MotoGP | Test IRTA Misano 2020, sintesi della giornata di ieri

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Maverick Viñales a un passo dal record, testato un nuovo tubo di scappamento in casa Yamaha. Fiducia in casa Ducati, solo mezza giornata fatta per Dovizioso e l’infortunato Bagnaia. Novità anche in Aprilia.


Nella giornata di ieri si è svolta una sessione di test ufficiali MotoGP sulla pista di Misano Adriatico, luogo dove si è svolto il Gran Premio di San Marino e della Riviera di Rimini settimana scorsa e dove si svolgerà il GP dell’Emilia Romagna in questo fine settimana. Un test che, a detta di molti team, era molto sentito per provare diverse novità, cosa che potrebbe anche cambiare gli equilibri nel weekend che sta per arrivare rispetto all’ultimo GP svolto qui tre giorni fa.

Ad aggiudicarsi la prima posizione è stato Maverick Viñales su Yamaha. Non è la prima volta che lo spagnolo brilla in una sessione di test ufficiali ma, oltre ad aver fatto segnare il giro più veloce in 1:31.532, egli ha anche messo in cascina ben 92 giri, utili per portare dati alla Casa di Iwata. Uno dei grandi limiti della M1 è, come ben risaputo, la velocità massima, perciò la squadra ha deciso di portare un tubo di scarico rinnovato, più lungo, volto a una miglior erogazione e creato per evitare che il calore si disperda sullo pneumatico posteriore; si tratta un po’ di un ritorno alle origini, poiché il suddetto scarico assomiglia parecchio a quello usato sulla M1 del 2004 guidata da Valentino Rossi. Mentre Viñales si è messo al comando ma facendo anche una caduta in curva 6 (più o meno con la stessa dinamica di quella occorsa a Quartararo domenica scorsa), Rossi ha terminato la giornata in 17a posizione con poco meno di 90 giri svolti tra mattina e pomeriggio, ma dicendosi di sentirsi più rilassato alla guida e nella gestione delle sue Michelin. Nono posto per Fabio Quartararo sulla M1 del team Petronas, mentre Franco Morbidelli, vincitore del GP di San Marino, ha dato forfait per colpa di un problema allo stomaco.

Anche per Honda questo test era di vitale importanza ma le defezioni di Marc Márquez e Cal Crutchlow hanno costretto la Casa dell’Ala Dorata a optare per delle decisioni estreme, su tutte quella di affidare a Takaaki Nakagami la moto 2020 e di scendere in pista con solo due piloti, ovvero il giapponese e Álex Márquez. Il migliore tra i due è stato nettamente Taka, secondo a fine giornata e al suo primo assaggio con una moto ufficiale, a detta di MotoGP.com: il suo distacco finale da Viñales ammonta a tre decimi, mentre il numero di giri svolti non è pari a quello degli yamahisti, con una sessione pomeridiana di soli 31 giri. Purtroppo per il team LCR, la moto 2020 è andata distrutta a seguito di un incidente al mattino, perciò nel pomeriggio il box di Cecchinello si è concentrato sulla preparazione al Gran Premio. 11a piazza per il fratello di Marc invece, che ha provato un nuovo pacchetto aerodinamico sulla sua Honda.

La prima delle Ducati si è classificata in terza posizione, quella guidata da Johann Zarco. A dispetto dei rumor sorti attorno alla squadra Esponsorama negli ultimi giorni su un possibile ritiro del team dalla classe regina, il francese ha dimostrato come sia lui che il team con Rubén Xaus si stia impegnando al 100%, mettendo la moto 2019 in terza posizione. Il bicampione della Moto2 si è detto esaltato per la sua prestazione in assetto da qualifica, ma sia lui che il compagno Rabat hanno subito stop improvvisi, per una caduta il primo e per un guasto tecnico il secondo. Al mattino sono andate bene anche le Ducati GP20 di Francesco Bagnaia e Andrea Dovizioso (rispettivamente terzo e quinto prima dell’ora di pranzo), con il “Dovi” estremamente, e stranamente nel suo caso, ottimista del lavoro fatto; i due italiani non hanno girato al pomeriggio, lasciando l’onere a Jack Miller (12° finale) e Danilo Petrucci (16°).

Come già visto durante l’ultimo weekend, la coppia Suzuki Rins-Mir si è ritrovata nuovamente vicina in termini di risultati, confermando quale sia attualmente il livello della moto di Hamamatsu. Il più esperto tra i due giovani spagnoli si è classificato in quinta posizione a mezzo secondo da “Top Gun” su Yamaha, ma con appena 48 millesimi di scarto sul compagno Mir; differenza minima anche nel numero di giri, con stavolta il campione della Moto3 nel 2017 ad averne conclusi due in più rispetto a Rins. Difficile dire se la moto può giocarsela per vincere in questo fine settimana, ma se la coppia spagnola migliorasse le prestazioni in qualifica l’attacco alle Yamaha non sarebbe un’utopia.

Non tutta la giornata è stata però dominata dalla M1 #12. Al mattino è stato Pol Espargaró su KTM, reduce da un GP tutt’altro che esaltante, a guidare il resto del gruppo dalla prima posizione col tempo di 1:32.054, crono che non è più stato migliorato nel resto della giornata. Non è lavorato su pezzi totalmente nuovi in casa KTM, quanto più sul miglioramento di grip e maneggevolezza della moto. Con Lecuona che non ha partecipato al test, a girare sono stati Oliveira, Binder e “Polyccio”, ma anche il primo ha dovuto alzare bandiera bianca a seguito di una scivolata che ha danneggiato la sua RC16S. Quarto posto, alla fine, per Espargaró, col compagno di box Binder decimo e il portoghese 13°.

Un po’ come la Suzuki, anche le Aprilia si trovano vicine in classifica con Aleix Espargaró che precede Bradley Smith a fine giornata, ma le due  moto di Noale si trovano ben staccata in 14a e 15a posizione con oltre un secondo di ritardo. La novità più di rilievo portato dal marchio italiano riguarda il sistema di partenza già usato da Ducati, Yamaha e Suzuki, ma sulla RS-GP20 sarà ancora da rifinire prima della domenica in arrivo. Smith ha anche provato un nuovo telaio, completando 96 giri.

Si sono così conclusi i test di Misano 2020. L’attenzione torna quindi a spostarsi sulle gare vere e proprie, con la seconda gara in terra riminese che potrebbe essere un crocevia fondamentale per questa stagione. Non ci resta che attendere questo weekend, che si avvicina a grandi passi.

Qui i risultati della prima sessione mattutina, della seconda pomeridiana, l’analisi della prima metà, della seconda e infine la classifica combinata di questi test.

Fonte immagine: yamahamotogp.com

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Alyoska Costantino
Sono Alyoska Costantino, per gli amici Aly. Ed è da quando avevo 6 anni che ho cominciato a vedere in televisione auto e motociclette sfrecciare a 300 km/h sui circuiti più belli di sempre. Weekend dopo weekend aumento la mia affinità col Motorsport, magari anche con categorie nuove da scoprire, specialmente con le due ruote che stanno diventando il mio pane. Pronto a dirvi le mie opinioni e ascoltare le vostre.

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