Motomondiale | La FIM rivede il regolamento, sviluppo bloccato per motori e carene

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Più il tempo passa e maggiori sono le scelte scomode che le varie federazioni e i vari campionati devono prendere per il resto della stagione motoristica 2020, che giorno dopo giorno rischia di perdere pezzo su pezzo del proprio calendario a causa della pandemia di Coronavirus.

La Federazione Internazionale di Motociclismo oggi ha optato per cambiare la situazione inerente agli aggiornamenti che i prototipi di MotoGP, Moto2 e Moto3 potranno adottare (o meglio, non adottare) nei prossimi mesi. In un meeting simultaneo telematico, la Commissione Grand Prix, formata da Carmelo e Carlos Ezpeleta, Paul Duparc, Jorge Viegas, Hervé Poncharal, Corrado Cecchinelli, Takanao Tsubouchi e Mike Trimby, ha preso la decisione di mettere in stallo lo sviluppo di alcuni elementi chiave delle motociclette che sarebbero state schierate per l’inizio del campionato MotoGP 2020, non ancora iniziato a causa dei vari spostamenti del calendario e della cancellazione del round in Qatar.

L’ultimo aggiornamento sulle questioni tecniche risaliva al 24 marzo, quando la FIM aveva invitato, sempre tramite un comunicato sul suo sito ufficiale, i vari costruttori a inviare il più presto possibile tutti i progetti in merito ai pezzi da omologare come da regolamento, in particolare sulle componenti del motore (che per Ducati, Yamaha, Honda e Suzuki non può subire aggiornamenti durante la stagione, non avendo concessioni di cui invece Aprilia e KTM dispongono) e su quelli degli aero-kit e delle carene da usare, limitate a due per tutto il corso dell’anno. Inoltre, la Federazione aveva chiarito che, per il momento, non ci sarebbero stati controlli o limitazioni di sviluppo sui componenti non soggetti a omologazione o standardizzazione.

Le decisioni odierne sono state le seguenti:

  • per il resto della stagione 2020 non si potranno effettuare aggiornamenti sui pezzi omologati, regola che vale sia per i marchi con concessioni che senza;
  • per l’inizio della prossima stagione, dell’anno 2021, tutte le Case dovranno usufruire moto con parti omologate al marzo 2020, le stesse che sarebbero state schierate al primo Gran Premio dell’anno in corso. Per il resto del 2021 si proseguirà con il regolamento vigente, ovvero nessuna evoluzione sul motore per i marchi senza concessioni e la possibilità di omologare solo un’altra tipologia di carenatura per la moto.

In parole povere, le Case impegnate in top class salteranno a pié pari un intero anno di aggiornamenti tecnici e si presenteranno al via della stagione 2021 con gli stessi propulsori e carene con cui avrebbero dovuto correre il GP del Qatar di inizio marzo.

La classe regina non è stata l’unica al centro dell’attenzione per il discorso regolamenti. Anche i team di Moto2 e Moto3 dovranno seguire delle nuove disposizioni: nella classe di mezzo, per cui originariamente era permesso lo sviluppo di un aero-kit per i telai schierati dalle varie squadre, è stato totalmente congelato qualsiasi aggiornamento aerodinamico in merito alle carene (nel 2021 si potranno quindi usare quelle del 2019 oppure quella usata dal team a Losail il mese scorso). Inoltre, i vari telaisti quali Kalex, Speed Up o MV Agusta potranno usare, da qui a fine 2021, solo telai e forcelloni già in regola attualmente o precedentemente omologati, e ogni team potrà selezionare solo due specifiche per questi per ciascuno dei propri piloti, specifiche che saranno condivise anche con gli eventuali piloti sostitutivi.

In Moto3, per Honda, KTM e Husqvarna non sarà possibile rinnovare cambio, telaio, forcellone, motore, carena o corpo farfallato sui modelli che hanno corso il primo round del campionato, da qui fino a fine 2021. Un’altra limitazione, stavolta comune a Moto2 e Moto3 ma estranea alla MotoGP, riguarda il ban per i sistemi in grado di modificare l’altezza da terra della moto mentre è in movimento, invenzioni già viste su Ducati e Yamaha in questi anni e che prendono il nome di holeshot device. Una scelta per andare a limitare i costi delle due categorie propedeutiche.

Tutte queste scelte, seppur volte a evitare un’affannosa ricerca allo sviluppo di moto che forse non potranno nemmeno correre nei prossimi mesi, sono un chiaro segnale di come FIM, Dorna e tutti gli “attori” coinvolti nel massimo campionato delle due ruote stiano pensando alla soluzione più drastica, quella di fermare momentaneamente il campionato in attesa che la pandemia venga debellata, o che quantomeno i suoi effetti negativi si riducano. A oggi, per esempio, pare a rischio anche il Gran Premio di Germania al Sachsenring, vista la decisione dello Stato tedesco di bandire tutti gli eventi sportivi fino a fine agosto. Non ci resta che attendere degli aggiornamenti e rimanere speranzosi, per quanto difficile a oggi.

Qui troverete il pdf del comunicato ufficiale.

Fonte immagine: motogp.com


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Alyoska Costantino
Sono Alyoska Costantino, per gli amici Aly. Ed è da quando avevo 6 anni che ho cominciato a vedere in televisione auto e motociclette sfrecciare a 300 km/h sui circuiti più belli di sempre. Weekend dopo weekend aumento la mia affinità col Motorsport, magari anche con categorie nuove da scoprire, specialmente con le due ruote che stanno diventando il mio pane. Pronto a dirvi le mie opinioni e ascoltare le vostre.

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