Si è spento a 93 anni Ned Jarrett, due volte campione della NASCAR Cup Series e voce storica dopo il ritiro
Il mondo della NASCAR non ha ancora finito di piangere per la scomparsa due settimane fa di Kyle Busch che un nuovo lutto ha colpito lo sport. Si è spento serenamente nella sua casa in North Carolina il “re gentiluomo”, Ned Jarrett. Il due volte campione della NASCAR Cup Series (1961 e 1965) aveva segnato la storia dello sport anche dopo aver appeso – molto presto – il casco al chiodo, divenendo prima un apprezzato commentatore alla radio, poi anche in TV, al punto da essere inserito nella NASCAR Hall of Fame, al secondo anno di elezioni nel 2011 dietro solo ai cinque grandi (Petty, Earnhardt e Junior Johnson oltre ai due Bill France, Sr. e Jr.), per entrambi i ruoli ricoperti nei 50 anni precedenti.
“È con profonda tristezza che la famiglia di Ned Jarrett, Hall of Famer della NASCAR come pilota e giornalista radiotelevisivo, annuncia la sua morte avvenuta giovedì 4 giugno 2026. Ned è mancato pacificamente di cause naturali nella sua casa di Newton, North Carolina, con la famiglia al suo fianco all’età di 93 anni. Nostro padre era un devoto cristiano e un amorevole uomo dedito alla sua famiglia. Era un amico di chiunque abbia incontrato e il campione NASCAR più longevo ancora in vita. Per tutti era una leggenda della NASCAR. Anche se siamo in lutto, siamo anche a celebrare la sua vita eccezionale, di un uomo incredibile e del miglior padre che mai potessimo sperare di avere. Riposa in pace, papà.”
Immediatamente dopo il comunicato della famiglia Jarrett, è arrivato anche quello del presidente NASCAR, Steve O’Donnell:
“Malgrado la sua indole tranquilla, il ‘gentleman’ Ned Jarrett era un pilota temerario, ancor di più della NASCAR di quell’epoca. I suoi risultati in pista parlano da soli con vittorie e titoli in diverse categorie NASCAR, ma è la sua figura dopo il ritiro che ha elevato Ned rispetto ai suoi pari. Era davvero gentile come il suo soprannome ha indicato. La sua personalità accattivante lo ha aiutato ad eccellere nella sua seconda carriera di commentatore radio e tv. Ned è stato un ambasciatore incredibile per lo sport per oltre sei decenni e mancherà a tutti. Da parte della famiglia France e di tutta la NASCAR porgo le mie più sentite condoglianze alla famiglia di Ned e ai suoi amici per la perdita di una leggenda della NASCAR.”
Ned Jarrett, nato a Conover, North Carolina il 12 ottobre 1932. Il debutto al volante è datato nei primi anni ’40, quando papà Homer gli lasciava guidare l’auto di famiglia per andare in chiesa la domenica mattina. Siamo in piena Seconda Guerra Mondiale e non si naviga nell’oro, quindi a 12 anni Ned lavora già in segheria con papà, ma il suo desiderio innato è quello di correre.
Il debutto avverrà nel 1952 su una delle piste storiche della NASCAR, Hickory. L’anno successivo debutta già in Cup (allora Grand National) Series: a Hickory tutto ok (11°), alla gara successiva un mezzo disastro. Nella monumentale Southern 500 il motore perde olio da subito e il ritiro impone un 59° (!) e ultimo posto.
I risultati migliorano in progressione, nel 1955 si laurea campione della pista di Hickory e da lì arriva il balzo, anche se per gradi. Ned punta infatti alla Sportsman Division, categoria “intermedia” fra la Grand National e le Modified, la progenitrice della attuale O’Reilly Auto Parts Series, anche se il riconoscimento ufficiale con un titolo nazionale avverrà solo nel 1982. Vicecampione nel 1956, poi fa bis di titoli nel 1957 e 1958.
Da qui il desiderio di fare il salto finale nella top class. Il metodo è una scommessa clamorosa: compra sulla parola una Ford da Junior Johnson per 2000$, ovviamente una somma che non possiede, allora firma un assegno al venerdì sera a banca chiusa, dunque impossibile da riscuotere, nel weekend vince due gare i cui montepremi coprono la cifra e ottiene i soldi per pagare la vettura.
Nel 1959 disputa solo 17 delle 44 gare in calendario, ma vince per ben due volte, le prime di un totale che a fine carriera toccherà la cifra tonda di 50 successi. La crescita è rapida, nel 1960 altre cinque vittorie, ma in una stagione quasi completa è comunque quinto in classifica generale. I complicati sistemi di punteggio dell’epoca lo premiano nel 1961: sulle 52 gare totali, di cui “solo” 46 disputate, ne vince appena una, ma con 23 top5 e 34 top10 si laurea campione per la prima volta.
