MXGP | Il punto sul mercato piloti 2027

Di: Federico Benedusi
federicob95
Pubblicato il 1 Novembre 2026 - 12:00
Tempo di lettura: 11 minuti
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MXGP | Il punto sul mercato piloti 2027
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Dopo tante sorprese e colpi di scena nel corso dell’estate (e oltre), ecco come si presenta lo scenario del mondiale motocross 2027

Lo abbiamo già detto e ribadito nelle ultime settimane: il mercato piloti 2026-2027 del mondiale motocross ha saputo raggiungere vette di totale follia. Mai come quest’anno si è osservata una costante incertezza nei movimenti dei protagonisti della serie, tant’è che ad autunno inoltrato sono ancora diversi i punti di domanda riguardo il prossimo futuro di piloti che possono vantare anche un certo blasone.

Vale dunque la pena fare un po’ di ordine su ciò che è già certo ma soprattutto su ciò che è in divenire, in attesa di semplice ufficialità o ancora in alto mare. Analizzeremo la situazione costruttore per costruttore.

HONDA

L’all-in di Honda sulla MXGP 2026 è stato pienamente ripagato. Lo storico passaggio di Jeffrey Herlings alla corte dell’Ala Dorata ha portato subito al titolo mondiale e l’olandese ha cancellato, sin dal primo giorno, la memoria di Tim Gajser presso la squadra diretta da Giacomo Gariboldi. Il sei volte iridato sarà di nuovo leader della squadra HRC e al suo fianco ritroverà Tom Vialle, autore di un ottimo inizio di campionato fino all’infortunio patito al via di gara-2 in Francia; il due volte campione MX2 si è ripreso nel finale risalendo fino al quarto posto in classifica generale e l’anno prossimo sarà di nuovo protagonista, sperando in una miglior sorte.

L’impegno di HRC nella classe regina verrà ridotto a due moto con la già annunciata partenza di Rubén Fernández, che tra il defunto 114 Motorsports di Livia Lancelot e la struttura factory ha trascorso sei stagioni totali in Honda, con il successo nel Gran Premio di Argentina del 2023 come vetta principale di questa collaborazione.

Lo sforzo verrà reimpiegato con tutta probabilità in MX2, dove le HRC ufficiali dovrebbero tornare ad essere due. Si è parlato a lungo di un testa a testa tra Maxime Grau e Julius Mikula, ma alla fine entrambi potrebbero trovare una CRF250R ufficiale nella propria disponibilità. Il ceco ha disputato un 2026 formidabile sulla privatissima KTM del team Osička, terminando nono assoluto, mentre il francese si è messo in luce ai vertici di Tokyo ben difendendo i colori del team “satellite” Maddii dopo un inizio complicato. I due sono spesso venuti a confronto con Valerio Lata ed è proprio il romano ad avere ceduto il posto, peraltro subito dopo avere messo le mani sul titolo italiano cadetto, con tre Gran Premi di anticipo sulla fine del mondiale.

KTM

L’altro gigante del Circus iridato è naturalmente KTM. Risolti i problemi economici che hanno segnato il gruppo di Mattighofen nell’ultimo biennio, va detto che i movimenti di mercato non sono andati comunque a loro favore. La partenza di Jeffrey Herlings e la trasvolata atlantica dei gemelli Coenen hanno creato diversi buchi nella line-up, coperti da piloti che dovranno lanciare (e in alcuni casi rilanciare) la propria carriera. A tutto questo si è aggiunto un nuovo avvicendamento a capo del team “interno”: dopo un lunghissimo e onorato servizio Joël Smets ha salutato la compagnia e il posto di team manager è stato assunto da Stefan Simpson, che ha completato un vero e proprio “cursus honorum” iniziato dal ruolo di meccanico ormai 15 anni fa.

Rimarrà in carica la divisione tra quello che ora rinomineremo “team Simpson” e il team della famiglia de Carli, anche se tuttora non è completamente chiaro chi correrà dove. Ciò che è certo è che le moto saranno cinque, almeno due per categoria e con l’ultima ancora da definire, anche se gli indizi portano più alla MX2 che alla MXGP.

