatti ha deciso di promuovere un altro brand di birra e dunque per la prima volta in quasi 40 anni in Cup Series non sarà prente il marchio Miller

Tecnicamente Keselowski e Joey Logano hanno debuttato in contemporanea in Cup Series, però il pilota della #22 quest’anno compirà soltanto 31 anni ed il contratto, firmato nell’ormai lontano 2017, non scadrà fino a fine 2023. Il campione del 2018 dovrà proseguire sulla traccia segnata negli anni scorsi, fatte di vittorie primaverili, preparazione estiva e poi ritorno alle posizioni che contano durante i playoff. Il problema al limite sarà la cabala che lo vede arrivare alla Championship 4 soltanto negli anni pari mentre in quelli dispari sono arrivati un sesto (anche con la complicità di Kenseth), un 17° (clamorosa mancata qualificazione alla post season) ed un 5° posto finale.

Per chiudere la lineup che si contenderà il titolo c’è Ryan Blaney, il quale ormai sembra abbonato a vincere una gara all’anno (come Kurt Busch) e che quindi deve fare dei passi in avanti se vuole imitare i suoi compagni di squadra nella caccia al successo più importante. Nel 2020 ha ottenuto in pratica gli stessi risultati del 2019 ed un miglioramento, soprattutto nei playoff, è necessario. Rinomate sono le sue lacune a Darlington e Richmond, due piste chiave del Round of 12 e che danno il tono alla post season. Urgono dei miglioramenti e in fretta se Penske vuole essere a tre punte e non a due.

In chiusura la squadra del Capitano piazza la quarta carta, che potrebbe essere anche il completamento di un poker d’assi. A Daytona debutterà – dovrà però qualificarsi essendo su una vettura Open – Austin Cindric, il campione in carica della Xfinity Series. Per lui il 2021 sarà una stagione di prova in vista dell’impegno a tempo pieno nel 2022 con il Wood Brothers e lo farà disputando alcune gare (il calendario non è ancora noto). Se si dovesse ambientare subito, ha già disputato negli anni scorsi due sessioni di libere al posto degli ammalati McDowell e Keselowski, e dovesse correre su uno stradale, guai a scommettere contro di lui.


Per chiudere la lista dei piloti che si sono qualificati per il gran finale di Phoenix tre mesi fa troviamo uno dei grandi delusi del 2020, ovvero Denny Hamlin. A nulla sono valse 13 vittorie in Cup Series in due anni, alla fine nelle statistiche rimarranno due quarti posti in campionato e dunque Hamlin, che a 40 anni ha appena rinnovato il contratto con il Joe Gibbs Racing per più anni, andrà ancora alla caccia dell’agognato titolo, tuttavia ripetere per il terzo anno di fila quanto fatto fra 2019 e 2020 sembra onestamente difficile. Quasi sicuramente arriverà un’altra annata con molte vittorie, bisognerà vedere se arriverà ancora una volta a Phoenix.

Al JGR con lui bisognerà capire se i 2020 di Kyle Busch e Martin Truex Jr. sono stati degli incidenti di percorso oppure no. I due hanno conquistato appena un successo ciascuno, decisamente al di sotto delle loro capacità. Rowdy dopo aver tirato fuori il meglio da una vettura che non ama col pacchetto aerodinamico ad alto carico, nello scorso anno ha pagato un conto salato. Per sua fortuna nel calendario 2021 della Cup Series ci sono molte gare in più con il pacchetto a bassa downforce e dunque un suo rilancio, in attesa della NextGen, è praticamente certo.

Kyle Busch dovrà rimboccarsi decisamente le maniche per evitare di ripetere il deludente 2020…

Truex invece probabilmente ha sofferto più del previsto l’addio del suo storico crew chief Cole Pearn. L’accoppiamento con James Small ha prodotto sì una striscia notevole di top5 consecutive in estate, ma la vittoria è stata solo una in primavera a Martinsville e alla fine non è arrivata la ripresa necessaria per accedere al gran finale di Phoenix e bissare il successo del 2017. Un anno di esperienza per i due insieme non potrà che produrre risultati migliori.

