Mugello e biglietti F1: una vergognosa pagliacciata

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Prezzi folli, acquisti minimi, sconti volanti. La prevendita dei biglietti del GP di Toscana mostra una superficialità imbarazzante

Era meglio restare a porte chiuse. Oppure donare i biglietti devolvendo il presunto incasso in beneficenza a qualche ente, ospedale, quello che si preferiva. Insomma, c’erano tantissime possibilità per fare una bella figura in occasione del primo Gran Premio con un minimo pubblico di questo campionato, oltretutto il millesimo della storia della Ferrari.

Ed invece, ancora una volta, abbiamo fatto il possibile per farci riconoscere, rendendoci ridicoli. La storia dei biglietti del Gran Premio di Toscana ha messo in mostra tutto il peggio possibile. Mi sono sentito dire che i prezzi folli, assurdi, quasi offensivi anche per uno sport già costoso di suo erano giustificati. Certo, forse per i clienti Ferrari che potevano permetterseli. Perché chiedere 1.200€ per un posto in tribuna centrale alla domenica era fuori da ogni logica. Altro che “aspettiamo i tifosi”.

“I posti sono pochi, quindi sono contesi ed è giusto farli pagare di più”. Ma quante stronzate, signori miei. Qui non siamo al Paddock Club ma si parla di tribune aperte. Non si tratta di posti limitati per lusso ma per necessità sanitaria. Pertanto, in un periodo difficile come quello che stiamo vedendo, il listino prezzi iniziale equivaleva ad un insulto all’intelligenza.

E la prova che di insulto si trattava è arrivata nei giorni successivi. Ai Ferrari Club è stato riconosciuto uno sconto del 10% sui biglietti per la tribuna a loro riservata (la “58”) e poi, a causa delle prenotazioni praticamente nulle, questo sconto è diventato del 30%.

Questa mattina la magica notizia: biglietti scontati del 50% per tutti. Ma come, i prezzi non erano giustificati? Non erano il risultato della domanda e dell’offerta? Non erano posti unici, pregiati? Come mai allora questo taglio netto? Forse perché si rischiava di restare con le tribune comunque vuote? E ancora mi chiedo: se dopo pochi giorni si è stati disposti a tagliare il prezzo della metà, quali sono i costi che dovevano essere coperti?

Che poi parliamone: i pochi che hanno già acquistato i biglietti si vedranno rimborsato l’intero importo e dovranno procedere ad un nuovo acquisto. Certo, il rischio di non trovare biglietti dubito ci sia – visto che i prezzi restano comunque più alti della media, sia chiaro – ma si tratta di un ulteriore disagio in una situazione tragicomica.

Caro promoter, chiunque tu sia: dopo una figura del genere meritereste di non vedere nessuno ai cancelli. E non aggiungo altro se non dei complimenti per una pagliacciata davvero epica, un’offesa alla passione.

MONOPOSTO by SAURO

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Alessandro Secchi
Classe 1983. Ragioniere sulla carta, informatico per necessità, blogger per anni ed ora giornalista pubblicista per passione. Una sedia, una tastiera e tre schermi sono il mio habitat naturale.
"Il mio Michael" è il mio libro su Schumi ma, soprattutto, il mio personale modo di dirgli "Grazie". #KeepFightingMichael, sempre!

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