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NASCAR | Alex Bowman domina a Fontana

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Terza gara e terzo vincitore diverso di un terzo costruttore diverso. E così dopo la Toyota a Daytona e la Ford a Las Vegas, la “nuova” (in realtà è solo un muso e un paraurti diverso) Chevrolet Camaro ZL1 1LE vince a Fontana e, a prima vista, sembra aver colmato le lacune della sua versione originale. A portarla in victory lane è stato Alex Bowman, che ha dominato la gara da favorito staccando nettamente i rivali più o meno come fece Truex due anni fa.

La gara

Il weekend di Fontana si apre con le libere del venerdì sotto un bel sole, i favoriti emergono subito e sono Alex Bowman e Ryan Blaney, proprio i due piloti che si stavano contendendo la vittoria negli ultimi giri a Las Vegas prima della caution a poche miglia dal traguardo. Il sabato, giorno delle qualifiche, le notizie principali arrivano dalla coda, con Martin Truex Jr. che fallisce i controlli tecnici per ben tre volte e quindi è costretto a partire dal fondo e fare a meno di un tecnico, e dalla testa, con Clint Bowyer che conquista la quarta pole in carriera battendo di appena sette millesimi l’idolo di casa Jimmie Johnson, ai saluti sulla pista dove ha conquistato ben sei vittorie fra cui la prima in carriera 18 anni fa.

La domenica si apre con il cielo grigio, infatti su Fontana il cielo è per metà coperto e a tratti scaricano qualche goccia di pioggia, tuttavia mai abbastanza da bagnare la pista però per la terza settimana di fila la Nascar deve fare i conti con un possibile rain delay. Il cielo è ancora più grigio sopra il garage del JTG Daugherty, infatti i commissari hanno riscontrato una modifica aerodinamica non conforme ed hanno penalizzato il team con la sospensione dei due crew chief, la partenza dal fondo e soprattutto con la penalizzazione di 10 punti in classifica. Ma se per Stenhouse questo non rappresenta un grosso colpo, lo è invece per Ryan Preece – finito in un incidente a Daytona e sfortunato per un problema meccanico a Las Vegas quando era secondo – che aveva appena 9 punti in classifica e quindi inizia la gara da -1.

Dopo il bell’omaggio a Jimmie Johnson, con i piloti 5-wide dietro di lui e moglie e figlie a sventolare la bandiera verde, la gara può iniziare. Parte con l’handicap per Denny Hamlin che – già qualificatosi solo 28° – è costretto ad una sosta per cambiare un ammortizzatore prima della bandiera verde senza tuttavia perdere giri. Al via Bowyer mantiene la prima posizione ma dietro di lui si scatena la consueta lotta a base di aerodinamica e di scie. A contendersi la seconda posizione sono Johnson, Kurt Busch, DiBenedetto (partito 12°) e Bowman; dal fondo si fa notare invece Truex, che dopo 5 giri è già nella top15.

Ad emergere dal gruppo sono Bowman e Johnson che provano entrambi a sorpassare Bowyer ma alla fine è Alex a conquistare la prima posizione e non guardandosi più indietro allunga, approfittando anche delle difficoltà di Clint non a suo agio con la vettura in un clima molto diverso da quello del venerdì. Da dietro sta rimontando anche Blaney – partito 16° – il quale al giro 25 si porta in seconda posizione e così i due favoriti sono nelle posizioni attese.

Il primo giro di soste scorre via senza problemi, ma il primo colpo di scena arriva poco più tardi: un Denny Hamlin in risalita spinge Larson sul rettilineo principale, ma Kyle vuole seguire Jones poco davanti a lui per prendergli la scia. Il rettilineo “curvo”, lo spostamento della #42 e soprattutto Hamlin che continua a spingere provocano lo scartamento della Chevy verso destra e Larson finisce a muro. Kyle perde così un paio di giri poi recuperati ma che porteranno ad una 21esima posizione finale. Niente rancore fra i due amici, come dimostrato poche ore dopo la gara. Prosegue tuttavia così la maledizione dello sponsor McDonald’s che non vince una gara in Cup Series dal 24 luglio 1994 (Talladega, Jimmy Spencer).

