MotoGP | Valentino Rossi sul 2020 e sul suo futuro: “Per il rinnovo dobbiamo migliorare”

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di Alyoska Costantino @AlyxF1
23 Dicembre 2019 - 20:57
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Nonostante il nuovo anno sia alle porte e l’apertura del Motomondiale 2020 in Qatar disti pochi mesi, lo sguardo di molti è già proiettato al 2021, anno in cui molte cose potrebbero cambiare nel panorama piloti e nelle squadre, ufficiali e non, presenti in MotoGP. Il dubbio più grosso rimane sicuramente quello riguardante Valentino Rossi: il nove volte iridato nel 2020 giungerà al suo ultimo anno di contratto con Yamaha e, dopo aver superato la soglia dei quarant’anni, potrebbe pensare di appendere il casco al chiodo. Il condizionale è però d’obbligo, poiché è ben conosciuta la voglia di correre del “Dottore”, oltre che la sua importanza in termini d’immagine e sponsor sia per il team Yamaha Factory, sia per Dorna Sports.

In un’intervista successiva alla 12 Ore di Abu Dhabi a cui Rossi ha partecipato con una Ferrari 488 GT3, nell’equipaggio formato anche dal fratellastro Luca Marini e dall’amico Alessio “Uccio” Salucci, il pesarese ha confessato quali sono i suoi obiettivi per il 2020 ma soprattutto il suo pensiero in ottica rinnovo: “Il prossimo anno sarà cruciale. Alla fine del 2020 il mio contratto terminerà, perciò sfortunatamente presto dovrò decidere cosa fare, se continuare o meno. Logicamente, la mia decisione di continuare o no dipenderà molto dai risultati. Abbiamo effettuato dei cambiamenti nel team, quindi vedremo se saremo capaci di essere più competitivi e veloci. Per rinnovare dobbiamo essere più forti di quanto lo siamo stati quest’anno. Se non sarà così, meglio non rinnovare”.

Rossi ha anche parlato del possibile arrivo di Jorge Lorenzo come tester al posto di Jonas Folger: “Se fosse tornato sulla M1 sarebbe andato di nuovo forte. Il problema è che vuole molti soldi e per Yamaha al momento è un po’ difficile. Mi piacerebbe molto avere Lorenzo come tester perché è un pilota molto veloce e potrebbe aiutarci”.

L’annata 2019 era iniziata sotto i migliori auspici per Rossi, con due secondi posti e altre due top five nelle prime cinque gare, ma proprio dal Gran Premio di casa al Mugello la situazione si è incrinata, con ben tre ritiri consecutivi che gli hanno fatto perdere il gancio dalle prime posizioni della graduatoria. Il #46 non vince dal Gran Premio d’Olanda di due anni fa e questo digiuno è il più lungo della sua ventennale carriera in classe regina, anche più lungo rispetto a quello del periodo Ducati (Rossi non vince da 47 gare, mentre tra Malesia 2010 e Assen 2013 furono, ironicamente, 46 le domeniche di digiuno). Come detto da lui stesso senza troppi fronzoli, l’obiettivo è cercare di recuperare la velocità persa dal 2018, altrimenti a fine 2020 potremmo assistere al ritiro di uno dei più grandi fenomeni dell’intera storia delle due ruote.

Fonte immagine: motogp.com