MXGP | Jeremy Seewer torna sul boicottaggio della gara di qualifica e si scaglia contro Infront: “Non c’è rispetto per i piloti”. David Luongo risponde: “Siamo sempre aperti alle discussioni”

Le condizioni critiche del sabato di Ernée hanno creato il presupposto affinché i piloti della MXGP potessero portare alla luce il loro malcontento nei confronti dell’organizzatore della serie: tra le due parti, evidentemente, c’è disaccordo


Il Gran Premio di Francia del mondiale motocross 2022 verrà ricordato, al di là dell’enorme pubblico festante che ha popolato la meravigliosa pista di Ernée cantando un autentico inno a questo meraviglioso sport, per lo “sciopero” dei piloti della classe MXGP al via della gara di qualifica di sabato.

Il forte acquazzone abbattutosi sul tracciato nel corso delle gare del campionato europeo nel primo pomeriggio aveva già influenzato la gara di qualifica della MX2, disputatasi comunque regolarmente e senza contestazioni di sorta, ma al momento della discesa in pista dei piloti della MXGP si è capito in breve tempo che qualcosa di storico stava per succedere.

Tutti i protagonisti della classe regina si sono rifiutati di svolgere il giro di ricognizione, per evitare problemi alle moto e per non rovinare ulteriormente una pista già molto provata dal maltempo. Nonostante il sole avesse di nuovo fatto capolino e le condizioni fossero tutto sommato migliori rispetto alla gara della MX2 tanti piloti, in particolar modo quelli ufficiali, non hanno ritenuto idoneo scendere in pista per una gara di qualifica in questo contesto.

Le ragioni sono diverse ma in generale questo episodio ha dato il pretesto ad alcuni piloti per far emergere definitivamente un malcontento, soprattutto nei confronti di Infront, che negli ultimi anni è rimasto più o meno latente. Il principale portavoce del boicottaggio è stato Jeremy Seewer, come ben noto, ma anche Jorge Prado e Tim Gajser sono state due voci molto forti in quei concitati momenti davanti ai cancelletti di partenza.

Proprio Seewer ha spiegato le ragioni sue e di tutti gli “scioperanti” nel podcast di MX Vice (che potete ascoltare integralmente qui, in inglese) tenuto dal giornalista Lewis Phillips pubblicato sabato sera. Il pilota svizzero di Yamaha, poi vincitore del Gran Premio di domenica, ha puntato il dito soprattutto contro un’organizzazione che, nell’opinione generale, non rispetta i piloti.

“È stata una decisione di gruppo, eravamo tutti assieme”, esordisce Seewer. “Ha piovuto a dirotto per mezzora e la pista era inondata d’acqua. Prima di schierarci, Prado e i piloti Honda mi hanno chiesto un parere, se avesse senso correre così. Ci siamo chiesti, tutti quanti, per quale motivo avremmo dovuto correre una gara di qualifica su un tracciato in condizioni orribili. Abbiamo deciso di provare a smuovere qualcosa, in maniera educata”.

La risposta da parte dell’amministratore delegato di Infront, David Luongo, è stata piuttosto dura: “Ci è stato detto di guardare quante gente c’era sulle tribune e di andare a schierarci. Ciò che ha fatto esplodere la bomba è il fatto che non avessero nemmeno sistemato il rettilineo di partenza. C’era una linea asciutta di circa tre metri, leggermente spostata a sinistra rispetto al centro della carreggiata, il resto era un mare di fango, non ho mai visto nulla del genere in vita mia. Forse è stato per una ragione stupida, ma questa volta la bomba è esplosa davvero. I nomi più rappresentativi c’erano tutti. La cosa più grave è che noi eravamo aperti a qualunque discussione, eravamo anche disposti ad aspettare 20 minuti per far sistemare il rettilineo di partenza, ma nessuno ci ha chiesto nemmeno cosa si potesse fare in modo che noi corressimo ugualmente. Ci hanno dato contro sempre e comunque, spingendo sul tanto pubblico presente. Non siamo stupidi: se fosse stato il giorno del Gran Premio vero e proprio avremmo corso in qualunque condizione. La conversazione si è dilungata molto e in maniera irrispettosa verso di noi, si poteva trovare un punto di incontro ma così non c’è stato modo”.