Prosegue anche la stagione sfortunata di Bell, che prima è costretto ad una doppia sosta per una ruota mal fissata e poi nella seconda stage centra un bullone perso da un’altra vettura e questo gli fora il radiatore costringendolo al ritiro ancora una volta. Davanti intanto dietro a Bowman, Blaney e Johnson, ormai staccato di 6″, stupisce DiBenedetto ma il team non ha preso la direzione giusta con le modifiche di assetto e quindi Matt comincia a perdere posizioni. Bowman vince dunque la prima stage davanti a Blaney (a quasi 4″), Johnson, Almirola, Ku.Busch, Keselowski, Logano, DiBenedetto, Elliott (con le gomme quasi finite) e Kyle Busch rientrato nella top10 dopo essere partito 17°.

Il secondo giro di soste manda Kurt Busch in testa soltanto perché ha mancato lo stallo in pit lane e quindi ad ereditare la prima posizione è Johnson davanti a Blaney e Bowman, ma Jimmie resiste davanti a tutti solo per pochi giri, poi la coppia Blaney-Bowman lo sorpassa dopo un paio di giri di triello. Dietro di loro intanto, mentre a Fontana esce il sole, ci sono Logano ed Elliott ma saranno gli ultimi loro sprazzi nella top5, infatti cominciano ad emergere le Toyota di Truex ed Hamlin.

Il giro di soste cambia ancora una volta poco la situazione, ma a mettere un po’ di pepe ci pensa Bowyer che fora in curva1 (anche se a prima vista sembra una rottura meccanica ed è per questo che i commissari espongono subito la bandiera gialla) praticamente poco dopo che l’ultimo big – William Byron – aveva concluso il proprio pit stop. Blaney rimane dunque in testa e negli ultimi 25 giri praticamente non viene impensierito, esclusa la solita ripartenza caotica con 3 e 4-wide. Ryan conquista dunque la seconda stage davanti a Bowman, Johnson, Keselowski, Truex (molto nervoso via radio prima con Hamlin, poi con Jones, dunque con Logano e infine con i doppiati), Elliott, Ky.Busch, Hamlin, Jones e Harvick che è anche l’unico pilota non Hendrick-Penske-JGR nella top10.

Il giro di soste rimette Johnson davanti, ma soprattutto Bowman si mette davanti a Blaney e praticamente il sorpasso decisivo per la vittoria è questo qua. Infatti dopo la solita ripartenza convulsa, dopo un altro 3-wide Bowman-Johnson-Blaney di cui ne approfitta per un paio di giri Truex, Alex ritorna in prima posizione e non si guarda più indietro allungando di giro in giro soprattutto perché Blaney nella lotta citata poco fa ha dovuto alzare il piede ed ora deve recuperare le posizioni perse. Stupiscono nella top5 intanto Kyle Busch e – brevemente – l’ottimo Tyler Reddick che si conferma il migliore dei rookie finora.

A 50 giri dalla fine Bowman ha 3.4″ su Truex (penalizzato poco prima da un detrito sulla griglia), 5.5″ su Blaney e 6″ su Johnson e Kyle Busch e con questa classifica ci si avvia ad un delicato giro di soste visto che le gomme non hanno mi fatto più di 30-35 giri sull’asfalto rugoso di Fontana ed ora invece dovranno farne 40-42.

In una gara senza penalità o quasi, a pagare dazio all’ultima sosta è Truex che ha delle difficoltà nel cambio della posteriore sinistra. Non si capisce cosa succede, se il meccanico accusi un crampo che gli impedisce di azionare la pistola oppure se sia un malfunzionamento della pistola stessa che provoca il momentaneo infortunio alla mano del meccanico, ma la sintesi è che Truex scivola dalla seconda alla 12esima posizione. L’unico a tentare qualcosa di diverso è un Keselowski fuori dalla lotta per la vittoria e che si ferma per ultimo per sfruttare di più le gomme nell’ultimo stint.

