MotoGP | Test Sepang pre-2024, sintesi della seconda giornata

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Tempo di lettura: 5 minuti
di Alyoska Costantino @AlyxF1
7 Febbraio 2024 - 19:55
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Enea Bastianini il più veloce in giornata e già sotto il record MotoGP datato 2023, Martín lo segue ruota con Binder terzo.


Due delle tre giornate di test comuni previste a Sepang per i piloti MotoGP sono già andate in archivio. Al termine di questo mercoledì abbiamo avuto già delle modifiche interessanti alla classifica dei tempi vista ieri, ma soprattutto un miglioramento dei cronometrici significativo.

Il migliore l’ha ottenuto il vincitore del Gran Premio della Malesia del 2023, Enea Bastianini: l’alfiere del team Ducati Lenovo, già convincente al martedì, ha compiuto un balzo in avanti in classifica girando in 1:57.134. Tradotto, la “Bestia” ha già abbattuto di ben 0″3 il record sul giro secco realizzato dal compagno Francesco Bagnaia pochi mesi fa, in 1:57.491.

Parlando del campione del mondo in carica, dopo una prima giornata in cui parte del programma è saltato dopo la scivolata in curva 11, egli si è rifatto questa mattina girando a sua volta sotto il proprio record ufficiale e senza particolari intoppi. Pecco ed Enea, insieme al secondo classificato di giornata Jorge Martín, hanno pareri concordanti sull’approvare il nuovo propulsore per il 2024.

Delle altre quattro Ducati clienti in pista, l’unica a non essere nei dieci è proprio quella del tanto atteso Marc Márquez, il quale ha preferito concentrarsi su una simulazione di gara breve piuttosto che sulla ricerca della performance in un time attack (come il fratello Álex). Il #93 è stato lo stakanovista di giornata, con 72 passaggi completati ed il 14° tempo finale.

Con Álex settimo sulla seconda Desmosedici di Gresini, resta da analizzare il lavoro del team VR46 Pertamina Enduro, con Fabio Di Giannantonio ottimo sesto e primo pilota sopra il record della pista ufficiale. Il suo compagno Marco Bezzecchi, incappato in una caduta, è nono.

A cercare di rompere le uova nel paniere Ducati è stato Brad Binder sulla prima KTM. Il sudafricano ha proseguito il lavoro sia sulla vecchia carena in configurazione simil-2023 che sulla nuova con la presa d’aria più ristretta, usata sia da Dani Pedrosa durante lo Shakedown di settimana scorsa che dal compagno Jack Miller.

Sulla moto di “Jackass” è anche comparsa nuovamente la mini-ala sul parafango, ma l’australiano ha ottenuto solo il 15° tempo a 1″1 dalla vetta. Augusto Fernández è anche più staccato, 20° a 1″7 da Bastianini.

Dulcis in fundo, i progressi di Pedro Acosta sulla GasGas #31 sono continuati a ritmo costante: rispetto al sorprendente secondo posto di ieri, il bicampione del mondo ha perso qualche posizione chiudendo ottavo, ma è comunque riuscito a scendere per la prima volta sotto il ’58. Anche per Pedro una caduta innocua, in curva 9.

Ad inserirsi in questo duetto Ducati-KTM c’è stato Aleix Espargaró. Il fratello di Pol, con l’unica Aprilia RS-GP in top ten, si è aggiudicato il quarto posto ad appena 0″3 dalla Ducati #23 in testa, testando nuovamente il codone in stile Batmobile ed il conseguente diffusore che tanto ha destato scalpore ieri.

Il suo compagno Maverick Viñales, al contrario, è stato rallentato da dei problemi di aderenza al posteriore e non è andato oltre ad un 18° posto nella lista dei tempi odierna, davanti al terzo pilota Aprilia Miguel Oliveira, unico titolare di Trackhouse Racing rimasto visto l’incidente capitato ieri a Raúl Fernández.

Curiosamente, i tre alfieri della Casa di Noale si sono ritrovati in pista insieme nelle ore più calde, una scelta programmata per capire se i problemi di surriscaldamento patiti in alcune gare del 2023 (quali Thailandia, Indonesia ed appunto Malesia) sono stati risolti. In pista si è comunque vista una quarta RS-GP, affidata a Lorenzo Savadori in sostituzione di Raúl.

Come ieri, Honda ha occupato l’ultimo posto in top ten, stavolta col pilota del team factory Repsol Joan Mir. Il campione del mondo 2020 ha migliorato sensibilmente i cronometrici dello scorso anno di ben 0″6, segno di una RC213V che, almeno sul lato dello sviluppo, si sta muovendo nel verso giusto; il terreno è ancora parecchio da recuperare però, col maiorchino staccato 0″7 ed autore di soli 39 giri.

Johann Zarco, primo pilota del duo LCR, occupa la 12a posizione, mentre Luca Marini, 17°, ha concluso subito alle spalle di Takaaki Nakagami ma concentrandosi sul passo gara, che si è stabilizzato sul ’59. I quattro piloti Honda hanno usato tutti la strana configurazione ibrida del codone, segno che sarà probabilmente questa la soluzione che vedremo in Qatar al primo round.

Il confronto tra i due marchi giapponesi, Honda appunto e Yamaha, per il momento appare piuttosto equilibrato: oggi Fabio Quartararo ha mancato di appena 0″016 la top ten a vantaggio di Mir ed è stato stretto nel panino delle due RC213V guidate dallo spagnolo e dal connazionale Zarco.

Álex Rins è due posizioni più indietro rispetto ad “El Diablo” ed entrambi i piloti sembrerebbero aver concordato sul pacchetto aerodinamico da usare, ovvero quello più scarico e privo della bombatura utile per riprodurre l’effetto suolo. Cal Crutchlow, anche lui in pista in veste di tester, ha invece provato elementi aerodinamici più vecchi, forse a mo’ di confronto diretto coi due titolari.

Qui in risultati del mercoledì. Con in archivio la seconda giornata, resta da attendere domani, per quello che sarà l’ultimo giorno di prove collettive prima di partire per il Medioriente, destinazione Qatar.

Fonte immagine: Twitter / Ducati Corse

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