NASCAR | A Richmond secondo successo virtuale di Byron

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Dopo due settimane decisamente nere per la Nascar virtuale e reale, quello che serviva era uno bello spettacolo per spazzare via le nubi. E – incredibile ma vero – la Nascar è riuscita nell’impresa di risalire dal baratro offrendo probabilmente la migliore delle gare finora viste. Il quarto appuntamento della “Pro Invitational Series” sullo short track di Richmond è stato vinto da William Byron il quale, nonostante la strategia sfavorevole, stavolta ha battuto Timmy Hill che non è riuscito a ripetere il bump&run del Texas.

I problemi

La Nascar veniva come detto da un periodo di brutte notizie, ma in settimana ha complicato ulteriormente le cose. Due settimane fa il problema più grosso sembrava l’abbandono dello sponsor di Bubba Wallace dopo il rage quit del pilota del Richard Petty Motorsports inseguito all’esaurimento dei reset dopo nemmeno 10 giri della gara di Bristol. Poi domenica scorsa invece Kyle Larson ha commesso un errore gravissimo le cui conseguenze si sono manifestate in appena due giorni.

A quel punto nella giornata di martedì sono iniziati i preparativi per la gara di Richmond. Il primo banco di prova è stato la gara della serie ufficiale della Nascar su iRacing con al volante i sim racer professionisti, vinta per la cronaca dal pilota del team eSports della Williams e al terzo successo consecutivo in campionato. Malgrado le loro abilità superiori ne è uscita una gara ricca di incidenti e caution, al punto che la Nascar e la Fox si sono quasi sicuramente (la versione non è stata confermata ufficialmente) spaventate e per la gara della “Pro Invitational Series” hanno invitato – bisogna sempre ricordarlo che è questo il format fin dal primo giorno – soltanto 26 piloti della Cup Series, una netta riduzione rispetto agli oltre 30 piloti di Bristol. Questo però ha provocato la reazione di Michael McDowell, il quale ha protestato vista l’esclusione nonostante il 10° posto di Bristol e soprattutto visto l’accordo già fatto con uno sponsor in vista di Richmond. A questo punto gli organizzatori sono stati costretti a fare una parziale marcia indietro, lasciando i 26 piloti come già qualificati per il main event e inserendo in programma una gara di ripescaggio.

Il ripescaggio

Come detto, dopo le polemiche iniziali durante la settimana Nascar e Fox organizzano una gara di ripescaggio alla quale si iscrivono 13 piloti (saranno alla fine 11 dato che Houff e Stenhouse non si presentano al via) i quali si contendono quattro posizioni in griglia, due decise alla bandiera a scacchi e due dagli organizzatori.

La pole position va a Bobby Labonte davanti a Suarez, Cassilll e LaJoie. Al via della gara da 25 giri, senza caution né reset, il veterano rimane in testa mentre Landon scatta meglio e si infila all’interno del messicano; dietro di loro Custer entra probabilmente in contatto con LaJoie e ciò permette a Dale Earnhardt Jr. di passare in quarta posizione.

Il trio di testa diventa attorno a metà gara una doppia coppia, con Labonte e Cassill tranquillamente al comando con circa 1″ su Suarez ed Earnhardt; dietro intanto prosegue la lotta fra McDowell, LaJoie e Custer. I primi due non si ostacolano a vicenda e dunque Labonte vince il ripescaggio accedendo alla finale assieme a Cassill; Earnhardt mette il paraurti solo una volta ma rimane dietro a Suarez conscio di avere una seconda chance certa di riammissione, seguono poi LaJoie, Gase, Custer, McDowell, Finchum, Poole e Yeley ritirato a circa metà gara.

Gli organizzatori infine scelgono per il ripescaggio al main event Dale Earnhardt Jr. – ovviamente – e a sorpresa Daniel Suarez ma il motivo è presto trovato (almeno secondo le opinioni della rete): la gara di Richmond è sponsorizzata dalla Toyota e quindi viene ammessa alla finale una Camry in più e la prima delle altre sul traguardo è stata la #96 del Gaunt Brothers Racing.