Infine a completare il roster del Joe Gibbs Racing ci sarà Christopher Bell, promosso in prima squadra al posto di Erik Jones. Per il talento dell’Oklahoma sarà fondamentale riprendere dalle buone prestazioni della fine dell’anno scorso in un’annata difficile per i rookie senza libere e qualifiche e Bell è stato uno di quelli che ha sofferto di più – almeno all’inizio – data una vettura della Cup Series notevolmente diversa da quelle della Xfinity. Ora avrà un appuntamento con la storia subito a Bristol sull’amato sterrato. E chissà se si riproporrà la sfida con Larson già vista al Chili Bowl.


Fra i delusi della stagione scorsa c’è sicuramente Kevin Harvick, vincitore di ben nove gare lo scorso anno e poi eliminato dopo il Round of 8 a causa di tre corse fra Texas, Kansas e Martinsville decisamente al di sotto dei suoi standard. Harvick non sembra essersi fatto troppi crucci (sicuramente hanno fatto più polemiche i tifosi che non amano il format ad eliminazione dei playoff della Nascar o anche i playoff stessi) ed ora è pronto ad una nuova stagione vincente.

I 45 anni compiuti lo scorso dicembre non sembrano rappresentare un problema per lui, anzi nelle conferenze stampa via Zoom dei giorni scorsi ha dichiarato che il nuovo format del weekend imposto dalla pandemia (ci saranno prove libere e qualifiche solo in otto gare), nel caso venisse confermato anche nelle prossime stagioni, lo ha fatto pensare per prolungare ulteriormente la carriera. E Kevin ha già firmato lo scorso anno un contratto fino alla fine del 2023 quando avrà quasi 48 anni. Dunque mai darlo per vecchio, anche perché sarà ancora lui a guidare lo Stewart-Haas Racing.

Lo SHR in questa stagione della Cup Series vedrà una doppia coppia fra veterani e giovani nella propria lineup. Ad affiancare Harvick sarà ancora Aric Almirola, anch’egli come Keselowski di nuovo in stagione di trattative dopo un rinnovo annuale sulla #10. Per lui si attende una conferma “in stile Logano”, visto che da quando è in questo team ha fatto bene solo negli anni pari. Nella stagione scorsa è mancata solo la vittoria, dato che la costanza di rendimento c’è stata ed è mancato qualcosina solo nei playoff.

Al fianco dei due “diversamente giovani” ci saranno due forze fresche, sulla #41 il confermato Cole Custer che l’anno scorso in Kentucky con una ripartenza magistrale ha già conquistato la prima vittoria in carriera e che va alla caccia di altri risultati positivi, ed il rookie Chase Briscoe – anche lui deluso dal 2020 come Harvick dopo nove successi – che sostituisce Clint Bowyer il quale da questa settimana sarà nella cabina di commento della FOX al fianco di Mike Joy e Jeff Gordon. Per quanto riguarda Briscoe, come per Larson e Bell, occhio a Bristol, potrebbe essere la sorpresa della serata.

7 anni fa Chase Briscoe decise di dare una svolta alla sua carriera e si trasferì dal natio Indiana a Charlotte per tentare il tutto e per tutto con l’obiettivo Nascar. Dopo un inizio alla couchsurfing, ora finalmente arriva in Cup Series

Questi sono i top team del 2021, al loro inseguimento ci saranno sicuramente una schiera di squadre di seconda fascia alla caccia di un posto ai playoff e non solo. Gli occhi di tutti saranno soprattutto sul Richard Childress Racing, che schiera anche nel 2021 Austin Dillon e Tyler Reddick. Per il figlio e nipote d’arte, reduce anche lui dalla 24h di Daytona ma nella classe LMP2, sarà un campionato in cui dovrà sfruttare una vettura dall’alto potenziale.

