MotoGP | GP Australia 2004: Che spettacolo!

Valentino Rossi vince a Phillip Island in volata su Gibernau conquistando così il suo sesto titolo mondiale in carriera, il terzo in MotoGP e il primo in sella alla Yamaha!

Dei suoi nove titoli mondiali conquistati, Valentino Rossi ha sempre indicato quello conquistato nel 2004 come uno dei più belli e il più significativo nella sua lunghissima carriera in MotoGP.

Il motivo è molto semplice: dopo tre titoli mondiali nel 2004, il fenomeno di Tavullia ha deciso di lasciare la Honda dopo tre stagioni semplicemente impeccabili, formando un’accoppiata pilota-moto con pochi eguali nella storia di questo sport, andando a sposare la causa della Yamaha, in netta difficoltà nelle stagioni precedenti e parecchio vogliosa di tornare ai vertici.

Un altro motivo che ha spinto Rossi a compiere questo cambiamento epocale stava nel dimostrare di essere il miglior pilota in circolazione, con i suoi successi precedenti che sono arrivati non solo per merito dell’incredibile moto a disposizione ma anche per la sua capacità di trarre il massimo da essa, sottolineando più volte come in sella alla moto ci fosse lui.

Sulla carta la sfida intrapresa da Valentino sembrava completamente folle e senza senso, ma i risultati della stagione daranno ragione a lui: a due gare dal termine del campionato Rossi ha ottenuto ben sette vittorie contro le quattro del suo diretto inseguitore, lo spagnolo Sete Gibernau in sella alla Honda del team Telefonica Movistar, la struttura gestita da Fausto Gresini.

Tra i due piloti c’è una rivalità molto accesa alimentata da quanto successo in Qatar, con Rossi retrocesso in fondo allo schieramento dopo che nella notte precedente alla gara, alcuni membri del suo team hanno pulito la casella della griglia di partenza dalla quale sarebbe dovuto partire in gara con uno scooter, il tutto dopo un reclamo sporto dalla Honda e dagli uomini del box di Gibernau, accolto dalla Direzione Gara a pochi istanti dal via. Dopo la penalità subita, Rossi mise in piedi una furiosa rimonta che lo portò rapidamente tra i primi fino alla caduta arrivata al sesto giro, mentre Gibernau si involò indisturbato verso la vittoria della gara.

Rossi non digerì per nulla quanto successo a Losail, mettendosi in testa l’obiettivo di vincere le tre gare rimaste in programma lasciando Gibernau a bocca asciutta. Dopo la vittoria in Malesia, Valentino può chiudere i giochi per il titolo in occasione del Gran Premio d’Australia, quindicesimo e penultimo appuntamento della stagione in programma il 17 ottobre 2004.

Rossi arriva a Phillip Island con un vantaggio di 30 punti sul pilota spagnolo e gli basterebbe un secondo posto per diventare campione del mondo. Ma il #46 vuole mantenere la sua promessa battendo il rivale anche in pista, dimostrando nuovamente chi è il più forte.

Gibernau parte dalla pole position proprio davanti a Rossi, con la Ducati di Loris Capirossi a completare la prima fila. Più attardato Max Biaggi, settimo in griglia e che dopo l’ottimo avvio di stagione non è riuscito a mantenere il ritmo di Rossi e Gibernau, vincendo solamente al Sachsenring.

Al via Capirossi e Rossi scattano alla grande con il #65 in testa alla prima curva davanti al pilota della Yamaha. Gibernau è terzo e nella lunga curva 2 a sinistra riesce a superare Rossi all’esterno, per poi portarsi al comando al tornantino Honda passando Capirossi, stavolta all’interno.

Lo spagnolo si è portato in testa alla gara con due grandi manovre mentre Rossi si ritrova in bagarre con le Ducati di Capirossi e Troy Bayliss, mettendo le ruote sulla terra in uscita dalla curva 8 per poi superare entrambe le moto di Borgo Panigale nella discesa che porta al tornantino della curva 10 per completare il giro in seconda posizione, quanto gli basterebbe per vincere il titolo.

