P300.it ha intervistato Toprak Razgatlioglu, pilota di Prima Pramac Yamaha MotoGP, durante il Gran Premio di San Marino.
da Misano Adriatico – La storia di Toprak Razgatlioglu è piuttosto particolare, così come la sua (finora) breve avventura in MotoGP, categoria che il ventinovenne di Alanya, Turchia, ha raggiunto dopo essere diventato campione del mondo Superbike in ben tre occasioni (2021, 2024 e 2025). “El Turco” ha parlato del suo adattamento alla classe regina e ci ha dato i suoi pareri su di essa in questa intervista esclusiva, svolta durante il Gran Premio di San Marino. Buona lettura!
Ciao Toprak, è un onore poter parlare con te. Per cominciare vorrei portarti a ciò che ti ha condotto in questo paddock. Come è nata la possibilità di arrivare in MotoGP?
“Non è facile arrivare qui se passi dal paddock della Superbike. Pensavo fosse impossibile, per me, competere in MotoGP, ma dopo aver fatto tre anni fantastici in SBK, gli ultimi due in particolar modo, ho ricevuto l’opportunità di passare in questa categoria con Yamaha. Ciò mi ha fatto piacere e ne sono davvero felice, anche perché, ripeto, prima non pensavo nemmeno che mi potesse capitare la possibilità di correre MotoGP, e dopo diverse trattative sono arrivato qui! Credo che essere qui sia fantastico, anche perché sono il primo turco ad arrivare a questo livello, e ciò mi rende davvero orgoglioso. Va detto, però, che è stato un anno complesso, soprattutto perché è una stagione di apprendistato. In poche parole, per me è tutto difficile ma, comunque, sto già ponendo le mie attenzioni sul 2027.”
Cosa cambia tra una MotoGP e una SBK?
“Cambia tutto, a partire dallo stile di guida. La moto è più veloce, e ciò è positivo. La principale difficoltà che ho riscontrato riguarda le gomme, a cui non sono ancora riuscito ad abituarmi perché non mi danno troppe sensazioni. Dopo la mia esperienza con le Pirelli mi trovo in difficoltà, ma, comunque, l’anno prossimo cambierà tutto, a partire dal costruttore degli pneumatici e dalle caratteristiche delle moto. Sarà una nuova sfida per tutti, e perciò dobbiamo essere pronti. Questa è la stagione di apprendistato, in cui sto provando ad adattarmi alle gomme Michelin, ma il prossimo anno, finalmente, andremo sulle Pirelli.”
Quindi hai accolto con entusiasmo la quarta generazione di MotoGP, ho capito bene?
“Credo sia meglio per tutti, perché senti più aderenza e c’è un’aerodinamica più accentuata, oltre a meno device. Sarà molto meglio, perché finalmente guideremo una ‘moto vera’. Insomma, non mi piacciono molte cose di questa generazione di MotoGP e penso che un mezzo di questa categoria non abbia bisogno di troppa aerodinamica o di dispositivi particolari. Sono favorevole anche all’arrivo delle gomme Pirelli per le loro caratteristiche costruttive. Credo, inoltre, che queste coperture si possano adattare meglio al mio stile di guida. Avrò bisogno, però, anche di una moto competitiva per essere lì davanti. Con questa combinazione, penso di poter portare a casa dei risultati speciali.”
Cosa cambierà l’anno prossimo in MotoGP?
“In MotoGP siamo tutti vicinissimi e la moto è difficile da portare al limite. Credo che ciò sia bello, ma penso che l’anno prossimo lo spettacolo sia ancora migliore, perché le moto andranno leggermente più piano e ci saranno meno aerodinamica e meno dispostivi da azionare. Inoltre, ora è la moto il limite fisico, perché hai un solo punto di frenata e, se provi ad abbatterlo, la ruota davanti si blocca e non riesci proprio a fermarti. Il comportamento delle Pirelli, però, è diverso, e credo che tutti apprezzeranno di più la guida in pista. Penso anche che ci saranno più battaglie tra i piloti di punta. Questo aspetto è particolarmente importante, perché gli spettatori guardano la MotoGP per divertirsi, e, in questo momento, nessuno fa bagarre e tutti corrono distanziati, un po’ come in Formula 1, e ciò non mi fa impazzire. Te lo concedo, la gara a Monza è stata incredibile e (Kimi n.d.r.) Antonelli è stato fantastico, ma di solito in F1 i piloti sono distanti gli uni dagli altri, quindi quando ci sono battaglie tutti si divertono di più. L’anno prossimo la MotoGP si evolverà in positivo, e credo che questo vada anche a vantaggio dei piloti.”