La notizia passata forse in sordina lo scorso anno è forse la più importante in casa Chevy, dato che ufficialmente RCR ed Hendrick collaboreranno per la realizzazione e la messa a punto dei propulsori. Finora questo era visto come un punto debole dello squadrone del farfallino dato che in Cup Series i due team non si parlavano sotto questo aspetto tecnico mentre Toyota (con la struttura TRD) e Ford (con Roush Yates Engines) andavano avanti in blocco. Ora questa unione di intenti potrebbe dare ottimi risultati ad entrambi i team.

Dall’altra parte del box invece Tyler Reddick arriva al via della stagione dopo un buon avvio di carriera in Cup Series, forse addirittura da migliore dei rookie davanti a Bell e Custer se non fosse stato per la vittoria di quest’ultimo che ha sparigliato le carte. Il discorso è lo stesso di A.Dillon, dovrà sfruttare al meglio queste potenzialità aggiuntive.

Anche il Chip Ganassi Racing, che usava già i motori di Hendrick, potrà usufruire di questa santa alleanza e lo farà ripartendo a mente fresca dopo le turbolenze del 2020 dovute al caso Larson. Kurt Busch, anch’egli in scadenza di contratto, si è caricato la squadra sulle spalle davanti alle difficoltà del sostituto Kenseth, ha portato la #1 ai playoff ed ha vinto poi a Las Vegas facendo saltare la griglia del Round of 12 dove era pronosticabile la sua eliminazione. Ora per lui la più grande incognita è “Dove vincerà la sua solita unica gara stagionale?” dato che negli ultimi anni il pattern è decisamente casuale (Martinsville, Richmond, Michigan, Pocono, Daytona, Bristol, Kentucky, Las Vegas).

Al suo fianco ci sarà – finalmente – Ross Chastain, il quale non è un debuttante avendo disputato già 79 gare in Cup Series e due stagioni praticamente complete con il Premium Motorsports nel 2018-19, tuttavia ora avrà la prima vera chance. Per una delle vittime della truffa DC Solar che gli fece saltare il posto con Ganassi in Xfinity Series, Ross si è ripreso nel 2019 diventando vicecampione dei Truck (rischiando di vincere il titolo) e l’anno scorso in Xfinity ottenendo 15 top5 e 27 top10 in Xfinity Series in 33 gare.

“Watermelon men” (la famiglia coltiva angurie in Florida) torna con Chip Ganassi. Tre anni fa a Las Vegas vinse proprio con la #42 in Xfinity Series e presto sarebbe arrivato il contratto per il 2019, poi l’FBI scoperchiò il caso DC Solar. Il contratto rimase in vigore ma Ross ha corso “in prestito” fino ad oggi

Tuttavia Chastain è stata paradossalmente una delle delusioni del campionato, infatti la troppa aggressività soprattutto nei momenti sbagliati gli ha fatto perdere diverse vittorie e a volte, come a Darlington, il contrappasso gli ha fatto perdere una gara per la troppa audacia altrui. Ora Ross deve partire a mente fresca, conscio che non deve dimostrare nulla di più a nessuno, e che sfruttando il suo talento mantenendo la lucidità, allora i risultati arriveranno da soli.


In casa Ford a lottare ancora una volta per un sedile e per un posto ai playoff ci sarà Matt DiBenedetto, riconfermato sulla #21 del Wood Brothers Racing ma a scadenza visto che nel 2022 su quella vettura ci sarà Austin Cindric. Riconfermare lo straordinario 2020 sarà difficile (due secondi posti entrambi a Las Vegas), tuttavia il pilota di origini italiane proverà a strappare ancora una volta l’ultimo biglietto per la post season e poi confermare i buoni risultati che lo hanno messo in classifica finale davanti a Byron, Almirola e Custer.

Sempre per l’ovale blu torneranno al Roush Fenway Racing Ryan Newman sulla #6 e Chris Buescher sulla #17. Il team è ancora alla caccia di una rinascita e lo farà anche con Newman che è tornato incredibilmente al volante dopo il terribile incidente di Daytona un anno fa, tuttavia i risultati di un tempo sono lontani mentre Buescher fa quel che può e si limita a commettere pochi errori. In ogni caso i possibili successi sembrano passare solo attraverso le gare di Daytona e Talladega.

