P300.it ha intervistato Diogo Moreira, pilota di Pro Honda LCR in MotoGP, durante il Gran Premio di San Marino
da Misano Adriatico – La stagione d’esordio in MotoGP di Diogo Moreira ha del miracoloso, o quasi. Il brasiliano, primo pilota dai tempi di Alex Barros a rappresentare questa nazione ai massimi livelli del motociclismo, ha ottenuto risultati importanti nonostante la poca esperienza grazie a un pacchetto tecnico in continuo affinamento e, soprattutto, tanto lavoro dietro le quinte, come ci ha raccontato direttamente lui in questa chiacchierata svolta durante il Gran Premio di San Marino. Buona lettura!
Ciao Diogo, sono felice di essere qui con te. Per cominciare questa intervista vorrei tornare dove tutto è iniziato. Come è nata la passione per le moto?
“Tutto è nato grazie a mio papà, che era un pilota di motocross. Ho corso in quella disciplina fino ai 7 o 8 anni prima di passare alla velocità, nella quale ho disputato gare in Brasile per 3 o 4 anni prima di trasferirmi in Europa.”
Sei riuscito ad arrivare in MotoGP grazie agli ottimi risultati che hai raggiunto in Moto3 e Moto2. Cosa ti hanno insegnato queste categorie?
“La Moto3 è una categoria difficile. Ho iniziato bene il secondo anno prima di avere una flessione a livello di risultati. Credo che in quel campionato sia davvero complesso essere lì davanti, in top 5, costantemente. In Moto2, invece, se lavori bene e fai tutto correttamente puoi raggiungere le posizioni di alta classifica in ogni weekend dell’anno. Ho concluso la mia prima stagione in Moto2 conquistando il mio primo podio, un terzo posto a Barcellona, prima di iniziare la seconda in positivo. Questa categoria mi ha fatto crescere soprattutto dal punto di vista psicologico. Mi ha insegnato a restare tranquillo e a lavorare bene. Queste lezioni mi stanno aiutando molto in MotoGP, quindi penso che la Moto2 mi abbia fatto crescere tantissimo.”
In Moto2 hai corso con Italtrans, team guidato da Livio Suppo. Quanto è importante avere le persone giuste al tuo fianco quando sei in Moto2?
“Con Livio (Suppo n.d.r.) ho un ottimo rapporto anche ora, visto che parliamo molto spesso. Lui mi ha insegnato tanto già nel primo anno in Moto2. Come ti ho detto nella risposta precedente, mi ha fatto capire come si lavora, sulla moto e non solo. Ti devo dire, è stato una persona veramente importante nel mio percorso nella categoria di mezzo e sono veramente contento di averlo incontrato nel mio cammino di pilota.”
Vorrei approfondire un lato personale del tuo percorso. Quanto ti ha aiutato, a livello di confidenza, vincere il mondiale di Moto2 prima di salire in MotoGP?
“Molto! Credo che, se sali in MotoGP da campione del mondo di Moto2, sei più rilassato, o almeno, per me è stato così. Nella classe regina, però, è tutta un’altra storia. Devo stare calmo e tranquillo, perché la MotoGP è molto difficile. Per farti capire, sto imparando tanto anche in questa fase della stagione. Vincere il mondiale prima di fare il salto di categoria è stato molto importante per me.”
C’è qualche aspetto che ti ha un po’ spiazzato quando hai fatto il salto in MotoGP?
“Quando siamo andati in Malesia a fare i test, ho capito che qui si lavora in modo un po’ diverso rispetto alla Moto2. In Thailandia ho notato, inoltre, che non c’è il tempo per riposarsi, visto che lavoriamo per tutto il weekend, anche con i media e con le televisioni. Siamo tutto il tempo in attività, per farti capire. All’inizio è stato un po’ difficile, dato che in Moto2 la situazione è molto diversa da questo punto di vista, ma ora siamo a un livello molto alto, quindi penso essere cresciuto un po’ anche sotto questo aspetto.”
