Motomondiale | GP Thailandia 2019, sintesi prove libere del venerdì

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GP Thailandia 2019, sintesi prove libere del venerdì

Quartararo al comando della combinata a fine giornata. Bene le Yamaha, brutto spavento per Márquez di 04 Ottobre 2019, 14:41

Il weekend del Gran Premio della Thailandia ha riservato discrete sorprese durante le prime prove libere della MotoGP, e la prima è quella relativa al meteo, che ha lasciato in pace i protagonisti sia della classe regina che delle due classi inferiori, permettendo di girare senza la problematica della pioggia; la pista si è da subito rivelata molto veloce ma c’è stato comunque un netto miglioramento tra la mattina e il pomeriggio.

La seconda sorpresa riguarda la Yamaha: come successo nelle ultime due tappe, sono state le M1 di Iwata a dare il meglio durante le libere, e il tempo migliore è stato stampato da Fabio Quartararo in 1:30.404. Tutti, compresi gli yamahisti, hanno deciso di mostrare le loro carte migliori da subito, visto che la minaccia del bagnato potrebbe manifestarsi domani. A completare la tripletta della Casa dei Tre Diapason sono Maverick Viñales e Franco Morbidelli (staccati di due decimi scarsi), mentre Valentino Rossi ha chiuso quinto portando anche la quarta M1 in top five.

A inserirsi nel filotto Yamaha troviamo una Ducati, quella di Jack Miller. La situazione del venerdì di Buriram assomiglia molto a quella del primo giorno ad Aragón e con il solo australiano, nelle prime posizioni, per la Ducati. Andrea Dovizioso è stato il primo tra i big a girare con le gomme fresche nella FP1 mettendosi da subito nella parte alta della classifica, ma il secondo turno è stato più in sordina per il forlivese, che si è classificato ottavo a sei decimi dal leader Quartararo. Danilo Petrucci si è riavvicinato al compagno in termini di distacco, ma è comunque fuori dalla top ten e ciò potrebbe rivelarsi vitale in vista della qualifica; “Petrux” è stato giusto davanti a “Pecco” Bagnaia, di quattro centesimi.

La differenza principale che c’è tra l’inizio del weekend thailandese rispetto a quello aragonese è la posizione di Marc Márquez: nonostante lo spagnolo sia stato a lungo in testa (e con grande vantaggio) nella FP1, un imprevisto sul finire della sessione ha rischiato addirittura di porre fine al suo weekend anzitempo, cioè un highside all’ingresso della curva 7 (forse causato da un guasto alla centralina). Nonostante i dolori alla gamba e la visita al centro medico, Márquez non ha rinunciato a fare la FP2, concludendola al sesto posto. L’attuale situazione del campione del mondo, unita al fattore pioggia, potrebbe scombussolare le carte in vista di domenica, mentre le altre Honda, al momento, vedono col binocolo la top ten: la coppia LCR Crutchlow-Nakagami è in 13a e 14a posizione, ma il fanalino di coda del marchio nipponico rimane Lorenzo, col 20° tempo.

In una sessione in cui tutti quanti sono stati più veloci rispetto alla FP1, il primo dei piloti sopra l’1:31 nel turno pomeridiano è Aleix Espargaró sull’Aprilia: lo spagnolo, reduce dall’ottimo settimo posto nella gara di casa, si è classificato alle spalle di Márquez e davanti sia alle KTM, che alle Suzuki di Rins e Mir. Il suo compagno Iannone è sì solo 16° ma con un distacco tutto sommato ancora accettabile dal compagno, pari a mezzo secondo.

Per il momento la Suzuki e i suoi piloti si accontentano di stare alla finestra: la GSX-RR sta confermando i timori antecedenti al weekend e, per ora, non sta sorprendo come sta facendo la Yamaha coi suoi piloti. Mir e Rins concludono la top ten e il passo dei due è anche equiparabile sulla carta, con un leggero vantaggio di uno o due decimi a favore di Rins, ma servirà trovare qualcosa di più per poter competere con le prime tre forze.

Infine il capitolo KTM, con Pol Espargaró che nonostante la buona volontà nello scendere in pista così presto al momento sta ricoprendo posizioni di rincalzo. Un fatto anche strano considerata la natura della pista, che dovrebbe permettere al motore della RC16 di dare il massimo e di guadagnare sulle dirette avversarie, ma al momento, al rilevamento alla Speed Trap, tre delle quattro KTM sono nelle ultime tre posizioni. Lo stesso Kallio, sostituto di Zarco per la seconda gara consecutiva, per ora sta deludendo e in classifica è davanti al solo Syahrin.

Nella Moto2 la situazione è ben più equilibrata rispetto alla MotoGP. In testa al turno pomeridiano, dopo aver conquistato il terzo posto nella prima sessione, troviamo il nostro Luca Marini, ma i distacchi sugli inseguitori sono ridicoli: otto millesimi sul pilota di casa Somkiat Chantra, 49 su Remy Gardner e 77 su Álex Márquez, con 24 piloti racchiusi in un secondo. Il leader della classifica, dopo essersi nascosto per la prima sessione, si è messo al sicuro per un ingresso in Q2, mentre sono in una situazione Fernández (nono), Navarro (decimo) e Lüthi (14° e ultimo dei qualificati diretti, per soli 21 millesimi su Manzi). Gli italiani in top ten sono solo due: oltre al pilota di punta dello Sky Racing Team, c’è anche Enea Bastianini, intenzionato a rifarsi dalla figuraccia di dodici mesi fa in Moto3, con la caduta all’ultima curva che ha coinvolto Bezzecchi; lo “Scorpione” e Locatelli sono gli altri due italiani nei primi quattordici.

Per la Moto3 rivediamo davanti un volto che mancava da un po’ nelle prime posizioni: Gabriel Rodrigo si è messo davanti nella FP2 in 1:43.107, con un decimo sul nostro Dennis Foggia e sul ceco Jakub Kornfeil. Come con Chantra in Moto2, la sorpresa nelle prime posizioni stavolta è Makar Yurchenko, davanti a Suzuki che conclude la top five. I tre contendenti al titolo, Lorenzo Dalla Porta, Tony Arbolino e Arón Canet, sono piuttosto staccati in classifica: il pilota del team Leopard è ottavo con lo stesso tempo di Alonso López e abbastanza al sicuro per l’ingresso in Q2, il suo connazionale nel team Snipers è 11° a meno di un decimo, ma quello messo peggio al momento è il vincitore di Aragón, 16° e virtualmente in Q1.

 Qui i risultati della prima sessione, della seconda, la combinata e infine l’analisi dei passi della sessione 2.

Fonte immagine: sepangracingteam.com



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