MotoGP | GP Francia 2020, la cronaca della gara

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Segue la cronaca del Gran Premio di Francia 2020 della MotoGP, disputatosi sulla pista di Le Mans per venticinque giri. Inizialmente erano previsti ventisei giri, ma la partenza è stata ritardata di cinque minuti a causa di uno scroscio di pioggia. Il GP è stato vinto da Danilo Petrucci su Ducati.


Il cielo si scurisce ulteriormente prima dell’inizio del Gran Premio, mentre Michelin pubblica le scelte degli pneumatici per i piloti: tutti quanti, nessuno escluso, scelgono due gomme Soft. La scelta si rivela però inutile, perché a tre minuti dal via comincia uno scroscio di pioggia prima dall’altro lato della pista, e poi anche sul rettilineo dei box. La partenza è così ritardata e tutti i team ritornano ai box.

Alle 13:05 inizia una procedura di ripartenza rapida per una gara bagnata di venticinque giri, con un passaggio in meno rispetto a prima per il giro di ricognizione aggiuntivo. Ora la pioggia è molto insistente e tutti i piloti scelgono gomme Rain, dividendosi tra Soft e Medium.

Alla partenza Miller, Dovizioso e Petrucci sulle tre Ducati hanno uno scatto eccellente e l’australiano riesce a sopravanzare Quartararo prima dell’arrivo alla prima esse. A centro gruppo c’è già il primo ritiro d’eccellenza, quello di Valentino Rossi: l’italiano perde da sé il posteriore all’ingresso della seconda curva, mandando larghi anche Mir e Viñales che rientrano in pista nelle ultime posizioni.

Non è nemmeno passato un giro che la classifica è stata totalmente ridisegnata: Quartararo non può fare nulla contro l’attacco delle due Ducati ufficiali di Dovizioso e Petrucci a Le Musée e scende al quarto posto, con “Petrux” bravo a prendere anche la testa della gara nel terzo settore; Rins, dalla sesta fila, ha già rimontato nove posizioni, e Smith con l’Aprilia ne ha recuperate addirittura undici per entrare in top five.

Nel secondo giro anche Dovizioso passa Miller alla Chapelle, mentre Quartararo prova a tenere il ritmo degli esperti sul bagnato lottando con Pol Espargaró per la quarta posizione. Anche le altre Yamaha superstiti sono però in difficoltà, con Morbidelli e Viñales in 17a e 19a posizione, ma sta andando male anche Bagnaia che si trova in mezzo ai due. Al contrario, Álex Márquez sta facendo a sua volta una gran rimonta e si trova ora in nona posizione.

Il più veloce in pista in questa fase è Rins sulla Suzuki, che nella sua rimonta furiosa si libera di Quartararo ed Espargaró in fretta e furia, mentre il suo compagno Mir scivola ancora più indietro in 20a posizione. Il #36 non è il solo in difficoltà, perché anche “El Diablo”, in queste condizioni, è praticamente una chicane mobile da superare, cosa che la coppia Álex Márquez-Miguel Oliveira fa al Raccordement. Nel frattempo, le tre Ducati al comando hanno preso tre secondi di vantaggio su Rins, che però le eguaglia nel ritmo.

Dopo pochi giri, però, il ritmo di Rins sale e il distacco da Miller, terzo, comincia a scendere. Dopo quattro passaggi, il terzetto di Desmosedici ha 1”5 di vantaggio sulla Suzuki dello spagnolo, mentre nel frattempo cala Bradley Smith che viene passato prima da Márquez e poi da Oliveira. Per l’inglese andrà ancora peggio poco dopo, con la caduta in uscita dall’ultima curva. Le Ducati, Petrucci in primis, provano una reazione per cercare di staccare il #42, ma dura un solo giro e, al decimo passaggio, Rins ha solo sei decimi di ritardo da Miller. Inoltre, anche i piloti arrivanti da dietro sembrano più veloci del quartetto di testa. Si segnala la caduta di Tito Rabat intanto.

Rins comincia la sua battaglia con Miller superandolo alla curva 2, ma l’australiano si dimostra più coriaceo del previsto passando lo spagnolo alla Garage Vert, questo avvantaggia i piloti alle loro spalle che stanno rimontando, tanto che il più veloce in pista al momento è Márquez sulla Honda factory. In questa parte centrale di gara si assiste anche a due ritiri per cadute, quella di Franco Morbidelli in curva 3 e quella di Cal Crutchlow, mentre l’inglese era alla rincorsa dei primi.

