MotoGP | Test di Valencia pre-2020, sintesi della seconda giornata

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Test di Valencia pre-2020, sintesi della seconda giornata

Ancora una Yamaha davanti, stavolta quella di Viñales. Rossi nono, record di giri per Álex Márquez di 20 Novembre 2019, 20:14

Anche la seconda giornata di test della MotoGP sul tracciato intitolato a Ricardo Tormo si è conclusa, terminando così il primo assaggio dei piloti della classe regina in vista del 2020. Una due giorni che si potrebbe dire quasi dominata dalla Yamaha, sia in termini di numero di novità portate che sui tempi registrati, avendo anche oggi ben tre yamahisti nelle prime tre posizioni. A comandare la classifica è stato Maverick Viñales stavolta, unico a scendere sotto il muro dell’1:30 con un 1:29.849, e 67 giri completati. Nel computo finale, questi primi test pre-stagionali sono i migliori che Maverick abbia mai fatto con la Yamaha, dai tempi del famoso test con la M1 2016 lasciata da Jorge Lorenzo.

Seconda e terza posizione per Fabio Quartararo e Franco Morbidelli, i piloti del team Petronas SRT. Se già i test a fine 2018 erano stati di altissimo livello per il team malese, quest’oggi il lavoro fatto è stato quasi mastodontico, con 116 giri completati tra i due piloti (seppur inferiore rispetto alla giornata di ieri, dove si è raggiunto quota 153). Il francese ha perso la testa nella combinata ma si è fermato a solo un decimo da Viñales, mentre “Morbido” ne ha accumulati più di due. Rossi occupa, anche oggi, il posto di ultima Yamaha, avendo conservato la nona posizione di ieri; c’è stato anche un problema tecnico per il pesarese, che però non ha messo la parola fine al suo test.

Il primo degli hondisti in classifica è stato Cal Crutchlow, quarto con la moto modello 2020 e staccato di quasi cinque decimi dal leader della classifica, ma la giornata dell’inglese del team di Lucio Cecchinello non è stata tutta rose e fiori: una caduta ha rallentato il suo lavoro e ha aumentato il conto dei danni dei team Honda di questi test, piuttosto alti per gli standard della Casa dell’Ala Dorata. Ciò è comprovato anche da Marc Márquez, che sulla moto sperimentale color carbonio ha dovuto utilizzare un’altra carena proveniente dalla moto usata nel GP; il campione del mondo ha chiuso settimo, a sette decimi da Quartararo. L’attenzione è rimasta comunque su suo fratello Álex Márquez, primo nella classifica dei giri completati ma ancora lontano in termini di tempi (per quel che possono valere), con un ritardo di 2.3 secondi.

Situazione ancora piuttosto equilibrata all’interno del team Suzuki Ecstar, poiché Mir e Rins hanno nuovamente girato con tempi molto simili concludendo un numero di passaggi quasi identico (61 per il #36 e 57 per il #42). Il lavoro è ancora focalizzato sull’area del motore e, nelle velocità di punta, le GSX-RR effettivamente hanno fatto un balzo avanti notevole, con Mir che ha toccato i 325 km/h (anche se il rettilineo di Valencia non è proprio il luogo migliore dove testare le performance motoristiche). C’è però ancora da lavorare in tal senso, poiché Honda e Ducati sono ancora davanti su quel piano.

Parlando di quest’ultima, Ducati è stata, tra i marchi di punta, quella più in sofferenza potendo girare solo con tre dei cinque piloti che erano previsti ai nastri di partenza di questo test. Danilo Petrucci non ha girato per l’infortunio alla spalla di domenica e i suoi compagni di squadra, Andrea Dovizioso e Michele Pirro, si sono classificati fuori dalla top ten, tra l’altro con un numero di giri piuttosto esiguo. “Dovi” ha provato ancora il nuovo telaio e, durante i suoi 42 giri, ha utilizzato ancora il nuovo posteriore col mass dumper di dimensioni e forme ridotte, accompagnate anche da dei sensori; il primo dei ducatisti è stato Jack Miller in decima posizione ed è stato anche, sempre tra i piloti di Borgo Panigale, tra coloro che hanno fatto più giri. Fa specie come quattro Ducati siano tutte vicine in classifica, dalla decima alla 13a posizione.

Pol Espargaró ha replicato l’ottavo posto ottenuto nelle prove di ieri e anche lui ha potuto guidare il nuovo telaio KTM, a una prima occhiata più “snello” rispetto al vecchio modello. Ha continuato a girare anche Daniel Pedrosa, in sostituzione di Kallio, terminando a un secondo e sei decimi dal primo classificato e precedendo anche Iker Lecuona. Il giovanissimo spagnolo pare stia imparando bene dal tre volte iridato e il suo debutto ha sinceramente impressionato, al netto del mezzo che guida; per lui un 15° tempo finale, con 57 giri. Un po’ più deludente quello di Brad Binder, ultimo in classifica con due secondi e mezzo di distacco.

L’highlight della giornata l’ha regalato l’Aprilia, ma di certo non nella maniera che Romano Albesiano e i tecnici di Noale speravano: mentre si trovava sul rettilineo principale, la RS-GP di Andrea Iannone ha avuto un problema al motore e un successivo principio d’incendio, che ha scaturito una bandiera rossa; “The Maniac”, tenendo fede al suo soprannome, è tornato ai box con un diavolo per capello a causa del guasto, ma ai microfoni delle varie televisioni è sembrato più pacato e ha dato la spiegazione di ciò che è successo. L’Aprilia ha difatti testato dei rapporti molto più corti per sopperire alla mancanza di accelerazione e a quella di allungo, provando anche una nuova elettronica sulla moto che verrà portata a Sepang.

Il prossimo appuntamento per questa pre-season 2020 sarà alla pista di Jerez de la Frontera, dove i test proseguiranno per le varie Case. Intanto, ecco i risultati della seconda giornata e la classifica combinata.

Fonte immagine: motogp.com



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