MotoGP | GP Giappone: Marc Marquez conquista anche la terra del Sol Levante

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GP Giappone: Marc Marquez conquista anche la terra del Sol Levante

Lo spagnolo eguaglia il record di vittorie in classe regina di Doohan. Quartararo secondo, “Dovi” terzo di 20 Ottobre 2019, 10:05

Honda ci tiene particolarmente a brillare nella gara di casa e per la quarta volta in cinque anni la gara di Motegi ha visto trionfare una RC213V. Questo poker è stato realizzato grazie, ancora una volta, a Marc Márquez, che mette a segno la decima vittoria stagionale avvicinandosi pericolosamente al suo stesso record di vittorie in un’annata, ottenuto nel 2014 con tredici successi. Qualcuno poteva pensare che la conquista del titolo fosse il picco massimo di questa stagione da schiacciasassi, ma il Campione del Mondo ha fatto nuovamente ricredere tutti, guidando la corsa dal primo all'ultimo dei ventiquattro giri e segnando anche la pole position e il giro più veloce.

Con questa vittoria Márquez raggiunge il record di successi di Mick Doohan nella classe regina (54) e permette alla Honda di conquistare il suo venticinquesimo titolo costruttori della sua storia, un risultato che quest'anno è stato ottenuto quasi esclusivamente grazie ai risultati del pilota di Cervera. Sul podio giungono anche Fabio Quartararo e Andrea Dovizioso, entrambi con qualcosa da festeggiare per rendere migliore la propria giornata: il franco-siciliano ottiene matematicamente il titolo di rookie dell’anno, mentre il forlivese raggiunge il suo 100° podio in carriera.

LA CRONACA

Nonostante il cielo sia azzurro e la minaccia di pioggia sia remota, i team decidono di preparare le moto da bagnato e, su tutto, va segnalato come Márquez faccia il giro di schieramento dai box con la gomma da bagnato per rodarla. Tutti partono ovviamente con le slick: Márquez e Dovizioso scelgono la media al posteriore, al contrario delle tre Yamaha nelle prime due file che optano per Michelin Soft; Miller decide di montare le Soft su entrambe le ruote.

Alla partenza Márquez e Quartararo scattano bene mentre la moto di Morbidelli s’impenna leggermente e l’italo-brasiliano è costretto all'esterno proprio dal suo compagno di squadra. Morbidelli perde alcune posizioni e scende al quinto posto, mentre Miller parte lanciatissimo e risale subito in terza posizione; partiti malissimo Rins e Rossi, rispettivamente 13° e 14°. Fin dal primo giro Quartararo è agguerrito e alla Curva 7 tenta l’affondo su Márquez, ma lo spagnolo si rifà all’Hairpin con Miller che s’incespica per evitare il contatto col posteriore della Yamaha del francese; ne approfitta Morbidelli, che in uscita dalla 11 passa in accelerazione la Ducati Pramac.

Già dal primo giro lanciato inizia la fuga di Márquez e il tentativo di Quartararo di porvi un freno, mentre alle loro spalle la lotta Miller-Morbidelli prosegue, facendo però perdere diverso tempo ad entrambi e, di riflesso, al gruppo dietro. Al quarto giro Quartararo prova una prima reazione mangiando quattro decimi allo spagnolo, che però risponde nella tornata successiva iniziando un elastico che proseguirà a lungo durante il GP.

Alle loro spalle Miller, dopo aver guadagnato qualche metro, comincia a perdere ritmo in maniera vertiginosa: Morbidelli, Dovizioso e Viñales gli si accodano, con il #04 che cerca lo spiraglio per l’attacco a Morbidelli (anche a costo di andare sull’erba in uscita dalla 9, mantenendo la posizione). L’italo-brasiliano attacca Miller nella medesima curva e ritorna al terzo posto, mentre Dovizioso attacca l'australiano in fondo al rettilineo principale.

Mentre Miller cede di schianto venendo superato anche da Crutchlow e Rins, la situazione davanti comincia a stabilizzarsi a favore di Márquez: tra il nono e il decimo giro Quartararo comincia a perdere terreno e, in un lampo, il distacco sale sui due secondi. Il francese ha comunque un buon vantaggio sul terzetto alle sue spalle composto da Morbidelli, Dovizioso e Viñales: al 14° giro si riaccende la battaglia con Dovizioso che tira la staccata alla 90° Corner e passa Morbidelli. Rins intanto rimonta fino alla sesta posizione, mentre Rossi e Petrucci battagliano per l’ingresso in top ten.

Viñales ci mette un giro in più a passare Morbidelli, prendendo l’interno alla 2 e mettendosi alla caccia di Dovizioso. A pochi giri dalla fine il duello tra l’italiano e lo spagnolo è l’highlight del Gran Premio, con Viñales che rischia di tamponare Dovizioso alla 130R grazie alla trazione della sua Yamaha. Per più giri lo yamahista usa la spinta in uscita dalla 6 per tentare l’attacco alla 7, ma Dovizioso riesce a rintuzzare l’offensiva del rivale. Crutchlow guadagna il sesto posto ai danni di Rins, mentre si assiste alla caduta di Rossi alla curva 1.

A tre giri dalla fine i distacchi tra i primi cominciano a calare e il più veloce in pista è Dovizioso che cambia marcia, semina Viñales e riguadagna terreno anche sulla Yamaha Petronas davanti a sé. Il tempo però non basta per un ultimo attacco e il podio rimane invariato: Márquez conquista il suo 54° successo nella massima categoria davanti a Quartararo e Dovizioso, separati da soli quattro decimi. Seguono Viñales e Crutchlow, che batte in volata Morbidelli; Rins è settimo davanti a Mir, Petrucci e Miller a chiudere la top-10. Oltre a Rossi, anche Iannone si è ritirato per un bloccaggio della ruota posteriore in fondo a curva 11.

La lotta per il terzo posto nella classifica piloti vede ora Rins e Viñales a pari punti nella generale, a quota 176, seguiti da Petrucci a sette punti e soprattutto da Quartararo, a -13 dai due spagnoli ma assolutamente il pilota più in forma tra quelli citati. Rossi subisce quindi il fatidico sorpasso dal pilota indipendente e ora ha solo 20 punti di margine su Miller. Nella classifica a squadre Repsol Honda guadagna altri due punticini grazie al successo del campione del mondo e alla contemporanea prestazione da bocciatura di Petrucci; sono 17 i punti di differenza tra il team Ducati ufficiale e quello Honda.

Il ciclo asiatico-oceanico proseguirà tra una settimana in Australia, sulla leggendaria pista del Victoria a Phillip Island. Qui Márquez vuole sfatare la maledizione del successo dopo la conquista del titolo mondiale, cosa che non gli è mai riuscita tra cadute, sfortune e incidenti. Ci si aspetta Yamaha e magari Suzuki in gran forma ovviamente, al contrario della Ducati che qui raramente ha brillato, ma che potrebbe anche farcela col pilota di casa Miller. Ci sarà anche l’atteso ritorno di Zarco, su una delle sue piste preferite.

Qui i risultati del Gran Premio del Giappone e la classifica aggiornata.

Fonte immagine: hondaracingcorporation.com



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