Valin guida la carica della squadra di casa, Prado e Herlings si aggiudicano le altre due gare; “Azzurri” di poco fuori dal podio virtuale
Le gare di qualifica del Motocross delle Nazioni 2026 hanno già offerto un gustoso antipasto di quella che si preannuncia essere una domenica formidabile e spettacolare. Il già caldissimo pubblico di Ernée ha avuto ancora più modo di esaltarsi grazie alla pole position conquistata dalla Francia, che ha definitivamente ritrovato un sontuoso Mathis Valin a far compagnia alle consolidate garanzie Romain Febvre e Tom Vialle. Il pilota MX2 ha vinto la sua manche e questo risultato ha avuto un ruolo decisivo. Per i “Bleus” è la quinta pole dall’introduzione di questo format, datata 2003.
Le tre gare hanno rispecchiato i valori delle prove libere: infatti, oltre a Valin, la MXGP è andata a Jorge Prado (Spagna) e la Open è stata dominata da Jeffrey Herlings (Olanda). Gli iberici si sono collocati secondi assoluti mostrando grande solidità soprattutto con la “mina vagante” Francisco García, mentre gli “Orange” sono probabilmente quelli più abbattuti rispetto alle prospettive della vigilia nonostante lo strapotere dell’iridato MXGP. Al terzo posto il Belgio, con una giornata più no che sì dei gemelli Coenen riscattata in parte da Liam Everts.
Si sono fortemente riaccese le speranze dell’Italia. Alberto Forato è in grande condizione e lo ha dimostrato con il quarto posto in MXGP, Andrea Adamo ha replicato analogo risultato nella Open e Ferruccio Zanchi si è ritagliato comunque un piazzamento da top ten in MX2. Il ducatista appare come il meno competitivo tra i tre ma con due gare senza errori potrà portare a casa punti importanti domani.
Sorridono meno gli Stati Uniti, complice un Julien Beaumer piuttosto disastroso in MXGP, e pure l’Australia, che ha due piloti su tre alla prima esperienza di carattere internazionale a livello outdoor e risulta naturalmente più indietro rispetto al trionfale biennio 2024-2025.
MXGP
Le preoccupazioni della Spagna riguardanti il pessimo sorteggio sono svanite nel giro di pochi secondi, almeno per la MXGP. Il 32° posto di partenza di Jorge Prado si è trasformato in un terzo nello spazio del rettilineo principale e il resto è arrivato di conseguenza; il campione SuperMotocross ha impiegato un giro a liberarsi di Jan Pancar (Slovenia) e poi è andato a riprendere Romain Febvre (Francia), assumendo il posto di comando al quarto giro per non lasciarlo più.
Febvre è rimasto nella scia di Prado ma l’esito della corsa non è cambiato, con il pilota KTM che si è aggiudicato la sua terza manche di qualifica negli ultimi tre Nazioni disputati. Pancar ha consolidato il terzo posto, un risultato decisivo per la qualificazione della sua squadra, resistendo al recupero di un Alberto Forato (Italia) sugli scudi.
Non ci si attendeva una partenza spettacolare dall’azzurro, il quale è comunque riuscito a guadagnarsi un posto nei primi dieci dando inizio alla rimonta. Eccezionale il sorpasso su Jed Beaton (Australia) nel lungo triplo in salita e molto positivo il suo risultato finale, che colloca l’Italia in una posizione molto migliore rispetto alle previsioni della vigilia.
Coinvolto in una caduta alla prima curva, Lucas Coenen (Belgio) è stato costretto a risalire tutto il gruppo e il quinto posto incassato può risultare di grande incoraggiamento per il team diretto da Joël Roelants. Il pilota KTM si è fatto strada con tenacia e la tenuta fisica sui 25 minuti è stata positiva, nonostante lo sforzo profuso nel recupero.
Sesto Jed Beaton (Australia), a precedere Jörgen-Matthias Talviku (Estonia) e un Karlis Reišulis (Lettonia) non troppo ispirato in questa manche di qualifica. Taylor Hammal (Gran Bretagna) ha portato a casa un buon nono posto, nonostante il coinvolgimento nel groviglio iniziale, precedendo Roan van de Moosdijk (Olanda), ostacolato a sua volta da una caduta nei primi giri; scivolate anche per Isak Gifting (Svezia) 13° e soprattutto per Julien Beaumer (Stati Uniti), disastroso 14°.