Ai -30 Bowman ha così 3.1″ su Blaney, 4″ su Ky.Busch, 4.5″ su Johnson, 6″ su Elliott, 7.7″ su un Kurt Busch in rimonta dopo l’errore precedente, 8.5″ su Hamlin mentre Harvick e Jones sono a quasi 10″. Ed Alex non solo non cede, ma aumenta il suo vantaggio e subito si capisce che solo un problema lo potrà fermare. E i problemi arrivano, ma per il suo principale inseguitore.

Se Bowman in precedenza era arrivato ai box quasi sulle corde, Blaney invece comincia ad accusare problemi di degrado a circa 8 giri dalla fine, al punto che ai -2 è costretto a fermarsi ai box ormai senza battistrada perdendo ancora una volta un ottimo piazzamento. Dietro intanto Kurt Busch prosegue con la rimonta sorpassando prima Elliott e poi un Johnson in calando sul long run mentre il recupero di Truex si ferma ancora una volta contro il muro ed è costretto ad alzare il piede nelle ultime tornate.

Alex Bowman vince così la seconda gara in carriera (110 giri in testa su 200) con 8.9″ su Kyle Busch, 9.9″ su Kurt, 13.7″ su Elliott, 17″ su Keselowski, 21″ su Hamlin che batte in volata Johnson e Almirola mentre Harvick e Jones completano la top10.

Per Blaney c’è la magra consolazione di essere ancora in testa alla classifica generale, ma intanto hanno vinto tre piloti che non sono lui e di top5 ne ha portate a casa solo una. C’è da dire però che nessuno ha fatto di meglio: infatti per la prima volta nella storia della Cup Series nelle prime tre gare nella top5 sono arrivati 15 piloti diversi. L’altro dato incredibile riguarda invece Jimmie Johnson: ha portato a termine tutte e 26 le gare disputate in carriera a Fontana a pieni giri, con 6 vittorie, 13 top5, 18 top10 ed un piazzamento medio di 7.6.

Adesso il gruppo farà tappa a Phoenix (città natale di Bowman tra l’altro) per un weekend molto importante, sia per il proseguimento della stagione e sia in vista di novembre. Ci sarà ancora equilibrio nelle prime posizioni o il primo short track stagionale vedrà qualcuno prendere in mano le redini della Cup Series?

Le altre categorie

Nella Xfinity Series primo successo storico per Harrison Burton, sia perché arrivata il 29 febbraio (terza gara nella storia della Nascar ad essere disputata in tale data), sia perché esattamente 28 anni prima a Rockingham anche suo zio Ward vinse la sua prima gara nella categoria. Le Toyota si dimostrano veloci sin dalle qualifiche, con Brandon Jones unico sotto i 40″ per prendere la pole davanti al compagno di squadra Burton.

Le prime due stage sono un monologo di Brandon Jones: nella prima chiude davanti ad un Briscoe in rimonta malgrado il sovrasterzo, a Burton, Chastain ed Hemric, nella seconda invece davanti a Hemric, Burton, Briscoe e Cindric. Poi inizia in pratica la gara vera con ben 6 caution negli ultimi 73 giri. Dal secondo giro di soste esce in testa Hemric davanti a Burton, Briscoe e Jones ma la tregua dura poco.

Alla ripartenza Briscoe spinge in testa Burton davanti a Hemric e la top5 si sgancia dal gruppo. Dietro il plotone rimane compatto ed è qui che arriva il primo incidente: Chastain (finito indietro per un problema alla radio) spinge troppo il debuttante Alfredo e la #21 si scompone toccando un po’ Clements davanti e un po’ Haley di lato. Passa un giro e Justin fora finendo in testacoda all’ingresso dei box. Si riparte ai -65 e in curva2 Moffitt perde il controllo in mezzo al 3-wide e manda a muro sia Brown alla sua sinistra che Annett (anch’egli finito in coda per una doppia sosta) alla sua destra.

