MotoGP | Test Mandalika inizio 2022, sintesi della prima giornata

I fratelli Espargaró conducono la prima giornata di test in Indonesia, Pol davanti ad Aleix. Sei marchi nelle prime sei posizioni, solo 22° Bagnaia.


Il primo approccio dei piloti MotoGP al Mandalika Street Circuit, tracciato che debutterà quest’anno nel calendario 2022 del Motomondiale, ha lasciato molta gente spiazzata non solo per le condizioni atmosferiche sempre problematiche qui in Indonesia, ma soprattutto per quelle del tracciato. Lo sporco e la polvere l’hanno fatta da padrone, tanto da far assomigliare il tracciato del distretto di Kuta più ad una pista da dirt track che ad un autodromo di gare su asfalto.

Nonostante questo, il lavoro di team e piloti è proceduto ininterrottamente e l’equilibrio già visto durante le prove di Sepang si è ripresentato in questa prima giornata al Mandalika. A comandare la prima sessione è stato Pol Espargaró su Honda RC213V Repsol in 1:32.466, giro veloce fatto al penultimo tentativo e che gli ha permesso di guadagnare un mezzo secondo abbondante sugli inseguitori più diretti. Per fare un confronto, la Superpole di Toprak Razgatlıoğlu registrata nel GP d’Indonesia della SBK lo scorso novembre è stata già ampiamente battuta di 0”4, con condizioni d’asfalto per giunta peggiori.

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Honda è riuscita a stare in testa anche nella prima metà della sessione, quando il bagnato ha costretto i commissari di percorso ad esporre la bandiera rossa e a pulire la pista. In quel momento era Marc Márquez il più veloce, ma il pilota di Cervera è poi sceso in classifica fino al 17° posto. Davanti a lui anche i piloti LCR, Takaaki Nakagami (11°, ultimo dei piloti entro il secondo di distacco da Pol Espargaró) ed Álex Márquez (15°).

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Nonostante le novità maggiori siano state testate a Sepang, Aprilia ha continuato a provare su un nuovo telaio nella speranza di limare ancora il gap dalle principali forze in campo. Aleix Espargaró completa l’uno-due dei fratelli spagnoli grazie al secondo posto di giornata, mentre Maverick Viñales è settimo a 0”6. Entrambi i piloti hanno completato circa una sessantina di giri a testa.

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Dopo una due giorni malese che non aveva fatto ben sperare, Brad Binder è riuscito a riportare in alto la KTM RC16, sfruttando anche le condizioni di pista che forse hanno pure favorito i tempi sul giro del sudafricano in confronto agli avversari. Il #33 è terzo e staccato di soli 0”006 da Aleix, mentre il suo compagno Miguel Oliveira per il momento rimane nelle retrovie col 16° tempo. Hanno fatto parecchio impressione le foto delle moto rientrate ai box del team Red Bull, completamente sporche di polvere e sporco dopo una manciata di giri.

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Anche i rookie del team Tech3 non stanno avendo vita facile, nonostante le premesse interessanti. Raúl Fernández è 19°, mentre il campione del mondo della Moto2 Remy Gardner rimane a fondo classifica con un distacco superiore a 2”. Il figlio d’arte ha sì completato ben 64 giri, ma questo ritardo fa sospettare che l’infortunio al polso lo stia ancora rallentando.

https://twitter.com/Tech3Racing/status/1492155722653913088

Quarta posizione per la prima delle due Suzuki, la #42 di Álex Rins. Il catalano è il primo dei piloti sopra il muro del ’33 ed ha portato in cascina parecchi dati per la squadra Ecstar concludendo 72 passaggi, mentre il suo compagno Joan Mir occupa a sua volta la top ten ed è ottavo, a 0”7 da “Polyccio”. Qualche giro in meno per il campione 2020, a quota 58.

L’alternanza tra i marchi prosegue con la Yamaha ed il secondo pilota più attivo quest’oggi. Fabio Quartararo continua ad essere il riferimento della Casa dei Tre Diapason ed il suo 1:33.1 gli permette comunque di stare a ridosso dei primi e davanti ad alcuni dei suoi principali avversari alla corona iridata. Continua invece il calvario di Franco Morbidelli per il momento, staccato un secondo pieno dalla testa ed in 12a posizione.

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Tuttavia, dove fallisce “Franky”, ci pensa l’altro yamahista italiano a metterci una pezza. Sono infatti due le M1 nelle prime dieci posizioni con la nona piazza di Andrea Dovizioso, il quale non si era detto molto convinto delle potenzialità della sua moto in Malesia ma che oggi, complice anche le condizioni miste, è stato capace di rimettersi nelle posizioni che contano. Penultimo Darryn Binder, a 2”.

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Ducati è l’ultima delle Case ad apparire con Jack Miller come principale portabandiera, avendo ottenuto il sesto posto di giornata a pochi millesimi da Quartararo e con 0”033 di vantaggio su Viñales. “Jackass” ha anche staccato il secondo ducatista Jorge Martín al decimo posto, ma è il 22° piazzamento di Francesco Bagnaia a stridere alla fine di questa giornata, a cui si è aggiunta anche una caduta.

https://twitter.com/ducaticorse/status/1492122718493454340

Tuttavia, rimane ottimismo in seno alla squadra Ducati Corse. Il torinese, oltre ad esser stato parecchio attivo con 75 passaggi, non ha sfruttato le gomme morbide ed è probabile che già domani, se dovesse montare le Soft, potrebbe tornare prepotentemente nelle prime posizioni. Ancor più attivo Johann Zarco, 13° ma col record di giri compiuti oggi (96).

Non è stata una giornata facile per i debuttanti, alle prese con condizioni di pista quasi paradossali ed un layout completamente nuovo, il tutto su moto di cui ancora non conoscono il reale potenziale. Fabio Di Giannantonio si è però tolto la soddisfazione d’essere il migliore dei rookie col 14° tempo sulla Ducati Gresini, precedendo anche Enea Bastianini il quale, dopo il primato di Sepang, è rimasto nascosto nell’ombra.

https://twitter.com/FabioDiggia49/status/1492111300150939651

Uno dietro l’altro i piloti Mooney VR46, con Luca Marini 20° e Marco Bezzecchi 21°. Il distacco fra i due è parecchio risicato e sul filo dei millesimi, ma la prima posizione dell’Espargaró più giovane dista 1”7.

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Si è conclusa così la prima sessione di test al Mandalika per la MotoGP. Domani si proseguirà, nella speranza che il tracciato non presenti gli stessi problemi di sporco visti quest’oggi.

Qui i risultati della sessione e l’analisi dei tempi fatti.

Fonte immagine: hondaracingcorporation.com

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