NASCAR | A Road America primo successo in carriera per Reddick!

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Tempo di lettura: 15 minuti
di Gabriele Dri @NascarLiveITA
4 Luglio 2022 - 07:50
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Dopo ben cinque secondi posti finalmente Reddick conquista la prima vittoria e lo fa su uno stradale battendo nel finale con merito uno dei re delle curve a destra, Chase Elliott. Gara senza caution a parte i break per le stage, Larson terzo ma a 20″, Trackhouse si conferma nella top5. Male ancora le Toyota


Finalmente Reddick! Tyler dopo aver sfiorato, e perso in maniera anche incredibile, qualche buona occasione, finalmente conferma il talento che lo ha portato a vincere ben due titoli della Xfinity Series e conquista la prima vittoria in carriera in Cup Series (ed ora sono 41 i piloti con un successo in tutte e tre le categorie) facendo tornare in victory lane la #8 come non succedeva in maniera così applaudita dai tempi di Dale Earnhardt Jr.. Il primo degli sconfitti è Chase Elliott, battuto da tanti piccoli errori (non solo suoi) dopo aver dominato le prime due stage, ma il pilota della #9 può sorridere per l’allungo in classifica in ottica playoff.

La gara

Il terzo stradale della stagione arriva in un weekend d’estate non troppo caldo ma comunque impegnativo. La temuta pioggia non arriva e splende il sole. Nel sabato ci sono le ormai consuete libere seguite dalle qualifiche. Le libere regalano subito spettacolo con Truex che finisce in testacoda e Larson che rischia grosso alla Kink, poi è la volta di Ware che fa giardinaggio ed infine Hamlin finisce in testacoda all’ultima curva perché non si accorge che i piloti davanti a lui dopo la bandiera a scacchi hanno rallentato per entrare ai box. Il miglior tempo è di Chase Briscoe (2’14.663″).

Le qualifiche non vedono particolari incidenti se non un lungo di Byron in curva5, lo show di Bowman nel finale di pista, Kurt Busch che ha il diffusore penzolante e almeno tre piloti (Chastain, Byron e Kyle Busch) che hanno piccole crepe ai freni ma per questioni di sicurezza potranno sostituire il rotore senza penalità. Kyle Busch, tuttavia, deve rinunciare al 13° posto in griglia per la sostituzione del motore. Dal Gruppo A avanzano Briscoe (ancora miglior tempo in 2’14.175″), Reddick, Larson, Cindric e Custer, dal gruppo B invece Buescher, Bowman, McDowell, Elliott e Joey Hand che porta il Rick Ware Racing alla sua miglior qualifica di sempre.

Nel secondo round lo scatenato Briscoe sembra destinato alla pole con 2’14.465″ pur non avendo completato un giro perfetto, ma negli ultimi secondi Elliott mette a segno un piccolo capolavoro recuperando circa tre decimi nell’ultimo settore e si prende la pole position per appena 0.038″. Dietro ai due Chase si piazzano Larson, Reddick, Cindric, McDowell, Buescher, Bowman, Hand e Custer.

Dopo aver mandato in fondo alla griglia oltre a Kyle Busch anche Loris Hezemans, con il Team Hezeberg che torna finalmente in pista, sia per aver fallito due volte i controlli tecnici (con espulsione di un membro del team), sia per modifiche in parco chiuso, la gara può avere inizio.

La corsa sembra essere oggi un affare fra Briscoe, l’Hendrick Motorsports e pochi altri intrusi come la sorpresa Buescher; non sembra la giornata di Trackhouse che arriva imbattuto sugli stradali dopo i successi di Chastain ad Austin e Suárez a Sonoma, ma parte fuori dalla top10. Fari puntati anche sulle Toyota (male in California) e soprattutto su Wallace il cui team sembra sul punto di rottura dopo gli ennesimi errori in pit lane a Nashville.

Già prima del via ci sono i primi colpi di scena: Elliott già nei giri di formazione riporta che lo sterzo ha dei problemi nelle curve a destra mentre LaJoie torna nel garage per problemi analoghi e scenderà in pista solo qualche giro in ritardo. Alla bandiera verde Chase scatta benissimo, ma si vede che affronta le prime tre curve con prudenza e così Briscoe gli si rifà sotto mentre Larson rimane al terzo posto. Alla fine Elliott rimane al comando, ma solo dopo curva5. Reddick e McDowell, che ha passato Cindric, completano la top5.

La prima stage, così come tutta la gara, non vede grosse fasi emozionanti e all’inizio vive soprattutto degli assestamenti di classifica. I più impegnati sono i piloti Trackhouse con Chastain che entra nella top10, passando non senza un contatto Buescher, e Suárez poco più dietro che invece lotta con le prime Toyota.

