MotoGP | GP Argentina: dominio totale di Márquez, Rossi vince la battaglia con Dovizioso

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GP Argentina: dominio totale di Márquez, Rossi vince la battaglia con Dovizioso

Tredici secondi di vantaggio per il campione del mondo. Strike Morbidelli-Viñales all’ultimo giro di 31 Marzo 2019, 22:38

Una prestazione brutale. Basterebbe questo per riassumere la prestazione di Marc Márquez in gara a Termas de Rio Hondo: al comando dal primo all’ultimo giro, con anche il giro più veloce per completare in bellezza un Grand Chelem. Stavolta né Dovizioso, né la Yamaha, né nessun altro ha potuto contrastare l’iberico, che ha fatto questo fine settimana ciò che poteva tranquillamente fare, senza strafare, dodici mesi fa.

C’è anche la testa della classifica per il “Cabroncito”, e in qualche modo deve ringraziare il suo vecchio rivale Valentino Rossi: l’eroe di Tavullia ha condotto una grande gara, battagliando e battendo all’ultimo giro Andrea Dovizioso conquistando il secondo posto, cioè il suo miglior risultato dal Gran Premio di Germania al Sachsenring del 2018. Per Dovi rimane il rammarico di aver perso quattro punti in poche curve, ma c’è comunque la soddisfazione di aver ottenuto un podio insperato in una pista sfavorevole alla GP19. Parlando di rammarico, è decisamente più grande quello di Maverick Viñales, il quale ha concluso nella maniera peggiore una gara andata già male sin dallo start, e terminata appunto con un contatto causato da Franco Morbidelli alla curva 8.

LA CRONACA

La minaccia di pioggia viene ancora una volta scongiurata in questo weekend, con persino l’affacciarsi del sole su Termas. La scelta degli pneumatici vede, tra i protagonisti, Márquez e Dovizioso selezionare entrambi la Hard all’anteriore e la Soft al posteriore, mentre Valentino sceglie una gomma media per il retrotreno; tutt’altra strada per Viñales, che sceglie due Soft.

Alla partenza scattano bene Márquez e Dovizioso dalla prima fila, al contrario di Viñales che parte un’altra volta male e si ritrova a girare la prima curva attorno alla settima posizione. Il successo di Márquez è praticamente già deciso all’uscita della 1, quando ha già diversi metri di vantaggio su Dovizioso che gli permettono di difendersi anche sul rettilineo. Seguono Miller, Rossi, Viñales che riesce a recuperare qualcosa alla curva 2 e la Ducati di Petrucci. Già alla 5 c’è il rischio di un contatto tra Crutchlow e Morbidelli al primo giro.

In un solo giro il campione del mondo piazza un secondo e mezzo tra sé e la Ducati #04, facendo capire che oggi non ce n’è per nessuno. Continuano invece i problemi di “Top Gun”: un errore al secondo giro lo costringe ad arrancare dietro Morbidelli e Petrucci. Si assiste anche alla bella battaglia tra Valentino e “Jackass” Miller, che si scambiano più volte la posizione: alla 8 l’agilità della M1 si fa valere, ma sul dritto l’australiano riesce a ripassarlo. Nel frattempo dalle retrovie inizia la rimonta di Rins, che recupera quattro posizioni in due giri.

La direzione gara segnala un ride through per Cal Crutchlow per partenza anticipata, anche se dal replay lo scatto dell’inglese pare, ad occhio nudo, regolare. Al terzo passaggio Cal lo effettua scendendo in 22a posizione. Intanto la lotta davanti prosegue con Morbidelli che cerca d’infastidire il compagno di marca Valentino, il quale risponde con una discreta lezione in staccata in fondo al rettilineo. Tre secondi intanto tra Márquez e Dovizioso.

Al sesto giro Rossi riesce finalmente a superare l’australiano e a conservare la posizione sul podio virtuale, cominciando a infastidire anche Dovizioso per la piazza d’onore; con la defezione di Crutchlow c’è un’alternanza Ducati-Yamaha impressionante dalla seconda alla settima posizione. Valentino cerca di superare Dovizioso e mettersi al comando di questo gruppo, ma per cercare di resistere alla 5 dall’attacco del forlivese arriva lunghissimo, tenendo dietro Miller per un pelo. Intanto, Petrucci supera Miller.

