Motomondiale | Jorge Lorenzo, Max Biaggi e Hugh Anderson inseriti tra le Leggende MotoGP

Motomondiale | Jorge Lorenzo, Max Biaggi e Hugh Anderson inseriti tra le Leggende MotoGP

Quest’oggi Dorna Sports e la Federazione Internazionale di Motociclismo, tramite i rispettivi siti ufficiali e quello esclusivo della MotoGP, hanno annunciato l’inserimento di tre grandi campioni delle due ruote del passato (anche recente) nell’albo delle Leggende MotoGP, che arriverà a trentadue nomi nel corso di questo 2020. I tre nuovi introdotti saranno il già annunciato Jorge Lorenzo, il sei volte campione del mondo Max Biaggi e il quattro volte iridato Hugh Anderson; Lorenzo e Biaggi sanno già quando avverrà il loro inserimento nell’albo, col maiorchino che verrà introdotto a Jerez e il romano che attenderà fino al Gran Premio d’Italia al Mugello, mentre non è ancora stata decisa la data per il neozelandese.

Jorge Lorenzo si è ritrovato, per una serie di circostanze, da pilota Honda ufficiale per il 2020 a ritirato nel giro di pochi mesi. Il 2019 è stato difficilissimo su tutti i fronti per il “Por Fuera” e non rende giustizia alla carriera di uno dei piloti più vincenti di sempre, capace di ottenere cinque titoli mondiali nel giro di dieci stagioni. Anche il suo finale di carriera non è stato come ce lo si poteva aspettare, ma i troppi infortuni hanno posto la parola fine alla sua avventura, forse anche prima del tempo. “Essere nominato Leggenda MotoGP mi rende estremamente felice”, ha dichiarato lo spagnolo. “Quando ho iniziato a competere in questo mondo, ciò a cui davvero aspiravo a fare era di entrare nel campionato del mondo. Esser stato capace di vincere delle gare e poi cinque campionati del mondo è qualcosa che va molto oltre alle aspettative che avevo e diventare una Leggenda MotoGP è qualcosa di ancor più difficile da ottenere. Essere nominati Leggenda significa, oltre ai titoli, che hai lasciato il segno nelle persone e nella storia di questo sport. Mi piacerebbe ringraziare Dorna e la FIM per il loro supporto in tutti questi anni, e per avermi incluso in questo speciale gruppo di piloti selezionati”.

Max Biaggi, grande amico di Jorge Lorenzo, sarà introdotto a più di sette anni di distanza dal suo ritiro in forma agonistica, avvenuto nel 2012 dopo un’estenuante stagione nel mondiale Superbike, che l’ha portato a conquistare il suo sesto titolo a ben quarantuno anni. Per Biaggi il grosso del palmarès arriva dalla 250cc, relativamente al Motomondiale: quattro titoli mondiali, tre con l’Aprilia e uno con la Honda, ottenuti tutti consecutivamente dal 1994 fino al 1997, prima di un passaggio alla 500cc che avvenne col botto, grazie alla vittoria al debutto sulla pista di Suzuka. Ancora oggi Biaggi è uno dei piloti che definisce maggiormente il concetto di “specialista” di una categoria minore, e viene più volte associato alla 250cc stessa. Nella classe regina non gli è andata così bene, nonostante un bottino di tredici vittorie (che lo rendono il quarto italiano più vincente in 500cc o MotoGP, dopo Agostini, Rossi e Dovizioso) e diversi anni passati tra i protagonisti assoluti del campionato; il “Corsaro” è il sesto italiano a diventare Leggenda, dopo il già citato Agostini, Marco Lucchinelli, Marco Simoncelli, Carlo Ubbiali e Franco Uncini.

Queste le parole di Biaggi: “Sono onorato di diventare una Leggenda MotoGP e sapere che il mio nome sarà per sempre accostato a quello di altri piloti importanti come Agostini, Aspar, Nieto, Sheene… Sono felice che il mio lascito nelle corso sarà sempre ricordato e ho una bella sensazione nel sapere che tutti i miei anni di duro lavoro sono ancora riconosciuti tutt’oggi. Vorrei ringraziare tutti coloro che hanno deciso di porgermi questo onore”.

Al contrario dei due piloti trattati, Hugh Anderson proviene da un tempo in cui le corse erano ben lontane da ciò che sono oggi. Il neozelandese, nato a Hamilton nel lontano 1936 (tra l’altro, compirà ottantaquattro anni domani), ha ottenuto i suoi quattro titoli mondiali negli anni ’60, quando la sicurezza dei tracciati e per i piloti era precaria rispetto agli standard odierni. Anderson ha raccolto moltissimo nelle categorie minori, la 50cc e la 125cc, con quattro titoli ottenuti in tre anni e due di questi in concomitanza, nel 1963; i suoi più grandi successi li ha ottenuti su Suzuki. Dopo un ritiro piuttosto prematuro nel 1966, il neozelandese si è dedicato al motocross e alle gare in ambito nazionale, entrando anche nella Hall of Fame dei Motociclisti neozelandesi nel 1995. Anche lui intervistato, è stato piuttosto schietto sulla sua introduzione: “Come mi sono sentito dopo aver ricevuto la notizia? All’inizio, ho percepito apprensione: i miei risultati relativamente modesti valgono questo onore? Riuscirò a rendere giustizia a questo invito? Alcune ore dopo ho avuto una sensazione piacevole dentro di me. Una gratifica di come, dopo tutto questo tempo, il mondo moderno non ha dimenticato il passato, e di come i piloti di un’era molto lontana abbiano ancora del valore. Una questione di storia del nostro sport a cui viene riconosciuta massimo livello d’importanza. Grazie”.

Fonte immagine: motogp.com

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Alyoska Costantino
Sono Alyoska Costantino, per gli amici Aly. Ed è da quando avevo 6 anni che ho cominciato a vedere in televisione auto e motociclette sfrecciare a 300 km/h sui circuiti più belli di sempre. Weekend dopo weekend aumento la mia affinità col Motorsport, magari anche con categorie nuove da scoprire, specialmente con le due ruote che stanno diventando il mio pane. Pronto a dirvi le mie opinioni e ascoltare le vostre.

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