MotoGP | Test Misano 2019, sintesi delle due giornate

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Test Misano 2019, sintesi delle due giornate

Fabio Quartararo già vicino al record della pista, grosse innovazioni in casa Yamaha. Bene Ducati di 31 Agosto 2019, 09:00

A due settimane e poco più dal Gran Premio di San Marino e della Riviera di Rimini 2019, i piloti della MotoGP sono stati impegnati in dei nuovi test sia in vista del GP in questione, sia in preparazione ai nuovi mezzi che vedremo nel 2020. A comandare la classifica di entrambe le giornate, dopo esser rimasto tra i primi tre costantemente, è stato Fabio Quartararo, già a soli dieci millesimi dal record della pista romagnola, in 1:31.693. Ottime sessioni anche per il secondo pilota del Petronas SRT, ovvero Franco Morbidelli che ha chiuso terzo assoluto e con un distacco dal compagno di sei decimi. I due hanno completato una settantina di giri a testa quest’oggi, mentre giovedì “El Diablo” è stato persino capace di raggiungere il traguardo dei 100 giri, contro gli 85 dell’italo-brasiliano.

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In questi giorni l’impegno di casa Yamaha è stato ad altissimi livelli, testimoniati anche dal quarto e sesto posto conclusivo con Rossi davanti a Viñales. Sulle M1 con colorazione Monster Energy sono apparse un gran numero di novità: dal doppio scarico sulla moto di “Top Gun” all’atteso forcellone in carbonio, fino a delle modifiche all’anteriore con un disco freno in carbonio e anche una copertura sulla ruota anteriore, simile a quella portata da Ducati quest’anno. Chissà se avere ben quattro M1 nelle posizioni di testa sarà di buon auspicio per il Gran Premio di metà settembre della Yamaha.

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La Ducati è riuscita a inserirsi, con alcuni dei suoi alfieri, in mezzo alle Yamaha. L’unico turno non andato a Quartararo se l’è aggiudicato Jack Miller, che per dei problemi con la moto principale non ha però potuto svolgere il quarto e ultimo turno. Alla fine il suo tempo al mattino gli ha dato un quinto posto, ma il primo ducatista è Danilo Petrucci, secondo finale e che sta portando avanti il lavoro sull’aerodinamica della moto 2020, insieme a Michele Pirro (15° e al lavoro anche sulla ciclistica). E’ tornato in pista anche Andrea Dovizioso dopo l’incidente di Silverstone e la preoccupante perdita di memoria momentanea, piazzandosi 17° finale con solo tre turni svolti e 117 passaggi totali; buon lavoro anche di Pecco Bagnaia sulla moto vecchia, in settima posizione finale.

Come al solito, Honda non ha lasciato nulla al caso, preoccupandosi di portare addirittura tre moto per Marc Márquez, due con colorazione Repsol e una senza colorazioni. Alla fine il campione del mondo spagnolo ha chiuso in top ten, mentre il primo degli hondisti è stato Takaaki Nakagami per il team LCR, i n ottava posizione. Anche Cal Crutchlow ha usufruito della moto color carbonio, lavorando in accoppiata con “MM93” e con Stefan Bradl, presente a questi test. Jorge Lorenzo invece ha disputato solo il primo turno, accusando un infiammazione alla schiena ancora acciaccata dall’incidente di Assen.

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Ben più attivo un altro rientrante da un infortunio, Joan Mir sulla Suzuki che si è piazzato 11° a un decimo da Marc Márquez nell’ultimo turno disponibile, e divenuto primo tra i piloti sopra il muro dell’1:33. Il rookie si è detto carico per il weekend che sta per arrivare e ne è una dimostrazione anche questo risultato, ottenuto davanti al compagno di squadra Álex Rins. Il vincitore dell’ultima gara, 13° finale, è stato comunque più attivo in termini di tempo speso in pista, con 71 giri completati venerdì contro gli appena 41 di Mir.

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Ancor più sorprendente ciò che è successo in casa KTM: pur considerando la poca affidabilità di questi tempi, fa comunque impressione (e sorridere) vedere Daniel Pedrosa primo dei piloti in arancione, capace persino di entrare in top ten al venerdì mattina. Anche per il “Camomillo” solo tre turni disputati per un totale di 96 giri percorsi e di un 16° posto finale, mentre il suo compagno nel team Ajo, Pol Espargaró, si è fermato a poco più di un decimo da lui. Gli altri due piloti di punta della Casa di Mattighofen non hanno invece girato granché: dopo appena due giri al giovedì mattina, Miguel Oliveira non è riuscito a reggere il dolore postumo allo scontro di Silverstone, causato proprio da Johann Zarco che, oltre a un settimo posto al giovedì pomeriggio, non ha fatto granché, non girando nelle due sessioni di oggi.

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Infine il capitolo Aprilia, che sul piano dei tempi ha saputo soddisfare i propri piloti portando Aleix Espargaró al nono posto (scattato di 1.2 secondi dal leader Quartararo) e Andrea Iannone al 14° (a ulteriori quattro decimi). Lo spagnolo ha però pagato ben due cadute che hanno azzoppato il suo lavoro, mentre Iannone, così come Aleix stesso, ha ammesso di star lavorando per il progetto “RS-GP 2020”. Nemmeno il numero di giri compiuti da “TheManiac” è stato però altissimo, con 53 passaggi al giovedì e 61 al venerdì.

Qui i risultati delle sessioni e la classifica combinata.

Fonte immagine: Twitter / MotoGP



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