In chiusura di griglia nessun nome nuovo fra i team (anzi, tre addii) ma fra i piloti sì. Il JTG Daugherty inizia il 2021 con una punta e mezza con il confermato Ricky Stenhouse Jr., sempre pericoloso, sulla #47 e Ryan Preece sulla #37, tuttavia questa vettura ha perso il charter che dà il diritto-dovere di prendere il via in ogni gara della Cup Series, a vantaggio dello Spire Motorsports e dunque dovrà lottare per la qualificazione e per il budget ancora da colmare.

La storica #43 del Richard Petty Motorsports dopo l’addio di Bubba Wallace (di cui si parlerà più tardi) ha accolto invece Erik Jones, non riconfermato dal JGR e che dunque è stato costretto a ripartire quasi dal fondo. Non sarà una stagione semplice per lui, tuttavia il talento non si discute e quindi si può solo augurargli il meglio nella speranza di rivederlo nelle posizioni che gli competono.

A caccia di gare sugli superspeedway anche il Front Row Motorsports, il quale conferma dopo un brivido iniziale le due vetture. Sulla #34 tornerà il veterano Michael McDowell mentre a sorpresa sulla #38 non ci sarà John Hunter Nemechek, non per decisione della squadra bensì dello stesso pilota che ha accettato un posto nei Truck al KBM per puntare al titolo. E così il FRM ha deciso di proseguire sulla linea giovane iniziata con Matt Tifft e proseguita appunto con JHN puntando su Anthony Alfredo, rookie che l’anno scorso ha corso part time in Xfinity Series con il RCR.

A chiudere lo schieramento – si teme – ci saranno de due vetture dello Spire Motorsports, con la #7 guidata da Corey LaJoie e la #77 a rotazione da vari piloti, la #00 dello StarCom Racing con Quin Houff e le quattro auto del Rick Ware Racing, con la consueta girandola di piloti paganti ma anche – a quanto pare – Cody Ware a tempo pieno sulla #51 e Josh Bilicki sulla #52.


L’attenzione di tutti però, nella speranza che si possano difendere fin da subito in classifica, sarà per ben tre nuovi team che si affacceranno alla Cup Series e che nascono rispettivamente dalle ceneri di Germain Racing, Leavine Family Racing e Go Fas Racing.

Dalle quello che rimane della #13, abbandonata dallo sponsor Geico, è nata la notizia principale dello scorso autunno: Denny Hamlin ha deciso di fondare un proprio team ed il socio è nientemeno che la leggenda (termine forse riduttivo) del basket Michael Jordan. Il nome è una fusione dei loro numeri distintivi, 23XI Racing, e forse qui si poteva fare di meglio. Dopo i fatti del 2020 il pilota che hanno scelto per vocazione personale e del team appena nato non poteva che essere Bubba Wallace.

Cosa potrà fare questa nuova squadra che lavorerà con il supporto del Joe Gibbs Racing? Gli sponsor ci sono già per tutta la stagione, gli investimenti pure, la pianificazione per il futuro anche, dunque Bubba dovrà solo metterci il suo impegno e ritrovare la tranquillità che qualcuno ha voluto fargli perdere lo scorso anno e puntare alla top15 nel corso della stagione, non perdendo fiducia se ad inizio anno ci dovesse essere qualche passo falso.

Ma non è finita qui dal punto di vista delle personalità di livello mondiale che hanno deciso di investire in Cup Series: da quello che è rimasto del team #95 è nato il Trackhouse Racing ad opera di Justin Marks, ex pilota nonché imprenditore attivo nel campo dell’ingegneria; l’obiettivo del team è appunto quello di favorire l’inserimento degli studenti nel settore nel mondo della Nascar. Marks ha scelto subito come pilota Daniel Suárez che ha lasciato il Gaunt Brothers Racing (che tornerà part time) abbandonato al suo destino da Toyota – non una novità – dopo l’arrivo del 23XI Racing.