Guardando i risultati, mi sembra di capire che la tua crescita è andata a braccetto con quella di Honda durante questa stagione. Mi sbaglio?
“In Honda siamo in crescita. Siamo praticamente sempre in top 10, ma fare uno step in più ora è difficile, visto che i nostri avversari sono lontani. Lavorando nella giusta direzione siamo migliorati parecchio, visto che possiamo puntare sempre alla sesta, all’ottava posizione o giù di lì. Spesso sono la miglior Honda in pista, cosa che per me è molto importante. Penso che fino a Valencia la situazione non cambierà più di tanto, anche se in Austria o a Motegi possiamo puntare a qualcosa di un po’ più ambizioso.”
Sei contento dei risultati che stai ottenendo durante questa stagione?
“Sì. Prima della stagione, io e il team puntavamo ad essere costantemente a punti, quindi penso che le aspettative le abbiamo addirittura superate! Come ti ho detto prima, siamo a un buon livello e sono contento di come sta andando.”
Il nuovo regolamento è alle porte. Potresti dirci di più sulla preparazione di Honda al nuovo ciclo regolamentare?
“Honda sta lavorando molto sulla nuova moto. Tra poco, credo, la proverò, e lì capirò cosa cambia tra le due. Mi è stato riferito che è abbastanza simile a una Moto2, anche se sarà chiaramente più veloce, e credo che sarà anche più facile da guidare rispetto alla 1000cc, che è veramente una moto estrema e, quindi, è parecchio difficile da portare al limite. Penso che da quel punto di vista siamo abbastanza apposto.”
LCR è una squadra legata a Honda oramai da decenni. Come ti trovi con il team? Come ti sta aiutando nella tua crescita?
“Per me essere qua è bellissimo! La squadra ha un’atmosfera familiare, sono tutti molto tranquilli, e questo fa bene alla mia crescita. Io sono contento e anche il team è abbastanza felice del lavoro che abbiamo svolto finora, quindi penso che venire qui in LCR sia stata la scelta giusta per me.”
Sei stato confermato da Honda per il 2027, ma non è ancora stato comunicato il team in cui correrai. Sai già quale sarà la destinazione?
“Sì, quello sì! (ride)”
Ti sei già posto degli obiettivi per il 2027? Se sì, quali?
“Prima di porci degli obiettivi dobbiamo capire quanto sarà competitiva la moto nelle fasi iniziali. Vorrei comunque puntare a essere il più vicino possibile a Ducati e Aprilia, e credo che ce la possiamo fare, visto che il mezzo, dal mio punto di vista, è abbastanza veloce. Certo, bisogna comunque vedere dove saremo, ma comunque penso che possiamo porci l’obiettivo di essere davanti.”
Il motociclismo in Brasile sta vivendo, anche grazie a te, una crescita esponenziale. Secondo te, esiste una ricetta per portare in Europa i talenti brasiliani o sudamericani?
“Questa è una domanda difficile! Penso che, con il mio titolo e il passaggio in MotoGP, la crescita del motociclismo in Brasile sia stata grande, e può darsi che in futuro possiamo avere più brasiliani nel mondiale, o comunque sudamericani, magari nell’arco di 5 o 6 anni.”
Eccoci all’ultima domanda di questa intervista. Qual è il sogno di Diogo Moreira?
“Vincere almeno un mondiale in MotoGP!”
Ringraziamo Diogo per la disponibilità e Irene di LCR per aver reso possibile l’intervista.
Media: Mikaela Naldi / Bonoragency
Ricevi le notifiche TELEGRAM WHATSAPPSEGUICI su GOOGLE
Stai visualizzando da visitatore. Accedi o registrati per navigare su P300.it con alcuni vantaggi
È vietata la riproduzione, anche se parziale, dei contenuti pubblicati su P300.it senza autorizzazione scritta da richiedere a info@p300.it.
Supporta P300.it
Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi sostenere il nostro lavoro, puoi aiutarci con un piccolo contributo.P300.it è una realtà totalmente indipendente, il tuo supporto è per noi importante.