Elliott intanto là davanti riporta che i problemi ci sono ancora e l’efficacia nelle curve a destra è circa il 70%, ma nonostante questo col passare delle tornate impone il suo ritmo e comunica che riesce a gestire la situazione. Chi è in difficoltà invece è Keselowski il quale in poche curve perdendo il ritmo viene superato da Hamlin, Truex, Logano e Bell.

Chastain continua a farsi vedere e prosegue nella sua rimonta passando Custer per l’ottavo posto, ma si fanno notare anche Allmendinger (finora non al meglio) su Austin Dillon ai margini della top20 ed Hamlin su Truex nella top15. Desolatamente penultimo, invece, Stenhouse.

Ad animare, involontariamente, la gara ci pensa Kyle Busch al quinto giro. “Rowdy” nella rimonta cerca di passare Almirola in curva5 ma finisce lungo, quasi tampona Byron davanti a lui e poi finisce in testacoda. Aric per evitarlo finisce largo nella ghiaia, ma entrambi proseguono. E Kyle Busch pronuncia già il team radio della gara: “No grip, no turn, no drive, no stop, no nothing”, traducibile come “Non ho aderenza, non ho sterzata, non ho trazione, non ho frenata, non ho niente di niente”.

Ross è ancora il pilota più scatenato e a metà stage passa di forza Bowman mentre poco più dietro Hand punta Custer, ma ad approfittare della loro lotta è Buescher. La sorpresa però è nella top5 dato che Larson non riesce a stare con Briscoe, anzi viene raggiunto e poi anche superato da Reddick malgrado Tyler abbia un leggero surriscaldamento ai freni. Al comando Elliott ormai è in fuga e dopo 10 dei 15 giri della prima stage ha 4.6″ su Briscoe.

L’attesa verso la prima fase strategica vede Truex che ripassa Suárez poco fuori dalla top10, Bell che supera Logano ed è 15° dopo una lunga pressione sulla #22 ed il lungo di Bowman in curva5 che gli fa perdere la posizione da Buescher. Hezemans va nel garage e poi sarà costretto al ritiro per un problema alla pompa della benzina. Da notare ai -4 anche il sorpasso di Cindric su McDowell in curva1 che gli vale la top5.

Ai -3 praticamente pittano quasi tutti i piloti dietro a Larson, ai -2 è la volta anche di Elliott. Briscoe sembra essere tranquillo dato che inizia l’ultimo giro da leader con 1.7″ su Cindric, ma in quel giro ha perso proprio 1.7″ dalla #2 e quindi si lancia all’inseguimento, ma Chase reagisce. Briscoe vince la prima stage davanti a Cindric, Bowman, Logano, Kurt Busch, Burton, Wallace, Jones, Haley ed Elliott già decimo.

La non-notizia di questo break è che Hamlin si è preso una penalità (la 25esima in 18 gare) perché ripartendo ha attraversato troppi stalli; la cosa incredibile è che ora si ferma di nuovo per sistemare la vettura e rabboccare e per lui arriva la 26esima penalità del 2022: la motivazione è la stessa di cinque minuti prima. Disastro Kaulig, con due ruote mal fissate per Allmendinger ed Haley, mentre anche Cindric paga arrivando lungo nello stallo.

Si riparte con 13 giri da disputare nella seconda stage ed Elliott è tornato al comando davanti a Larson, Reddick, Chastain, Buescher, McDowell, Truex, Custer, Suárez ed Hand. Kyle prova a resistere all’esterno del compagno di squadra, ma alla fine Elliott rimane primo mentre Chastain ha scavalcato Reddick e McDowell ha fatto lo stesso con Buescher. Paga qualcosina invece Hand, evidentemente non abituato alle ripartenze di gruppo.

Chi invece ha deciso di pittare in ritardo non recupera terreno e le posizioni fra questi piloti, più Harvick, si rimescolano ma non migliorano più di tanto. Elliott intanto molla Larson ed allunga leggermente. Anche Ware finisce nel garage, ma per problemi alla leva del cambio. Si fa notare anche Byron che con il sorpasso su Bell entra nella top10.

A metà stage arriva il nuovo strappo di Elliott che scappa via e ancora una volta ci si chiede chi potrà impensierirlo per la vittoria. L’attenzione torna così sul gruppo in cui Cindric recupera le posizioni perse in pit lane ma è ancora fuori dalla top15 e Suárez passa Truex con un bump. Il vero colpo di scena arriva ai -7 quando Logano arriva lungo in frenata per superare Kurt Busch in curva5 e travolge l’incolpevole Wallace. I due ripartono senza grossi danni, ma in pratica la loro gara finisce qua per questo e altri problemi.