A livello mediatico ha destato molto interesse la notizia a sorpresa di un paio di settimane fa del nome del nuovo investitore del team, il cantante Pitbull, il quale ha detto di credere molto in questo team e nel progetto allestito. Inoltre gli sponsor stanno arrivando e quindi l’insieme sembra molto solido. Il team opererà in alleanza con il Richard Childress Racing e dunque anche qui le basi sembrano esserci. Infine, probabilmente la vettura #99 avrà le livree più belle della Cup Series.

Per chiudere la carrellata dei team – last but not least – c’è il nuovo Live Fast Motorsports, nato dalla collaborazione fra BJ McLeod, pilota e team owner, e Matt Tifft il quale, non potendo più guidare (almeno per ora, ma la strada in salita) a causa dell’epilessia diagnosticatagli, allora è diventato a 24 anni uno dei più giovani proprietari della storia della Cup Series dopo l’acquisto del charter del Go Fas Racing grazie anche all’aiuto di Joe Falk, ex Circle Sport e metà appunto della franchigia ex #32. A portare in pista la Ford #78 sarà lo stesso McLeod.

Oltre a questi team a tempo pieno ci sarà una nutrita schiera di squadre part time. Detto che il NY Racing Team (Xxxtreme Motorsport, ex Team Xtreme Racing), già meme su Reddit in passato ed anche oggi di fronte alle promesse di un ritorno in pista è più probabile che non si faccia vedere, così come il fantomatico Money Team di Floyd Mayweather, in pista sul serio ci saranno numerose vetture.

Quella più importante, oltre alla #33 di Cindric, sarà la #16 del Kaulig Racing con fra gli altri Grala e Allmendinger che punta ad iniziare l’attività a tempo pieno nel 2022 con la NextGen. Poi in pista si presenteranno la #62 del Beard Motorsports, team che ha perso il suo fondatore poche settimane fa, il quale dopo il ritiro di Gaughan per Daytona ha chiamato Noah Gragson, la #32 ex Go Fas Racing forse con Ryan Ellis, le due auto dell’MBM Motorsports, la #13 e la #66, con Timmy Hill e tanti altri. In sintesi, nonostante tutto c’è voglia di Nascar e l’aumento dei team fa ben presagire.

Il format

C’è stata sì rivoluzione nel calendario 2021, tuttavia il contratto con le TV non è ancora scaduto e dunque le gare in calendario per la Cup Series saranno ancora una volta 36. Magari non a tutti piacerà, però bisogna dire che la Nascar ha voluto puntare in alto. Da notare soprattutto che in otto di queste (e solo in queste) ci saranno anche prove libere e qualifiche: Daytona500, Coca-Cola 600 e gran finale di Phoenix oltre che nelle gare che debutteranno in calendario.

Dopo la classica apertura della Daytona500 si sarebbe dovuto andare a Fontana, ma i problemi con il coronavirus hanno fatto saltare la gara californiana e dunque si rimarrà in Florida prima con un’altra gara sul Road Course di Daytona e poi a Miami. Dopo una prima parte di stagione “classica”, iniziano poi le novità. Quella più incredibile è sicuramente il ritorno di una gara su uno sterrato a quasi 51 anni dall’ultima a Raleigh nel settembre del 1970. Quello che stona di più è sicuramente il fatto che non si correrà su un vero dirt track bensì sul cemento Bristol ricoperto di terra. Se ne vedranno delle belle, sperando che vada tutto per il meglio.

Dopo la pausa pasquale il mese di aprile vedrà il trittico interessante di Martinsville, Richmond e Talladega, nella quale i valori in gioco reali potrebbero venire alla luce. Altrettanto interessante sarà maggio, con la conferma della seconda gara di Darlington che sarà anche “Throwback Weekend”, l’unica tappa di Dover, il debutto del Circuit of the Americas di Austin ed infine la Coca-Cola 600 di Charlotte senza All-Star Race che sarà in Texas a giugno subito dopo Sonoma che, anticipata di due settimane rispetto al solito, potrebbe essere più verde.

