MotoGP | Test Valencia fine 2022, sintesi finale della singola giornata

di Alyoska Costantino @AlyxF1
8 Novembre 2022 - 20:29

Luca Marini chiude al comando i primi test in vista del 2023, bene il team VR46 con Bezzecchi terzo. Oliveira stupisce sull’Aprilia, Bastianini e Bagnaia decimo e 12°.


Dopo una lunghissima giornata di prove prolungatasi fino alle 17:30, i test della MotoGP a Valencia successivi al GP della Comunità Valenciana 2022 sono terminati. Innumerevoli le novità, soprattutto aerodinamiche, sperimentate dalle varie Case ed il bilancio finale è molto favorevole ai marchi italiani. 

A comandare la sessione al suo termine è stato Luca Marini, in sella alla Ducati Desmosedici GP22 del team VR46. Questa è la moto che la squadra di Valentino Rossi e gestita da Alessio Salucci utilizzerà per entrambi i propri piloti e si tratterà di un ottimo punto di partenza vista la competitività del mezzo. Il “Maro” ha girato in 1:30.032, avvicinandosi moltissimo ai riferimenti della qualifica di quest’anno e completando ben 76 giri. 

Il suo compagno Marco Bezzecchi è stato in pista per leggermente più tempo con 78, fermandosi al terzo posto e con ora a disposizione una GP22 fatta e finita. Per “Bez” il 2023 rappresenterà un’occasione d’oro per competere ad armi pari col fratellastro di Rossi, dopo esser stato battuto di nove punti nella classifica di quest’anno.

In mezzo ai due compare la prima Aprilia, la #12 del team ufficiale guidata da Maverick VIñales. Dopo il primato di metà giornata, “Top Gun”, come spesso fa nei test, ha comunque spinto accumulando giri veloci, per un totale di 89 tornate e con un tempo di 0”2 più lento di quello di Marini. Il suo compagno Aleix Espargaró si è focalizzato sul migliorare le partenze e per prendere confidenza con la frizione in carbonio già testata da Lorenzo Savadori; il quarto classificato del 2022, alla fine, si è piazzato al quinto posto.

La grande soddisfazione in casa Aprilia l’ha però fornita il nuovo arrivato nel team RNF, Miguel Oliveira. Il portoghese si è sposato benissimo alla RS-GP e questa prima uscita al Ricardo Tormo ha fatto scalpore, chiusa al quarto posto in 1:30.3 e dopo una notevole sequenza di giri in 1:31 basso. Raúl Fernández, sulla seconda Aprilia gestita da Razlan Razali, è solo 21°, seppur con un bel gruzzolo di giri all’attivo (78). 

Il filotto di moto italiane prosegue con Fabio Di Giannantonio, anche lui dotato di una Ducati GP22. “Diggia” è spuntato nei minuti finali della sessione durante il suo time attack, riportando un po’ l’attenzione su di sé essendoci stato il debutto nel team Gresini di Álex Márquez, 15° a fine giornata. 

Il cambio di casacca sicuramente più atteso è stato quello di Enea Bastianini, che proprio dalla squadra di Nadia Padovani è passato al team ufficiale Lenovo. L’epilogo della sessione non è stato dei migliori per la “Bestia” essendo incappato in una caduta in curva 6 senza conseguenze, ma il primo approccio nella squadra in rosso è stato generalmente positivo col raggiungimento della top ten.

Sia Bastianini che il campione del mondo Francesco Bagnaia hanno provato una nuova versione della carena Ducati, rinnovata soprattutto nelle pance laterali ispirate a scuola Aprilia; oltre ciò, è stato testato il nuovo motore, più dolce nell’erogazione. Pecco ha terminato la sessione al 12° posto e non è stato tra i più attivi in pista, ma ha preferito muoversi un passo alla volta completando tutto il programma previsto. A dividere i due compagni (e potenziali rivali) c’è Johann Zarco sulla Ducati Prima Pramac, mentre Jorge Martín occupa l’ottavo posto.

