MotoGP | Test Jerez de la Frontera pre-2022, sintesi della prima giornata

Nakagami in testa nella prima sessione davanti a Zarco e Bastianini. Viñales quinto sull’Aprilia, già scintille nel box Tech3.


L’alba sulla stagione 2022 del Motomondiale e della MotoGP nello specifico sta per palesarsi e le prime luci della nuova annata sono apparse in questa prima giornata di test invernali, svolta a Jerez de la Frontera. Tutte le squadre iscritte al prossimo campionato si sono recate in Andalusa dopo il GP della Comunità Valenciana corso domenica scorsa.

La prima di due giornate di test ha visto il miglior tempo di Takaaki Nakagami su Honda. Il giapponese del team LCR ha girato in 1:37.313 e questo risultato è un’ulteriore riprova dell’impegno che HRC ha profuso nel preparare queste prove, essenziali per i miglioramenti al pacchetto della RC213V. Il motore, l’aerodinamica, la presa d’aria anteriore e persino la posizione del tubo di scappamento sotto il codone sono le principali novità della moto vista quest’oggi.

E’ sceso in pista anche Pol Espargaró il quale, dopo la brutta scivolata nel sabato di Valencia, ha fatto il suo rientro in questi test girando in 1:38.165 ed occupando la 13a posizione. Dei tre hondisti apparsi sul tracciato quest’oggi “Polyccio” è stato quello con meno giri all’attivo (45 giri contro i 68 di Nakagami e i 75 di Álex Márquez), ma è riuscito a mettersi davanti al secondo pilota LCR. L’Espargaró più giovane è stato anche l’unico pilota Repsol a scendere in pista, vista l’assenza per i problemi alla vista di Marc Márquez ed il primo giorno saltato da Stefan Bradl.

All’inseguimento di Nakagami troviamo ben tre Ducati, come ulteriore conferma del livello tecnico che le Desmosedici hanno raggiunto sul finale del 2021. Johann Zarco è il primo dei ducatisti sulla sua moto Pramac in 1:37.356, ovvero a poco più di quattro centesimi dal #30.

Seguono i primi due italiani in classifica, Enea Bastianini e Francesco Bagnaia. Il primo assaggio della “Bestia” sulla Ducati GP21 del rientrante team Gresini è stato molto positivo (nonostante un numero di giri piuttosto basso rispetto alla concorrenza, 51), mentre Pecco è il primo dei piloti totalmente factory, a 0”1 dalla testa della classifica. Il suo compagno Jack Miller, reduce dal terzo posto di Valencia, è ottavo.

Essendo aumentate ad otto le Ducati presenti in griglia, il capitolo dei rookie si apre proprio con la Casa di Borgo Panigale. Fabio Di Giannantonio, sulla seconda Ducati del team Gresini, è 22° a 2”3 dalla testa, dopo aver segnato il proprio 1:39.6 di riferimento nel 48° ed ultimo giro disponibile. Marco Bezzecchi, sulla GP21 del team VR46, è invece 25° ad un ulteriore secondo.

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La sorpresa di questa prima sessione è stata probabilmente Maverick Viñales sull’Aprilia del reparto Racing interno; come spesso successo in Yamaha, Viñales punta a spingere al limite nelle prove collettive ed il quinto posto raggiunto ne è la prova. I 0”3 rimediati da “Top Gun” in questa giornata fanno ben sperare per un ulteriore crescita nella sessione del venerdì, mentre Aleix Espargaró, suo compagno di squadra, ha 0”9 di distacco da Nakagami ed è 15°. Entrambi hanno superato i 70 giri percorsi, al contrario di Lorenzo Savadori che ne ha completati solo 34 a causa di una caduta in curva 1.

Come novità, i piloti titolari hanno utilizzato una nuova appendice a baffo all’anteriore, più corta ma pronunciata rispetto a quella della moto usata quest’anno. Nessuno dei tre piloti ha però usato il prototipo del motore 2022.

MotoGP | Test Jerez de la Frontera pre-2022, sintesi della prima giornata

Suzuki vive una situazione similare a quella Aprilia, con Álex Rins sesto e Joan Mir più staccato in 14a posizione. Sin da questa prima giornata la Casa di Hamamatsu, forte anche dei tester Sylvain Guintoli e Takuya Tsuda, dovrà cercare di ritrovare competitività per la GSX-RR, in modo da tornare in lizza per la corona iridata 2022. Anche i due spagnoli hanno superato la settantina di passaggi, col #42 addirittura a quota 76; un numero ottimale per testare il nuovo motore, che sembrerebbe aver dato un primo e tanto agognato aumento della cavalleria. L’ex-campione SBK ha invece provato un nuovo telaio, una nuova copertura del serbatoio ed il nuovo forcellone.

C’è chi invece quest’oggi si è fatto notare maggiormente per quanto detto ai microfoni, più che per l’azione in pista. Fabio Quartararo rappresenta a pieno questa casistica: dopo aver terminato nono questo giovedì, il campione del mondo si è sfogato ai microfoni di alcune testate giornalistiche (tra cui Motorsport.com), dicendo che la moto provata quest’oggi (identica a quella dei test di Misano) non ha fatto progressi rispetto agli ultimi test; questo potrebbe mettere seri dubbi sulla permanenza di “El Diablo” nel team Monster Energy, poiché ha dichiarato che non firmerà dei rinnovi contrattuali fino a che non noterà delle evoluzioni sulla M1.

Questo “ultimatum” sotto mentite spoglie non è stato condiviso da Franco Morbidelli, settimo al termine di questa prima giornata con mezzo secondo di ritardo dai primi. Primo test cruciale anche per Andrea Dovizioso, 18° a poco più di un secondo da Nakagami sulla Yamaha M1 2021, che ha preso in mano per la prima volta dopo aver corso l’ultima parte di stagione con la moto 2019. Infine, questo giovedì ha segnato anche il battesimo del fuoco di Darryn Binder, per la prima volta su una MotoGP dopo il tanto discusso passaggio dalla Moto3; il sudafricano si è classificato all’ultimo posto, con oltre quattro secondi di ritardo.

Parlando dei Binder, Brad ha concluso la top ten con la prima KTM in classifica. Il #33 ha distanziato di 0”3 il compagno Miguel Oliveira ed i due piloti della squadra Red Bull sono scesi in pista col nuovo pacchetto aerodinamico della RC16, già visto a Misano Adriatico per la prima volta. L’ha testato anche Mika Kallio, il quale è stato il pilota con più giri completati (79); il suo collega tester Daniel Pedrosa scenderà in pista domani.

Anche la nuova coppia Tech3 Racing, formata da Remy Gardner e Raúl Fernández, ha affrontato la propria prima giornata di lavoro sulle MotoGP, ma così come Quartararo i due compagni-rivali del team Ajo si sono fatti notare più fuori dalla pista che dentro. Hanno fatto scalpore le dichiarazioni al vetriolo dei due, con Fernández autoproclamatosi il “campione morale della Moto2” per aver lottato in condizioni impari rispetto all’australiano, il quale ha bollato queste dichiarazioni del #25 come sciocchezze. Non di certo la maniera migliore per cominciare un rapporto di lavoro, specie da debuttanti in un team con l’assoluto bisogno di risultati.

Qui i risultati della prima giornata e l’analisi dei passi gara visti.

Fonte immagine: motogp.com

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