Motomondiale | GP Spagna 2020, sintesi del venerdì

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La MotoGP è tornata, finalmente lo si può dire. La massima categoria delle due ruote su pista ha concluso la propria prima giornata di prove libere dell’anno, quella riguardante il Gran Premio di Spagna a Jerez de la Frontera. Dopo FP1 e FP2, a comandare la classifica combinata troviamo Marc Márquez su Honda ufficiale, in 1:37.350. Come gran parte della griglia, il tempo migliore fatto dallo spagnolo è arrivato nella FP1 con temperature più fresche, mentre nella sessione pomeridiana il campione del mondo ha chiuso al quarto posto, staccato di due decimi dalla vetta e con un secondo di distacco dal tempo di riferimento del mattino.

Il lavoro di Márquez è la prova concreta che le temperature del GP metteranno a dura prova moto e gomme, ma soprattutto che la battaglia per l’ingresso nella Q2 di domattina, nella FP3, si preannuncia infuocata, letteralmente e figurativamente. La prima giornata ufficiale in un weekend di gara della MotoGP non è andata bene per Álex Márquez: il #73 ha terminato la giornata al 17° posto, rimediando anche una caduta durante la FP2 terminata poi al 21° posto. Vedremo se la conoscenza della pista di casa e i chilometri che percorrerà domani si riveleranno utili al rookie. Terza posizione per Cal Crutchlow, forte sul giro secco come aveva già dimostrato due anni fa con la pole position, ma deve ancora lavorare parecchio sul ritmo gara per stare con i big. Il suo compagno Taka Nakagami è 14° nella classifica del venerdì.

Maverick Viñales ha terminato secondo questo venerdì, ad appena 24 millesimi dal connazionale-rivale. Anche se a Jerez è una prassi, i distacchi di questo weekend sono davvero ridotti (diciannove piloti in un secondo), sintomo di come il mondiale di quest’anno potrebbe davvero essere combattutissimo. Tornando a “Top Gun”, egli ha girato in 1:37.374 al mattino, mentre nel pomeriggio ha chiuso in settima piazza come terza Yamaha. Meno bene Valentino Rossi, 13° al termine della giornata e addirittura 20° durante il turno più caldo, nel quale mostrare il passo gara. Oltre alla delusione del risultato ottenuto, per “The Doctor” c’è anche la colpa di esser entrato in pitlane nella maniera sbagliata durante la FP2: anziché rientrare dalla corsia prima del tornantino Lorenzo, il pesarese è passato da una via di fuga asfaltata in uscita dalla curva stessa. Vedremo se ciò comporterà delle sanzioni.

Chi ha già scontato la propria penalità è stato Fabio Quartararo, autore di soli cinque giri nella FP1 e addirittura 15° nella combinata, con il miglior giro fatto nella seconda libera. Non bisogna però lasciarsi ingannare da questi dati: “El Diablo” non ha partecipato ai primi venti minuti della sessione 1 a causa della sanzione comminatagli per i test svolti su moto con parti non regolari a Paul Ricard, perciò non ha potuto provare un vero e proprio attacco al tempo. E’ ciò che abbiamo visto nella sua FP2 che fa spavento: il francese ha collezionato tredici giri tra il ‘38.1 e il ‘38.6, con due stint completi su questo passo; per fare un confronto, Marc Márquez ne ha effettuati solo tre in questa fascia di tempi. Molto bene anche il compagno Franco Morbidelli, primo nella FP2 in 1:38.125, col compagno subito dietro. Il passo fatto vedere dal “Morbido” non è pari a quello di Quartararo, ma è comunque ottimo per lottare in zona podio; l’italo-brasiliano è 12° nella classifica combinata.

La prima Ducati in classifica è in quarta posizione ed è quella guidata da Andrea Dovizioso. Le promesse fatte da Paolo Ciabatti sembra siano state mantenute e il forlivese pare davvero nella forma giusta per poter partecipare a questa gara. Sul giro singolo il vicecampione del mondo ha lavorato bene, ma sul passo c’è ancora molto da fare per potersi giocare le prime posizione; chissà che, in caso di gara al risparmio, il #04 non possa combattere davvero per il successo.

Sono andate bene anche entrambe le Ducati Pramac, con Jack Miller sesto assoluto e “Pecco” Bagnaia sesto nella FP2 (anche se solo 18° nella combinata): l’australiano ha girato in 1:37.487 ed è stato a lungo al comando del turno mattutino, mentre il torinese ha chiuso in top ten il secondo turno e, tra i ducatisti, pare il pilota meglio piazzato in termini di ritmo, con diversi giri sul ‘38.7. Non una gran giornata per Danilo Petrucci, ripresosi dal trauma cranico di mercoledì dopo l’incidente nei test ma lontanissimo dalle posizioni che competono alla sua Ducati, con un 21° posto nella combinata.
Infine, per la Casa di Borgo Panigale, si segnala il lavoro della squadra Avintia (ora sponsorizzata Hublot), con Johann Zarco bravo a piazzarsi 11° nella classifica generale della giornata e addirittura l’ottavo posto nella FP2, mentre il compagno Esteve Rabat ha chiuso 19°.

