In caso di incidente o fermata di un pilota, le moto spente saranno subito riportate oltre le vie di fuga per motivi di sicurezza.
Nella giornata del 9 gennaio, sul sito ufficiale della Federazione Internazionale di Motociclismo, è stato rilasciato un nuovo documento riguardanti le procedure di sicurezza a cui i campionati massimi della FIM, nello specifico quelli del Motomondiale e del paddock SBK, dovranno adeguarsi a partire dal 2026, su emanazione delle MotoGP e SBK Commission.
Sono stati infatti rivisti i regolamenti sul comportamento di piloti e commissari in caso di fermata di un pilota, dovuta ad un guasto tecnico o a un incidente. In caso di moto risultante spenta in seguito ad un dato evento, essa dovrà esser riportata oltre la via di fuga nella zona dei commissari, in modo che venga riaccesa in sicurezza sulle stradine di servizio e non più a bordo pista, come avveniva finora in caso il pilota volesse tornare in sella.
La moto, se non riportata ai box, potrà essere riparata nello spazio della service road solo dallo stesso pilota, mentre i commissari potranno aiutarlo solo nella riaccensione a spinta e comunque solo nel medesimo spazio, non più in una via di fuga asfaltata.
In caso, invece, di moto ancora accesa in seguito ad una scivolata, il pilota potrà ritornare in pista liberamente, a patto che il commissario non gli dia chiaro segnale di fermarsi, se dovesse notare dei danni al suo mezzo che possano comportare un pericolo per gli altri piloti in gara (ad esempio la perdita di olio oppure dei danni troppo ingenti alla carena).
In ultima istanza, la FIM consiglia caldamente un uso maggiore delle attrezzature fornite per la rimozione delle moto accidentate a mano (ad esempio la barra d’acciaio dotata del nastro elastico, spesso usata nelle vie di fuga insabbiate) e del loro corretto utilizzo.
Qui la lettera rilasciata dalla FIM, firmata da Paul Duparc.
Fonte immagine: yamahamotogp.com
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