Pensi che, con il nuovo regolamento, sia più facile l’adattamento alla MotoGP di un pilota proveniente dalla SBK?
“Non sarà comunque facile ma, con l’arrivo delle Pirelli, qualcosa cambierà. Bulega, che l’anno prossimo correrà con VR46, merita il passaggio di categoria, perché è davvero veloce. Il suo stile di guida, inoltre, è adatto alla MotoGP, e questo è chiaramente qualcosa di positivo per lui. Inoltre, ha pianificato bene il suo arrivo in questa categoria, dato che ha fatto molti test con la 850cc e le gomme Pirelli nel corso dell’anno. In poche parole, non proverà le Michelin né la moto ‘vecchia’, quindi, quando faremo i test ufficiali, lui conoscerà già il mezzo e ciò è un vantaggio per lui. Comunque, pongo fiducia in Yamaha. So che è un progetto nuovo, ma credo e spero che l’anno prossimo possiamo fare un grande passo avanti. Se riusciamo a centrare il nostro obiettivo, credo che lotteremo con gli altri marchi.”
Diverse piste sono presenti sia nel calendario del Motomondiale che in quello del Mondiale SBK. Ti sei sentito più competitivo nelle piste che conoscevi già?
“Aragon, ad esempio, è una pista che mi piace, ma la preferisco in Superbike, perché non posso guidare la moto ‘alla Toprak’, dando il 100%, visto che il mezzo in sé non mi aiuta. Insomma, ogni curva è diversa e non è facile frenare né fermare la moto. In SBK era più semplice tenere la linea giusta rispetto alla MotoGP, ma magari, l’anno prossimo, con le Pirelli e la nuova generazione di moto, guiderò in modo decisamente migliore. Comunque, ho delle sensazioni completamente diverse in quelle piste rispetto alla Superbike, ma ciò è normale, visto che sto utilizzando una moto diversa con gomme differenti, e questo particolare fa una grandissima differenza. Ad ogni modo quest’anno non mi sto divertendo troppo, ma è normale, visto che non sto lottando per il podio o per le posizioni di vertice, ma il prossimo è tutto da vedere.”
Siamo arrivati alla fine del nostro tempo assieme, quindi la prossima sarà l’ultima domanda di questa intervista. Ci hai già detto che non sei particolarmente felice dei risultati che stai ottenendo, ma ti ritieni soddisfatto del percorso di crescita che hai intrapreso dall’inizio dell’anno?
“Questa stagione, come ti ho già detto, è stata particolarmente difficile fino a questo momento, in tutti i weekend. Ecco perché imparo qualcosa ogni giorno, e sono convinto che ciò mi aiuterà in futuro. Non mi rispecchio minimamente in questi risultati, soprattutto per il mio passato in Superbike, dove ero un pilota vincente, uno di quelli che era sempre sul podio. In MotoGP, invece, lotto per arrivare in top 10, e il fatto che non l’abbia ancora raggiunta dimostra quanto sia alto il livello del campionato. Sono comunque focalizzato ad apprendere ciò che mi potrà aiutare l’anno prossimo, dove spero di ottenere dei risultati importanti. In fin dei conti sono qui per questo. Comunque, tutto è da vedere. Mancano poche gare alla fine di questa stagione e, quindi, tra poco potremo provare le nuove moto e le gomme Pirelli. Non sto aspettando altro che questo momento. Spero di poter andare meglio con le nuove 850cc in modo da iniziare al meglio il 2027.”
Ringraziamo Toprak per il tempo dedicatoci e Elena di Pramac Racing per averci permesso di svolgere questa intervista.
Media: Mikaela Naldi / Bonoragency
Ricevi le notifiche TELEGRAM WHATSAPPSEGUICI su GOOGLE
Stai visualizzando da visitatore. Accedi o registrati per navigare su P300.it con alcuni vantaggi
È vietata la riproduzione, anche se parziale, dei contenuti pubblicati su P300.it senza autorizzazione scritta da richiedere a info@p300.it.
Supporta P300.it
Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi sostenere il nostro lavoro, puoi aiutarci con un piccolo contributo.P300.it è una realtà totalmente indipendente, il tuo supporto è per noi importante.