Nella classe regina è stato confermato Andrea Adamo, buon quinto nel suo anno di debutto in 450cc. Al suo fianco il siciliano ritroverà (in attesa di conferma ufficiale) Maxime Renaux, per il quale è stato da poco ufficializzato l’addio a Yamaha. Il francese dovrà sfruttare al massimo l’occasione per lasciarsi alle spalle annate segnate da infortuni gravi e parecchio fastidiosi. A dir poco clamoroso il susseguirsi di eventi per l’iridato MX2 del 2021: a fine 2025 era indicato come nuovo pilota Ducati, poi Yamaha si è imposta facendo rispettare l’ultimo anno di contratto e ora, dopo una stagione pressoché da “divorziato”, vestirà di arancione.

Praticamente tutto nuovo in MX2 e anche in questo caso ci sarà un tricolore azzurro, nello specifico portato dal già citato Valerio Lata. Anche per il laziale è ora di imporre il proprio nome nel torneo iridato e, chiusa senza troppi rimpianti l’avventura Honda, l’ambiente KTM appare ideale per riuscire nell’intento. Il secondo pilota arriva da Yamaha come Renaux e pure qui il percorso non ha esattamente ricordato una cronometro del Tour de France degli anni ’90: Janis Reišulis aveva già ricevuto un corteggiamento dall’Austria ma ha preferito rinnovare con Yamaha, ritrovandosi però senza sella quando Iwata ha deciso improvvisamente di riorganizzare il proprio progetto; il resto è venuto da sé.

Il punto di domanda riguarda Simon Längenfelder, reduce da un’annata da campione in carica della MX2 a dir poco drammatica, tra problemi di salute e un ginocchio malandato che lo ha convinto perfino a disertare il Nazioni per operarsi. Apparentemente correre in 250cc non avrebbe più senso per il tedesco, che ha peraltro già corso sulla SX-F 450 quest’anno nel campionato tedesco e a cui è stata lasciata carta bianca da Mattighofen per decidere del suo 2027: la direzione, tuttavia, appare quella di arrivare al limite di età per poi passare in MXGP nel 2028.

YAMAHA

Avendo parlato di Yamaha approfondiamo il discorso relativo ai Tre Diapason, anche se in realtà vi è proprio poco da aggiungere oltre a quanto già enunciato. Iwata ha fatto piazza pulita delle strutture factory Kemea (MXGP) e Hutten Metaal (MX2) e dall’anno possimo gestirà tutto da sé tramite la storica sede europea di Gerno di Lesmo, ma soprattutto non ci sarà più un impegno ufficiale nella classe cadetta, fatto che ha lasciato a piedi da un momento all’altro i già confermati fratelli Reišulis.

Il primo atto del sodalizio con Tim Gajser è stato alquanto singhiozzante, ma dopo una fase di dubbi sul futuro si è deciso di proseguire. Lo sloveno guiderà la YZ450FM anche nel 2027 e sotto la tenda ritroverà Rubén Fernández, con il quale ha già fatto coppia in Honda. Per lo spagnolo resta solo un comunicato ufficiale da approntare e pubblicare, ma i giochi sono fatti da diverse settimane.

Per quanto concerne la MX2, al di là del supporto factory venuto meno appare improbabile addirittura che ci possano essere Yamaha in pista con una certa costanza. Il mercato principale delle 250cc resterà quello dall’altro capo dell’Atlantico.

TRIUMPH

Non vi è alcun dubbio che Triumph abbia scalato le gerarchie del mondiale motocross a tempo di record e quella del 2026 rimarrà scolpita come un’annata indimenticabile per il costruttore britannico. Il progetto MX2 è giunto al proprio culmine con la doppietta segnata da Guillem Farrés e Camden McLellan, replicata peraltro al Nazioni nella classifica individuale di categoria, e il 2027 sarà finalmente l’anno del grande debutto in MXGP.

La TF450-X, comunque già apprezzata in pista tramite strutture private e anche con risultati positivi, scenderà in campo per la prima volta in veste factory nelle mani di Farrés e di Mikkel Haarup. Onorevole soprattutto la fedeltà del pilota danese, che senza battere ciglio è rimasto legato a Triumph nonostante il rinvio del programma MXGP accettando pure di calarsi nell’avventura statunitense una volta raggiunto il limite di età per la MX2; nel SuperMotocross ha guidato sia la 250cc sia la 450cc accumulando esperienza e assimilando nuovi metodi di lavoro, a confronto con un mondo del tutto differente come quello a stelle e strisce.

L’impegno MX2 sarà contestualmente ridotto ad una sola moto ma le ambizioni resteranno altissime, poiché la singola TF250-X in pista sarà in mano ad un Camden McLellan che senza alcun dubbio vorrà fare sua la corona cadetta sfiorata quest’anno.