Ai -6 Reddick emerge di nuovo e supera Larson anche grazie ad un leggero lungo della #5 in curva5, ma risale anche Byron che ora è ottavo dopo il sorpasso su Suárez. Nuove inquadrature anche per Keselowski, ma stavolta in positivo col sorpasso su un Bell che si è spento.

Siamo però di nuovo in zona strategia e metà gruppo va ai box ai -3; ai -2 invece è la volta di Elliott, Reddick, Larson e Chastain, poi si chiude la pit lane. A proseguire è Blaney che dunque va a vincere la seconda stage davanti ad Hand, Ty Dillon, Kurt Busch, Jones, Haley, Burton, Wallace, Elliott e Reddick.

Altri piloti riportano problemi più o meno gravi: Logano finisce fuori pista alla penultima curva in quella che sembra la vendetta di Wallace ma fra la #22 e la #23 non c’è contatto, Buescher, Briscoe e Blaney hanno soste lente, Byron deve pittare due volte per una ruota mal fissata, Gilliland riceve una penalità per eccesso di velocità, Keselowski compie lo stesso errore di Hamlin e Kyle Busch paga la falsa partenza della pit crew al muretto.

Alla ripartenza dei -30, dopo il completamento del giro di soste, dunque Elliott precede Reddick, Larson, Chastain, McDowell, Suárez, Buescher, Truex, Austin Dillon e Bell con Blaney solo 23°. Chase tiene a bada Reddick ma Tyler rimane incollato al leader, Larson finisce leggermente lungo per passare la #8 e così Chastain lo scavalca di forza al punto che Kyle non ci sta e poco dopo restituirà la manovra.

Nasce così una fuga a due davanti a Reddick, Larson e Suárez, poi McDowell, Buescher, Austin Dillon, Cindric e Truex. Come detto Kyle restituisce il bump e così Ross finendo lungo perde anche la posizione da Suárez, ma in casa Trackhouse sono molto intelligenti e Daniel lascia ripassare subito il compagno di squadra sapendo che Ross ne ha probabilmente di più e vuole a tutti i costi riprendere Larson.

Mentre Hamlin riporta problemi ai freni, ma arriverà fino in fondo, ad andare in difficoltà è proprio Suárez che crea un po’ di tappo e si tiene dietro il trenino di McDowell. Paga ancora Wallace che per stare vicino a Keselowski perde il controllo in frenata in curva1 e ripartendo sparge ghiaia nel primo settore.

La fuga di Elliott e Reddick è ormai ufficiale dato che Larson è a 4″, ma Tyler rimane incollato a Chase. Sembra che la #9 come in precedenza sia destinata ad allungare e ai -26 pare che avvenga proprio questo, tuttavia Tyler non molla e rimane al massimo a 1″. Dietro c’è qualche movimento: Briscoe paga tre posizioni in un giro in una battaglia accesa attorno alla decima posizione, Blaney non recupera troppo, Buescher si fa vedere su McDowell, Keselowski fora la posteriore destra e va a muro alla Kink senza però provocare una caution.

Ai -22 si entra nella finestra per l’ultima sosta e, mentre Cindric supera Austin Dillon, il primo ad approfittarne è Truex che cerca di smuovere la sua corsa. Deve fare qualcosa anche McDowell che all’improvviso va in crisi dato che si stacca da Suárez, viene passato da Buescher e poi anche Cindric ed Austin Dillon. Cerca una scossa anche Kyle Busch, ma lo speeding in pit road pone fine ad una corsa miserabile.

Ai -20 il primo gruppo interessante (Buescher, McDowell e Bell) va ai box con Christopher che paga il rallentamento alla posteriore destra, poi al giro successivo è la volta di tutta la top6. Né la sosta di Reddick (troppo vicino al muro), né quella di Elliott sono esaltanti tuttavia la #9 esce dalla pit lane ancora al comando con la #8 incollata. Chase però non è tranquillo, crede di avere una ruota mal fissata e così a Tyler dicono di provarci subito.

Mentre davanti qualche audace (Stenhouse e Blaney prima, Hamlin poi, Burton per ultimo) va alla caccia di una caution, la battaglia per la leadership virtuale si accende nei due giri successivi e Reddick cerca un varco per passare, andando pure sull’erba.

L’errore decisivo per Chase arriva ai -17 in curva5: ad Elliott basta un leggero lungo in per permettere a Reddick di affiancarlo nella salita verso curva6, i due poi sono affiancati per le curve successive ma al Carousel Tyler si mette dietro Chase per davvero ed è leader virtuale. Non solo, infatti Reddick allunga subito sull’avversario con Elliott che accusa il colpo.