La prima moto non italiana in classifica è la KTM di Brad Binder, settimo in 1:30.4 con oltre 60 giri all’attivo e delle prove con un nuovo tubo di scarico laterale. Anche il lavoro sull’aerodinamica della carena della RC 16 è stato massiccio da parte della Casa di Mattighofen (con una presa d’aria frontale ulteriormente maggiorata), ma la sessione, soprattutto per il team Red Bull, non è filata liscia come l’olio. 

Ne sa qualcosa Jack Miller, che dopo una brusca frenata in curva 1 si è ritrovato col parafango posteriore divelto ed un taglio, causato da esso, sulla gomma posteriore. L’australiano è solo 17° al termine di questo primo giorno in tuta arancione, ma con un numero di passaggi maggiore rispetto al sudafricano (70 a 63).

Dopo l’entusiasmo della mattinata, Pol Espargaró è stato ridotto a più miti consigli nel pomeriggio in termini di risultati, essendo sceso al 16° posto sulla GasGas del team Tech3. Il suo nuovo compagno, Augusto Fernández Guerra, giunge da campione del mondo Moto2 ma ha chiuso al 22° e penultimo posto, anche se l’1:31.7 fatto è un buon benchmark per cominciare.

A navigare in acque turbolente, incredibilmente, sono i marchi giapponesi Yamaha ed Honda. Fabio Quartararo da una parte e Marc Márquez dall’altra non hanno risparmiato critiche in merito alla pochezza di novità e migliorie avute per questo test ed il gap dalla Ducati risulta ancora ampio. 

Partendo dalla Casa dei Tre Diapason, Quartararo è tornato ad avere pareri più freddini in merito al nuovo motore già provato a Misano ed il massiccio lavoro sull’aerodinamica (all’anteriore con una carena ben più “corazzata” e vagamente simile a quella della Yamaha R1 nella forma della presa d’aria, al posteriore l’introduzione delle alette a stegosauro) e sul telaio non ha portato miglioramenti evidenti. 

Yamaha ha comunque testato anche una seconda versione del telaio ed un’aerodinamica più consona, ma il team di Iwata dovrà far fronte all’assenza di un team satellite, cosa mai successagli prima in top class e che potrebbe rendere lo sviluppo della moto più lento. Quartararo è nono a fine giornata col maggior numero di giri (92), mentre il compagno di box Franco Morbidelli è 14°.

Ancora più duro a parole Marc Márquez nei confronti di Honda, avendo dichiarato a chiare lettere che gli attuali progressi non sono sufficienti al team Repsol per lottare per il mondiale. Il #93 ha riscontrato dei miglioramenti in ingresso curva, ma la moto continua a rimanere complicata ed il 13° tempo ottenuto alle spalle di Bagnaia ne è una prova.

C’è stato molto interesse attorno al debutto di Joan Mir, che ha sfruttato la sessione fino agli ultimi minuti per conoscere la RC213V. Sia Mir che il suo compagno di squadra hanno avuto a disposizione lo stesso materiale da provare ed il #36 ha concluso 18°, in testa ad un terzetto di Honda composto anche da Takaaki Nakagami e dall’ex-compagno in Suzuki Álex Rins. 

Sarà cruciale, nel team interno HRC, la collaborazione per una crescita equilibrata della moto, cosa che appare difficile sin da subito considerando i noti dissapori tra i due spagnoli del team Repsol.

Cala dunque il sipario sui test MotoGP e sulla pista di Ricardo Tormo a Valencia. Ora ci sarà una lunga attesa di tre mesi prima di rivedere i prototipi da 1000cc in azione a Sepang per i primi test del 2023, ma il lavoro nelle fabbriche sarà senza sosta già durante quest’inverno. 

Qui i risultati della sessione. 

Fonte immagine: flickr.com