HUSQVARNA

In tutto questo andirivieni di piloti e squadre, Husqvarna è riuscita a rimanere stabile. KTM ha deciso di affidare le moto svedesi solo a strutture esterne negli Stati Uniti ma nel mondiale motocross resterà il supporto factory al team Nestaan, che da parte sua ha rinnovato la fiducia a Kay de Wolf e Liam Everts in attesa di scoprire cosa avrà in serbo il futuro.

Il debutto dell’olandese tra i grandi è stato tutt’altro che facile, costellato da infortuni peraltro arrivati sempre nei momenti migliori e più redditizi. La velocità del campione MX2 2024 è fuori di discussione e anche in 450cc abbiamo già osservato grandi numeri, ma serviranno più costanza e attenzione. Everts, dopo un sontuoso Nazioni culminato con il Chamberlain Trophy, sarà all’ultima chiamata in sella alla 250cc e l’unico obiettivo perseguibile sarà quello dell’alloro iridato.

KAWASAKI

Non è un periodo facile per Kawasaki, inutile negarlo. I (molto) prematuri addii di Jorge Prado e Chase Sexton negli Stati Uniti, a distanza di 12 mesi, rischiano di avere minato l’appetibilità del marchio agli occhi dei grandi nomi e anche in Europa è arrivato un duro colpo con la fine del rapporto con Romain Febvre. Certo, in questo caso si parla di una dinamica differente: il francese aveva già raggiunto il suo obiettivo con la conquista del mondiale 2025 ed era arrivato il momento di cercare nuovi stimoli per la fase finale della sua carriera.

L’unico aspetto positivo ad Akashi pare costituito dalla nuova KX450F-SR che debutterà nel 2027, ma in MXGP questa sarà affidata solamente a Pauls Jonass. Il lettone è l’ultimo baluardo rimasto e pure in questo caso non sono mancati episodi che si definirebbero dubbi: la posizione del campione MX2 2017 appariva abbondantemente certa in primavera, in estate è tornata in forse e alla fine si è giunti alla tanto attesa riconferma definitiva. Allo stesso tempo Kawasaki ha provato in tutti i modi a portare a casa un secondo pilota per sostituire Febvre ma non ci è riuscita, nonostante ricchi contratti messi a disposizione dei candidati: Tim Gajser, Guillem Farrés e Kay de Wolf hanno tutti quanti preferito restare al loro posto.

Il doppio impegno sarà dunque concentrato sulla MX2, categoria in cui verrà riproposto Mathis Valin con bellicose ambizioni e si concretizzerà la scalata di Francisco García; lo spagnolo ha dominato in lungo e in largo l’europeo 250cc con Bud Racing, mettendo a referto anche ottime wildcard sia in MX2 sia nel National, e ora è arrivato il momento del grande salto. Gli occhi più curiosi saranno puntati su di lui e l’interrogativo è se “El Carbonero” sarà un’altra delle tante promesse non mantenute dalla EMX250 o se finalmente ci sarà un pilota in grado di marcare anche la casella iridata dopo avere trionfato nella categoria principale del circuito continentale.

DUCATI

Il lavoro nel reparto motocross di Borgo Panigale procede senza sosta, ma la strada continua a presentare pendenze impervie. Del mondiale 2026 si può salvare solo il chilometraggio portato a casa, poiché i risultati non sono arrivati, e il 2027 sarà giocoforza un primo scoglio importante. Il team ufficiale Wilvo si presenterà ai nastri di partenza della MXGP sicuramente attrezzato sul fronte dei piloti, perché l’arrivo di Romain Febvre non ammette troppe indecisioni: il francese compirà 35 anni il 31 dicembre e anche il suo 2026 non è stato dei migliori, ma il lavoro di sviluppo compiuto per riportare Kawasaki sul tetto del mondo è stato encomiabile e questo è proprio ciò di cui Ducati necessita, al di là dei risultati duri e puri.

Per Febvre sarà con tutta probabilità l’ultima grande sfida della carriera ma la affronterà con tutta la determinazione e la voglia del caso. Se tutto dovesse girare per il verso giusto, la Desmo450 MX avrà finalmente il benchmark tanto atteso in questi anni e mai realmente trovato. Al fianco del transalpino resterà Andrea Bonacorsi, mentre Calvin Vlaanderen ha fatto le valigie dopo una sola annata “di transizione”.

