Motomondiale | GP Qatar 2021, sintesi della FP2

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Le basse temperature abbassano anche i tempi, spettacolo Ducati con tre piloti nelle prime quattro posizioni. Bene le Yamaha sul giro secco, fuori Mir dalla top ten; il campione del mondo rischia la Q1 domani.


La seconda sessione di prove libere del GP del Qatar 2021 ha riservato diverse sorprese in merito alle tre categorie, e quella che sembrerebbe averne riservate di più è proprio la MotoGP. Gli ultimi a svolgere il proprio turno, i piloti delle 1000cc hanno dato il massimo per cercare l’attacco al tempo, visto il valore che questa FP2 aveva in ottica qualifica: poiché domani la FP3 sarà in pieno giorno, le temperature saranno per forza di cose superiori e sarà praticamente impossibile smuovere la top ten avuta oggi. Da segnalare anche una bandiera rossa dopo otto minuti, causata dalla perdita di alcuni detriti in legno dal pannello all’altezza del semaforo sul rettilineo principale.

In cima alla suddetta classifica vediamo molta Italia ma soprattutto molta Ducati. E’ di Jack Miller il miglior tempo in una sessione 2 di fuoco, grazie al crono di 1:53.387: l’australiano non è ancora stato capace di migliorare il proprio tempo record risalente ai test di inizio marzo, ma è comunque ad appena sette millesimi dal quello ufficiale di Marc Márquez. Lo segue a ruota Francesco Bagnaia sulla seconda Ducati ufficiale, con 35 millesimi di ritardo; i due si sono prodigati in una sfida a colpi di giri veloci niente male, a dimostrazione del buon potenziale della Desmosedici a Losail.

Si è rischiata la “tripletta” Ducati in questo turno, poiché Johann Zarco nelle battute finali ha ottenuto il terzo posto, prima di essere scalzato al quarto. Grandi passi avanti anche per il suo compagno Jorge Martín, risalito al 13° posto dopo esser stato 20° nella FP1, ma soprattutto capace di lottare per le posizioni valevoli per la Q2 in maniera convincente. Hanno provato il giro secco anche Enea Bastianini e Luca Marini, ma i due si sono fermati rispettivamente al 15° e 17° posto.

Le uniche moto che hanno cercato d’intaccare la grande serata dei ducatisti sono le Yamaha, capitanate da Fabio Quartararo in terza posizione. “El Diablo” si ferma a meno di due decimi dalla Ducati #43, ma il suo ultimo stint rapido ha evidenziato come la velocità di punta sia ancora un grosso tallone d’Achille per la M1. Tutte le moto di Iwata, nel T4, perdono due se non tre decimi, vanificando la grande velocità che possono vantare nei due intertempi precedenti.

A dispetto di ciò, tutt’e quattro le Yamaha sono in top ten e con altissime probabilità di rimanerci prima delle qualifiche di domani. Maverick Viñales è sesto e ha continuato il suo lavoro sulle prove di partenza, mentre Franco Morbidelli, settimo, ha disputato più di metà turno lavorando con set di gomme usati, per cercare un buon passo per fine gara. Nono Valentino Rossi, piuttosto convincente anche lui.

Solo una Suzuki è riuscita a entrare in top ten, quella guidata da Álex Rins. Il #42, nonostante per la GSX-RR il giro secco non sia ancora il punto di forza, è riuscito comunque a stare vicino agli avversari diretti anche in ottica qualifica, ma sarà da valutare durante la lotta alla pole di domani. Joan Mir, da campione del mondo, sarà con tutta probabilità condannato a partire in Q1 col suo 11° tempo, ma questo lo pone di certo tra i favoriti per il passaggio alla sessione decisiva.

L’Aprilia continua a essere convincente grazie al lavoro di Aleix Espargaró, che con la sua RS-GP21 ha stupito nei primi minuti prendendo la testa, senza lasciarla a nessuno fino all’attacco finale ai tempi. Per il suo compagno Lorenzo Savadori la situazione è ben diversa: il campione della Superbike italiana ha provato a seguire la scia di alcuni piloti (su tutti Miller) per trovare velocità, ma non ha avuto nessuno spunto rilevante. L’unica cosa memorabile del suo turno è un salvataggio in uscita dalla 16, dopo che aveva toccato l’erba esterna.

