MotoGP | Intervista esclusiva a Casey Stoner, seconda parte: “Marquez ora è completo, ma potrei ancora batterlo”

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Ecco la seconda parte dell’intervista esclusiva del campione australiano a P300.it


Dopo una prima parte incentrata sul periodo Ducati, sul suo ritiro e sulle voci che lo volevano al ritorno nel Motomondiale, ecco la seconda parte dell’intervista esclusiva di P300.it a Casey Stoner, riguardante il suo futuro e gli avversari storici contro cui ha lottato durante la carriera.


Hai mai pensato di creare un tuo team e di fare il team manager?

“Credo che non mi piacerebbe vivere questo sport giorno dopo giorno ancora una volta, perché penso che si dovrebbe fare così nel caso. Prima di tutto dovrei trasferirmi almeno in Asia, se non in Europa, perché lì si passa la maggior parte del campionato. Avere un team richiede un grande impegno e devi assicurarti di essere al top in tutto, ci vuole un duro lavoro. Mi piacerebbe essere ancora impegnato con un team, sento che potrei ancora fare la differenza avendo la possibilità di creare quei cambiamenti che ho sempre voluto, vedendo poi dove porterebbero quel team e a quali risultati”.

Cosa pensi dell’arrivo di Jack Miller nel team ufficiale Ducati per il 2021?

“Penso che sia una buona opportunità per Jack. Negli ultimi anni tutti lo hanno visto fare passi da gigante, ha imparato molto in così poco tempo. I suoi risultati sono migliorati di anno in anno.

“L’unica cosa è che passare al team Ducati ufficiale non è poi un grande passo avanti rispetto al team Pramac”

In Pramac svolgono davvero un lavoro fantastico e a volte ricevono i pezzi ufficiali anche prima dei piloti ufficiali. La cosa principale è che Jack avrà le persone giuste ad ascoltarlo e a portare gli opportuni cambiamenti, perché avranno il potere di farlo. Spero per lui che possa funzionare”.

Da spettatore e da grande pilota quale sei stato, come si può battere Marc Marquez?

“Nel Marc del passato si potevano intravedere alcune delle sue debolezze, che potevano essere sfruttate e usate contro di lui. Il Marc più recente ha imparato e acquisito esperienza più di tutti, ad essere onesti. È veloce, aggressivo e ora può partire e comandare le gare con margine. Ora è calmo in situazioni nelle quali in passato, forse, non lo sarebbe stato. Ha completato sé stesso come pilota e non riesco a vedere nodi nella sua armatura.

“Se mi chiedi se possa batterlo sì, penso tuttora di sì”.

Nell’arco di un campionato probabilmente no, ma il fatto che molti miei avversari storici che ero solito battere non siano ancora capaci di battere lui mostra come io possa ancora esserne in grado. Penso che Marc abbia reso sé stesso ‘un pacchetto completo’, essere capace di finire così tante gare consecutivamente in prima o seconda posizione è eccezionale. Credo che tutti abbiano una grande montagna da scalare, per battere Marc nell’arco di un campionato”.

Valentino Rossi molto probabilmente sarà ancora in pista nel 2021. Condividi il suo desiderio di continuare e di lottare ancora contro piloti così veloci e così più giovani di lui?

“Penso che sia ammirevole il fatto che Valentino sia ancora lì a combattere contro tutti questi giovani.

“Personalmente, penso che Valentino la velocità ce l’abbia ancora”

Sì, è più anziano, magari più impaurito all’idea di cadere e di passare degli infortuni e forse a volte sulla moto non è disposto a fare cose che i più giovani invece fanno. Con questo dico che se Valentino avesse modo di reinventarsi, avrebbe ancora una chance di essere molto competitivo”.

Hai qualche rimpianto riguardo la tua carriera?

“Ho molti rimpianti sulla mia carriera, sulle decisioni che ho preso e sul modo in cui mi sono approcciato a certe situazioni. Penso che le persone che dicono di non avere rimpianti non siano oneste. Non rinnego ciò che è successo, tutto questo mi ha messo nella posizione in cui sono ora e mi ha fatto imparare molto.

“Non puoi imparare qualcosa senza passarci attraverso”

Sono felice che certe cose siano successe nel momento in cui sono successe, durante la mia carriera. Avrei voluto che la mia carriera durasse di più, ma per me non c’era futuro in termini di passione per lo sport. Mi sono portato dietro queste lezioni per tutta la vita”.

Ti saresti mai aspettato di restare nel cuore di così tanti appassionati anche dopo così tanti anni dal tuo ritiro?

“Ad essere onesto, no. È risaputo che quando stai lontano dai riflettori diventi uno sconosciuto. È sempre una bella sensazione quella di tornare nel paddock della MotoGP, è come se non me ne fossi mai andato. Ricevo sempre una bella accoglienza da tanta gente e lo apprezzo molto! Non sono stato uno dei preferiti dai fans. Di sicuro, ho sempre cercato di essere me stesso e questo modo di essere è arrivato alla gente nella maniera sbagliata, ma ho sempre apprezzato il supporto dei fans”.

Ringraziamo Casey Stoner per la lunga intervista e gli auguriamo il meglio per il futuro!

Si ringrazia per la collaborazione Federico Benedusi.

Immagine di copertina: Casey Stoner official site

MONOPOSTO by SAURO

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Andrea Ettori
Vivo a Mirandola, e sono un grande appassionato di sport. Jenson Button è il mio idolo, e il Milan la mia squadra del cuore. Sono una persona positiva, e vedo sempre il bicchiere mezzo pieno in ogni situazione. #StayPositive #ForzaEmilia

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