NASCAR | Annunciata la classe 2021 della Hall of Fame

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A due mesi dall’annuncio dei candidati, nella giornata di ieri sono stati comunicati in diretta TV nella fascia quotidiana dedicata alla Nascar della NBC le tre personalità che nel gennaio del 2021 entreranno nella Hall of Fame. Per la Nascar è stato il primo anno della seconda fase del suo pantheon, infatti c’è stata la prima votazione telematica, chiaramente causa coronavirus e posticipata di un paio di settimane rispetto alla collocazione tradizionale durante il weekend di Charlotte, tuttavia il cambiamento più importante è stato un altro.

Come sempre anche il campione in carica della Cup Series ha l’onore di votare insieme a molte altre personalità che hanno fatto la storia della Nascar

Infatti la Hall of Fame della Nascar entra nella sua fase matura per il cambiamento di format nella scelta degli onorati. Dopo 11 classi ciascuna formata da 5 personalità fra ex piloti, team owner, crew chief, membri fondatori, costruttori di vetture e meccanici, a quota 55 la distinzione fra uomini degni della Hall of Fame e invece soltanto meritevoli di essere inclusi in un gruppo ben più ampio si stava annullando. Un cambiamento chiesto da molti per non diluire troppo in fretta il valore degli eletti. Per questo le persone scelte in vista del 2021 sono state soltanto tre, due provenienti da una cosiddetta “Modern list” ed uno dalla “Pioneer list”.

Per primo dalla “Pioneer list” è stato annunciato Red Farmer. Nato presumibilmente nel 1932 (o nel 1928, nessuno lo sa veramente), a Nashville, là dove la Nascar tornerà il prossimo anno, Red ben presto si trasferisce al Sud e diventa uno dei membri fondatori della cosiddetta “Alabama Gang” che per anni ha conquistato vittorie con gli Allison ma non solo. Dopo aver iniziato a correre nel 1948, ben presto arriva in Nascar dove raccoglie successi a ripetizioni nelle altre categorie (solo 36 presenze in Cup Series fra 1953 e 1975 con tre top10). Nel 1956 è campione della Modified Series, poi per tre anni di fila (1969-70-71) conquista la Late Model Sportsman Division, l’antenata dell’attuale Xfinity Series. Negli anni ’90 è ancora in Nascar, sia come pilota, sia come crew chief di diversi piloti fra cui Davey Allison, l’ultimo vero esponente della Alabama Gang. Il 12 luglio 1993 era il passeggero dell’elicottero guidato da Davey che si schiantò all’atterraggio a Talladega; Red se la cavò con una clavicola e qualche costola fratturata, Allison morì il giorno dopo. Malgrado le oltre 700 vittorie e i 90 anni (circa) non ha ancora appeso il casco al chiodo ed è attivo nei circuiti locali.

Dalla “Modern list” è stato eletto invece un altro re delle Modified. Nato in Massachusetts nel 1958, Mike Stefanik arriva in Nascar relativamente tardi nel 1985. Alla prima gara nel Modified Tour è subito quinto. Nonostante un “tradimento” non lo lascerà fino al ritiro alla fine del 2014 con in bacheca 74 vittorie (primo di sempre da quando la serie è entrata nella sua era moderna) e sette titoli, secondo solo ai nove di Richie Evans. Stefanik però può aggiungere anche i due campionati della Busch North Series (ora confluita nella ARCA Menard Series East) nel 1997-98 facendo doppietta con le Modified e dunque lui ed Evans sono i piloti che hanno vinto più titoli in tutta la Nascar. A parte qualche scappatella in Xfinity Series, come detto tradì le Modified solo una volta e fu nel 1999, quando corse tutta la stagione della Truck Series: 13° in campionato, 10 top 10 in 26 gare, e Rookie of the Year. Stefanik purtroppo non potrà essere partecipe degli onori nei suoi confronti, è mancato a causa di un incidente aereo in Pennsylvania nel settembre dell’anno scorso.