La gara

A conquistare sia le prove libere che le qualifiche è Ryan Preece, uno cresciuto sugli short track e che ha dimostrato tanto talento nelle scorse settimane anche su iRacing. In prima fila con lui, staccato di soli 23 millesimi malgrado un giro imperfetto, Landon Cassill, seguito a sua volta da Byron, Earnhardt Jr., Hill e Suarez, ancora una volta veloce ma solo sulle distanze brevi.

La gara è prevista su una distanza di 150 giri e – come sempre – le caution sono chiamate dall’admin della sessione e sono previste solo in caso di incidenti nelle prime posizioni. L’inversione di marcia più piacevole è il fatto che i reset a disposizione dei piloti scendano da uno (come previsto in origine) a zero e questo fatto cambia in meglio lo svolgimento della gara poiché i piloti sono molto più prudenti nell’approccio alla competizione.

Al via Preece mantiene la prima posizione davanti a Byron che sorpassa Cassill all’interno di curva1 con Landon che deve difendersi – senza successo – anche da Hill. La notizia più incredibile dei primi minuti è che dopo 5 giri tutti e 30 i piloti al via sono ancora in pista e senza problemi tecnici né tecnologici. I più attivi nelle prime fasi sono Kligerman e Smithley i quali devono recuperare dalle posizioni ai margini della top10; giornata no invece per John Hunter Nemechek che anziché risalire perde terreno.

Il primo testacoda pur senza danni della gara è di Ty Dillon, ma per il resto l’inizio della corsa è un long run che alla fine durerà poco più di 25 giri. La prima caution infatti arriva a circa un quinto di gara quando il volante di Buescher si disconnette sul rettilineo opposto e la macchina gira a sinistra improvvisamente e nella carambola viene travolto pure il debuttante Harvick. Il primo giro di soste non cambia le prime posizioni ma innesca un paio di incidenti alla ripartenza.

La seconda caution della serata, proposta nel video qui sopra, arriva per il contatto fra Bowman, loose in uscita di curva2, e Chastain e che coinvolge poi fra gli altri anche Bowyer e Wallace. Non ci sono reset, però le riparazioni ai box sono ancora possibili e quindi molte vetture perdono diversi giri prima di poter tornare in pista; è il caso ad esempio di Clint, il quale poi però rompe il motore pochi giri più tardi. La terza caution arriva pochi metri dopo la nuova bandiera verde, quando Kurt Busch arriva leggermente lungo in curva1 e per non tamponare Jones sembra che rallenti di più innescando un tamponamento a catena che parte da un Logano anche lui all’apparenza lungo in frenata e che fa finire nel mucchio anche Kyle Busch e Blaney.

Si riparte dunque al giro 47 e in curva1 Hill sorpassa Byron ma William reagisce e a un terzo di gara è di nuovo in seconda posizione all’inseguimento di Preece; seguono a completare la top5 Earnhardt Jr. ed un notevolmente migliorato Keselowski. Sul long run tuttavia Preece cede e al giro 60 Byron si tuffa in curva3 e ne emerge in prima posizione.

Preece inizia a perdere molte posizioni e a metà gara è quarto dietro a Byron, Hill, Keselowski e davanti a Kligerman (probabilmente il più veloce in questa fase), Earnhardt, Cassill, Hamlin, Smithley e Jones. Il long run prosegue e dura ben 50 giri, poi arriva una caution ed il protagonista è proprio Preece che – scivolato ormai fuori dalla top10 – cerca di chiudere la traiettoria in curva1 ma trova il muso di DiBenedetto e finisce in testacoda.

La caution manda tutti ai box ma le prime posizioni non cambiano (Byron, Hill, Kligerman, Cassill, Earnhardt la top5) tranne per il problema di Keselowski che viene toccato in pit lane e scivola in 13esima posizione. La ripartenza avviene a 47 giri dalla fine e Kligerman approfitta della linea interna per sorpassare Hill e portarsi in seconda posizione. Nel frattempo in coda al gruppo Preece, che si sente nel giusto ma non è così, si vendica e a sua volta spedisce a muro DiBenedetto in curva1. A questo punto Matt, malgrado i commissari glielo vietino, reagisce e avviene l’atto terzo della faida che comporta una caution ai -37 e una squalifica per la #21.