Si riparte (di nuovo con Hemric in testa passato da Allgaier), ma solo per due giri, poi Mills parte per la tangente e si appoggia al muro interno sul rettilineo opposto. E dopo tre caution è già tempo di soste, con Haley, Alfredo, Williams e Labbé che passano in testa in quanto fermatisi poco prima e Allgaier che rimane davanti agli avversari. La gara riparte per nemmeno mezzo giro, infatti le gomme nuove vengono sfruttate subito da Briscoe, Gragson si trova davanti Alfredo e cerca di infilarsi nel buco alla sua destra, ma Chastain ha già messo il muso lì e quindi Noah finisce a muro per un’altra caution dopo aver toccato anche Cindric.

La bandiera verde arriva ai -49 e un altro big cade: dopo essere finito indietro per una sosta lenta, Jones si tocca pare con Hemric ed il tire rub si trasforma in una foratura che lo costringe ad una sosta sotto green. Poco più tardi probabilmente sempre lui fora di nuovo e la carcassa della gomma rimane in pista venendo centrata da Allgaier per un’altra caution. Si è aperta la finestra per l’ultima sosta e quindi tutti vanno ai box. Chastain e Labbé tornano davanti ma a venire penalizzato è Cindric che si deve fermare proprio mentre riparte la gara perché la pistola pneumatica si è rotta e c’è una ruota mal fissata.

In questa gara a eliminazione sono rimasti praticamente solo tre big: Briscoe, Burton ed Herbst che tornano in testa. Chase però ha ancora un’auto sovrasterzante che va meglio sul long run e così dopo uno un doppio scambio di posizioni Harrison passa in testa mentre la #98 si avvicina sempre più pericolosamente al muro. Alla fine il sovrasterzo ha la meglio e Briscoe finisce in testacoda in uscita di curva4 non riuscendo poi a riaccendere la vettura per problemi elettrici.

La gara sembra dunque destinata ad un duello fra Burton ed Herbst negli ultimi 19 giri, ma grazie ad una incredibile ripartenza Cindric passa da 10° a 3° e così la lotta per la vittoria diventa un triello. Austin duella con Riley favorendo la fuga di Harrison ma alla fine il sorpasso non arriva. Burton ha anche 2″ di vantaggio sul compagno di squadra ma li brucia quasi tutti nei doppiaggi nei giri finali, Herbst tenta solo un attacco disperato all’ultimo ma è troppo lontano e così Burton vince la prima gara in carriera, volando anche in testa al campionato, davanti a Herbst, Cindric, l’ottimo Sieg, Haley, Alfredo, Hemric, Chastain e Clements.

I risultati odierni

La classifica della “Auto Club 400”

La classifica generale

Così il campionato dopo 3 gare

I prossimi appuntamenti

Il prossimo weekend si conclude la prima trasferta a Ovest per la Nascar con la cruciale tappa di Phoenix dove quest’anno verranno assegnati i tre titoli. Sabato sera verrà disputata la Xfinity e domenica la Cup Series. I Truck torneranno invece sabato 14 marzo ad Atlanta.

Immagine: Meg Oliphant/Getty Images per nascarmedia.com

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Gabriele Dri
Nato a Udine 27 anni fa, sono un ingegnere civile appassionato di strade. Cresciuto con la F1, sono appassionato di ogni forma di motorsport, senza esclusioni. Maniaco della Nascar dal 2014, nel settembre del 2016 sono sbarcato su Twitter per raccontarla giorno per giorno. Sono un amante delle statistiche sportive e la prova che anche nei momenti più difficili può nascere qualcosa di buono.

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