MotoGP | Test Barcellona post-GP, sintesi della singola giornata

Fabio Quartararo primo anche nei test successivi al GP di Catalogna, Bagnaia a soli 0”004. Bene Ducati ed Aprilia, fermi per infortunio Nakagami e Rins.


Dopo il Gran Premio di Catalogna 2022 corso domenica, i piloti e le squadre MotoGP sono rimaste al Montmelò per altre ventiquattro ore, necessarie a svolgere la singola sessione di test ufficiale del lunedì.

A guidarla è stato ancora Fabio Quartararo, già primo nell’ultimo Gran Premio e dominatore della classifica generale. “El Diablo” ha girato in 1:39.447 già nelle prime battute del test della durata di otto ore, completando un programma di 67 giri. Per quanto riguarda l’aspetto tecnico, Yamaha non ha portato grosse novità da provare, ma solo qualche aggiornamento sul pacchetto aerodinamico e varie versioni del forcellone, alcune già viste in altri GP.

Se Quartararo ha usato, ad esempio, lo stesso forcellone con cui ha corso la gara di domenica confrontandolo con quello vecchio, Franco Morbidelli ne ha testato uno in carbonio, chiudendo al nono posto questo test. L’italo-brasiliano ha la necessità assoluta di trovare ciò che manca per poter competere ad alti livelli come ci si aspetta, mentre Andrea Dovizioso, anche lui a lavoro sul forcellone, ha provato una nuova carena per cercare di essere più a proprio agio sulla moto; “Dovi” è 19° davanti a Darryn Binder, con oltre un secondo di ritardo da Quartararo.

A soli 0”004 troviamo invece un altro italiano, Francesco Bagnaia. Dopo la delusione del Montmelò, il team Ducati Corse è tornato a concentrarsi sugli sviluppi della GP22 e le varie Desmosedici si sono comportate bene lunedì, visto che ce ne sono ben cinque nelle prime dieci posizioni (nonostante l’assenza di Jorge Martín, partito per risolvere la sindrome compartimentale).

Bagnaia, Jack Miller ed anche Enea Bastianini ha testato una nuova carena 2022, upgrade che la “Bestia” potrebbe ricevere nel corso della stagione. Johann Zarco, terzo a fine turno, si è portato anche più avanti provando qualche novità che si vedrà nella moto 2023, compiendo ben 93 giri. Le due Ducati Gresini chiudono la top ten, Fabio Di Giannantonio è decimo alle spalle del suo caposquadra.

Ducati non è stato l’unico marchio italiano ad andare bene in questa sessione. La coppia Aleix Espargaró-Maverick Viñales ha chiuso al quarto e settimo posto con distacchi molto ridotti da Fabio Quartararo ed un programma di lavoro molto serrato.

Aleix, nonostante una scivolata alla 2 ed il ricordo dell’errore in gara, si è fermato a solo un decimo dal franco-siciliano, ritestando il codone dotato del minialettone già provato da Lorenzo Savadori al Mugello. Le novità inedite riguardano invece la nuova carena, decisamente più bombata, ed il motore rivisitato, nella speranza che la coppia spagnola possa utilizzarlo a partire dal Gran Premio d’Austria.

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In mezzo alla selva di moto italiane, si è piazzato Pol Espargaró su Honda in quinta posizione, proprio alle spalle del fratello. In assenza di Marc Márquez, HRC puntava a far dirigere lo sviluppo a Takaaki Nakagami, ma il giapponese, reduce dal brutto incidente al via della gara di Catalogna, è rimasto su un letto d’ospedale a recuperare le forze, seppur non ci siano stati infortuni gravi. Il giapponese si è anche esposto pubblicamente, dicendosi dispiaciuto dell’errore nei confronti di Álex Rins e Pecco Bagnaia.

Tornando al test, Honda ha quindi riaffidato il compito di guidare lo sviluppo del progetto a “Polyccio”. In pista Honda ha portato tre diversi telai, di cui due testati intensamente da Álex Márquez (16°) per un totale di ben 96 giri compiuti, più di chiunque altro. Espargaró ne ha conclusi invece 88, provando una terza versione dello chassis con lineamenti in fibra di carbonio; in pista anche Stefan Bradl, 17°.

La prima KTM si trova 11a e paga circa mezzo secondo dai primi. Trattasi di Brad Binder, il quale però si è concentrato sul testare insieme ad Oliveira dei pacchetti aerodinamici. La Casa di Mattighofen è probabilmente quella che ha portato meno novità rilevanti sulla propria moto, anche se Francesco Guidotti ha comunque ammesso che è stato provato qualcosa di nuovo.

Miguel Oliveira è 14°, davanti a Remy Gardner. Con loro i tempi sono già oltre l’1:40, ma sono stati comunque 1” più veloci di Raúl Fernández, ultimo con “soli” 47 giri all’attivo.

Suzuki ha dovuto fare affidamento addirittura su un solo pilota, vista l’assenza di Rins. Joan Mir ha chiuso 12° dopo 72 giri di test e, nonostante a fine anno la Casa di Hamamatsu deciderà di lasciare la MotoGP, qualche novità aerodinamica è stata portata, con due nuove carene. La prima è molto simile a quella attuale con l’aggiunta di alcune appendici ai lati, mentre la seconda ha un design totalmente nuovo.

Si chiude così il sipario su queste prove collettive in Catalogna. Tra meno di due settimane il Circus tornerà per il Gran Premio di Germania al Sachsenring, su una delle piste più ostiche per i sorpassi e forse meno amate dai piloti.

Fonti immagini: yamahamotogp.com, Facebook / Aprilia

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