Questa bandiera gialla apre il libro delle strategie: Byron, Bell e Jones non si fermano ai box, Cassill, Smithley ed Hamlin cambiano solo due gomme mentre per Kligerman, Hill e tutti gli altri c’è una sosta completa. La ripartenza arriva ai -28 e il proseguimento della gara va a favore di William, il quale non solo scatta bene, ma vede dietro di sé Jones e Bell lottare affiancati (alla fine è Erik a mettersi in seconda posizione) e soprattutto può sorridere vedendo tutti gli altri big – Kligerman, Smithley, Cassill e Hill – lottare per essere il primo vero inseguitore.

Smithley esce di scena a poco più di 20 giri dalla fine quando in curva3 arriva largo e Suarez, anch’egli lungo, lo tocca leggermente ed i due finiscono a muro in curva4 ma la gara prosegue senza caution. Ad emergere dalla lotta fra i rimontanti alla fine è Hill che sorpassa Bell e Jones ed ai -15 è secondo ma a quasi 1.5″ da Byron. William però ha gestito al meglio le gomme più usurate di 15 giri e cede al massimo un decimo al giro, al punto che ai -6 il ritardo di Timmy è ancora di 1″, poi purtroppo per la #24 arriva la caution (un Bell in difficoltà con le gomme viene toccato da Reddick in curva2 e la reazione a catena si sviluppa per tutto il rettilineo opposto e dura addirittura 20″) ai -4.

Lo spazio in palinsesto sta per terminare e quindi si decide di concedere un solo overtime anziché i tre previsti prima del via, ma incredibilmente la ripartenza sarà pulita. Byron scatta ancora una volta alla perfezione e Hill – che è sulla corsia sfavorevole – quando riesce a mettersi dietro Kligerman è staccato di un paio di metri dalla #24. William gestisce al meglio ogni istante e Timmy nell’ultimo giro non riesce mai ad arrivare sul paraurti del leader per piazzare il bump&run come successo sempre fra loro due in Texas.

Byron vince dunque la seconda gara consecutiva davanti a Hill, Kligerman, Cassill, Kyle Busch (notevole rimonta nel finale), Hamlin, Jones, Earnhardt, Wallace e Keselowski, questi ultimi due con degli ottimi piazzamenti nella top10 dopo un inizio in salita nelle settimane scorse.

Il weekend si chiude così, con tanti sorrisi, un paio di rivalità che nascono ma che si esauriranno quasi sicuramente in settimana. Nessuno ha combinato dei guai irreparabili e tutti hanno ancora uno sponsor ed un sedile vero per quando riprenderà l’attività nelle prossime settimane. Visti i precedenti non era scontato, ma per fortuna tutti hanno fatto il loro dovere. E vedere i piloti ancora attivi su Twitch lascia una luce di speranza e normalità in vista dei prossimi eventi. Ora sulla strada di tutti c’è un’ulteriore prova incognita: Talladega, il primo superspeedway nel calendario della “Pro Invitational Series”.

Le altre categorie

Sempre a Richmond sabato sera si è svolto il secondo “Saturday Night Thunder” con protagonisti i piloti di tutte le categorie minori della Nascar. La gara, svolta in questa occasione con le vetture della Xfinity Series, ha visto la vittoria di Josh Berry, pilota del JR Motorsports, davanti a Ty Majeski, Chase Cabre, Ty Gibbs e Landon Cassill. Da notare gli oltre 40 piloti iscritti, poi ridotti a 26 dopo le batterie e due ripescaggi.

Immagine: Getty Images per nascarmedia.com


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Gabriele Dri
Nato a Udine 27 anni fa, sono un ingegnere civile appassionato di strade. Cresciuto con la F1, sono appassionato di ogni forma di motorsport, senza esclusioni. Maniaco della Nascar dal 2014, nel settembre del 2016 sono sbarcato su Twitter per raccontarla giorno per giorno. Sono un amante delle statistiche sportive e la prova che anche nei momenti più difficili può nascere qualcosa di buono.

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