Terminerà così la parte di stagione trasmessa dalla FOX e il testimone verrà preso dalla NBC con un’altra novità per la Cup Series, ovvero la gara al Nashville Superspeedway, molto interessante pure questa. Dopo il double header di Pocono ci sarà uno sprint finale di regular season con sette corse molto decisamente sbilanciate a favore degli stradali dato che si andrà a Road America (per la prima volta dal 1956), Watkins Glen e Indy Road Course (niente più Brickyard400 dunque) oltre che una sola volta in Michigan prima della chiusura nevrotica di Daytona.

I playoff sono rimasti immutati, l’unico scambio è quello fra Kansas e Texas. Come sempre i 16 piloti qualificatisi alla post season, ordinati per numero di vittorie e playoff point, verranno scremati ogni tre gare fino ad avere i quattro che a Phoenix il 7 novembre si contenderanno il titolo 2021 della Cup Series in una sfida alla pari.

Le modifiche regolamentari

La stagione 2021 della Cup Series doveva essere quella dell’introduzione della vettura NextGen, tuttavia la pandemia ha bloccato per diversi mesi lo sviluppo della stessa e la Nascar è stata costretta a posticipare tutto al 2022.

Le buone notizie però ci sono e sono fresche: la NextGen ha terminato lo sviluppo di base e a partire dai test di metà marzo a Richmond cominceranno le prove della Goodyear e dei team. La Nascar inoltre ha comunicato che ha approvato le carrozzerie presentate dai tre costruttori Chevrolet, Ford e Toyota e che a fine marzo a Martinsville potrebbe esserci una presentazione ufficiale.

Anche per questo non ci sono grosse differenze regolamentari rispetto al 2020. I fatti più importanti sono l’uso del pacchetto a basso carico aerodinamico (e 750 CV al posto di 550) anche a Darlington dopo la bocciatura da parte dei piloti dello scorso anno; con queste regole tecniche si correrà anche a Nashville. Inoltre viene aumentato il numero minimo di gare da disputare con il numero di motori contingentati da 13 a 16 ed è stato ridotto il numero di ore disponibili in galleria del vento per una vettura ormai prossima alla pensione.

Cosa aspettarsi dal 2021

Sarà ancora un altro anno di dominio di Kevin Harvick e Denny Hamlin, oppure vinceranno di meno ma riusciranno a trionfare alla fine? Difficile, soprattutto la prima ipotesi. Il calendario favorisce molto il campione in carica, con ben sette stradali in programma su 36 gare la strada verso Phoenix appare in discesa visto il bottino di playoff point che Elliott si porterà dietro di round in round. Chi potrà fermarlo nelle curve a destra? Truex è uno dei pochi che è riuscito a stargli vicino, anche Hamlin ci ha provato, tuttavia paradossalmente la speranza di molti è che Austin Cindric ne corra il più possibile e gli rubi qualche punto.

Il futuro è dalla parte di Elliott, tuttavia nella storia dei playoff a eliminazione, dal 2014 ad oggi dunque, nessuno si è ripetuto e per trovare qualcuno che fece almeno il bis si deve tornare indietro di un decennio alla cinquina di Jimmie Johnson fra 2006 e 2010. Quindi sarà nelle sue mani il compito di ripetere una tale impresa e diventare così il più giovane vicecampione nella storia della Cup Series.

L’Hendrick Motorsports allo stesso modo ha completato il processo di ringiovanimento, ma non sembra aver perso forza. Bowman nella scorsa primavera è sbocciato, Byron si è sbloccato a Daytona e Larson deve solo ritrovare gli automatismi persi nell’ultimo anno, almeno in Nascar visto che di vittorie sui dirt track ne ha ottenute a decine. Dunque il team di Rick Hendrick ha le carte per essere il più forte.

Il Joe Gibbs Racing non scherzerà però: Hamlin ci arriva sull’onda di una stagione vincente, ma col finale maledetto come sempre, in prima pagina per il team 23XI Racing e per il rinnovo pluriennale, Truex al secondo anno nel team potrà fare meglio sicuramente dell’unica vittoria ottenuta nel 2020, Kyle Busch risorgerà ancora come una fenice e infine Bell riuscirà a proseguire con l’inerzia dimostrata a fine stagione. Se tutto questo avverrà, allora l’unico grattacapo per Joe Gibbs a fine 2021 sarà dove mettere Harrison Burton in caso di numerosi successi in Xfinity Series. Non una novità per il team che ha dovuto già gestire (male) Logano, Suárez e Jones.

