MotoGP | GP Spagna 2020, la cronaca della gara

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In quest’articolo troverete la cronaca del Gran Premio di Spagna a Jerez de la Frontera 2020 classe MotoGP, vinto da Fabio Quartararo su Yamaha.


Prima dell’avvio, viene comunicato che anche Cal Crutchlow non parteciperà alla gara, a causa di una commozione cerebrale e di un trauma al collo; questo permette a Pol Espargaró su KTM di salire in seconda fila e a Valentino Rossi di passare in terza. Una volta composta la griglia di partenza, si decide di effettuare un minuto di silenzio in memoria di tutte le vittime del Coronavirus.

Le temperature e il caldo sono come ce li si aspettava e praticamente tutti scelgono gomme dure davanti e morbide dietro; solo le Yamaha ufficiali vanno controcorrente, poiché Viñales e Rossi scelgono una Soft anche per l’avantreno.

Alla partenza le Yamaha di Quartararo e Viñales scattano molto bene grazie all’holeshot device della M1 e lo spagnolo prende il comando, mentre il francese paga sull’allungo ritrovandosi anche affiancato da Jack Miller. I due vanno larghi e in seconda posizione passa Márquez, mentre Miller usa la maggior potenza del V4 Ducati per passare il poleman sul rettilineo più lungo della pista. Bagnaia è quinto davanti a Dovizioso, Pol Espargaró, Binder e Rossi, mentre al termine del primo giro cade e si ritira Joan Mir sull’unica Suzuki partita in gara.

Per qualche giro Viñales tiene un buon ritmo e la testa della corsa, ma poco dopo è Márquez a passare all’attacco, approfittando in un Miller non molto aggressivo e di un Quartararo brevemente relegato al quinto posto dietro Bagnaia. Lo spagnolo dell’HRC tenta un primo attacco alla curva Pons subendo l’incrocio del connazionale, ma sull’allungo verso la curva Pedrosa è lui ad avere la meglio. Nel frattempo Quartararo ritorna quarto scalzando Bagnaia, con i due che rischiano anche un contatto in uscita dalla 13.

Sembra l’inizio di una fuga in solitaria per Marc Márquez e, apparentemente, nei primi giri è così. Il #93 guadagna circa sei decimi su Viñales con lo yamahista che appare già con qualche difficoltà sull’anteriore, ma il primo colpo di scena arriva al quinto giro: in curva 4 Márquez riesce a salvare per miracolo una caduta praticamente certa, perdendo però una decina di secondi e rientrando in pista in 16a posizione, davanti al fratello Álex sulla seconda Honda Repsol. E’ da qui che inizierà una delle rimonte più incredibili, ma se ne avvantaggiano comunque Viñales e Miller, che tornano in prima e seconda posizione. Al sesto giro cade Binder, ma il sudafricano riesce a ripartire.

Per un paio di passaggi l’australiano rimane secondo a tiro per attaccare “Top Gun”, ma al termine del quinto giro Fabio rompe gli indugi e passa in seconda posizione. In questa fase è il franco-siciliano il più veloce, tanto che nel giro 8 non gli serve nemmeno attaccare Viñales per passare al comando, poiché il compagno di marca sbaglia da sé alla 13 scivolando in terza posizione. Più indietro, a Márquez bastano due giri per riportarsi in 12a posizione e recuperare quattro posti.

Il campione del mondo è un missile e fa anche il giro più veloce della gara, raggiungendo in un batter d’occhio la coppia Petrucci-Lecuona che non oppone resistenza. Davanti, Quartararo comincia a prendere margine e in pochi giri la resistenza di Miller è piegata, mentre Espargaró tenta addirittura di superare Dovizioso alla 13; il ducatista risponde d’accelerazione e con una bella staccata alla 1 per difendere il suo quinto posto. Successivamente è Bagnaia a soffrire un calo, diventando facile preda di “Dovi” e “Polyccio”.

Dietro al gruppo in lotta per le posizioni subito dopo il podio, c’è Márquez che incombe come un falco: il campione del mondo raggiunge e supera Oliveira e soprattutto Rossi per l’ottava posizione (con il pesarese che lo lascia semplicemente sfilare, senza nemmeno tentare di resistere), mettendosi poi alla caccia della coppia Bagnaia-Morbidelli. Nel giro successivo si ritira proprio Vale che parcheggia a bordo pista la sua moto, mentre precedentemente ha lasciato la contesa anche Aleix Espargaró su Aprilia.

Al quattordicesimo giro il #93 ha già raggiunto Morbidelli e Bagnaia, che non possono opporre resistenza. Lo stesso dicasi di Espargaró e Dovizioso, con il futuro compagno di Marc che viene passato in fondo alla curva 6 e il vicecampione che vede l’avversario farsi spazio all’ultima curva. Solo Jack Miller, intanto ripassato da Viñales e un po’ in crisi con le gomme, prova a difendersi dal sorpasso in curva 1, ma l’avversario reagisce subito inserendosi alla 2. A questo punto nel mirino di Márquez ci sarebbe un’incredibile piazza d’onore, ma a quattro giri dalla fine ecco un altro colpo di scena: all’uscita della curva 3 la Honda perde vistosamente il posteriore e il pilota si ritrovato sbalzato in aria, ruzzolando poi nella ghiaia per diversi metri. Marc viene soccorso e si tiene il braccio destro, per una frattura all’omero scoperta successivamente; il #93 viene riportato al centro medico in barella.

La gara prosegue e la lotta per il podio si accende all’interno del box Ducati: Dovizioso sorpassa Miller con una bella staccata alla 6 a tre giri dalla fine e si porta in terza posizione, ma è tardi per poter fare lo stesso su Viñales. Di tutto questo Quartararo non se ne preoccupa, andando a vincere con merito il suo primo Gran Premio in MotoGP, dopo appena un anno dal debutto nella categoria. Quasi cinque secondi dopo passa la Yamaha #12, seguita da Dovizioso, Miller, Morbidelli ed Espargaró. Chiudono la top ten Bagnaia, Oliveira (separati solo da quattro decimi), Petrucci e Nakagami; terminano la gara anche Zarco, Álex Márquez, Brad Binder, Tito Rabat e Bradley Smith.

Tra una settimana il Circus delle due ruote tornerà a Jerez per la seconda gara della MotoGP e della MotoE e la terza per Moto2 e Moto3, il GP d’Andalusia. Farà strano vedere una seconda gara su uno stesso circuito ma potrebbe essere ancora più strano non vedere in pista Rins e Márquez, entrambi a rischio di non partecipare dopo gli incidenti che li hanno visti coinvolti.

Qui troverete i risultati del Gran Premio della MotoGP e la classifica iridata.

Fonte immagine: sepangracingteam.com

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Alyoska Costantino
Sono Alyoska Costantino, per gli amici Aly. Ed è da quando avevo 6 anni che ho cominciato a vedere in televisione auto e motociclette sfrecciare a 300 km/h sui circuiti più belli di sempre. Weekend dopo weekend aumento la mia affinità col Motorsport, magari anche con categorie nuove da scoprire, specialmente con le due ruote che stanno diventando il mio pane. Pronto a dirvi le mie opinioni e ascoltare le vostre.

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