MotoGP | GP Stiria 2021, la cronaca della gara

Segue la cronaca del GP Stiria 2021 classe MotoGP, vinto da Jorge Martín su Ducati Desmosedici GP21 davanti a Joan Mir e Fabio Quartararo; è stata la sesta vittoria della Ducati su questo tracciato. La gara è durata ventisette giri e si è svolta in condizioni d’asciutto.


La direzione gara, prima del via, dichiara che la gara sarà considerata asciutta, dopo il miglioramento dell’asfalto avuto durante Moto3 e Moto2. La Michelin comunica le scelte sulle gomme: tutti quanti i piloti optano per delle medie al posteriore, tranne Marc Márquez che sceglie una Soft; sul davanti molti optano per la M, mentre i piloti KTM, Lorenzo Savadori ed il “Cabroncito” scelgono la Hard.

Alla partenza Bagnaia scatta bene dalla seconda casella, mentre Quartararo rimane intruppato con Mir e scende al quarto posto. Alle sue spalle Márquez entra cattivo in curva 1 e si appoggia ad Aleix Espargaró, cosa che rallenta anche Jack Miller in uscita di curva. Nell’accelerazione in salita verso la Remus Bagnaia e Martín si contendono il primo posto, col torinese che ha momentaneamente la meglio.

Dopo qualche curva le posizioni non sono ancora ben delineate e Márquez effettua anche un gran sorpasso ai danni del leader della classifica Quartararo, all’ingresso della chicane Würth. Le due Ducati davanti vengono intanto insidiate da Joan Mir sulla Suzuki, il quale però, sul dritto che porta verso la Niki Lauda, risubisce l’attacco di Martín.

La mischia nelle posizioni di testa continua anche nel secondo giro: Mir finisce largo alla Schlossgold ed apre la porta a Márquez, ma alla Rauch il campione in carica risponde di cattiveria e ad approfittarne è Quartararo, che sale così al terzo posto. Le ostilità vengono però fermate da ciò che succede alla Remus al giro 3: Pedrosa perde l’anteriore e la sua KTM rimane in mezzo alla pista, venendo centrata da Lorenzo Savadori; il serbatoio della RC16 #26 prende fuoco e i commissari sventolano prontamente la bandiera rossa, estinguendo l’incendio della moto di Dani. Entrambi i piloti sono coscienti, ma l’alfiere Aprilia viene portato via in barella.

Alle 14:38 la pit lane riapre per una procedura di partenza rapida ed al secondo start è presente anche Pedrosa (sulla moto di riserva), ma non Savadori (rientrato nel paddock in fretta e furia dal centro medico ma non idoneo a correre). La gara durerà ventisette giri e sarà utilizzata la griglia di partenza originale. Prima del via, però, la M1 di Viñales si spegne e lo spagnolo è costretto a partire dai box, lasciando vacante l’ottava casella in griglia.

Alla seconda partenza Martín e Miller scattano meglio rispetto alla volta precedente, mentre Quartararo, partito malino anche stavolta, si deve fare largo con una sportellata su Márquez in curva 1; l’hondista, nel contatto, fa andare largo alla 1 anche Aleix Espargaró, come successo al primo start. E’ quindi Miller a guidare il gruppo, seguito dagli spagnoli Martín e Mir e dal compagno Bagnaia.

Ben presto “Pecco” diventa facile preda degli avversari, crollando quasi subito nel ritmo. Già al primo giro Quartararo lo passa facilmente alla 6, mentre nel passaggio successivo è la volta di Zarco e di un ottimo Álex Márquez, sulla prima delle due Honda LCR. Il fratello Marc, invece, combina qualche pasticcio di troppo e, durante il secondo giro, finisce lunghissimo alla 1, rischiando di centrare Bagnaia e perdendo diverse posizioni.