L’ultimo eletto non poteva che essere Dale Earnhardt Jr., anche se è stato votato soltanto dal 76% degli elettori. Nipote e figlio d’arte, lui e Dale Sr. saranno la sesta coppia padre-figlio ad entrare nella Hall of Fame dopo gli Allison, i Baker, i France, i Jarrett e i Petty. Dopo essersi sudato i primi anni al volante, debutta nella attuale Xfinity Series nel 1996 a 22 anni. Il 96-97 è saltuario e avaro di successi, poi nel 1998 si presenta al volante della #3 del team di famiglia; il flip a Daytona non sembra l’inizio di qualcosa di buono e invece arrivano 13 successi e due titoli consecutivi. Nel 1999 debutta anche in Cup Series a Charlotte, stavolta sulla #8, e in qualifica è ottavo con il papà sette volte campione solo 15°. Dale Jr. non replicherà i successi del padre, forse schiacciato dalla pressione prima e dopo la morte di “The Intimidator”. Non ha mai vinto il titolo in Cup Series ma si è dovuto accontentare “solo” di 26 successi, due Daytona500, una All-Star Race e 15+1 (in Xfinity Series) titoli di “Most Popular Driver”. Di successo anche le due sue altre carriere, la prima come team owner in Xfinity Series (cinque titoli in 15 anni) e la seconda come portavoce riguardo la consapevolezza dei piloti nei confronti dei traumi cerebrali, avendo lui deciso di chiudere la carriera dopo due gravi incidenti – ed altri minori – che gli hanno fatto saltare parte del 2012 e metà del 2015. Ora ha già iniziato una brillante carriera da commentatore TV per la NBC.


A margine dell’annuncio dei tre piloti che entreranno nella Hall of Fame è stato nominato anche il vincitore del “Landmark Award”, proposto dalla Hall of Fame stessa per le persone che hanno contribuito maggiormente allo sviluppo e alla promozione della Nascar. A riceverlo sarà Ralph Seagraves, amico di Junior Johnson fin dagli anni ’60, per 30 anni dirigente della “R.J. Reynolds Tobacco Company” e promotore a inizio anni ’70 della sponsorizzazione della attuale Cup Series da parte del marchio Winston, diventato sinonimo di Nascar fino al 2003. Ma il suo lavoro non si limitò solo alla categoria regina, infatti contribuì sempre grazie alla Winston a sponsorizzare la cosiddetta Weekly Series e aiutò a ristrutturare decine di piccoli ovali locali in giro per l’America su cui si sono formati moltissimi piloti.


In apertura di trasmissione anche una notizia spiacevole: l’Hall of Famer Dale Jarrett ha annunciato di essere risultato positivo la scorsa settimana al COVID-19. Apparso in video in collegamento dalla quarantena che sta portando avanti a casa sua, l’attuale commentatore della NBC si è dimostrato di buon umore ed ha riferito di aver accusato soltanto sintomi lievi. A lui gli auguri di pronta guarigione

In archivio la nomina dei tre candidati, ora si aspetta la cerimonia ufficiale che avverrà nel gennaio dell’anno prossimo; nello stesso periodo arriveranno i nomi delle tre personalità che – a meno di rivoluzioni ed uscite a sorpresa – sostituiranno Farmer, Stefanik ed Earnhardt Jr. sulla scheda elettorale prima di una nuova elezione a maggio 2021.

Immagini: twitter.com/NASCARHall, legendsofnascar.com e nascarmedia.com

MONOPOSTO by SAURO

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Gabriele Dri
Nato a Udine 27 anni fa, sono un ingegnere civile appassionato di strade. Cresciuto con la F1, sono appassionato di ogni forma di motorsport, senza esclusioni. Maniaco della Nascar dal 2014, nel settembre del 2016 sono sbarcato su Twitter per raccontarla giorno per giorno. Sono un amante delle statistiche sportive e la prova che anche nei momenti più difficili può nascere qualcosa di buono.

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