Ma Rossi vuole nuovamente battere Gibernau in pista, per ribadire chi è il miglior pilota in circolazione e per mantenere la parola data dopo quanto successo in Qatar. Dopo pochi giri si capisce subito che la gara è un affare tra i due pretendenti al titolo, con Gibernau in testa che nel primo giro ha costruito un vantaggio di oltre un secondo approfittando delle bagarre nelle quali è rimasto coinvolto il pilota italiano. Una volta liberatosi delle Ducati, però, Rossi inizia a marcare tempi più veloci rispetto al suo rivale e riesce a raggiungerlo al sesto giro portandosi dietro Capirossi, a sua volta molto veloce nonostante sia marcato a uomo da Alex Barros sulla Honda HRC, dopo che il brasiliano si è facilmente liberato del resto del gruppo.

Alla fine del settimo giro Rossi inizia a farsi minaccioso nei confronti di Gibernau senza però cercare il sorpasso. I due continuano a fare gara in coppia iniziando a staccarsi dalla coppia formata da Capirossi e Barros, con l’italiano che inizia a calare il suo ritmo e al decimo giro subisce il sorpasso da parte del pilota della Honda per la terza posizione.

Rossi esce dalla scia di Gibernau nella discesa che porta al tornantino della curva 10 per farsi vedere ma senza affondare la staccata. I due hanno delle traiettorie leggermente diverse nella parte guidata della pista, con Rossi che esce più largo dalla curva 8 rispetto a Gibernau per avere più velocità nella curva in salita che porta poi al tornantino della curva 10, mentre Gibernau rimane sempre cucito ai punti di corda e riesce ad avere a sua volta un’ottima percorrenza di curva.

Anche nel cambio di direzione tra le curve 1-2 le linee dei due si differenziano in alcuni passaggi, con Rossi che al 13° giro si fa vedere all’interno di curva 2 per poi nuovamente non affondare il colpo, preferendo rimanere alle spalle di Gibernau.

I due continuano a fare gara a se con Gibernau (obbligato a vincere per mantenere il titolo aperto) che non riesce a scrollarsi di dosso Valentino, che al 19° giro lo affianca sul rettilineo del traguardo per superarlo poi alla prima curva, passando per la prima volta al comando della gara.

Gibernau non molla e al 21° giro cerca di tornare davanti al tornantino Honda, non riuscendo però a trovare lo spazio sufficiente per passare Rossi, che resiste e rimane al comando. Al termine del giro successivo, però, l’attacco dello spagnolo è efficace, tornando al comando passando Rossi sul rettilineo d’arrivo.

Ma la bagarre è ancora lunga. Si arriva all’ultimo giro, con Gibernau in testa davanti a Rossi: Valentino cerca subito l’affondo nella lunga curva 2, passando all’interno e tornando davanti. Valentino però va largo alla curva 5, il tornantino Honda, lasciando così strada a Gibernau per tornare in testa. Rossi rimane incollato nelle successive curve veloci del tracciato, uscendo dalla traiettoria dopo la curva 8 e nella percorrenza della curva successiva approfitta di uno spazio lasciato da Gibernau per passarlo all’interno, difendendo poi magistralmente l’interno nel successivo tornantino in discesa!

Valentino Rossi è al comando della gara e nell’ultima parte della pista riesce ad avere la meglio su Gibernau, vincendo così in volata il Gran Premio d’Australia e laureandosi per la sesta volta in carriera Campione del Mondo, conquistando il quarto titolo in Top Class, il terzo in MotoGP ma soprattutto il primo con la Yamaha!

La portata dell’impresa è incredibile: Valentino è riuscito a realizzare il suo obiettivo di vincere in sella ad un’altra moto, ribadendo di essere il più forte in pista riportando il titolo alla Yamaha dopo 12 anni, dal 1992 grazie al titolo conquistato da Wayne Rainey nella 500cc.

Proprio per la portata di questa impresa, lo stesso Rossi ricorda ancora quella stagione tra le migliori della sua lunghissima carriera, contraddistinta da nove titoli mondiali, 115 vittorie, 235 podi in oltre 400 gare disputate. Una carriera che terminerà nel 2021, salutando uno sport che ha completamente rivoluzionato negli ultimi 26 anni.

Immagini: Twitter / MotoGP

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