L’ultimo piazzamento nei dieci viene occupato da Pol Espargaró. Il nuovo pilota HRC ha mostrato discreti lampi di velocità anche girando da solo e senza scia fornitagli, ma non tutto sta andando a gonfie vele per l’ex-campione della Moto2; a fine turno è arrivata la seconda scivolata del weekend, stavolta alla 15 mentre seguiva Álex Márquez. Il fratello di Marc giace in 12a posizione (primo pilota sopra il ’54 e a due decimi da Pol), con Takaaki Nakagami 14°. 18° Stefan Bradl.

L’unico marchio che non è riuscito a piazzarsi in top ten è KTM, parecchio deludente soprattutto sul giro secco. Miguel Oliveira ha tentato di usare un treno di gomme morbide per avvicinare la testa, ma il secondo e passa rimediato dai tempi fatti dagli avversari con pneumatici usati sono un chiaro segno di difficoltà. Le RC16 occupano le posizioni dalla 16a alla 21a, con Brad Binder miglior pilota della Casa austriaca seguito da Oliveira (19°), Petrucci (20°) e Lecuona.

Nella Moto2 la lotta per il primo posto è stata un confronto a due tra i due favoriti della vigilia, Marco Bezzecchi e Sam Lowes. Rispetto alla FP1 i ruoli si sono invertiti, con l’inglese stavolta più veloce e unico pilota in classifica capace di scendere sotto il muro dell’1:59, grazie al suo tempo di 1:58.959. Un decimo di ritardo per “Bez”, mentre a imporsi al terzo posto è Joe Roberts, finalmente nelle posizioni più di rilievo sia per sé che per il team Italtrans. Medaglia di legno per Xavi Vierge, mentre al quinto posto troviamo Remy Gardner sulla moto del team Ajo.

Come per la MotoGP, questa FP2 potrebbe esser stata determinante per decidere chi si sfiderà nella Q1 di domani e chi invece balzerà direttamente in Q2. Tra gli ingressi troviamo Nicolò Bulega con la moto del team Gresini, Raúl Fernández sulla seconda Kalex KTM Ajo e anche il secondo pilota Petronas Sprinta Jake Dixon, mentre con alta probabilità partiranno dalla Q1 alcuni nomi grossi quali Fabio Di Giannantonio, Celestino Vietti, Albert Arenas, Ai Ogura e Augusto Fernández. Positiva la prova di Tony Arbolino, col 12° tempo e quindi virtualmente in Q2.

La Moto3 è stata la prima a girare e sin da questo turno si è compresa l’abissale differenza di tempi che ci sarebbe state tra FP1 e FP2. Il miglior tempo è andato a Kaito Toba, furbo a utilizzare il traino e la scia fornita da altri tre piloti davanti a sé per girare in 2:04.839. Jaume Masia si è classificato secondo a 0”042 dal pilota che ha sostituito in Ajo, con Gabriel Rodrigo terzo sulla prima Honda.

Stupisce il marchio GasGas che piazza Sergio García in quarta posizione, mentre è decisamente peggiore la situazione di Izan Guevara, 20° e caduto nei minuti finali. La sua scivolata ha impedito miglioramenti nei minuti finali e ciò ha svantaggiato diversi protagonisti, quali Darryn Binder, Romano Fenati, Xavier Artigas e Tatsuki Suzuki. Entrato invece per il rotto della cuffia Pedro Acosta, dopo che aveva primeggiato al mattino.

A domani con la FP3, che sulla carta non varierà le combinate delle tre classi ma potrebbe essere comunque utile per scovare dati tecnici rilevanti.

Qui i risultati della FP2, lo storico dei tempi e la combinata del venerdì.

Fonte immagine: ducati.com

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Alyoska Costantino
Sono Alyoska Costantino, per gli amici Aly. Ed è da quando avevo 6 anni che ho cominciato a vedere in televisione auto e motociclette sfrecciare a 300 km/h sui circuiti più belli di sempre. Weekend dopo weekend aumento la mia affinità col Motorsport, magari anche con categorie nuove da scoprire, specialmente con le due ruote che stanno diventando il mio pane. Pronto a dirvi le mie opinioni e ascoltare le vostre.

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