MotoGP | Diversi cambiamenti previsti da Dorna per il 2022

MOTOGP
Diversi cambiamenti previsti da Dorna per il 2022

Ventidue gare in calendario e riduzione dei test, si punta ai 24 piloti in griglia di 14 Giugno 2019, 16:00

Si guarda al futuro anche nel Motomondiale, di preciso in particolare alla classe regina MotoGP. Non sono previste modifiche regolamentari massicce per i prossimi anni, ma piccole variazioni che potrebbero cambiare la categoria nel giro di pochi anni. Con un’intervista su Speedweek.com e poi riportata su Motosprint, l’amministratore delegato di Dorna Sports Carmelo Ezpeleta ha esplicato i cambiamenti a cui sta puntando per il 2022, e che si prolungheranno per i cinque anni successivi (fino al 2026). Non è una novità in fondo, poiché la storia della MotoGP, in termini di modifiche regolamentari, si può suddividere in diversi quinquenni.

L’obiettivo primario è di allargare i propri orizzonti in termini di paesi in cui correre, aumentando quindi le tappe in calendario sforando il tetto di venti gare previste attualmente dal contratto che lega Dorna ai fornitori, ai produttori e alle squadre; Ezpeleta punta a un calendario ben fornito con ventidue location. Adesso le gare in calendario sono diciannove (il numero più alto finora raggiunto dal Motomondiale), ma già dall’anno prossimo si aggiungerà il KymiRing in Finlandia portando il conto a un tondo venti, il massimo raggiungibile per ora. Nel 2021 dovrebbe fare il suo debutto anche l’Indonesia con il circuito cittadino sull’Isola di Lombok (che ospiterà anche la SBK nello stesso anno), ma con il suo inserimento si sforerebbe il tetto delle venti gare ancor prima di aver siglato un accordo nero su bianco.
Ad arrivare alla fatidica cifra voluta ci potrebbe essere il Brasile, dettosi interessato a rientrare con la nuova pista in costruzione di Rio de Janeiro, sul quale gareggerà anche la Formula 1 in futuro.

Un altro problema riguarda la collocazione di queste nuove tappe nel calendario, e la soluzione più ovvia, e potenzialmente problematica per i team, sarebbe la cancellazione di parte dei test. Una o due settimane di prove collettive potrebbero venir cancellate in modo da anticipare l’inizio del mondiale, ma potrebbero essere compensati da test post-GP nel corso della stagione. Anche i test IRTA non farebbero eccezione e verrebbero diminuiti; sarebbe un ulteriore colpo per i team principali nella classe regina, poiché Honda, Ducati, Yamaha e Suzuki subiscono limitazioni dovute alle loro prestazioni, tra cui il congelamento dei motori, l’utilizzo di soli sette propulsori a stagione e, appunto, la limitazione sul numero di test liberi.

Uno dei nodi cruciali dell’attuale MotoGP riguarda l’aerodinamica, continuamente sviluppata e portata allo stremo da soluzioni sempre più al limite, su una strada aperta da Ducati nel 2015 con le alette e continuata con le carene, nonostante il ban sulle prime per la loro pericolosità. Il CEO di Dorna non ha dato dettagli precisi su cosa si farà, ma l’obiettivo è cercare di limitare questa ricerca esasperata, per limitare i costi e limare il gap tra i team più forti e quelli privati.

Proprio su questi si concentra l’ultimo punto dell’intervista. Attualmente sono sei i marchi presenti in campionato, e Dorna sarebbe intenzionata a non alterare questo dato, né in negativo né in positivo. Non è molto chiaro il motivo di tale scelta, ma una soluzione potrebbe essere voler spingere altri produttori più piccoli, e con meno risorse, a concentrarsi anche nelle altre classi gestite da Dorna. Il pensiero va alla MV Agusta che ha puntato sulla Moto2, ma anche alla SBK in generale dove nell’ultimo anno si sono persi due marchi italiani, la stessa MV e l’Aprilia.

In compenso, si punta ad aumentare le presenze fisse nella categoria. Sono ventidue i piloti che partecipano a tutt’e diciannove le gare in campionato, diminuiti dallo scorso anno con l’addio alla MotoGP del team Marc VDS per problemi economici. L’obiettivo è cercare di tornare a ventiquattro partecipanti nel 2022, ma soprattutto di avere una soluzione in cui ogni marchio ha un team ufficiale e uno clienti. Questo andrebbe a svantaggiare la Ducati (che ha tre team al momento, con Pramac e Avintia a fare da clienti) e avvantaggerebbe Suzuki e Aprilia (anche se, per la Casa di Noale, c’è la problematica di essere appoggiati a Gresini che viene contato come team clienti al momento). Proprio oggi sono circolate voci, riportate da Sky durante le libere, di un passaggio del team SAG Onexox alla MotoGP; ora, questo team corre con Nagashima e Gardner in Moto2.

Carmelo Ezpeleta si è concentrato anche sul tema Superbike secondo un altro articolo di Speedweek.com, su cui sono circolate anche voci di alcune proposte arrivate a FIM per cambiare il promoter. L’amministratore delegato ha enunciato la volontà di promuovere le wildcard (cosa che sta avvenendo già ora con le news arrivate riguardanti il round di Misano), e si sta lavorando anche e soprattutto per migliorare il calendario sulle tempistiche e sul numero di round, attualmente tredici stagionali. Si è pensato anche all’unire la categoria, in alcune occasioni, al circus della MotoGP per degli eventi in accoppiata, ma difficile che si possa realizzare un piano simile vista la presenza anche di SSP600 e SSP300.

Fonte immagine: motogp.com


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