Motomondiale | Il GP d’Australia potrebbe cambiare sede dal 2027. Si vocifera Adelaide come rimpiazzo a Phillip Island

Di: Alyoska Costantino
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Pubblicato il 18 Febbraio 2026 - 19:45
Tempo di lettura: 4 minuti
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Motomondiale | Il GP d’Australia potrebbe cambiare sede dal 2027. Si vocifera Adelaide come rimpiazzo a Phillip Island

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Nelle ultime ore sta girando la voce, sempre più insistente, di un abbandono dell’isola del Victoria da parte del Motomondiale.

Sin dall’approdo di Liberty Media in qualità di nuovo proprietario del Motomondiale e della MotoGP, le vicende che hanno fatto nascere discussioni non sono mancate. L’ultima della lista, recentissima, riguarda il Gran Premio d’Australia del Circus, che da anni fa tappa a Phillip Island.

Il tracciato situato sull’isola dello Stato del Victoria è universalmente riconosciuto non solo tra i più belli del calendario, ma anche tra i tracciati più iconici al mondo e, negli anni, è sempre stata considerata una tappa intoccabile per il Circus delle due ruote. Tuttavia, le cose hanno cominciato a prendere una piega differente nell’ultimo mese, quando è iniziata a circolare la voce di un abbandono di Phillip Island per tentare di portare la MotoGP e le altre categorie ad essa collegate all’Albert Park di Melbourne, la pista attualmente utilizzata dalla F1.

Lo Stato del Victoria ha risposto in maniera ferrea ed ha bocciato l’idea, ma è entrata in gioco Adelaide. La candidatura è stata avanzata dallo Stato dell’Australia Meridionale per portare le moto e i suoi protagonisti sul cittadino che, fino al 1995, ha ospitato il Mondiale di F1 e che attualmente è ancora sede di alcune gare del campionato Supercars. Domani potrebbe già arrivare l’annuncio dell’addio a Phillip Island.

Sia il tracciato di Melbourne che quello d’Adelaide, tuttavia, condividerebbero lo stesso, grosso e quasi insormontabile problema: la propria natura di tracciato cittadino. Liberty Media, che dallo scorso anno ha acquisito le quote di Dorna Sports (ora MotoGP Sports Entertainment Group), ha probabilmente intenzione di replicare la strategia già usata con la F1, ovvero quella d’integrare numerose tappe in piste o location cittadine a favore del grande pubblico, anche a costo di depennare dal calendario tracciati iconici e storici per il campionato stesso ed amati dagli appassionati più di vecchia data.

Stavolta, però, lo scoglio più grosso sarebbe rappresentato dal fattore sicurezza, dato che far correre Moto3, Moto2 o MotoGP su piste in alcuni tratti prive di via di fuga e delimitate da muretti sarebbe altamente pericoloso, in caso d’incidente o scivolata. Sarebbe un vero e proprio schiaffo in faccia a qualsiasi sforzo, compiuto negli ultimi decenni, per ridurre o limitare i danni al pilota in caso di caduta.

A lanciare l’allarme (più sul piano della perdita di Phillip Island come tappa che su quello della sicurezza) è stato Casey Stoner sul proprio profilo Instagram, dove ha invitato i propri follower a commentare e a dire la propria sulla notizia del passaggio ad Adelaide del Motomondiale. Inutile dire che le reazioni sono state quasi tutte avverse verso questa potenziale decisione.

D’altro canto, vanno però fatte delle precisazioni riguardante la situazione Phillip Island. Accantonando per un momento i discorsi legati al valore storico della location o alla bellezza del layout, negli ultimi anni il tracciato situato sull’isola ha creato non pochi grattacapi, anche sul lato sportivo.

Quella del Victoria è una pista che, in caso di caduta, difficilmente perdona (non si contano, infatti, gli infortuni che i piloti rimediano durante le prove qui, anche in SBK o durante i test) e presenta dei punti che, negli anni, si sono rivelati pericolosi (basti pensare a curva 1, dove le forti folate di vento hanno, in certi casi, portato a contatti davvero disastrosi, come quello tra Marco Bezzecchi e Maverick Viñales nel 2024).

A ciò vanno aggiunti il meteo imprevedibile, la posizione logisticamente sfavorevole, la poca preparazione dei commissari (che in più casi, negli ultimi anni, hanno mostrato comportamenti poco adatti al loro ruolo) e persino le invasioni di pista degli animali, sicuramente qualcosa d’inconcepibile per una serie di una tale portata.

Ragionare su un possibile addio a Phillip Island per lo svolgimento del GP d’Australia è, dunque, sensato su molti punti di vista, ma questo non significa che ogni possibile alternativa sia valida. Adelaide ed Albert Park sono soluzioni assolutamente incompatibili col concetto stesso di motociclismo e perciò impraticabili, a meno che gli attori al comando della MotoGP non decidano, come fatto per la F1, di ignorare qualsiasi aspetto che non sia quello meramente economico.

Una possibile soluzione alternativa, una sorta di “piano B”, la potrebbe fornire The Bend, tracciato situato ad un centinaio di chilometri da Adelaide e che rappresenterebbe il candidato ideale su più fronti, su tutti quello della sicurezza. La pista di Tailem Bend ospita tutt’oggi l’ASBK (il campionato australiano Superbike) e, se ammodernato e ristrutturato in maniera adeguata, potrebbe diventare il luogo ideale ad ospitare la MotoGP in Australia dal 2027 in poi.

Fonte immagine: gresiniracing.com, ferrari.com

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