I risultati vanno in crescendo, anche se nel biennio 1962-63 Joe Weatherly lo batte entrambe le volte, poi nel 1964, invece, il duello più incredibile: A Ned non bastano 15 vittorie in 59 gare, perché Richard Petty con 8 successi in 61 gare è il campione e Jarrett è secondo in classifica. Il 1965, forse, un titolo che nemmeno Ned avrebbe voluto conquistare: la NASCAR bandisce il motore Hemi e General Motors boicotta le stock car, dunque piloti come Petty e Pearson non sono al via di gran parte della stagione. Jarrett ha vita facile, le Ford dominano senza concorrenza e 13 vittorie bastano e avanzano per il secondo titolo in carriera.
L’anno successivo Ned alza già il piede, partecipa a 21 gare senza vincerne nemmeno una, ma a dargli un assist ci pensa la stessa Ford, annunciando a fine stagione il ritiro, almeno in forma ufficiale, alla Grand National Series. Jarrett coglie la palla al balzo e a nemmeno 34 anni annuncia il ritiro. 352 le gare disputate in carriera con i citati 50 successi, ma anche ben 35 pole, 185 top5 e 239 top10 ed un impressionante piazzamento medio di 9.2.
La vittoria più memorabile, in assenza di Daytona 500 (sei top10 in sette partecipazioni) in bacheca, è sicuramente la Southern 500 del 1965. Una vera gara NASCAR, nel bene e nel male, degli anni ’60. Il rookie Buren Skeen viene centrato sulla fiancata e muore qualche giorno dopo, Cale Yarborough, invece, nel tentare un sorpasso per la prima posizione, vola oltre il guard rail, si ribalta sei volte, atterra nel parcheggio, scende come se nulla fosse successo e torna ai box salutando il pubblico.
Jarrett gestisce una gara brutale per i piloti e per le auto. Ad appena 44 giri dalla fine non è vicino a Lorenzen e Dieringer in lotta per la vittoria. Poi, il motore di Fred si rompe e non fa in tempo a tornare in pit lane che salta pure quello di Darel. Dietro di loro c’era il vuoto e Ned Jarrett vince per dispersione: dopo 4h19’09” di gara, il “re gentiluomo” vince la Southern 500 con 14 giri e due lunghezze di vantaggio, pari a 19.25 miglia, un record imbattibile e che resterà per sempre.

Dopo il ritiro, ed investiti bene i guadagni, Ned non lascia però del tutto il mondo della NASCAR. Dopo un periodo come promoter a Hickory, nel 1978 diventa radiocronista per MRN, dall’anno successivo anche pit reporter per CBS prima di diventare dal 1984 commentatore tecnico fino al 2000. Memorabile un anno alla radio a Martinsville in cui la natura chiamò all’improvviso durante la corsa e Ned andò in bagno proprio in occasione di una sosta a sorpresa di Richard Petty. L’improvvisazione, unita ai soli suoni ricevuti in cuffia dalla pit lane, gli permisero di commentare “alla cieca” quel pit stop senza che nessuno si accorgesse del piccolo contrattempo in corso.

I momenti più memorabili al microfono, però, risalgono agli anni ’90. Nel 1991 era lui in telecronaca in Michigan per la prima vittoria in Cup Series di suo figlio Dale (poi campione nel 2000), ma soprattutto nella Daytona 500 del 1993 quando andò in scena nel finale il “Dale&Dale show”, Jarrett contro Earnhardt. Il produttore della CBS tuonò nell’interfono prima della bandiera bianca con una intuizione geniale, Ken Squier (la voce principale) con garbo si fece in disparte e quell’ultimo giro fu commentato proprio da Ned che gioì vedendo la vittoria del figlio e il sollievo della moglie. La telecronaca di parte fu suggellata da Dale Earnhardt che respinse le scuse in privato di Jarrett dicendo: “Anche io sono un padre.”
Appeso anche il microfono al chiodo, tornò in TV nel 2015 nel Throwback Weekend, nella sua Southern 500 dominata esattamente 50 anni prima, proprio al fianco di Ken Squier e del figlio Dale (diventato pure lui commentatore tecnico per NBC) commentando la seconda stage della corsa anche per i due anni successivi.
Due bicampioni della NASCAR Cup Series, due personalità completamente opposte che ci hanno lasciato nell’arco di pochissimo tempo, entrambe mancheranno parecchio a questo sport.
Alla famiglia Jarrett, a Dale ma anche a Glenn (pilota e commentatore radiofonico NASCAR a sua volta), ma anche alla figlia Patricia, le più sentite condoglianze da parte della redazione di P300.it.
Immagini: Media NASCAR
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