Il gruppo dei primi cinque stacca immediatamente gli inseguitori, con Miller e Martín a giocarsi la prima posizione. Dopo qualche giro di studio il madrileno esce meglio dalla Niki Lauda Kurve e supera l’avversario nell’accelerazione di curva 2, mentre Quartararo, a suon di staccate poderose, si difende da Zarco. Sempre nello stesso giro è la volta di Mir, che attacca la Ducati ufficiale e si accoda all’ex-rivale dai tempi della Moto3.

In pochi giri il duo spagnolo riesce a fare la differenza sul terzetto alle proprie spalle, capitanato ora da Quartararo dopo il sorpasso dello yamahista su Miller alla Rauch. Nemmeno “El Diablo”, però, riesce ad eguagliare i tempi di Martín o Mir ed è quindi costretto a difendersi dalle due Desmosedici alle sue spalle. Più indietro prosegue il calvario di Bagnaia, che scende al decimo posto dopo aver subito attacchi da parte di Nakagami, Oliveira e Binder. Nel frattempo si è ritirato Aleix Espargaró per un problema sulla sua RS-GP, mostrandosi anche dolorante al fianco destro colpito al via.

La gara del portoghese della KTM finisce purtroppo al quattordicesimo giro, anche stavolta per noie meccaniche. Questo fa entrare Marc Márquez nei primi dieci dopo il sorpasso su Bagnaia, retrocesso così all’11° posto. Davanti Martín continua a fare l’andatura tallonato da Mir, il quale però comincia a perdere qualche metro giro dopo giro.

Anche Quartararo, ancora terzo, comincia a mostrare il fianco a Miller. L’australiano sembra averne di più nella seconda parte di gara e sembrerebbe anche pronto a sferrare l’attacco, ma un errore madornale all’ingresso della Würth lo fa cadere a dieci giri dalla fine; per l’australiano è il terzo ritiro dell’anno, il secondo consecutivo dopo quello di Assen. Zarco scala così al quarto posto, ma ha perso contatto dal connazionale. Nelle retrovie Bastianini e Viñales vengono penalizzati un long lap penalty a testa, per aver oltrepassato i limiti del tracciato più volte.

A sei giri dalla fine, la resistenza di Mir viene piegata. I decimi di distacco salgono ad otto e, dopo un lungo del #36 alla Remus, lo svantaggio sale ad oltre un secondo. L’unica cosa che potrebbe compromettere il successo di “Martinator” è una penalità per i track limits, visto il warning ricevuto a metà gara. Più indietro si mette in luce Brad Binder che, dopo aver distanziato i due Márquez, recupera e supera Álex Rins, avvicinandosi anche a Nakagami.

Gli ultimi giri di Martín diventano una formalità ed il madrileno conquista, al suo primo anno, la sua prima vittoria in MotoGP al Red Bull Ring. Per il team Pramac è invece il primo successo come struttura a sé stante nella classe regina, nell’anno del ventesimo anniversario. Mir e Quartararo chiudono il podio.

Negli ultimi due giri c’è invece stato il crollo di Zarco, che ha perso due posizioni nei confronti di Nakagami e Binder. Il sudafricano è stato autore di un ultimo giro spettacolare, superando in staccata alla 4 e poi alla 9 prima Johann e poi Takaaki. Rins settimo davanti a Marc Márquez con Francesco Bagnaia giunto nono sul traguardo, ma per via di una penalità di tre secondi per aver ecceduto troppe volte i track limits il torinese scende all’11° posto, dietro ad Álex Márquez e ad un sorprendente Dani Pedrosa, in top ten al ritorno nelle competizioni.

Quella che doveva essere una gara difficile per Quartararo è invece stata un’altra occasione mancata per i suoi avversari diretti. Il pilota della Yamaha sale a 172 punti ed ha ora un vantaggio di 40 su Johann Zarco. Joan Mir, grazie alla piazza d’onore, sale al terzo posto a quota 121, superando uno dei grandi delusi della giornata, “Pecco” Bagnaia. Miller e Viñales rimangono fermi rispettivamente a 100 e 95 punti.

Questa la classifica del Gran Premio e la generale piloti dopo dieci gare.

Fonte immagine: pramacracing.com

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