A nove giri dalla fine, cambia la leadership per la prima volta: Dovizioso attacca Petrucci sul lungo rettilineo e si porta al comando. “Petrux” però non fa sconti a nessuno e, alla Garage Vert, stacca profondo e si rimette davanti. Pochi secondi dopo, nella loro lotta s’inseriscono Rins e Miller, col rischio di sfiorare il disastro: alla staccata della Chemin aux Boeufs, Dovizioso tenta di riattaccare Petrucci ma non stacca molto profondo, al contrario di Rins che sta ancora lottando con Miller e che arriva da lontanissimo e s’inserisce proprio nello spazio lasciato libero da “Dovi”, sul cordolo interno. Dovizioso deve alzare la moto e rallentare permettendo a Petrucci e Rins di guadagnare le prime due posizioni, mentre Miller arriva largo e rallenta per ricedere allo spagnolo la seconda piazza (anche se c’è il dubbio che il pilota Pramac debba restituire anche la posizione su “Dovi”).

Il dubbio sulla possibile penalità di Miller scompare poco dopo, quando “Jackass” abbandona la corsa: sull’allungo verso la Chemin aux Boeufs, l’australiano alza il braccio e fa sfilare tutti gli altri piloti, segnalando un guasto tecnico; il motore della sua Ducati ha alzato bandiera bianca, com’era successo a Bagnaia a Jerez. Questo permette a Rins di iniziare l’inseguimento su Petrucci indisturbato, ma a sette tornate dalla fine anche lui dice addio ai sogni di gloria: alla staccata della prima esse lo spagnolo perde l’anteriore e cade a terra, buttando via un’altra gara. Álex riesce a ripartire, ma una cinghia utilizzata da un commissario per rialzare la moto dalla ghiaia si è impigliata sulla sua telecamera posteriore, tanto che i commissari sono obbligati a mostrargli la bandiera nera col bollo arancione.

Questo lascia Petrucci solo al comando, ma nei successivi quattro giri Dovizioso, ripresosi dallo spavento, sta tentando la rimonta sul compagno tirandosi dietro un plotone di piloti, tra cui Márquez che ha scavalcato Espargaró per la quarta posizione. A tre tornate dalla fine cominciano i guai per Dovizioso, che soffre in trazione con la gomma Soft posteriore e il fratello di Marc lo può attaccare alla Chapelle, cosa che succede. E’ allora il rookie a tentare la rincorsa a Petrucci, ma mancano pochissimi giri alla fine.

Anche Pol Espargaró supera Dovizioso con relativa facilità, togliendogli il podio e punti importanti in ottica campionato. L’italiano riesce però a difendersi da Oliveira, mentre dalla sesta piazza sta recuperando, a ritmo di carica, il pilota di casa Johann Zarco. La situazione delle prime tre posizioni è congelata e a Danilo basta gestire il secondo di vantaggio che ha fino al traguardo, per ottenere il suo secondo successo in carriera e il primo per la Ducati a Le Mans. Márquez chiude secondo davanti alla KTM #44 e a Dovizioso, mentre Zarco, all’ultima chance, ha superato Oliveira prendendosi la quinta posizione, il suo miglior risultato dal terzo posto ottenuto a Brno.

Settimo è Nakagami sulla Honda 2019, davanti a un ottimo Stefan Bradl. Alle spalle del sostituto di Marc Márquez, giunge il terzetto dei piloti in lotta per il mondiale con Quartararo a precedere Viñales e Mir, con “Top Gun” bravo a mettersi dietro il suzukista a due curve dalla fine.

Ecco i risultati del Gran Premio di Francia e la classifica piloti aggiornata.

Fonte immagine: ducati.com

MONOPOSTO by SAURO

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Alyoska Costantino
Sono Alyoska Costantino, per gli amici Aly. Ed è da quando avevo 6 anni che ho cominciato a vedere in televisione auto e motociclette sfrecciare a 300 km/h sui circuiti più belli di sempre. Weekend dopo weekend aumento la mia affinità col Motorsport, magari anche con categorie nuove da scoprire, specialmente con le due ruote che stanno diventando il mio pane. Pronto a dirvi le mie opinioni e ascoltare le vostre.

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