“Il problema principale è il rispetto”, prosegue. “Da anni, gli organizzatori non si curano minimamente (frase addolcita: i termini utilizzati sono più forti, ndr) dei piloti e la situazione è degenerata per questo. Noi siamo le persone che scendono in pista e noi, su tutti, ci prendiamo i rischi. In questo contesto si è posta un’occasione speciale, noi pratichiamo motocross ogni giorno della nostra vita e non essere ascoltati in una situazione del genere è stato veramente troppo. Abbiamo preso la decisione giusta. Al 100% se ci fossero stati punti in palio avremmo corso, perché queste sono le gare. Alcuni hanno detto che ce la siamo presa per una piccolezza, ma dovevamo mettere un punto in questa situazione perché se non facciamo mai sentire la nostra voce le cose continueranno ad andare sempre così”.

Come detto, i motivi della diatriba tra piloti e organizzazione sono tanti: “Tutti i team manager erano dalla nostra parte e loro sono già sul piede di guerra per altre ragioni. C’erano tante possibili scintille che potevano far scoppiare l’incendio. Noi siamo gli attori del campionato: se noi non ci siamo, lo show non va in onda e il pubblico non accorre. Tanti sono d’accordo sul fatto che la gara di qualifica non si debba correre, Luongo invece sostiene che questa sia necessaria e che possa addirittura dare punti per la classifica. A mio parere, al sabato i fans amano vedere i piloti dare tutto in giri singoli. Penso che un buon 95% dei piloti sia contro la gara di qualifica, ma anche in questo caso non ci ascoltano. Piuttosto, che si faccia una superpole: i primi cinque delle prove ufficiali vengono messi in pista uno alla volta per un giro solo, penso che gli appassionati adorerebbero questa cosa e i rischi sarebbero molto minori. Ci hanno pure minacciato di squalifica se non avessimo corso, ma da regolamento se fai almeno un giro nelle prove ufficiali puoi prendere comunque parte alle gare anche senza correre la gara di qualifica”.

E non manca qualche parola nei confronti di chi, la gara di qualifica, l’ha corsa: “Penso che tanti piloti in questa circostanza si siano guadagnati ancora più rispetto da parte mia, mentre altri ne hanno perduto. Questa situazione mi ha mostrato chi ha gli attributi e chi no. Prima di schierarci in griglia, nessuno voleva correre. Io non riesco a stare con le mani in mano, quindi sono andato da ogni pilota singolarmente a chiedere un’opinione a riguardo e tutti mi hanno detto che non avrebbero corso. Poi però alcuni, soprattutto i privati, hanno cambiato idea. Quelli che non hanno corso, hanno tenuto il punto. Noi siamo i piloti e dobbiamo essere ascoltati, si è concentrato un insieme di cose e questa volta la bomba è scoppiata”.

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Dall’altra parte c’è appunto Luongo, a sua volta interpellato da Phillips riguardo l’accaduto: “Durante la corsa della MX2 abbiamo convenuto che la pista fosse assolutamente guidabile. Nel corso di un evento si può avere la pioggia, succede ovunque, l’europeo 125cc ha corso una gara fantastica anche in queste condizioni. Per me era importante andare avanti in segno di rispetto verso tutti coloro che stavano lavorando per questo evento e verso i 10.000 spettatori che stavano aspettando la disputa delle gare, anche sotto la pioggia”.

La risposta sulle possibili modifiche regolamentari è puntuale: “Quando si corre il mondiale motocross, si sa quale sia il programma: prove libere, prove ufficiali, gara di qualifica, warm-up e due gare. Sin dagli allenamenti invernali, ogni volta che si sale in moto si corrono dei rischi, il format del campionato è ben conosciuto e non c’è nulla di nuovo. Questo è un campionato di motocross e bisogna correre in ogni condizione, poteva anche andare peggio di così. Chi ha corso è stato felice di farlo”.

E si arriva al punto focale della questione, un confronto tra piloti e organizzatori: “Siamo sempre aperti a discussioni. Sin dai tempi di Cairoli, Desalle e Paulin abbiamo sempre ascoltato chiunque. Teniamo sempre in considerazione le buone proposte, vogliamo rendere il campionato sempre migliore, siamo al comando da 30 anni e penso che il mondiale sia migliorato rispetto a 30 anni fa. Dobbiamo trovare un bilanciamento: vogliamo che tutto il nostro weekend di gara sia grandioso e non solo la domenica, ci sono i piloti ma ci sono anche i nostri sponsor e tutte le varie parti in causa devono essere accontentate”.

Nella giornata di venerdì, sulla pista di Teutschenthal che nel prossimo weekend sarà sede del Gran Premio di Germania, si terrà un incontro tra i piloti e i rappresentanti di FIM e Infront. Sperando sia l’atto della riconciliazione definitiva e del ritorno del bel tempo, in tutti i sensi, sul mondiale motocross.

Immagini: Jeremy Seewer Instagram, mxgp.com, Gas Gas Media Center

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