Due moto attese al via anche in MX2, affidate di nuovo a Beddini Racing. Ferruccio Zanchi cercherà di scacciare finalmente la sfortuna e di garantirsi un’annata più stabile rispetto ad un 2026 piuttosto scostante soprattutto a livello fisico, mentre il vice-campione europeo della 250cc Nicolai Skovbjerg potrebbe rappresentare un buon colpo in prospettiva futura: il danese ha mostrato buone cose nel mezzo del plotone continentale (tre vittorie e un totale di cinque podi quest’anno) ma fino ad una reale riprova dovrà essere considerato come una bella e coraggiosa scommessa al debutto iridato.

ALTRI PROTAGONISTI

Tanti punti di domanda aleggiano sugli impegni ufficiali di TM e Beta. Nonostante buone performance, la Casa pesarese ha dovuto incassare gli addii di Julius Mikula a fine 2025 e di Cas Valk dopo pochissimi Gran Premi nel 2026 e per la prossima stagione nulla è scritto. Anche i toscani hanno perso un pilota già nelle prime fasi dell’ultima stagione (Rick Elzinga, trasferitosi addirittura in Australia) e pure Jago Geerts ha preferito seguire un’altra strada, dunque la scelta per il 2027 potrebbe ricadere su Alberto Forato in uscita da Fantic.

Tra le tre “piccole” realtà italiane, infatti, Fantic sarà l’unica a non trovare un posto nel prossimo mondiale. Perso l’appoggio di JM Racing non è stato trovato un sostituto e così, a soli due anni dal terzo posto finale di Glenn Coldenhoff in MXGP, il costruttore legato a Yamaha tornerà a concentrarsi sui programmi continentali con il team SDM Corse. Un vero peccato, considerata la comprovata bontà del progetto soprattutto lato 450cc.

La nuova frontiera del motocross si chiama Cina ma non è facile entrare in un mondo come questo e trovare tutto apparecchiato. Kove e ZXMoto hanno annunciato il loro ingresso ma solo la seconda ha al momento un programma concreto sul piatto: le moto saranno gestite proprio da JM Racing e i piloti saranno Brent van Doninck, che seguirà Jacky Martens anche in questa nuova avventura, e probabilmente Oriol Oliver, che nelle settimane passate ha testato anche la Beta. Per quanto concerne Kove il materiale factory era stato affidato al team TBS Conversions ma il titolare Tom Steensels ha da poco ufficializzato il suo addio alla struttura: al momento appare tutto in standby anche se non è escluso che Kove possa addirittura debuttare tramite un altro costruttore, in attesa di approntare le sue moto.

TEAM NON FACTORY

Se il mercato degli ufficiali è stato così tumultuoso, è facile immaginare quanto sia stata complicata la situazione ai piani “inferiori”. I colpi migliori li ha senz’altro messi a segno il team Honda Motoblouz, che disputerà il mondiale MXGP 2027 con Calvin Vlaanderen e Jago Geerts (quest’ultimo ancora da ufficializzare), mentre attese e interessanti conferme saranno quelle di Isak Gifting con Yamaha JK Racing e di Jan Pancar sulla KTM schierata dal suo team autogestito. Kevin Horgmo, in uscita da Motoblouz, dovrebbe accasarsi con Chambers Racing per guidare una KTM. Diversi dubbi circondano ancora il team Venrooy, per il quale non è ancora chiaro se parteciperà alla categoria regina o meno.

In MX2, Karlis Reišulis seguirà un destino quasi del tutto analogo a quello del fratello minore: correrà a sua volta con una KTM ma in veste “satellite” con il team Venrooy, che nel frattempo ha già confermato il debutto dell’australiano Byron Dennis, in buona mostra nelle ultime fasi del 2026 sia in EMX250 sia nelle wildcard effettuate tra i Gran Premi di Cina e Australia. Tra i giovani del territorio Down Under salirà anche Liam Owens, confermato dal team Bauerschmidt in sella ad una KTM. Steve Dixon ha rinnovato la fiducia a Kay Karssemakers mentre la seconda Kawasaki potrebbe essere affidata a Billy Askew; la Honda del team Maddii potrebbe finire nelle mani di Pelle Gundersen e il team italiano KTM Racestore rientrerà con Andrea Uccellini.

Le entry list complete verranno pubblicate come sempre a dicembre, ma questo è il quadro pressoché delineato di quello che sarà il mondiale motocross 2027. Un campionato che continua a destare interesse, dentro e fuori la pista.

Immagini: KTM Media Center, Yamaha Media Center, Kawasaki Media Center, Triumph Media Center, Beta Media Center, HRC Media Center

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