Sempre osservando la lista dei tempi, il quarto marchio che troviamo è la Suzuki, con Joan Mir a fare da prima punta in quinta posizione e il compagno Álex Rins in settima. Nonostante la buona prova sul giro secco, con Mir a 131 millesimi da Márquez e Rins a due decimi, è il ritmo gara che fa un po’ preoccupare il team Ecstar. Le premesse arrivate da Sepang e dal Qatar nei test di diversi mesi fa oramai, la GSX-RR pareva la migliore (insieme alla Yamaha) nello sfruttare le gomme Michelin del nuovo anno, ma le alte temperature pare abbiano scombussolato le carte, con Rins autore di soli tre giri appena solo il ’39 e un 14° posto finale nella sessione pomeridiana.

Per una Suzuki più in difficoltà del previsto, c’è invece una KTM all’arrembaggio. Incredibilmente, il marchio austriaco è riuscito a piazzare tre delle nuove RC16S nei primi dieci, più di tutti gli altri marchi. Sono particolarmente agguerriti anche i piloti, che ora hanno finalmente a disposizione una moto molto più agile: Pol Espargaró è stato il migliore nel complesso con un 1:37.712 e soli tre decimi di ritardo dalla vetta, con alle spalle Iker Lecuona per il team Tech3 a soli due millesimi e il compagno Brad Binder a chiudere la top ten a mezzo secondo dalla Honda al comando; il debuttante sudafricano ha anche regalato la ciliegina sulla torta a fine giornata, col terzo posto nella FP2 dietro ai piloti della Petronas SRT. Più attardato Miguel Oliveira sulla quarta moto, 20° a fine giornata.

Nonostante gli indubbi progressi fatti dal 2019, l’Aprilia rimane il fanalino di coda tra i marchi, con Aleix Espargaró 16° nella combinata a otto decimi dai migliori e autore di un’escursione fuori pista nella prima libera. La situazione non è migliorata granché al pomeriggio col 15° posto, mentre il compagno Bradley Smith è ultimo in 22a posizione, seppur a distacchi non eccessivi dai diretti avversari.

Alle libere hanno ovviamente partecipato anche le altre tre categorie. In Moto2 si può quasi parlare di dominio del team Sky VR46, firmato da Luca Marini in primis con la prima posizione in entrambe le sessioni. I distacchi sono, però, sulla falsa riga di quelli della classe regina, perciò ci si aspetta una gara molto combattuta anche nella classe di mezzo. In terza posizione troviamo anche il secondo pilota del team di Rossi, Marco Bezzecchi, mentre in mezzo ai due italiani c’è il primo pilota spagnolo, Jorge Navarro sulla Speed Up di Luca Boscoscuro. Il telaista italiano può dirsi soddisfatto avendo messo tre delle proprie moto in top ten (oltre Navarro, anche Di Giannantonio e Syahrin in ottava e decima posizione), mentre al quarto posto spunta il leader della classifica Tetsuta Nagashima per il team Ajo KTM; il suo compagno Jorge Martín, probabile futuro pilota Pramac, è settimo a quasi quattro decimi, alle spalle di un ritrovato Sam Lowes. Piuttosto indietro alcuni protagonisti quali Lorenzo Baldassarri, Enea Bastianini, Arón Canet e Augusto Fernández, tutti dalla 12a alla 20a posizione.

Al contrario delle due classi precedenti, in Moto3 c’è chi ha davvero fatto la differenza. Gabriel Rodrigo si è aggiudicato entrambe le sessioni ma nella prima è riuscito a rifilare addirittura quattro decimi al secondo classificato (Raul Fernandez su KTM Ajo), e se consideriamo la natura del tracciato e le piccole cilindrate di cui i piloti dispongono, si tratta di un risultato di tutto rispetto. L’argentino è stato anche l’unico a girare sotto l’1:46, in 1:45.663, ma anche il suo compagno Jeremy Alcoba ha fatto un bel lavoro piazzandosi sesto. Al quarto posto il primo degli italiani, Andrea Migno su KTM del team Sky VR46, col suo compagno e connazionale Celestino Vietti al sesto posto e con un decimo di ritardo dal #16. Dei trentuno piloti partecipanti, solo quattro hanno effettuato il proprio tempo migliore nella FP2, ovvero Tatsuki Suzuki del team SIC58, Dennis Foggia per Leopard Racing, Ayumu Sasaki per KTM Tech3 e infine Darryn Binder della squadra CIP Green Power, tutti quanti piuttosto indietro in termini di posizioni.

Questo weekend correrà anche la MotoE per la prima gara della seconda Coppa del Mondo della categoria. Questa è stata anche l’unica categoria in cui si è girato più forte al pomeriggio che al mattino, con Eric Granado al primo posto sia in FP1 che in FP2 col miglior tempo fatto in 1:48.531 nella seconda sessione, davanti all’ex-compagno Xavier Siméon, ora passato in LCR. Il campione del mondo in carica Matteo Ferrari ha chiuso la giornata al quarto posto, dietro all’esperto Alex De Angelis e davanti al debuttante di categoria Dominique Aegerter.

L’appuntamento è a domani con le ultime libere prima delle sessioni di qualifica decisive per la griglia di partenza.

Qui i risultati della FP1 MotoGP, della FP2, della combinata e anche l’analisi dei passi gara nella seconda sessione.

Fonte immagine: hondaracingcorporation.com

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Alyoska Costantino
Sono Alyoska Costantino, per gli amici Aly. Ed è da quando avevo 6 anni che ho cominciato a vedere in televisione auto e motociclette sfrecciare a 300 km/h sui circuiti più belli di sempre. Weekend dopo weekend aumento la mia affinità col Motorsport, magari anche con categorie nuove da scoprire, specialmente con le due ruote che stanno diventando il mio pane. Pronto a dirvi le mie opinioni e ascoltare le vostre.

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