Al giro successivo Reddick passa effettivamente al primo posto, infatti Tyler raggiunge e sorpassa a Canada Corner Harrison Burton che prosegue malgrado quanto successo. Mancano 15 giri alla fine ed Elliott è a 1.3″, Larson a 3.1″, Chastain a 8.1″, Truex (grazie all’undercut) a 12.8″, Buescher a 13.2″, Suárez a 15.6″, Logano (che non ha ancora pittato) a 15.9″ e Cindric a 17.5″.

La strategia di Martin non paga e, anche dopo alcuni team radio piccati con il suo crew chief, scivola di nuovo indietro nella lotta accesa per finire nella top10 con Blaney, Austin Dillon e tanti altri. Reddick intanto sta spingendo e col proprio giro più veloce allunga fino a 1.4″ di margine. Quando Burton e Logano finalmente pittano ad entrare nella top10 sono McDowell e, a sorpresa, Harvick.

Malgrado il sorpasso in moltissimi sono convinti che sul long run Elliott tornerà sotto a Reddick e infatti ai -13 inizia il suo recupero. 1.1″ diventano poi 1″ ai -12, 0.87″ ai -11, 0.7″ ai -10. Il resto del gruppo è scomparso: Larson è a 8.0″, Chastain a 13.5″, Buescher a 20.5″, Suárez a 21.4″, Cindric a 23.1″, Truex a 26.0″, McDowell a 266.4″ ed Harvick a 27.5″, ma sta arrivando anche a sorpresa Allmendinger.

Poi la rimonta di Elliott stalla: a Tyler dicono che perde in frenata, poi però nel misto (soprattutto nelle curve a destra ovviamente) riguadagna. Ai -9 (mentre Larson continua a perdere 1″ al giro), mantiene 0.7″ di vantaggio, ai -8 guadagna due decimi. L’ultimo guaio per la #8 è il doppiaggio di Tilley e così ai -7 Chase è a soli 0.596″. Ma è solo un’illusione e nella lotta a commettere meno piccoli errori – non è una lotta di precisione come quella fra Suárez e Buescher a Sonoma – ad avere la meglio è Reddick.

Chase paga un’indecisione a Canada Corner ai -6 e scivola a 0.9″, ai -5 il gap diventa di 1.2″, ai -4 addirittura 2″, ai -3 2.4″, poi Elliott alza bandiera bianca e Tyler deve solo gestire e sperare che non arrivi una caution. L’unico brivido, dopo il ritiro di Wallace per problemi ai freni, lo provoca il compagno di squadra Austin Dillon che nella citata battaglia accesa per la top10, fora e decide di farsi giustamente da parte andando nella via di fuga.

Finalmente, dopo cinque secondi posti, quella di Road America è la giornata di gloria per Reddick che conquista la prima vittoria in carriera battendo tutti i re degli stradali e non di poco. Elliott (+3.3″), Larson (addirittura a 21.1″), Chastain (+25.6″), Suárez (+32.0″), Buescher (+32.4″ dopo un duello mai inquadrato con il messicano), Cindric (+32.7″), McDowell (+42.3″), Allmendinger (+44.1″) ed Harvick (+45.4″) completano la top10.

Ancora più staccati Blaney in rimonta, Bowman, Truex (ancora male le Toyota), Briscoe (che paga la strategia), Custer, Byron, Hamlin, Bell, Stenhouse e Ty Dillon; fuori dalla top20 Hand, Kurt Busch (23°), Logano (27°), Almirola (28°), Kyle Busch (29° e ultimo a pieni giri a 2’12”), doppiati o ritirati Austin Dillon, Keselowski, LaJoie e Wallace.

Il successo di Reddick è storico a livello statistico: Tyler, infatti, dopo Cindric, Briscoe, Chastain e Suárez è il quinto nuovo vincitore della stagione, fatto mai successo dal 1950 (ovvero la seconda stagione di sempre per la Cup Series, quindi ai tempi era un dato quasi certo) e che eguaglia il 2011 (Bayne, Regan Smith, Ragan, Menard ed Ambrose) nella metà delle gare. Inoltre non si era mai arrivati alla 18esima gara stagionale (giro di boa dunque per il 2022) senza un pilota con almeno tre vittorie (Elliott che allunga in generale, Chastain, Logano, Byron ed Hamlin sono tutti a quota due).

Mentre Reddick può finalmente festeggiare, per altri la gioia è decisamente minore. I posti liberi per i playoff rimangono solo tre e due di questi, a meno di altri nuovi vincitori, sembrano in mano a Blaney (+112) e Truex (+61). A seguire c’è Bell che ora ha 20 punti di margine su Harvick che si trova di nuovo out. Più staccati Almirola (-47), Jones (-85 dopo anche una penalità in pit lane) ed Austin Dillon (-94).

Mancano otto gare ai playoff e in Cup Series regna ancora l’equilibrio. Nessuno sembra avere il controllo della situazione e questo rende il 2022 molto interessante.

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Immagine: media.nascar.com

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