In casa Ford dire chi sarà meglio fra Penske e SHR potrebbe essere meno facile del previsto. Roger ha sì il solito trio fantastico composto da Keselowski, Blaney e Logano, tuttavia Brad sarà ancora in scadenza di contratto e gli anni fra pochi giorni saranno 37, Ryan deve cominciare a vincere più di una gara all’anno e infine Joey deve sconfiggere la cabala che lo vede sempre lontano dal gran finale negli anni dispari. Dunque, facendo le debite proporzioni, le note più liete potrebbero arrivare addirittura dal debutto di Austin Cindric in Cup Series.

Tony Stewart e Gene Haas dalla loro hanno un Kevin Harvick che malgrado sia ufficialmente più vicino ai 50 anni che ai 40 nelle ultime tre stagioni ha conquistato 21 vittorie, un Almirola che fa della regolarità il marchio di fabbrica, un Custer che si è tolto subito il peso della prima vittoria ed infine un Chase Briscoe che arriva di slancio e sotto l’ala protettrice proprio di Tony che spazzerà vie le pressioni che potrebbero arrivare per il rookie, quindi guai a sottovalutare lo Stewart-Haas Racing, anche se nel complesso sembra un gradino sotto.

Infine bisognerà capire il ruolo nello scacchiere dei playoff di team come Ganassi, di nuovo effettivamente a due punte con Kurt Busch e Chastain, se la crescita del Richard Childress Racing proseguirà o stallerà, se DiBenedetto porterà ancora il Wood Brothers alla post season, cosa riusciranno a fare le pedine impazzite Stenhouse, Buescher e Newman in gare come Daytona e Talladega, la forza dei nuovi team, quindi soprattutto Wallace con 23XI Racing e Suarez con Trackhouse.

Le variabili come potete capire sono molte e ad aumentare la complessità delle previsioni ci si mettono i citati nuovi circuiti, incluso lo sterrato di Bristol che sarà una incognita per la vettura stessa. Sarà sì un 2021 di transizione ma le emozioni rimarranno le stesse se non di più. 16 posti ai playoff sembrano tanti ma se si pensa a quanto nomi sono stati approfonditi, allora anche le sorprese saranno numerose.

Come seguire la Cup Series in Italia

Il contratto di DAZN con la Cup Series è scaduto alla fine del 2020 e dunque pare che ad oggi nessuna emittente TV o servizio di streaming trasmetterà la Cup Series in Italia. L’unico modo legale per seguirla dunque sarà il servizio ufficiale Nascar Trackpass, tramite il quale si potranno seguire live, in HD e senza pubblicità tutte le gare di Cup, Xfinity e Truck Series a 15€/mese o 100€ per tutta la stagione.

Il programma della Cup Series a Daytona

Notte fra martedì 9/2 e mercoledì 10/2:

1:00 Busch Clash (Road Course, 35 giri)

Mercoledì 10/2:

18:05 FP1

Notte fra mercoledì 10/2 e giovedì 11/2:

1:30 Qualifiche Daytona500

Notte fra giovedì 11/2 e venerdì 12/2:

1:00 Duel #1

3:00 Duel #2

Sabato 13/2:

15:30 FP2

18:05 FP3

Domenica 14/2:

20:30 Daytona500


Immagini: nascarmedia.com (Getty Images); twitter.com/A_S12; twitter.com/KyleBusch; twitter.com/StewartHaasRcng

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Gabriele Dri
Nato a Udine 27 anni fa, sono un ingegnere civile appassionato di strade. Cresciuto con la F1, sono appassionato di ogni forma di motorsport, senza esclusioni. Maniaco della Nascar dal 2014, nel settembre del 2016 sono sbarcato su Twitter per raccontarla giorno per giorno. Sono un amante delle statistiche sportive e la prova che anche nei momenti più difficili può nascere qualcosa di buono.

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