All’ottavo passaggio lo yamahista passa Dovizioso e riesce a difendersi sul dritto per la prima volta, e nel giro successivo la situazione si ripete con Valentino che rimane davanti alla 5. La sensazione è che il #46 stia spingendo a giudicare il gruppetto che si sfilaccia alle sue spalle, ma questo non impedisce la rimonta furiosa di Rins, che prima passa Quartararo, poi Nakagami, e infine si mette alla caccia del gruppetto degli inseguitori. Grande anche la lotta tra “Morbido” e Miller, con i due che entrano in contatto all’uscita della 8.

Dovizioso non sembra però in difficoltà a tenere il ritmo del nove volte campione, senza mai affondare il colpo in fondo al rettilineo. Nel frattempo Lorenzo è 15°, in lotta con Zarco e Rabat per un solo punto, mentre Crutchlow rimonta fino alla 18a posizione. Molto più avanti, Dovizioso risorpassa Rossi per il secondo posto, con ancora al gancio i compagni di marca.

Con Andrea davanti il serpentone è notevolmente più compatto, e infatti la Suzuki di Rins raggiunge la coda di Viñales rapidamente. Una volta raggiunto, “Top Gun” commette un errore alla 5, che lo manda ben oltre la traiettoria ideale facendolo riscendere dietro Nakagami, al nono posto; non è la gara che ci si aspettava dallo spagnolo dopo le ottime qualifiche. Nel frattempo cadono, entrambe in curva 1, le moto Avintia di Abraham e Rabat.

La rimonta di Rins dalla 16a posizione va sempre meglio, e il pilota Suzuki riesce a superare anche Miller per il sesto posto. Grazie al motore Ducati, Miller risponde ad Álex e a Morbidelli davanti nello stesso momento, ma è strepitosa la manovra di Rins che in un colpo solo li sorpassa entrambi in uscita dal tornante 5. Siamo a otto giri dalla fine e la Suzuki sembrerebbe in grado di lottare per il podio, ma ha davanti un Petrucci che si difende bene, nonostante una GP19 un po’ ballerina in staccata.

Si ritira l’altra Suzuki di Mir per un problema tecnico, che costringe l’ex-campione della Moto3 a rientrare ai box anzitempo. Siamo a quattro giri dalla fine e la battaglia per la piazza d’onore sembra ristretta ai due ex-campioni del mondo, con Rins ancora bloccato nella tenaglia Ducati da Miller e Petrucci.
La situazione rimane questa con “Petrux” che si stacca negli ultimi tre giri dai due avversari, con quindi due duelli per la seconda e la quarta posizione.

All’ultimo giro Rossi è ancora molto vicino a Dovizioso, e l’attacco arriva alla 8. La moto di Dovi si scompone leggermente impedendogli una reazione immediata, e questo permette a Rossi di guadagnare i metri decisivi per un secondo posto. Il vero colpo di scena avviene poco più indietro, sempre alla curva 8: Petrucci riesce a infilarsi tra Morbidelli e Viñales per inserirsi per primo nella lunga curva a destra, ma il “Morbido” arriva troppo lungo in staccata e stende l’incolpevole Maverick, che perde punti preziosi già alla seconda gara.

Márquez vince in scioltezza il suo primo GP dell’anno, seguito dai due italiani e da uno stoico Miller, che resiste all’assalto di Rins e ottiene il quinto posto. Con Morbidelli e Viñales out, se ne avvantaggiano Nakagami, che giunge settimo, Quartararo e i due fratelli Espargaró, con Aleix su Aprilia davanti a Pol con la KTM. Lorenzo giunge 12°, dietro anche a Oliveira.

La classifica vede ora Márquez davanti di quattro lunghezze su Dovizioso, comunque arrivato a podio in entrambe le gare nonostante il pronostico sfavorevole. C’è già un discreto gap di punti tra i primi due e Rossi, a quota 31, e Rins a 24. Appena 9 punti per Viñales, 11° nella generale.

Il circus a due ruote si trasferirà nel Nord America tra due settimane, nella cittadina di Austin in Texas al COTA. Un’altra tappa con il #93 stampato sopra, in cui gli avversari, in primis la Ducati con Dovi, dovranno solo evitare passi falsi e difendersi come possono. Al varco anche Jorge Lorenzo e Cal Crutchlow su una pista pro-Honda, e le variabili Yamaha e Suzuki.

Qui i risultati del Gran Premio d’Argentina, molto combattuto per le posizioni subito retrostanti al vincitore, e la classifica iridata.

Fonte immagine: hondaracingcorporation.com


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