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MXGP | Intervista a Romain Febvre

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Dopo cinque stagioni di rapporto e un titolo mondiale MXGP arrivato addirittura all’esordio, nel 2015, quest’anno Romain Febvre ha lasciato Yamaha per accettare la sfida di Kawasaki, vestendosi di verde per ridare l’assalto a quell’iride che dopo la trionfale stagione da rookie nella top class del motocross non è nemmeno più riuscito ad avvicinare.

Il 2020 di Febvre, però, è iniziato nel peggiore dei modi. Dopo avere recuperato dalla frattura del femore rimediata l’anno scorso in Svezia, a pochi giorni dall’apertura stagionale a Matterley Basin è caduto nuovamente, infortunandosi ad un ginocchio. A seguito di questo incidente ha disertato il Gran Premio di Gran Bretagna partecipando solo alle prove e non si è nemmeno presentato in Olanda, per il secondo round.

L’interruzione dovuta al Coronavirus ha dato modo a Febvre di recuperare la forma fisica, in vista del ritorno in pista attualmente previsto per il 2 agosto in Russia.

P300.it ha avuto il piacere di intervistare Romain Febvre e questo è ciò che ci ha raccontato.

Romain, come stai? Hai ricominciato ad andare in moto dopo il lockdown?
“Al momento mi sento bene, ho recuperato completamente dal mio infortunio al ginocchio patito a inizio stagione, quindi tutto a posto! Ho ricominciato a salire in moto quando il lockdown è stato ‘allentato’, quindi direi probabilmente tre settimane fa. Mi sento bene sia con la moto che con la mia condizione fisica”.

Quanto ti ha aiutato questo stop forzato nel recuperare dai problemi fisici che hai avuto negli scorsi mesi?
“Sicuramente il lockdown mi ha aiutato nel recuperare dall’infortunio. Ho potuto prendermi del tempo per ritornare al 100% senza correre rischi… ma questo virus è stato tosto e ancora lo è. Questa stagione sarà molto strana, se davvero potremo ripartire, ma ora va così”.

Che tipo di allenamento hai svolto negli ultimi mesi?
“Gli ultimi mesi sono stati buoni per me. Ho potuto praticare ogni tipo di sport a parte andare in moto, ho fatto ciò che era meglio per il mio ginocchio… molta mountain bike, un po’ di lavoro in palestra, ping-pong, qualche volta ho praticato Enduro, poi ho lavorato sul mio circuito privato col bobcat per risistemarlo. Vivo in Lussemburgo e qui il lockdown non è stato così pesante, non abbiamo avuto molti contagi per il virus, quindi non è andata così male”.

Come è stato il passaggio da Yamaha a Kawasaki e come ti trovi con il nuovo team?
“Il passaggio da una moto all’altra è stato buono, non avevo mai guidato una Kawasaki 4 tempi, quindi è stato emozionante. La prima volta che ho provato la moto ne sono rimasto impressionato, vedendo Clément Desalle e Julien Lieber dall’esterno in passato pensavo che la moto fosse aggressiva e un pochino rigida ma in realtà si lascia guidare molto bene e anche l’erogazione è buona. La caratteristica che preferisco della Kawasaki è il motore. Con il team dobbiamo ancora capirci bene a vicenda, non conoscevo molta gente qui e quindi ci vorrà un po’ di tempo per conoscere bene tutti, ma mi trovo molto bene. Sono tutti francesi e tutti giovani, quindi ci siamo legati velocemente!”.

Quali sono state le prime differenze che hai notato tra le due moto?
“La prima differenza che ho notato è stata nel telaio. La Kawasaki è molto sottile, poco ingombrante tra le gambe, e questo aiuta molto nella guida. La seconda cosa è il motore, che mi piace davvero tanto”.

A che livello pensi che sia la tua moto in confronto a Honda e KTM?
“Sono sicuro di avere a disposizione una buona moto. Giudicare le altre moto dall’esterno è sempre difficile, ma posso dirti che mi trovo molto bene sulla mia e che lotterò al 100% per la vittoria”.

La moto 2020 è stata sviluppata nuovamente sulle indicazioni di Eli Tomac?
“Non lo so, tutto lo sviluppo è stato fatto in Giappone. Penso che la moto sia stata prodotta su indicazioni di piloti statunitensi, europei e pure giapponesi”.

Se la stagione dovesse riprendere in Russia, correresti su un circuito che negli ultimi anni ha visto una Kawasaki molto competitiva. Come pensi che riprenderà il campionato?
“Non penso che andremo in Russia, ma qualsiasi posto per ricominciare andrà bene. Ho una gran voglia di correre! Sarei contento di andare in Russia comunque, la pista mi piace”.

Quali obiettivi ti sei posto per questa stagione?
“Prima dell’infortunio ovviamente volevo lottare per il titolo, ora che ho perso due Gran Premi sarà dura. Voglio solo sentirmi bene per tutto il resto della stagione e ottenere buoni risultati per prepararmi al meglio alla prossima”.

Quanto è difficile non poter correre, per un pilota della tua caratura?
“Non poter correre è molto dura perché l’obiettivo per cui ci alleniamo è proprio gareggiare! Non correremo per altri due mesi circa, è davvero molto complicato”.

Ti immagini come campione del mondo vestito di verde?
“Sì, mi vedo di nuovo come vincitore del mondiale su questa moto e con questo team. Abbiamo tutto per vincere!”.

Immagine copertina: Kawasaki

MONOPOSTO by SAURO

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Andrea Ettori
Vivo a Mirandola, e sono un grande appassionato di sport. Jenson Button è il mio idolo, e il Milan la mia squadra del cuore. Sono una persona positiva, e vedo sempre il bicchiere mezzo pieno in ogni situazione. #StayPositive #ForzaEmilia

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