MX2
Constatata la bontà dei due piloti in sella alle 450cc, i più pessimistici pensieri della Francia riguardavano lo stato fisico di Mathis Valin ma il pilota Kawasaki ha mostrato di essere in una condizione ottimale, forse addirittura la migliore di sempre. Nella gara della MX2 il transalpino è scattato secondo alle spalle del solito Sacha Coenen (Belgio) e ancora una volta il pilota KTM ha fatto tutto da sé, piombando al suolo da un salto in discesa al quinto giro.
Da quel momento Valin non ha più dovuto temere la compagnia di nessuno, mentre alle sue spalle è risalito come una furia Camden McLellan (Sudafrica), autore come spesso accade di una cattiva partenza ma condannato ad un grande risultato per dare alla sua squadra chance di qualificazione. Il vice-iridato ha risposto brillantemente chiudendo secondo.
Tanta battaglia alle spalle del sudafricano. Coenen è ripartito quarto ma è andato in calando negli ultimi minuti, fino ad un’altra caduta all’ultimo giro che lo ha relegato definitivamente settimo. Un altro pilota che ha un severo tallone d’Achille nelle partenze ma ha saputo ben gestire il successivo recupero è Levi Kitchen (Stati Uniti), buon terzo dopo avere avuto ragione di Janis Reišulis (Lettonia).
Il pilota Yamaha ha invece concluso quinto alle spalle del campione del mondo Guillem Farrés (Spagna), che non ha risolto il problema del cancelletto in maniera così efficace come Prado, commettendo anche un’uscita di pista nel corso del primo giro. Tuttavia il pilota Triumph non si è dato per vinto riconquistando punti importanti con la solita tenacia.
Positivo il sesto posto di Jeremy Seewer (Svizzera), meno il nono di Glenn Coldenhoff (Olanda) che tuttavia si è ritrovato pressoché a fondo classifica in partenza. L’ottavo posto è andato a Ferruccio Zanchi (Italia), mentre Alex Larwood (Australia) ha concluso decimo procedendo però in discesa rispetto ad un ottimo spunto dal cancelletto.

OPEN
Già nelle prove mattutine Jeffrey Herlings (Olanda) aveva mostrato a tutti le proprie credenziali e nella gara riservata alla classe Open ha dettato di nuovo legge. Il campione del mondo MXGP ha lasciato sfogare Tom Vialle (Francia) per qualche curva e poi lo ha sopravanzato, dando inizio ad una lunga e solitaria cavalcata che lo ha portato alla vittoria con quasi 20 secondi di margine.
D’altro canto Vialle ha osservato da lontano l’altra Honda ufficiale fino ad un errore che gli è costato il secondo posto. Liam Everts (Belgio) ne ha beneficiato e il due volte iridato MX2 ha concluso terzo, senza comunque intaccare la pole position della propria squadra.
Andrea Adamo (Italia) ha confermato la propria solidità incassando un prezioso quarto posto davanti a Pauls Jonass (Lettonia). Cooper Webb (Stati Uniti) è partito bene ma poi ha dovuto lasciare spazio ai due inseguitori e anche a Francisco García (Spagna), terminando settimo.
Piccola nota positiva per una Germania assolutamente fuori dai radar è l’ottavo posto di Noah Ludwig, che ha preceduto Kevin Brumann (Svizzera) e Ben Watson (Gran Bretagna), mentre Aaron Tanti (Australia) non è andato oltre il 12° posto. Forfait per Mikkel Haarup (Danimarca), che dopo l’incidente nelle prove libere ha dovuto abbandonare prematuramente la competizione.

La Francia si aggiudica così la pole position per il Nazioni 2026, con 3 punti. Spagna e Belgio inseguono a quota 5 e 7, poi l’Italia attardata di un’ulteriore lunghezza. Per il gioco del risultato scartato la Lettonia precede l’Olanda e gli Stati Uniti a pari punteggio, mentre l’Australia campionessa in carica è nona. Nelle retrovie era importante soprattutto la situazione di Sudafrica e Slovenia, le quali dovevano essenzialmente affidarsi ai risultati del loro unico top rider: McLellan e Pancar non hanno fallito e dunque non dovranno passare dalla Finale B. Dentro anche Canada, Brasile e Austria. La Finlandia invece partirà dalla pole position nella LCQ di domattina e dovrà vedersela soprattutto con Norvegia, Giappone e con la sorprendente Slovacchia.

Immagine copertina: Kawasaki Media Center
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