MotoGP | GP Austria 2020, la cronaca della gara

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Segue la cronaca del Gran Premio motociclistico d’Austria 2020, vinto da Andrea Dovizioso davanti a Joan Mir e Jack Miller. La gara, partita con ventotto giri, ha visto due partenze a seguito della bandiera rossa del nono giro, con una seconda parte durata venti giri.


Al contrario delle previsioni del weekend, il cielo è sereno per la gara della MotoGP, con solo qualche nuvolone lontano. Dovizioso parte con gomma media davanti e morbida dietro, mentre Mir scegliere la M anche al posteriore; le tre Yamaha di Quartararo, Viñales e Rossi partono con soluzione Medium-Medium.

Alla partenza scatta benissimo Miller dalla seconda casella, che dopo pochi metri si ritrova già in prima posizione con la Yamaha di Viñales alle spalle. Dovizioso, terzo, passa lo spagnolo alla Remus, con “Top Gun” che presto perderà altre due posizioni da Espargaró e Mir. Sesto Rins, mentre sono partiti malissimo sia Quartararo che Zarco, rispettivamente ottavo e 13°.

Rins finisce largo nel tentativo di superare il connazionale della Yamaha, mentre Espargaró non si accontenta della terza posizione e decide di attaccare Dovizioso. Dopo un primo tentativo fallito alla curva 9, il pilota KTM ce la fa a passare “Dovi”, mentre Miller vede il suo leggero vantaggio ridursi a zero già alla fine del secondo giro. Sta rimontando bene Binder intanto, con sette sei posizioni guadagnate nelle prime tornate.

Il ritmo non è molto veloce e questo permette alle due Yamaha di Viñales e Quartararo e alla KTM di Oliveira di tornare sul gruppetto dei primi. Il #12 ha però fretta di recuperare e, nel tentativo di attaccare Mir al quarto posto, quasi c’entra l’avversario permettendo a Fabio di tornargli davanti. I due battagliano poco dopo tra loro ma anche stavolta è il terzo incomodo, Oliveira in questo caso, ad avvantaggiarsi.

Pochi secondi dopo il primo colpo di scena, con Quartararo che alla Schlossgold arriva troppo lungo e va nella sabbia, rientrando in ultima posizione. Le difficoltà di “El Diablo” arrivano allo stesso giro nel quale Espargaró passa al comando superando Miller alla Rindt, con Mir terzo che ha passato l’altra Ducati.

Il secondo colpo di scena è al nono giro, nel quale si sfiora la tragedia: Zarco, in ottava posizione, sorpassa sul rettilineo verso la Remus Morbidelli, ma al momento della staccata stringe troppo verso l’interno, tagliando praticamente la strada all’italo-brasiliano che decolla sulla moto del francese. La Ducati #5, senza controllo, va dritta verso l’air-fence, mentre la Yamaha di Morbidelli taglia tutta curva 3 passando in mezzo a Viñales e Rossi, che per miracolo vengono sfiorati da essa. Valentino si vede davanti anche la moto di Zarco arrivare, che gli passa a pochi centimetri dalla testa, ma incredibilmente i due yamahisti sono illesi. Zarco rientra ai box con lo scooter mentre Morbidelli viene soccorso in ambulanza, fortunatamente cosciente e in buone condizioni fisiche come si scoprirà poco dopo.

Dopo venti minuti, necessari per ripulire la pista e sistemare l’air-fence all’interno di curva 3, la gara riparte per 20 giri, con griglia di partenza basata sull’ultimo passaggio sul traguardo. Alla seconda partenza Espargaró, dalla pole, parte perfettamente seguito dalle due Ducati di Miller e Dovizioso, con l’australiano che passa al comando in curva 6. Alle loro spalle le Suzuki di Mir e Rins in lotta tra loro, mentre Viñales, partito sesto, tra la prima curva e la staccata della 3 perde addirittura quattordici posizioni, finendo il primo giro 20°. Intanto, Quartararo ne recupera qualcuna ed è 14°.

Subito dopo il gruppo di testa lottano Binder e Rossi, con entrambi che vanno larghi in curva 9 e rientrano in pista davanti a Nakagami. Miller, che ha montato due gomme Soft per questa seconda partenza, davanti scappa mettendo un secondo tra sé e Dovizioso, che invece continua da dove aveva terminato la sua lotta con Pol Espargaró. Si fa vedere anche Rins che sorpassa la KTM in uscita da curva 9 approfittando di un largo del connazionale, ma la moto austriaca risponde di motore.

Espargaró continua però a sbagliare in alcuni punti la frenata e, dopo aver perso due posizioni dalle Suzuki, va largo nuovamente alla Schlossgold: lo spagnolo però riesce a rimanere in pista ma Miguel Oliveira, alle sue spalle, esce abbastanza largo dalla curva e i due entrano in contatto, finendo entrambi a terra. E’ il secondo ritiro consecutivo per Espargaró, che lo allontana dalla leadership del campionato.

Davanti rimangono in tre a giocarsi la vittoria, con Rins che riaggancia Dovizioso e che a sua volta riprende Miller in fuga. Il suzukista si prende uno spavento colossale alla curva 6 dove l’anteriore quasi lo molla, mentre Dovizioso, tre curve dopo, sorpassa il compagno di marca e va al comando per la prima volta in questa gara.

Anche Rins riesce a passare “Jackass” e allo stesso tempo non vuole perdere tempo dietro Dovizioso. L’attacco arriva proprio in curva 6, ma stavolta Rins non riesce a salvarsi dalla caduta e finisce a terra, buttando via il primo podio stagionale.

Alla Suzuki rimane Joan Mir, che si avvicina a un Miller in crisi di gomme e che permette, facendo un po’ da tappo, a Dovizioso di scappare negli ultimi giri con un secondino di vantaggio. I due giovani piloti sono più preoccupati a lottare per il secondo posto e la loro lotta prosegue fino a due curve dalla fine, quando Miller arriva troppo forte alla Rindt spalancando la porta allo spagnolo.

Andrea Dovizioso quindi vince il Gran Premio d’Austria per la terza volta in carriera, davanti a Mir e Miller. Quarto Brad Binder, autore di due rimonte nel corso del GP dopo i due start, mentre Valentino Rossi termina quinto come primo pilota Yamaha. Sesto Taka Nakagami su Honda, poi Danilo Petrucci settimo che ha ragione in volata di Quartararo, che ha tentato un sorpasso all’ultima curva sul ternano. Nono Iker Lecuona ai suoi primi punti stagionali, davanti a un deludente Maverick Viñales.

Qui i risultati del Gran Premio e la classifica iridata dopo le prime quattro gare.

MONOPOSTO by SAURO

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Alyoska Costantino
Sono Alyoska Costantino, per gli amici Aly. Ed è da quando avevo 6 anni che ho cominciato a vedere in televisione auto e motociclette sfrecciare a 300 km/h sui circuiti più belli di sempre. Weekend dopo weekend aumento la mia affinità col Motorsport, magari anche con categorie nuove da scoprire, specialmente con le due ruote che stanno diventando il mio pane. Pronto a dirvi le mie opinioni e ascoltare le vostre.

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